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Lettera a Dolce e Gabbana da sei figli cresciuti da coppie gay: «Grazie per il vostro coraggio»

marzo 16, 2015 Heather Barwick - Rivka Edelman - Katy Faust - Robert Oscar Lopez - Denise Shick - Dawn Stefanowicz

«Vogliamo lodare il vostro coraggio e ringraziarvi per l’ispirazione che siete. Ma vi imploriamo anche di non arrendervi quando la reazione crescerà d’intensità»

famiglia-arcobaleno-shutterstock_227021455Cari Dolce e Gabbana,

Saluti dagli Stati Uniti. I sei firmatari di questa lettera sono stati tutti cresciuti da genitori gay o lesbiche. Cinque di noi sono donne e uno è un uomo bisessuale, che hanno tutti cresciuto i loro figli con partner del sesso opposto. Vogliamo ringraziarvi per aver dato voce a quanto abbiamo appreso dall’esperienza: ogni essere umano ha una mamma e un papà ed eliminare uno dei due dalla vita di un bambino significa privarlo della dignità, dell’umanità e dell’uguaglianza.

Sappiamo che i genitori gay possono essere amorevoli, dal momento che li abbiamo e ci hanno amati. Tuttavia, noi tutti abbiamo fatto esperienza diretta del duro contraccolpo che segue quando la visione dominante dei genitori gay, come universalmente positiva, viene messa in discussione. Sappiamo che sarete sottoposti a una pressione tremenda, specialmente ora che sia l’Italia sia gli Stati Uniti stanno cominciando a spingere affinché gli interessi per la difesa dei nostri diritti ad avere una madre e un padre siano censurati, al fine di soddisfare una potente lobby gay.

Nessuno riceve attacchi tanto feroci dalla lobby come coloro che appartengono alla comunità gay e metto in discussione le sue politiche: i figli delle coppie gay tanto quanto gli uomini gay che li difendono (come voi due).

Molto probabilmente tanti nella comunità internazionale proveranno a cancellare i vostri programmi, a censurare le vostre campagne pubblicitarie e a distruggere mediante il web la vostra reputazione. Ma avete dimostrato a voi stessi di essere estremamente coraggiosi. E ci avete ispirato mentre ci prepariamo tutti e sei a inviare lettere contro il matrimonio gay alla Corte Suprema degli Stati Uniti .

Vogliamo lodare il vostro coraggio e ringraziarvi per l’ispirazione che siete. Ma vi imploriamo anche di non arrendervi quando la reazione crescerà d’intensità. Se tornerete indietro e vi scuserete per quanto avete detto, renderete ancora più vulnerabili e discreditati i bambini che vivono nelle case gay. Per il nostro bene, così come per quello di tutti i bambini italiani, è importante che non vi scusiate né che vi arrendiate. Sostenente invece l’idea che tutti i bambini hanno bisogno di crescere uniti alle proprie madri e i propri padri. Si tratta di un diritto umano.

Se in qualsiasi modo possiamo aiutarvi, per favore, fatecelo sapere. Non siamo tutti cristiani ma vogliamo inviarvi la nostra benedizione, promettendovi che d’ora in poi saremo acquirenti di Dolce&Gabbana.

Heather Barwick, collaboratrice del Federalist
Rivka Edelman, coautrice of “Jephthah’s Daughters: Innocent Casualties in the War for Family Equality”
Katy Faust, scrittrice di asktheBigot
Robert Oscar Lopez, coautore di “Jephthah’s Daughters: Innocent Casualties in the War for Family Equality”
Denise Shick, autrice di “My Daddy’s Secret”
Dawn Stefanowicz, autrice di “Fuori dal buio: La mia vita con un padre gay”

Foto Gay Pride Roma da Shutterstock

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52 Commenti

  1. Matteo scrive:

    questa lettera è stata pubblicata in originale da qualche parte che può essere citata direttamente?

  2. susanna rolli scrive:

    Un abbraccio ai coraggiosi, perchè di coraggio oggi ce ne vuole parecchio !! Coraggiosi dolce e Gabbana (pensate, ci sono addirittura persone consacrate favorevoli a matrimoni gay con annessi e connessi!) ma anche coloro che hanno scritto la lettera..Oggi ci vuole un bel coraggio a difendere…l’OVVIO!!

    • Massimiliano scrive:

      ovvio per la tua visione del mondo da provinciale bigotta

      • SUSANNA ROLLI scrive:

        GRAZIE, MI PIACE SENTIRMELO DIRE.

