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Mega tassa sui rifiuti alle scuole paritarie romane. «È ideologia»

gennaio 24, 2015 Elisabetta Longo

A causa della scelta della giunta Marino, solo le scuole non statali pagheranno la tassa rifiuti senza agevolazioni. Intervista a don Francesco Macrì, presidente Fidae

scuola-cattolica-shutterstock_529646«Siamo trasecolati, allibiti, scioccati da questa ennesima incomprensione nei confronti delle scuole paritarie». Dice così a tempi.it don Francesco Macrì, presidente Fidae, dopo la decisione della giunta Marino di togliere le agevolazioni sulla tassa rifiuti alle scuole paritarie. Non si tratta di spiccioli. L’aumento, come raccontato in questi giorni da Avvenire, in alcuni casi è stato anche del 600 per cento. È quanto capitato, ad esempio all’Istituto Santa Dorotea che si è visto recapitare una mega-bolletta di 20.771 euro. Il salasso è stata un’amara sorpresa per le scuole non statali (le uniche che dovranno aprire il portafoglio).
«Anche le scuole paritarie partecipano al bene comune – protesta Macrì -, esattamente come quelle statali. Solo a Roma danno istruzione a migliaia di bambini, ma sembra che questo non sia apprezzato. Le scuole paritarie sono parte costitutiva di un unico sistema educativo. Quello italiano. Ma ciò che conta è sempre e solo un punto di vista pregiudiziale, che mette davanti l’ideologia. Si fa ancora fatica a comprendere che le scuole paritarie fanno il bene dell’Italia intera. Per punire questo tipo di istituto si vanno direttamente a colpire le famiglie, il danno è doppio. Tutte le famiglie dovrebbero avere gli stessi diritti».

PARITA’ CHIESTA DALL’EUROPA. Molti istituti rischiano di chiudere e a breve partiranno i primi ricorsi: «Già l’anno scorso avevamo presentato un ricorso al Tar per via delle tariffe sull’Imu. Anche in quel caso si portava avanti una discriminazione, visto che le scuole statali non dovevano versarlo. Abbiamo vinto e non hanno dovuto pagare tutte le scuole che hanno una tassa di iscrizione al di sotto del costo medio di un alunno di una scuola statale, quindi quasi tutti gli istituti. Speriamo di riuscire a vincere anche con la questione dei rifiuti. L’Unione Europea ha sottolineato più volte agli Stati membri l’importanza di una scelta educativa libera per le famiglie. L’ultima volta nel 2012 il consiglio d’Europa ha richiamato gli Stati a tutelare e garantire concretamente il diritto di scegliere, sancendo anche l’importanza di sovvenzioni e di pari condizioni rispetto agli istituti pubblici, senza discriminazioni. Ma l’Italia sembra non ascoltare».

Foto scuola da Shutterstock  

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13 Commenti

  1. clemente says:

    I parassiti pubblici si proteggono e non si fanno mancare niente, neanche in tempo di crisi. Per sopravvivere vanno a parassitare i corpi privati, fino a farli crepare.
    Ma quando saranno morti, pure i parassiti faranno una brutta fine.

  2. maurizio says:

    E bravo il sig(!)Marino che,alla sua elezione,aveva detto di volet essere il sindaco di tutti i romani:bravo,ancora,il sig.(!!)Marino.paladino dei diritti civili(magari se sono omosessuali o animali-nessun parallelo tra i due- ne hanno sempre qualcuno in più;bravo,infine,il sig(!!!)Marino che si autodefinisce cattolico e dalla parte dei più deboli….merita davvero il premio della bontà e della coerenza nonché il Nobel della pace per i servigi resi alla popolazione romana senza alcuna esclusione e con assoluto disinteresse avendo,tra l’altro il suo totale spregio per le pratiche mafiose che non interesserebbero la sua amministrazione ma solo quella precedente…indovinate di chi e di quale colore..be’da qualche parte i soldi per finanziare il gay pride doveva pur prenderli,no!!

  3. leo aletti says:

    Non conoscono la libertà, per questo sono statalisti.

  4. Paolo Venisi says:

    «È ideologia»?

    No, è il rispetto della legge .. e del prossimo (che paga regolarmente le tasse).

    • EquesFidus says:

      Perché, la Chiesa non lo fa? Vuoi vedere il rendiconto dei 700 e passa euro a trimestre che paga la mia parrocchia di IMU, ad esempio?

      • Paolo Venisi says:

        E infatti l’IMU la tua parrocchia e le scuole private NON la vogliono pagare e lottano per essere esentati gridando, ovviamente, che se pagano allora non c’è la liberta di religione!

        E poi sì, vorrei vederlo il rendinconto, perchè spesso le parrocchie, forte di appoggi politici, fanno diverse .. “convenzioni”.. con i comuni per non pagare le bollette che vengono poi pagate con i soldi pubblici.

        • EquesFidus says:

          Perché, conosci qualcuno che vorrebbe pagare una simile tassa? L’esenzione dei luoghi di culto (di tutte le religioni, non solo la Cattolica) è infatti a favore della libertà religiosa, non così con gli altri locali parrocchiali (inclusa la scuola parrocchiale) per i quali, comunque sia, si tratta di una tassa gravosa; e non solo per quanto riguarda le parrocchie ma per tutti i locali ad uso commerciale, inclusi quelli civili.
          Io il rendiconto non credo nemmeno di potertelo mostrare, dato che non lo possiedo neppure io e credo spetti al parroco se e quando renderlo pubblico, anche se ti garantisco di averlo consultato; sta di fatto che non ci sono appoggi politici di alcun genere, tanto è vero che si spende (e anche parecchio, parlo di qualche migliaio di euro l’anno) in bollette di luce, gas e acqua; persino per la vuotatura dei pozzi neri! Questa storia delle chiese esentasse, invece, è un mito nato da chi, come te, odia la Chiesa cattolica e fa di tutto per screditarla; invece, le cose non stanno affatto così, caro il mio troll.

