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«Mamme, papà, non nascondete ai vostri figli quelle immagini che non vi danno pace»

settembre 3, 2015 Caterina Giojelli

La foto terribile del piccolo profugo siriano annegato e raccolto da un poliziotto su una spiaggia turca «racconta cos’è la vita e fa emergere il compito dei genitori». Intervista a Vittoria Maioli Sanese, psicologa della coppia e della famiglia

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«Dobbiamo guardare queste foto, ogni genitore deve guardarle. Non deve sottrarsi a questa misteriosa occasione». È l’esortazione di Vittoria Maioli Sanese, psicologa della coppia e della famiglia, dopo aver visto le immagini del piccolissimo profugo siriano annegato e raccolto da un poliziotto sulla spiaggia turca di Bodrum. La scelta di non censurare le immagini – nemmeno quella pubblicata per primo dal quotidiano britannico The Indipendent, in cui il piccolo Aylan Kurdi (secondo i media turchi è questo il nome del bambino di tre anni morto tra le onde con il fratellino Galip di cinque e altri dieci persone che la notte del 1° settembre cercavano di raggiungere l’isola greca di Kos) giace riverso sulla battigia, gli occhi chiusi e le braccia distese come quando i bambini si addormentano quieti e palpitanti nel proprio lettino con le scarpette ancora ai piedi dopo tanto giocare – sta facendo discutere il mondo e non dà pace a chi le ha viste e vedendoci i propri bambini sente venir meno la terra sotto i piedi.

Ma «niente di ciò che è umano mi è alieno», ripete Sanese, «perciò guardiamo queste immagini, e non nascondiamole ai nostri figli, perché in esse emerge potente la conoscenza di che cos’è la vita. La vita è questo, è anche sofferenza, e tu, madre o padre, non puoi togliere la sofferenza dalla vita». La diffusioni di quelle fotografie «ci ricorda improvvisamente qual è il nostro posto e il compito del genitore: introdurre alla realtà. L’uomo di oggi si è abituato a costruire un’immagine della realtà dove viene eliminato il dolore, la paura, il tormento. Pensa che educare il figlio significhi censurare la sofferenza: ma è un’immagine, la realtà è sofferente, proporre un’immagine o una versione zuccherata della realtà è fare un torto a un bambino per un tuo desiderio (“non voglio che soffra”) e una tua incapacità profonda di affrontare la realtà e costruire una compagnia efficace per tuo figlio, che lo aiuti ad affrontare la vita e la sua urgenza di significato».

Quindi lei invita i genitori non solo a guardare queste foto ma anche a mostrarle ai propri figli?
Un genitore deve ricordarsi che niente di ciò che è umano mi è alieno. Ricordare questa che è un’affermazione cruciale nell’educazione, introduce alla realtà e rende liberi di poter rispondere alle domande piene di senso dei nostri figli. Soprattutto sulla morte. Non bisogna edulcorare la morte perché questo significherebbe che l’ansia e la paura prevalgono sulla verità e sulla vita e sul suo significato. Deve prevalere la verità, una passione per la realtà così come è. Io lo dico sempre: quello che compete a un genitore è guardare la propria vita, accettare che “essere condizione per la crescita di un bambino” significa lavorare sulla propria vita, perché è guardando me che lui impara ad amare il significato della realtà. La crescita di un bambino presuppone l’andare a fondo e capire di che cosa siamo fatti. E queste foto sono un richiamo potente a farlo.

Non bisogna nascondere nemmeno il nostro dolore?
Anche questa è una cosa che va detta ai bambini: la tua mamma, il tuo papà, non hanno paura di avere paura. Queste immagini che non ci danno pace sono una bella occasione per il genitore per guardare la propria vita, e una bellissima occasione per parlare con i nostri bambini del dolore e della morte, ci danno la possibilità di dire quello che altrimenti non sapremmo mai, non saremmo mai stati in grado di dire. Un’occasione profonda di dialogo per introdurre il bambino alla presenza del mistero della vita, alla certezza di un bene eterno che non renda la morte l’ultima parola: e questo bene non nasce dalla censura ma dall’affrontare la realtà permettendo al proprio figlio di percepire questo bene, renderlo desiderabile per la sua vita.

Ma come si affronta questo dialogo?
Io credo che a rendere possibile questo dialogo sia proprio la capacità del genitore di implicarsi, dire: “Tesoro, guardami e impara da me. La mamma ha paura? Sì, la mamma ha paura. La mamma piange? Sì la mamma piange per questi bambini. Ma la mamma è certa di un bene”. Perché la mamma che non ha paura di dire la verità dice al figlio: “Guardami, fidati di me: io sono certa, la mia vita è certa di questo bene”. È l’occasione per un genitore per scoprire la certezza di questo bene nella propria vita: è questo il compito che ha verso il suo bambino.