      • SUSANNA ROLLI scrive:

        Dimenticavo! Fammi un favore! Siccome attualmente monsignor Cordileone di San Francisco (lui non è provinciale) ha un po’ di problemi coi “suoi”, mandagli una mail e dagli del bigotto…si sentirà ancor piu’ motivato: uno in piu’!

  3. Antonio Galesi scrive:

    Ho speso mezz’ora a fare ricerche incrociate tra i nomi degli autori e le parole chiave, non trovando niente. C’è sempre la possibilità che la lettera sia arrivata a Tempi per vie private, anche se non si capisce perché gli autori l’abbiano voluta pubblicare solo in italiano e in Italia e non in inglese e in tutto il mondo. Non vorrei peccare di malizia, ma la puzza di fake si sente da lontano. La pubblicazione di una fonte, qualora esistesse, sarebbe sintomo di correttezza.

    • Elanor scrive:

      Se si cerca Robert Oscar Lopez viene subito fuori che è figlio di una coppia gay e che è profondamente convinto che i bambini debbano avere un padre e una madre

      • Massimiliano scrive:

        Perché invece non parli coi i ragazzi italiani che hanno genitori gay? Ne esistono da anni, senza essere sposati. Vedrai quante testimonianze positive: la mia sarebbe una di quelle

    • a.disclafani scrive:

      Questo non è vero. Io ho trovato tutti e cinque gli autori su internet ed i relativi titoli in pochi minuti. Inoltre c’è anche la lettera che hanno mandato a D&G in inglese. Certamente non è un fake, ma è reale come reale é anche la loro esperienza dolorosa di vita”familiare”.

    • disclafani scrive:

      Questo non è vero. Io ho trovato tutti e cinque gli autori su internet compresi i relativi titoli dei libri/riviste in pochi minuti. Inoltre c’è anche la lettera che hanno scritto a D&G in inglese. Certamente non un fake ma è reale, come reale é anche la loro dolorosa esperienza di vita “familiare”.

    • luigi scrive:

      Mi aspetterei una tua rettifica visto ke sono state trovate le fonti

  4. J4c0 scrive:

    Una delle autrici, dopo richiesta, ha confermato postando la lettera sul suo blog
    http://askthebigot.com/2015/03/16/dear-dolce-gabbana-a-letter-of-support-from-children-of-gays-and-lesbians/

    Per una volta gli italiani sono più veloci degli americani, ecco perché sembrava falsa :-)

  5. maurizio scrive:

    É semplicemente straordinario ciò che scrivono i sei:un vero manifesto della verità sul”diritto”di avere figli e sui diritti dei figli.
    “Vogliamo ringraziarvi per aver dato voce a quanto abbiamo appreso dall’esperienza:ogni essere umano ha una mamma ed un papa’ ed eliminare uno dei due dalla vita di un bambino significa privarlo della dignità,dell’umanità e dell’uguaglianza…”.
    Ma sapete cosa significa ciò,che portata ha?La prima é che si tratta di persone nate da coppie gay o lesbiche ed ora hanno figli avuti con persone dell’altro sesso:cos’é dunque più umano e più bene per un figlio? In loro ha prevalso la forza oggettiva,inequivocabile e sperimentata dell’ esperienza vissuta,della realtà incontrata..altro che slogan ad effetto frutto di una propria idea manipolatrice,falsificatrice e sovrapposta alla realtà,esaltandola come la nuova realtà,la nuova verità sulla vita e la sessualità come,purtroppo,si va diffondendo sempre più a cominciare dai programmi scolastici che interessano i “genitori”di domani.
    Tutto questo mentre il “mantra”dell’omofobia entra dappertutto per mettere a tacere ogni voce diversa da quelle dettate dall’omologazione in atto ad opera delle potentissime(potenti é’ dir poco)lobby gay e lesbiche.Basta aprire la gran parte dei giornali e delle riviste,programmi televisi-comprese”innocenti”fiction-e gli stessi tg…come stassera…tra i titoli e relativi servizi più strombazzati quelli di un ragazzo gay che va in tv per denunciare l’aggressione subita..ricordate quante ragazze apertamente hanno gridato il loro essere state vittime di abusi sessuali..inventate?Non voglio dire che sia l’una che l’altra situazioni non accadano in realtà ma prima di sbatterle in prima fila su giornali e tv andrebbero più accuratamente verificate.La verità é che ciò non si fa perché anch’essi sono al servizio di tali lobby e appena uno va in tv o organizza una qualche pacifica manifestazione(v.Sentinelle in piedi)o pubblico convegno(v.quello del giornale”La Croce”sulla famiglia)e tutti a gridare all’omofobia,all’oscurantismo clericale,alla negazione dei diritti ecc.ecc.
    Se fosse una cosa seria bisognerebbe dargli il Nobel a quelle persone,cominciando col riportare ovunque le loro parole e quelle di Dolce e Gabbana!!

