Nigeria. «Boko Haram ha bruciato viva mia mamma davanti ai miei occhi»
«Quando Boko Haram ha attaccato la città di Madagali, ci hanno riuniti tutti e poi hanno sparato a mio padre». Rejoice, studentessa di 19 anni, ricorda bene quando ad agosto i terroristi hanno invaso la sua città, nello Stato settentrionale di Adamawa, Nigeria. Ora la ragazza si trova in un campo profughi a Yola, insieme ad almeno 4.500 altri nigeriani scappati da diversi villaggi.
«BRUCIATA VIVA». Rejoice, che significa “gioire”, non ha perso solo il padre: «Hanno preso mia madre e le hanno dato fuoco – racconta con occhi spenti alla Bbc – L’hanno bruciata viva davanti ai miei occhi». La studentessa rimasta sola è riuscita a scappare nella foresta e a raggiungere Yola dopo settimane di nascondigli e marce forzate per 270 chilometri. «Facevo fatica a mangiare durante la fuga a causa di quello che avevo visto. Anche ora qui nel campo non riesco a ingerire niente».

Sauki non sa dove si trovi ora sua madre ma una donna le ha detto di averla vista nei boschi: «Le ha chiesto del cibo, ma non so di più. Non ha un telefono e non so come rintracciarla».

I terroristi islamici hanno conquistato in due mesi una decina di città nello Stato di Adamawa e Borno, la cui capitale, Maiduguri, è stata quasi accerchiata (mappa a fianco). I rifugiati hanno anche poche speranze di tornare alle loro case, visto che da qualche mese i terroristi hanno cambiato strategia: le città conquistate non vengono abbandonate ma presidiate per creare un califfato e la bandiera nera jihadista viene fissata sugli edifici principali.
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3 commenti
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povera gente….mentre l’europa sta guardare
Prosegue la manifestazione del livello raggiunto dalla civiltà islamica in tutto il mondo e l’Italia continua ad importare musulmani, a nutrirli, a vestirli, a mantenerli, a dare moschee, in modo di far crescere altri assassini di cristiani.