Foto Ansa/Ap


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27 Commenti

  1. Controcorrente scrive:

    Molta osservazione e poco ragionamento di fanno vedere la realtà. La realtà non si deve nascondere, la realtà non deve fare paura, la realtà è la verità.

    • jb Mirabile-caruso scrive:

      Controcorrente: “La realtà non si deve nascondere, la realtà non deve far paura,
      …………………..la realtà è verità”……………………………………………………..

      La ‘fisiologia’, signor Controcorrente, è realtà, e realtà è anche la ‘patologia': la prima è una realtà ‘positiva’ in quanto “ben-funzionante”, la seconda è una realtà ‘negativa’ in quanto “mal-funzionante”.

      Ora, se Lei afferma che “la realtà non deve far paura” perché “la realtà è verità”, mi faccia osservare che Lei ha ingannato – spero involontariamente – Se stesso ed anche i Suoi lettori: perché ha equiparato due realtà contrapposte con la VERITÀ, mentre, in forza della Ragione, solo la realtà positiva è equiparabile alla Verità, e l’altra, quella negativa, alla Falsità.

      Ai nostri giorni, questa strategia dialettica di confondere se stessi e le persone che ci ascoltano è molto in voga ad opera di lobbies impegnate a vendere certe ideologie prive di alcun fondamento logico. Desidero sperare che Lei ne sia una vittima, e NON un loro militante.

      Cordialmente.

      • ftax scrive:

        Certe persone sono così acute, ma così acute, che riescono a trapassare la realtà da parte a parte.
        E poi si perdono nel nulla…

  2. xyzwk scrive:

    In pratica dovremmo raccontare ai bambini che non si preoccupino della morte e della sofferenza perché dopo la morte c’è un’altra vita: è questa sarebbe la realtà? La realtà invece è che così si raccontano fiabe perché di fatto nessuno ha certezza di vite ultraterrene e fare ció con dei bambini che credono a tutto è una menzogna, un tradimento.

    • Angelique scrive:

      Lei non ha certezze. Noi abbiamo la parola di Cristo: Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io.

      • xyzwk scrive:

        Certo lei puó credere e avere tutte le certezze che ritiene, ma questo non significa che siano certezze oggettive, concrete e riscontrabili. Solo così non si racconterebbero fiabe ai bambini sia pure in buona fede (come sicuramente penso lei sia) visto che ne è convinta. La realtà peró è un’altra cosa.

        • SUSANNA ROLLI scrive:

          La realtà che conosci tu, cioè una parte della realtà…Vai a dire ai veggenti di Medjugorje che non esiste l’Aldilà, vai, vai….

        • Giannino Stoppani scrive:

          Non si sa se fa più tristezza il povero bambino (che noi crediamo già in paradiso) o l’aridume (mix tra aridità e marciume) del tuo cuore.
          Una prece.

    • yoyo scrive:

      Cristo la morte la ha attraversata. E il suo attraversamento non ha comportato un annullamento del dramma, ma un penetrarlo, farlo proprio, per poi vincerlo nella risurrezione. È esattamente il contrario di un happy end zuccheroso, perché non ci preserva dal compiere il medesimo percorso. La vita è luce e tenebra allo stesso tempo, ma senza luce, come tu educheresti tuo figlio, si muore soltanto, e nella più profonda disperazione.

    • SUSANNA ROLLI scrive:

      X……..k,
      che triste la vita di quelli che vivono per bere, mangiare, dormire, ………are. Si vede dalla faccia che hanno che non sono felici, perchè c’hanno l’anima -colei che dà la vita al corpo- in putrefazione.
      In pratica per me non hai capito il senso dell’articolo, non sai che per tantissimi l’alta vita è certezza ,persino tangibile per alcuni in particolare, fatta di incontri pressochè quotidiani con l’Aldilà (v. veggenti in estasi)..ma per te sono tutte bugie!..anche gli psichiatri e psicologi laureati che li seguono per le verifiche sono tutti bugioni! Tanto che se tu vedessi improvvisamente un angelo chiameresti subito i ghostbusters!
      Sr Lucia:” E quando verrete a prendere anche me, Signora (la Madonna a Fatima)?” “Per ora no, tu dovrai rimanere ancora un poco sulla terra…Francesco e Giacinta verranno presto con me in Cielo..”
      Pensa, per Lucia era una disgrazia rimanere qua per adempiere una missione che l’ha tenuta qua fino a 95 anni di vita se non erro, e tu vieni in questo sito cattolico a giudicare e sentenziare…
      Quanto all’articolo, mi rattrista il fatto, però, che il mondo che fa tanto il grandone tanto da sfidare Dio di fronte a problemi del genere continua a fare il grandone, ma è impotente…Almeno si umiliasse.