  6. Emanuele scrive:

    Appare ormai chiaro che la famiglia sia sotto attacco da un triplice fuoco incrociato. Da una parte c’è un dilagante sentimento anticristiano, poi ci sono lobby economiche e infine ci sono gli stolti.

    Il cristianesimo è una religione molto difficile, non è una filosofia astratta, un “volemose bbene” generico, o un insieme di regolette per vivere bene, ma pone le persone ogni davanti alla propria coscienza per interrogarsi sul bene e male. Non fa sconti e l’unica cura al male è l’umiltà.

    E un percorso difficile, come preannunciato da Nostro Signore, un percorso che molti rifiutano. Così si cerca di demonizzare tutto ciò che ha a che fare con il cristianesimo. Tra queste cose c’è la famiglia, benché essa preesista al cristianesimo e non è certo un invenzione recente.

    Attorno alla famiglia ci sono molti interessi economici. La famiglia è il luogo dove si forma il primo senso critico, dove si imparano i primi no. Si impara il rispetto per l’altro e a capire se il giocattolo o il vestito firmato siano davvero essenziali.

    Questo non piace ai pubblicitari che vorrebbero persone prive di senso critico pronte a comprare sugli impulsi più primitivi: fame, sesso, possesso. Ossia servono persone “pure” da indottrinare con le ultime mode. Ciò lo hanno capito anche i regimi che, con efficientissime scuole di stato strappavano i bambini alle famiglie prima possibile.

    Una famiglia disgregata risparmia la fatica di istituire le scuole di rieducazione.

    infine ci sono gli stolti. .. difficile difendersi. persone ferme allo stato di bambino, incapaci di valutare bene e male e pronte a saltare sul carro del paese dei balocchi. Purtroppo la Chiesa ha dimenticato il suo compito pastorale.

    “quando ero bambino, ragionavo da bambino, ora che sono adulto, ragiono da adulto”, diceva San Paolo. Purtroppo la Chiesa a volte pretende di ragionare da adulto con chi è ancora bambino. ..

  7. andrea scrive:

    Ma di cosa avete tutti paura???
    La famiglia è fatta di affetti. E per sei non contenti della propria infanzia sicuramente se ne trovano altrettanti, scontenti, dei propri genitori eterosessuali. E molti di più, grati e felici dei propri genitori, eterosessuali od omosessuali che siano.

    • yoyo scrive:

      Il fatto è che due genitori gay non possono essere i tuoi genitori. O lo sarà soltanto uno. Non credere che nella crescita questo sia ininfluente.

      • Luca scrive:

        Giusto. Quindi smantellamento l’intero sistema delle adozioni, dove nessuno dei due genitori ha un legame biologico con il figlio.

        • Emanuele scrive:

          L’adozione serve per tentare di porre rimedio ad una disgrazia restituendo parzialmente ai bambini ciò che hanno perso. Il trauma della perdita dei genitori non si cancella facilmente.

          Nel caso di coppie omosessuali si rende invece il bambino orfano apposta di uno o entrambi i genitori per soddisfare l’egoismo degli adulti.

          Solo a me appare evidente la differenza?

    • Luca scrive:

      Il tuo ragionamento Emanuele è sbagliato sotto così tanti punti di vista che ho perso il conto. Storicamente gli omosessuali tendono ad avere un maggiore potere di acquisto proprio grazie al fatto che non possono sposarsi né avere bambini o creare una famiglia. Il matrimonio egualitario e l’adozione semmai vanno CONTRO gli interessi dei pubblicitari. Inoltre viviamo da millenni in una società corrotta guidata dalla legge del più forte e dagli interessi economici, le leggi ad personam, tangentopoli, la mafia, il crimine organizzato, il nazifascismo, la schiavitù, l’evasione fiscale, il lavoro nero, la disoccupazione, la recessione. Questi sono solo alcuni dei problemi che affliggono e hanno afflitto l’umanità. Pensi veramente che sia tutta colpa dei gay e del loro desiderio di sposarsi? Storicamente TUTTE le battaglie per i diritti umani hanno incontrato la stessa opposizione. Negli Stati uniti per abolire ka schiavitù è servita una guerra civile. Per arrivare all’integrazione razziale ci sono voluti altri decenni. E anche allora c’era chi diceva che la società sarebbe collassata, che i valori si sarebbero persi. Oggi chi oserebbe dire che un uomo di colore non può votare o possedere una casa o sposare una donna bianca? Condividere i diritti e rendere le persone uguali davanti alla legge è l’unica strada verso un vero progresso. È questa la fratellanza in cui dovreste credere.

