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Miriano: il matrimonio è gusto, fascino, apertura ad Altro (e no alle mutande ascellari)

dicembre 2, 2012 Benedetta Frigerio

Scrive libri controcorrente, prende la vita con allegria. Costanza Miriano e un consiglio alle coppie: “Serve un amore più grande che le sostenga”

I libri della giornalista Costanza Miriano si intitolano Sposati e sii sottomessa e Sposala e muori per lei. Considerato i tempi si direbbe che ironizzano su stereotipi obsoleti. Sopratutto se questi libri sono stati venduti a 45 mila persone. E invece, anche se l’ironia dell’autrice è reale e pure accattivante, i titoli dei pamphlet vogliono dire davvero quello c’è scritto. Tanto da incuriosire la giornalista del Corriere della Sera, Sara Gandolfi, che sul blog “La 27 Ora” scrive alle femministe che se hanno venduto tanto questi libri vanno presi in considerazione. La conclusione della Gandolfi, però, è cinica: «Qualche volta, a tutte noi, viene l’angoscia e pensiamo che sia stato tutto sbagliato. Che forse era meglio trovare un marito (ancor meglio se ricco), sottometterci, farci tanti figli così eravamo più sicure di tenercelo stretto, imparare a cucinare e vivere come le nostre bisnonne, sfornando bebè e torte, preferibilmente senza lavorare (…) Poi ci svegliamo, e siamo felici di essere nel 2012». Tempi.it ha chiesto all’autrice di rispondere.

È una contraddizione, la Gandolfi parla di angoscia eppure dice di essere felice così.
Ci vuole molta onestà intellettuale per non ritrarsi davanti a certe parole che sono state marchiate dal movimento a cui appartieni come contrarie alla donna. D’altra parte, capire la proposta cristiana è una grazia: comprendere che la vita è un mistero, che c’è qualcuno che sta dietro le cose della vita, Qualcuno che fa il mondo perché ci ama, andando al di là dell’apparenza e delle nostre reazioni istintive e ci fa gustare di più tutto. Ma la proposta cristiana è per tutti, prova sono le lettere di alcune lettrici scettiche che hanno tentato di mettere in pratica qualche ricetta contenuta nel libro scoprendo che funzionava. Questo mi colpisce perché conferma che la via che ci chiede Dio è la migliore per tutti, credenti o no.

Lei osa parlare di sacrificio e bellezza insieme, dice che non bisogna “fare le prediche” ma amare il marito con gesti concreti; scrive addirittura che è rilassante obbedire. Usa parole considerate ossimori. Eppure i suoi libri vanno a ruba.
Forse perché la gente non è felice seguendo la proposta del mondo. Comunque ci tengo a dire che anche io dimentico di provare a vivere il matrimonio come scrivo nel mio libro. Mio marito mi dice sempre: “Anche io come chi ti scrive vorrei tanto conoscere l’autrice di questo libro!”. E gli amici: “Costanza, forse dovresti leggere Sposati e sii sottomessa”. Hanno ragione perché quando comincio ad obbedire, altro che ossimoro, è una pacchia. Ad esempio, io sono una che pensa che controllando tutto è meglio, ma so anche che quando agisco così non sono felice. Quindi, certi sabati in cui vorrei andare a fare la spesa, mettere a posto tutto, comprare i vestiti mancanti ai figli, provo a cedere la decisione a mio marito che spesso propone di andare al parco o a vedere un museo. All’inizio penso a quante commissioni avrei potuto fare e che quelle ore al parco sono tempo perso, poi ci vado e passo momenti bellissimi in cui mi accorgo che quelle sono ore utilissime. Mentre se guardo chi si ribella continuamente vedo che è spesso insoddisfatto. Per questo la vera domanda che farei alle femministe è quella che pongo sempre a me stessa per capire se sto prendendo la strada giusta: «Ma io sono davvero contenta così, aspettando di esserlo quando avrò più diritti e riconoscimenti?». Bisogna rispondere onestamente.

Scrivi agli uomini che devono imparare a essere forti, a tenere le redini e portare i pesi della famiglia. Se non lo fanno si annichiliscono e non si realizzano. Ma come trovare la forza?
Bisogna che ci sia un amore più grande che li sostenga. Nessuno sposo e sposa, nemmeno i più bravi potranno mai soddisfare a vicenda il desiderio dell’uomo e la voragine femminile della donna per cui vorremmo sempre di più. Noi siamo inquieti perché cerchiamo l’infinito. E non siamo capaci di seguire delle regole, anche se ci sforziamo moralisticamente, ma dopo un po’ ci stufiamo. Non è uno sforzo quello che propongo, il mio è un invito a conoscere l’amore che solo ci può permettere di amare. Ed è passando dal sacramento tra marito e moglie che si arriva a questo Amore.

Lei vuole sfatare il mito di un cristianesimo sciatto. Prende in giro le donne che non si curano, e quelle pie che stanno più con i preti e gli amici anziché col marito.
Se Dio è fra voi due come dice il sacramento, è lì che devi dare il meglio. Questa della sciatteria e dello spiritualismo è la tecnica del Nemico che ti fa credere che stare dalla parte di Dio è rinunciare al bello. Dove quello che ti piace o ti fa ingrassare, o la Chiesa te lo vieta. È il contrario, la Chiesa incoraggia al bello e alla cura di sé. Per questo anche a Radio Maria ho parlato della mia crociata contro la sciatteria e le “mutande ascellari”. Sant’Agostino sgridava le donne vestite da penitenti, che pretendono troppa elemosina e sacrifici anche dai mariti. Tante volte, per un malinteso e per l’errore di certa teologia cristiana, le spose cadono in questo spiritualismo grigio, ma la nostra è una fede in un Dio di carne che ci ama.

Oltre alle copie vendute ci sono altri riscontri positivi?
Una lettrice stava pensando a separarsi. Ha deciso di dare un mese al marito, provando a seguire il libro. Alla fine gli ha detto basta. Ma lui ha risposto: «Ma come, se è stato il mese più bello della nostra vita». Tanti poi mi scrivono di sentire una nostalgia incredibile di rapporti veri, stabili e puliti. Desiderano anche sacrificarsi per la famiglia, ma dicono di non riuscirci. Poi mi hanno scritto tantissimi che si sono riconciliati, che hanno scelto di fare un altro figlio, che sono cambiati leggendo il libro. E questo mi dà gioia perché è il motivo per cui ho scritto il libro: far provare ad altri il gusto della vita cristiana.

Anche alle lettrici del Corriere.
Vorrei ci provassero, anche se capisco e rispetto il fatto che chi non vive il cristianesimo può rifuggire qualsiasi attentato alla propria autodeterminazione. D’altronde se non conosci l’amore che si nasconde nelle cose quotidiane è difficile sacrificarsi per esse. Mentre io cerco, cadendo e rialzandomi mille volte, di stare in rapporto con Colui che mi dà tutto, in un’ascesi che mi fa guadagnare il gusto della vita non perderlo.

 

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