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Le ferrovie francesi cancellano i treni per Lourdes: «Impediscono ai disabili di vivere liberamente la loro fede»

maggio 23, 2014 Benedetta Frigerio

Intervista a Salvatore Pagliuca, presidente Unitalsi. «Hanno scelto il business a discapito della carità. Così non potremo più accompagnare circa seimila disabili»

Sono sempre meno i malati e i disabili che visitano Lourdes, la città dove nel 1858 la Madonna apparve a una contadina di nome Bernadette. Ma non si tratta di una crisi di fede. Anzi. «Le domande aumentano, solo che per incrementare il servizio dell’alta velocità le ferrovie francesi (Sncf) stanno sopprimendo i treni speciali», spiega a tempi.it Salvatore Pagliuca, presidente di Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes), nata 110 anni fa per «vivere la speranza con chi soffre».

Pagliuca, come mai le ferrovie francesi hanno preso questa decisione?
Hanno scelto il business a discapito della carità: vogliono sostituire i treni speciali con quelli ad alta velocità. È una vicenda iniziata nel 2004, ora siamo solo alle fasi finali che hanno accelerato incredibilmente il processo. Abbiamo fatto una stima dei malati che non potremo più accompagnare a Lourdes: sono circa seimila, la metà di quanti ne portiamo oggi. Tra l’altro noi non siamo un’agenzia viaggi, ma una compagnia di persone che va in pellegrinaggio insieme. Offriamo un’amicizia che dura tutta la vita. Ecco perché non possiamo accettare di lasciare a casa non dei clienti ma degli amici.

Perché l’alta velocità non risponde alle vostre esigenze?
Ci vogliono vetture dedicate con lo spazio per le barelle, con la cucina, la cappella, la farmacia. Non possiamo usufruire dell’alta velocità, anche perché snaturerebbe lo scopo del viaggio, che è un pellegrinaggio, per noi necessario affinché cresca la speranza e si possa scegliere ogni giorno di condividere un cammino associativo di solidarietà e di amicizia. Per questo preghiamo insieme e affrontiamo il viaggio in condizioni ben precise, cosa che non potremmo fare su un altro treno. Per non parlare delle necessità di molti malati che richiedono cure e attenzioni specifiche. Motivo per cui gli aerei e i pullman non sono sufficienti per portare chiunque con noi.

Vedete qualche soluzione?
Ci siamo rivolti a Trenitalia e abbiamo aperto le trattative circa tre mesi fa, insieme ad altre associazioni europee che accompagnano i malati per provare a trovare una soluzione comune. Chiediamo che siano messi a disposizione dei treni speciali, da usare insieme alle agenzie del Belgio, della Francia e degli altri paesi su cui la decisione di Sncf ha avuto conseguenze anche più pesanti.

Il problema è anche per il Comune di Lourdes?
Il Paese gira intorno ai malati, è nato e si è modellato con il fine di accoglierli con modalità strutturate, con treni speciali e servizi appositi. Cosa succederebbe se la città fosse invasa da pullman? E soprattutto: che senso ha Lourdes senza malati? Infatti il sindaco, Josette Bourdeu, ha parlato della diminuzione dei treni come di una catastrofe. Voglio aggiungere che qui non c’è in ballo solo l’impedimento dell’uso dei mezzi di trasporto, ma della possibilità per alcune persone di vivere la propria fede liberamente.

Sulla vicenda è intervenuto anche il vescovo della diocesi di Tarbes e Lourdes, Nicolas Brouwe.
Sì, ha chiarito che i malati spesso si attaccano a Cristo e alla Madonna con una forza maggiore, ricevendo una gioia che colpisce il mondo e dà speranza anche ai sani. Molti di loro traggono forza dai pellegrinaggi, addirittura sostenendo i parenti fisicamente sani. E così contribuiscono al benessere di una società spesso depressa. Per questo la decisione di Sncf è miope.

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35 Commenti

  1. claudio scrive:

    Dove sono quei soloni vari che rispondono ai nomi di Bifocale, Filomena e compagnia bella? QUESTE SONO LE VERE DISCRIMINAZIONI!

    • Ellas scrive:

      Claudio, vengono fuori quando fa loro comodo.
      Come disabile posso camminare, ma la cosa mi indigna perchè altri non possono, e se questo non è un attacco alla fede, ditemi voi cos’è. Socialmente ha un termine: discriminazione. Proprio come dicevi tu.

  2. michele scrive:

    Sono a cercarsi qualche battaglia più cool…

  3. Giovanni scrive:

    Sempre NO TAV !!

    • giovanni scrive:

      Eccolo giovanni no-tav! Lui se ne frega altamente dei pellegrinaggi, usa il disagio degli handicappati, solo per dire no-tav!!