        • To_Ni says:

          Shiva101 (Paolo Venisi) ….il commercialista.
          Prima di dire le ennesime stupidaggini sul voler pagare o meno un tassa fatti spiegare a mezzo di disegnini cosa dice la legge sull’esenzione.
          So che ti chiedo una cosa difficile…guardare i disegnini che ti illustrano una legge…ma dai, provaci!

  5. tiglat says:

    Venisi è il classico per il quale, se mandi il figlio alle private, sei un riccone.

  6. Selva says:

    Lotta ideologica alle paritarie, dato che non sono sotto il controllo politico della sinistra e quindi impermeabili a CGIL e lobby Lgbt.
    E questo nonostante le stesse paritarie portino un incontestabile vantaggio economico allo Stato.

    Sarebbe ora che i cattolici che votano PD si dessero una bella svegliata.

  7. Paolo Venisi says:

    Ahahahahh… eccolo lì Eques.. risponde male e non se ne accorge…

    “Perché, conosci qualcuno che vorrebbe pagare una simile tassa?”

    Voi cattolici non chiedete di pagare con norme di trasparenza… voi .. NON volete pagare E BASTA.

    Le tasse TUTTI bisogna VOLERLE pagare, altrimenti non esiste più la società
    ma solo un’aggregazione di persone dove ognuno pensa per sè e dove un privato può guadagnare sui bisogni primari degli individui.

    La parrocchia non vuole pagare?

    Benissimo: allora per qualunque urgenza, fosse anche sanitaria, si rivolgesse ad un privato pagando cifre esorbitanti….
    e invece NO…
    voi delinquenti prima NON pagate le tasse e POI sfruttate i servizi pagati dai soldi pubblici ITALIANI.

    La chiesa usa lo Stato Italiano anche per farsi pagare la propria sicurezza.

    Siete ignoranti dentro.

    @Selva

    Selva bravo, hai colto un aspetto interessante: gli omosessuali, tipicamente NON sono sotto il controllo della chiesa, ecco perchè li osteggiate.
    Il vantaggio economico delle private ve lo siete sognato solo voi,
    di incontestabile c’e’ solo l’enorme quantità di soldi pubblici che viene assorbita.

    • EquesFidus says:

      Vedi, Venisi/Shiva, i tuoi commenti erano stolti prima e sono stolti adesso: come al solito, voi ateotroll non riuscite a dare alle mie parole un significato se non quello più umiliante e degradante possibile.
      Quando una tassazione è ingiusta, ed in Italia lo è (se non ricordo male, le famiglie versano al fisco circa il 60% del ricavato annuale, e l’IMU contribuisce, come ho esperienza diretta, a ciò), è chiaro che a nessuno piaccia pagare per avere pochi e cattivi servizi. Questa non è demagogia, questa è una realtà di fatto; meglio era quando c’era la mezzadria, o la decima, almeno uno dava il 50%, o il 10%, di quanto guadagnato e finiva lì.
      A me e, più in generale, ai cattolici del delinquente non lo dai, hai capito? Non ti permettere mai più, troll fanatico e, sostanzialmente, inutile: la mia parrocchia ed io abbiamo sempre pagato tutte le tasse, indipendentemente da quanto fossero inique, hai capito? Scusaci, o sommo, se non siamo anche felicissimi di pagare degli esborsi incredibili, che aumentano di anno in anno; sei esattamente come quell’altro che disse “bisogna essere felici di pagare le tasse”: no, nessuno ha mai detto che bisogna essere felici, ma che bisogna pagarle e basta. Io sono felice di pagarle se lo Stato mi ridà indietro una parte di ciò che ho pagato (possibilmente consistente) in beni e servizi, non che ne trattenga non si sa quanto e poi mi renda una parte inconsistente. Facciamo un gioco: hai 10, investi 6, quanto vuoi di ritorno almeno? Io vorrei, comprese le spese, più di 6 di ritorno, ma sarei già contento di rimanere in pari; tu vorresti invece 1, o 2, in cambio della cifra da te investita?
      Infine, faccio notare che la tassazione esasperata, specialmente per quanto riguarda l’IMU, non ha tanto affossato la Chiesa cattolica italiana, bensì proprio il volontariato laico; nel furore di colpire la Chiesa, spesso proprio queste realtà sono quelle che sono state più silurate. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: più tasse non sono significati più servizi, ma al contrario meno, dato che molti non riuscivano a pagare e hanno dovuto chiudere.

    • Luna says:

      Il vantaggio economico portato dalle paritarie è stato ampiamente dimostrato più volte, anche attraverso dati ufficiali del MIUR, che ti invito a verificare.
      Lo Stato sostiene per ogni alunno alle paritarie il 10-20% del costo complessivo che sosterrebbe se frequentasse la pubblica, con un risparmio che si misura in miliardi di euro.
      Poi, se vuoi avere ragione a ogni costo…

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