      • yoyo scrive:

        Quindi lo fate per l economia?

      • Tommasodaquino scrive:

        Quindi il fatto che la natura non permette a due uomini di avere un figlio è un atto discriminatorio?

      • SUSANNA ROLLI scrive:

        Dovremmo credere alla fratellanza “senza regole”? Te lo immagini un bimbo cresciuto -che so io- da un gruppo “che si ama”? Scherziamo? Io non credo affatto in questa “fratellanza!!!”.

  8. Nanni Coluccini scrive:

    GENITORE 1 e GENITORE 2 e GENITORI DI RISERVA

    Le modifiche ai vari moduli che comportavano gli obsoleti termini quali ” Madre e Padre” sono state puntualmente eseguite e sostituiti da ” Genitore n°1 e Genitore n°2.”
    Quale sia il discernimento per l’assegnazione di n° 1 o 2° mi é ignoto, ma presumo sarŕ causa di numerosi contenziosi fra gli stessi Genitori
    Inoltre, constatato che i figli non sono piů considerati frutto d’accoppiamento naturale fra un uomo e una donna ma il risultato di un mercimonio di sperma e uteri, a favore delle coppie sterili ma ancor piů per soddisfare le voglie genitoriali degli utenti omosessuali, mi domando per quale motivo non si possa nominare anche un genitore n° 3 e anche, perchč no, n° 4 e giů di li.( “Genitori di riserva”).
    Questo provvedimento assicurerebbe e garantirebbe un futuro alla crescita del pargolo, sia formativo che economico, nell’ involontario e malaugurato caso di “default” dei Genitori n° 1 e n°2 e contribuirebbe comunque ad un appropriato mantenimento dello stesso.
    Per l’identico obiettivo, nelle classi meno agiate, si potrebbero costituire delle “Cooperative Genitori”, aventi tutti democraticamente diritto a fregiarsi del titolo ed occuparsi dello sviluppo del fantolino costituendo un’assemblea permanente che ne curi , con un costo ridotto poiché suddiviso, il mantenimento e l’educazione.
    Un simile provvedimento, limitato alle persone o Cooperative costituirebbe una discriminazione nei confronti delle Societŕ giuridiche a cui si dovrebbe per logica riconoscere il diritto/dovere di prendersi cura d’infanti, nel modo e nel numero che i rispettivi Amministratori e Consigli d’Amministrazione delibereranno.
    In una democrazia liberista sviluppata, la quotazione del titolo societario di siffatta Azienda potrebbe svilupparsi nelle Borse mondiali, con la rappresentativitŕ diretta ai portatori di azioni , titolati a fregiarsi del termine “Genitore x”.
    Poco importa se il primo vagito intellegibile del neonato, quello che fino ad oggi ha commosso legioni di genitrici, “ma..mma” , dovrŕ essere correttamente modificato, in nome del progresso (sic, ) nel burocratico vagito “genitore uno, o due o tre o…….).
    Permane ancora il dubbio di come chiamare i “nonni” in quanto Genitori Uno del Genitore Due o Genitore Due del Genitore Uno e perché no, anche del Genitore Tre e/o Quattro potrebbe generare
    confusione nella mente dei crescituri aumentando cosě la giŕ numerosa schiera dei “confusi di mente” che si annoverano giŕ oggi fra le schiere dei burocrati political correct.

    • cristina scrive:

      Io ho tre figli e quando mi chiamano mamma è bellissimo! Non ho nessuna voglia e rifiuto di essere genitori 1 o 2 implora chiunque possa di far si che non avvenga. A proposito sarei il genitore 1 o 2 ? E in caso fossi il 2 perché proprio il 2? È decisamente ridicolo! Cristina

  9. Andrea scrive:

    A chi posso inviare la mia lettera di lamentele per essere cresciuto da un padre ed una madre che hanno pensato più ai loro interessi che a quelli dei loro figli? Ah ma questa sarebbe l’eccezione alla regola, ovviamente. Tempi ridicolo come sempre.