      • Giovanni scrive:

        Omonimo il problema non è mio, è tuo. E’ ovvio che la politica dell’Alta Velocità non danneggi solo i valsusini e noi pendolari, ma anche tutti quelli, come i pellegrini, che non rientrano nella fascia alta della clientela, quelli che prenderebbero l’aereo e quindi sono disposti a pagare un biglietto costoso.
        Che poi a fronte di investimenti miliardari questa tipologia di clienti sia praticamente inesistente è un altro paio di maniche. Comunque è divertente vedere quanto è profonda la crisi del cristianesimo come dottrina politica e sociale, esistono cristiani di destra o cristiani di sinistra (molti fra i NOTAV), ma cristiani-cristiani non ce ne sono quasi più. Infatti a voi cristiani di destra non viene di dire una cosa di sinistra neanche quando si tratta della Madonna di Lourdes

    • Toni scrive:

      Pure NO-TAV. Non ti manca proprio niente!
      Superaccessoriato

  4. Sergio scrive:

    La Madonna, a Medjugorje, il 25 gennaio 1997 ha detto: “Cari figli, vi invito a riflettere sul vostro futuro. Voi state creando un nuovo mondo senza Dio, solamente con le vostre forze ed è per questo che non siete contenti, e non avete la gioia nel cuore.” E’ questo quello che sta succedendo: abbiamo cacciato Dio dalla vita personale e pubblica; per questo non ci curiamo più dei poveri o dei malati, ma lo facciamo solo quando questo deve darci una facciata di umanità di fronte agli altri. Quando dobbiamo scegliere se sacrificarci, anche di poco, per loro, allora le decisioni concrete sono un’altra cosa, come quella presa dalle ferrovie francesi. Un mondo così è senza speranza. Ma Gesù ha vinto il mondo. E la Madonna è con noi per guidarci; non si è ancora stancata.

  5. filomena scrive:

    Aiutare i disabili significa costruire uno stato sociale a misura di persona. Anche per questo si pagano le tasse e i servizi socio sanitari in Italia di questo si occupano. In questo periodo invito tutti a dare l’8 per mille allo STATO che dei disabili si occupa. Con le preghiere e mandando i disabili in pellegrinaggio non li aiutiamo certo. Discriminarli significa togliere il denaro pubblico a loro destinato e far arricchire chi vende “indulgenze”.

    • domenico b. scrive:

      In Francia, come in Italia, si stanno preparando a prendersi cura dei malati offfrendo loro un bel suicidio assistito; in quest’ottica un pellegrinaggio a Lourdes è superfluo, in quanto può offrire ai malati un motivo per continuare a vivere e a sperare, e sicuramente offre la pace del cuore che può venire dall’accettare la propria condizione e dal sentirsi amati. La cura dello stato è questa: tu, ammalato, costi alla comunità in termini economici, esibisci la tua sofferenza provocando disagio all’uomo moderno, che cerca solo di affermare il proprio diritto al benessere personale, per cui è molto meglio per te e per la comunità porre fine alla tua esistenza.

    • Emanuele scrive:

      complimenti Filomena, hai avuto il coraggio di replicare… sei proprio bastian contraria di professione.

    • Fran'cesco scrive:

      Filomena,
      1000-8-5 = 987 per mille con cui lo stato puo’ fare quel che vuole, molto di piu’ di quello che fa ora.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Con una pressione fiscale tra le più alte del mondo e, di contro, un welfare scalcinato e sclerotizzato dalla burocrazia artificiosamente creata per permettere l’assunzione clientelare di milioni di nullafacenti con la tessera del partito in tasca, c’è chi ha il coraggio di chiedere l’elemosina dell’otto per mille.
      A questo proposito tedierò l’incauto lettore con un piccolo ma spero significativo aneddoto.
      Mio padre, invalido al cento per cento, ebbe un giorno la necessità di un prelievo di sangue a domicilio. Tralascio, per carità di patria, di accennare al numero di scartoffie che certi uffici ritengono “necessarie” a un cittadino in difficoltà per far valere certi elementari diritti (peraltro lautamente pagati da decenni di prelievo fiscale selvaggiamente effettuato durante la vita lavorativa) e vado al sodo: dopo varie peripezie mi viene indicato un ufficio nel mio distretto sanitario (non so se è la dicitura esatta, mi si perdoni!) ma la signora che vi si trova mi fa notare che nonostante la ASL sia la medesima, per non so quali motivi territoriali (io da sposato abito a meno di trecento metri da quella che fu la casa natia!), il suo non era l’ufficio giusto e che avrei dovuto rivolgermi allo stesso ufficio di un distretto che, per questioni di orario, non avrei avuto la possibilità di trovare aperto fino all’indomani.
      Il giorno dopo, persa un’altra mezza mattinata di lavoro, busso finalmente alla porta giusta e chi ci trovo?
      La stessa signora che il giorno prima avevo trovato all’altro distretto!
      Passato lo stupore riesco a domandare cosa diavolo le aveva impedito di prendere l’appuntamento per il prelievo il giorno precedente.
      La risposta, un po’ scocciata, fu che il giorno prima non aveva davanti l’agenda dei prelievi del distretto giusto, facendomi vedere una specie di tomo rilegato grosso come un “libro corale”.
      Ho provato a far notare alla gentile signora che da qualche anno esistono in commercio computer portatili, modem, router, iphone e smartphone e un sacco e una sporta di diavolerie tecnologiche che avrebbero permesso alla signora di prendere un appuntamento per il distretto x rimanendo comodamente seduta nell’ufficio del distretto y, ma è stato come parlare con un venusiano.
      Pazienza!
      Però, da una parte è consolante che, alla faccia di tutto l’imperante efficientismo modernista di questo ventunesimo secolo, la nostra pubblica amministrazione mantiene vivo il nocciolo della la tradizione occidentale servendosi più o meno degli stessi strumenti di scrittura dei monaci benedettini di mille anni fa.
      E allora diamoglielo anche il nostro misero otto per mille allo Stato!
      Così invece dei registri di carta si potranno comprare quelli di cartapecora!