    • Andrea udf scrive:

      Caro/a xyzwk , io e lei siamo simili:

      tutti e due siamo convinti che questa vita è tutto quello che abbiamo.

      Siamo simili, ma non siamo uguali: lei sembra odiarli, io invidio la loro serena e irriducibile certezza che non è tutto qui.

      Certezza che li rende positivi e costruttivi anche di fronte alla morte e al dolore, certezza che li rende capaci di realizzare opere (Ca’ Edimar vicino dove abito, tante altre opere di carità sparse per il mondo, scelga lei) che se fosse solo per il freddo raziocinio uno non ci proverebbe nemmeno: impossibile, impraticabile, se ci pensi non si può fare… …e via discorrendo.

      Certezza che spesso li rende più umani e, ancor più spesso, li salva dal cinismo e li rende capaci anche di abbracciare, tollerare, in qualche modo accettare l’immagine di un bambino morto sulla spiaggia.

      Quindi quelli sul binario morto siamo noi: qui è tutto quello che abbiamo, ed il bene e il buono che abbiamo fatto si perderà nel tempo mentre i nostri sbagli e piccolezze rimarranno in eterno senza rimedio.

      Ci pensi bene prima di canzonarli.

    • jb Mirabile-caruso scrive:

      Xyzwk: “In pratica dovremmo raccontare ai bambini che non si preoccupino della morte e della
      …………….sofferenza perché dopo la morte c’è un’altra vita: e questa sarebbe la realtà ?”…….

      Veda, signor Xyzwk, la facoltà visiva della Mente funziona esattamente come la facoltà visiva del nostro Corpo: con quella di quest’ultimo vediamo tutto ciò che pertiene alla realtà ‘materiale’, e con quella della prima vediamo tutto ciò che pertiene alla realtà ‘trascendente’.

      Così come la cecità del Corpo ci preclude dal vedere alcunché del mondo materiale, allo stesso modo la cecità della Mente ci preclude dal vedere alcunché del mondo trascendente.

      Ora, il fatto che Lei non vede niente del mondo trascendente, negandone perciò l’esistenza, dovrebbe porLa nelle vesti del cieco somatico che nega l’esistenza del mondo materiale a causa della sua cecità.

      Non Le sembra, da questo accostamento, che la Sua negazione del mondo trascendente possa essere rischiosamente avventata? Non si pone Lei la possibilità concreta dell’esistenza di un modo trascendente che al momento Le sfugge, come sfugge il modo materiale al cieco somatico?

      Dovrebbe porseLa, a mio giudizio. Anche perché – a solo porsela – Lei darebbe agli occhi della Sua Mente la possibilità di progressivamente schiudersi alla luce e scoprire quella realtà che adesso nega.

      Cordialmente.

      • Controcorrente scrive:

        Che tristezza vivere senza speranza.
        I progressisti aperti a tutto vogliono oscurare la realtà che è stampata su quella foto. Io dico di più farei vedere cosa succede quando una donna abortisce, oppure quando viene tolto il sondino a un malato terminale per far capire di cosa è capace di fare l’uomo senza speranza.

    • Cisco scrive:

      @Xyzwk

      …perché PRIMA della morte c’è un’altra vita…questa è la realtà.

      • xyzwk scrive:

        Se lo dici tu….magari fornendo anche qualche riscontro non sarebbe male. Così tanto per avere un minimo di credibilità!

  3. Ermanno scrive:

    Queste foto d altra parte rafforzano il senso di maternità/paternità verso i propri figli e la voglia di tutelari e difenderli dal prossimo.
    Ovvero molta piu gente che ripensa a “se qualcuno tocca la mia famiglia muore.”
    e in tempi recenti l attenzione al clandestino

  4. Fabio scrive:

    La gente si è commossa fino alla lacrime stando pateticamente davanti alla TV per ore quando nel maggio 1981 Alfredino Rampi moriva nelle viscere della terra, senza pensare ai bambini che morivano nelle viscere della loro madre e cosi’ poi sentimentalmente , acriticamente in nome dei diritti degli adulti e basta, negli stessi giorni HANNO VOTATO PER L’ABORTO : NEGLI STESSI GIORNI !!!!

    Il piccolo bambino siriano è ll’immagine fisica corrispondente a quella psicologica e interiore di un bambino i cui genitori si dividono, litigano, si separano o divorziano.