    • yoyo scrive:

      Nessuno nega che ci siano genitori etero disastrosi, ma la soluzione non è approvare le unioni gay.

      • Giannino Stoppani scrive:

        Soprattutto, direi, nessuno nega che “disastrosi” lo siano stati i genitori di Andrea.

    • Andrea UDT scrive:

      Gentile omonimo, vediamo di ragionare.

      Nessuno nasce con il manualetto d’istruzione per i figli.
      Questa banale osservazione risulta banale se applicata alla famiglia tradizionale: quando viene applicata alle famiglie “arcobaleno” viene messa sotto il tappeto.

      Dove sta scritto che una coppia “omo” non possa incontrare le stesse difficoltà o fallimenti?

      Ribadito l’ovvio (ma pare che di questi tempi l’ovvio non sia più ovvio) aggiungiamo una considerazione: nelle coppie omo deliberatamente, scientemente, pervicacemente i figli vengono privati di un genitore biologico.

      Con la stessa protervia e testardaggine si COMPRA un figlio. Un tanto a gamete, un tanto al centilitro di sperma. Già basta per dire che è una forma subdola di schiavismo e sfruttamento (specie per le gestanti surrogate)

      La chicca finale è questa: in tutte le repliche e controrepliche arcobaleno si batte sempre il chiodo sui cosidetti diritti: ma NON quelli (REALI, CONCRETI) dei minori.

      Al solito il bene, l’interesse del minore di essere accolto o allevato nelle migliori condizioni possibili affettive (con una figura materna e una paterna) non è nemmeno menzionato.
      Prevale il desiderio, egoistico visto che prevale a danno di qualcuno, di fare quello che si vuole a costo di piallare il diritto di un altro essere umano.

      La cosa più triste è che la bontà degli argomenti a sfavore della adozione a coppie omo o della “chimica del desiderio” è talmente evidente che non dovrebbe nemmeno essere esplicitamente argomentata.

      E invece no….

  10. Sasso Luigi scrive:

    Verrà un giorno in cui si rimproverà alla Chiesa di non aver difeso con abbastanza vigore il diritto dei figli ad aver un padre ed una madre.

  11. Alex scrive:

    Qualcuno giri questa lettera al Matteo nazionale (l’ex lupetto e forse l’ex cattolico)…chissà che non ci ripensi riguardo il ddl Scalfarotto.

  12. ivana epis scrive:

    Che si voglia ammettere o meno, i figli di una copia gay hanno sempre un padre e una madre biologici. Purtroppo devono crescere e vivere con genitori che sicuramente li amano ma che sono talmente egoisti da rifiutare loro il necessario e cioè avere e conoscere il padre e la madre. Chiunque avesse sentito dire a una persona di novanta anni che il suo più grande rimpianto è il non aver conosciuto il padre, morto quando era in fasce, ci penserebbe dieci volte prima condannare il proprio figlio allo stesso rimpianto.

  13. Mark J Green scrive:

    Lettera inventata di sana pianta, presa da un sito che va contro il matrimonio egualitario in USA, cosa pensavate di trovare ? E tant’è che dichiarano apertamente…

  14. Piero Frontera scrive:

    Se guardassimo il problema delle adozioni dalla parte dei bambini il problema e’ semplice: dobbiamo dare una madre e un padre. Tutto il resto bollato da varie lobby come discriminatorio e’ semplicemente una menzogna da individui che sanno di mentire!

  15. Mark J Green scrive:

    Ivana Epis ma cosa dici ? Un padre o una madre biologico/a la hanno… Allora secondo il tuo discorso cosa farebbe il vedevo di una mogli morta di parto ? O la vedova di un’marito morto anzi tempo prima che il figlio vedesse la luce ?

    • giovanna scrive:

      Mark, il tuo esempio è estremamente calzante : apposta per soddisfare il desiderio degli adulti, e non per una disgrazia che segna la vita di molte persone, creiamo degli orfani di padre o di madre o di tutte due.
      Bravo, hai messo il dito nella piaga, ce ne fossero di gay come te !
      Non dico di omosessuali, eh, per i quali nella stragrande maggioranza il problema si pone nei termini espressi da Dolce, ma proprio di gay ideologizzati come te : non tutti i gay fanno il passo di ammettere di far nascere degli orfani per la loro soddisfazione personale.
      Ancora bravo, Mark, ti citerò ogni volta che si dia il caso !

  16. maurizio scrive:

    Addirittura ci si inventa un nome di facciata-ripeto,tanto non ci si vuol mettere la faccia-americano per contestare ciò che han detto i sei coraggiosi…molto più e con più ragioni di chi,nascostamente,li contesta.In realtà non contestando nulla di ciò che essi scrivono..che il tutto provenga dal sito di una associazione anti-gay non toglie nulla a ciò che lì appare…caro Mark J Green i fatti ci vogliono,non le chiacchiere di chi é dichiaratamente pro-gay!

  17. Emanuele scrive:

    caro Luca,

    proprio la faccenda D&G (e prima Barilla) dimostra che gli omosessuali non siano trascurabili in molti settori commerciali. Ti ricordo che attorno all’infanzia c’è un discreto giro d’affari: passeggini, vestitini griffati, giocattoli, gadget, etc. …Ovviamente una certa frivolezza dei gay aiuta gli affari.

    ma il punto che non hai colto è che è necessario avere persone con poco senso critico per fare affari in modo da lanciare nuove mode e trend ogni stagione. In questo giro di affari gli omosessuali sono vittime, utilizzati come grimaldelli per destabilizzare la famiglia. Si fa leva sulla loro debolezza convincendoli di avere nuovi diritti.

    Il paragone con la schiavitù o il razzismo è del tutto errato. Infatti estendere ai neri i diritti non violava diritti di altri. Invece, estendere il matrimonio agli omosessuali comporta automaticamente la possibilità di adottare, come avvenuto in tutti i paesi che hanno riconosciuto il matrimonio omosessuale. Impedire infatti l’adozione, ammettendo un matrimonio egalitario, sarebbe decisamente discriminatorio.

    L’adozione agli omosessuali lede i diritti dei bambini di avere madre e padre certi e di non essere prodotti come merce da comprare.

    in secondo luogo, il matrimonio omosessuale modifica la concezione di matrimonio che nella sua essenza è il riconoscimento dell’utilità sociale del patto tra un uomo ed una donna finalizzato alla procreazione e educazione dei figli.

    trasformare il matrimonio nel mero riconoscimento di un legame affettivo ne snaturata l’essenza aprendo a qualsiasi stortura: poliamore, cogenitorialità, matrimoni tra consanguinei, unioni con animali, etc. (tutte cose già in discussione nei paesi più “progrediti”)… ovviamente chi subisce sono i minori, privati di tutti i punti di riferimento e come detto prima, facili vittime dei pubblicitari.

    Quindi, la fratellanza in cui devo credere è quella che tutela i più deboli, non compra le donne per affittare uteri, non priva i bambini dei loro diritti, non distrugge la società per il tornaconto di pochi.

  18. luca scrive:

    Per 6 figli di coppie gay insoddisfatti c’è ne sono 6 milioni di contenti ed orgogliosi. Come la mettiamo?

    • giovanna scrive:

      Certo, come no, orgogliosi di essere stati comprati al mercato come cagnolini o su catalogo come televisori, scelti perché carini e sani e il più scenografici possibile, orgogliosi di essere stati venduti dal padre o dalla madre o anche da due madri , quella che ha venduto l’ovulo e quella che ha affittato l’utero, di non aver mai guardato in faccia la propria madre o il proprio padre e i nonni e i cugini e i fratelli , un orgoglio incredibile.
      A mio parere possono questi figli privati della cosa più importante per crescere, privati della loro famiglia, possono essere orgogliosi di essere sopravvissuti a tanto egoismo, egoismo che non si può cancellare né coi soldi,tanti tanti tanti soldi, né con il finto ammmoreee .

  19. Bea scrive:

    …..grazie x il vostro coraggio!!!!!!

  20. alex scrive:

    Sono gay, non ed ovviamente favorevole alle unioni civili e, se possibile, al matrimonio gay ma credo che il diritto del bambino ad avere madre e padre venga prima rispetto all’appagamento del desiderio di paternità dei due aspiranti papà.

La rassegna stampa di Tempi

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È la prima auto elettrica solare al mondo destinata alla produzione in serie. Debutterà nel 2018 con prezzi da 12.000 euro, un’autonomia massima di 250 km e un sistema di purificazione dell’aria mediante licheni.

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