    • SUSANNA ROLLI scrive:

      I bambini abortiti, in tv o al tg non li vedrete mai, mai!!! E non sono morti accidentalmente, ma da morte programmata in anticipo, magari prima o dopo Natale o Pasqua. Fateci voi i conti..

  5. Antonio scrive:

    E’ l’emblematico tenerume sentimentale che suscità questa foto che preoccupa perchè distrae dalla radice del problema e cioè l’immigrazione selvaggia per tagliare le nostre radici cristiane. Il maligno usa queste tecniche per confondere i cuori, siate vigili.

  6. EXBOSS scrive:

    leggere …

  7. Raider scrive:

    A proposito di sciacallaggio, i media al 90% e la politica quasi tutta vorrebbero far credere che chi è contro l’immigrazione è a favore della ‘morte per acqua.’, bambini compresi. Il cinismo che c’è nell’uso retorico, cioè, nella manipolazione della comunicazione, da parte di questi ‘signori’, è quello degli speculatori di professione: in termini di voti e di quattrini.
    Come Alfano. Che vorrebbe proibire di manifestare contro l’arrivo degli immigrati: preludio a leggi anti-‘islamofobia’, a un regime a Pensiero Unico di cui scorgiamo già i primi segni e effetti. Lo stesso Alfano che dovrebbe sventare l’attacco alla libertà di parola, di espressione e di manifestazione noto come ddl Scalfarotto.
    Come la Boldrini, che sostiene che “bisogna osservare lo stile di vita degli immigrati, perché diventerà il nostro sitle di vita”: questa signora, qualche giorno dopo esser stata tratta dal nulla cui obbedisce per essere elevata agli onori della terza poltrona dello Stato, mandò la polizia in casa di un cittadino che la criticava in modo che non le garbava su Internet. La stessa funzionaria onusiona/massonica che recapita agli italiani i messaggi mafiosi dell’Ue: se l’Italia vuole essere aiutata sull’immigrazione, deve cedere sovranità.
    Come l’ìngiustamente deprecato dai multiculturalisti Nicholas Sarkozy, genio incompreso del Pensiero Unico, che, come mostra in due video che trovate su Youtube, nel rivolgersi – se non ricordo male – a un’assemblea di amministratori pubblici francesi, urlandoglielo: ma flautandolo, nel secondo video, che documenta un incontro da lui con notabili arabi, minacciava: “I francesi devono meticciarsi! Se non lo faranno, il governo ricorrerà alle maniere forti!” Che significa?
    Lo vediamo, che significa! E non dalla foto di un bambino morto, ma dal cinismo di Alfano e dell’Ncd (da Castiglione alla Castaldini: e ho detto tutto) e Erdogan: che, dopo aver bombardato i curdi e lasciato campo libero all’Isis, viene a farci la morale provvisoria dei suoi interessi politici e di quelli della causa dell’islamizzazione dell’Ue
    W LA LEGA!

    N.B. A presto, spero. Non appena il tecnico mi riparerà il computer che gli hacker filo-islamici mi hanno devastato, come hanno fatto altre volte, del resto.

    • beppe scrive:

      bravo raider. nessuno che abbia il coraggio di accusare ERDOGAN che dopo aver blindato i suoi confini , facendo soffrire e anche morire i pochi coraggiosi che combattevano l’ISIS, adesso ha dato il via libera per liberarsi – sempre grazie agli SCAFISTI che mai nessuno nomina..- di CENTINAIA DI MIGLIAIA di siriani che rischiano di fare la fine del povero bambino. accusare la lega invece fa molto più comodo.

  8. vagna scrive:

    La realtà di una foto di questo genere diffusa dai media, non è solo quello che descrive, e su questo sono d’accordo con l’autore, ma la realtà è anche l’intento dei media che diffondono tale foto: nel migliore dei casi stanno usando la realtà rappresentata per indurre la testa della gente a pensare in qualche direzione: questa è manipolazione, malevola, del pensiero e dell’animo usando la realtà ritratta, e questa manipolazione è una realtà altrettanto grave di quella rappresentata.

    • SUSANNA ROLLI scrive:

      Ottimo, Vagna. Che se volessero veramente bene ai bambini si accopperebbero per liberarli dall’abominio che è l’aborto -un orrore programmato a freddo. E invece no, tutti zitti (o quasi), solo perchè “non si vede”. Un grazie vada ai giornalisti di tempi che hanno parlato del caso Plannethood (non ricordo esattamente il nome) in questo sito, svergognandoli grandemente i pubblico. Era ora!

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