      • teresa scrive:

        Non so dove abiti tu ma da me in trentino queste cose non succedono e il servizio pubblico sanitario è molto efficiente.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Io abito a Firenze.

          • teresa scrive:

            La Toscana in teoria è una regione tra le migliori per quanto riguarda il SSN almeno così si dice. Da noi a Trento c’è il sistema provinciale che accorpa la sanità e il sociale all’interno di una unica organizzazione e il servizio domiciliare è molto attivo malgrado le difficoltà legate agli spostamenti in una zona montana. E comunque tutto il sistema pubblico compresa l’università è molto apprezzato e fruibile da tutti a prescindere dal reddito. Le tasse universitarie per esempio sono molto progressive sulla base del reddito e chi se lo può permettere paga effettivamente anche per chi proviene da situazioni a basso reddito.

            • Giannino Stoppani scrive:

              Tra il “si dice” e la realtà c’è un buco di duecentocinquanta milioni di euro fatto per ragioni clientelari di cui si parla poco, visto che gli scavatori della voragine sono del partito giusto.

    • giuliano scrive:

      nessuno vende indulgenze, ma chi ti inculca simili idiozie ??

  6. filomena scrive:

    Dunque secondo te tutto il lavoro che fanno gli operatori sanitari e sociali perché la persona possa vivere a casa sua anche da sola cercando di darle gli strumenti per essere il più autonoma possibile non esiste? Tu sai per esempio cos’è il budget di salute? Prima di riportare solo chiacchiere informato meglio e capirai che le cose non stanno come dici tu

    • Toni scrive:

      Se i disabili vogliono andare a Lourdes tranquillamente devono andarci e gli dovrebbero rimuovere le difficoltà anziché creargliele. Non fare la difficile pure in queste cose. Lo Stato “con il loro stato sociale su misura” pare invece più propenso, al primo sintomo di depressione, proporgli una sana eutanasia.

      • filomena scrive:

        @Toni
        Non faccio la difficile e solo che appartengo a quel mondo sanitario che con molta difficoltà cerca di integrarsi al sociale mettendo al centro i bisogni delle persone in particolare quando sono disabili. Non ne faccio una questione ideologica parlo di cose concrete. Vivo in una area cittadina con molti anziani disabili e il nostro modello assistenziale è tra i più sviluppati anche a fronte della carenza di risorse. Il bisogno spirituale della persona viene contemplato ma ammetterai che prioritari sono i bisogni di base che ti consentono una vita per quanto possibile autonoma. Poi se per la persona è una priorità andare in pellegrinaggio in relazione al suo benessere psichico la aiutiamo ad andarci.

        • domenico b. scrive:

          Filomena, lascia perdere l’ideologia, una volta tanto: nel primo post inviti ad offrire l’8*mille allo stato, perchè I pellegrinaggi arricchiscono chi vende indulgenze, nell’ultimo affermi che se per un malato è una priorità andare in pellegrinaggio, tu lo aiuti ad andarci.
          Tu fai un lavoro che io invidio tantissimo, dici che lavori con anziani disabili. Anch’io, da giovane, avevo iniziato un lavoro di ausiliario di assistenza (allora si chiamava così), poi per diversi motivi ho dovuto cambiare, ma lavorare a contatto con la sofferenza ti fa andare al di là dell’ideologia, ti fa essere “oltre”(come si dice oggi) l’ideologia. Vedi la persona, e basta, vedi te stesso. La persona che soffre, che sia di destra o sinistra, bianca o nera, uomo o donna, buona o cattiva…ti interroga, ti chiede perchè, ti mette di fronte all’esistenza.
          Ora non puoi negare che si sta facendo strada in Europa e anche in Italia l’idea dell’eutanasia, che secondo me non è altro che il rifiuto del disagio che la sofferenza provoca in chi tende solamente a “godersi la vita”, in chi vede la sofferenza come un intralcio al proprio benessere.
          Il fatto che la francia ostacoli questi pellegrinaggi, secondo me rientra in quest’ottica…
          Per il resto ti auguro di cuore buon lavoro

          • filomena scrive:

            E’ proprio perché non guardò l’ideologica che ho scritto entrambi i post. Il mio ragionamento mette al centro i bisogni della persona e se il bisogno prevalente è la spiritualità un buon servizio si adopera per soddisfare questo bisogno, qualsiasi sia il posto dove vuole andare. Una volta abbiamo avuto un ragazzo terminale che voleva morire in India e attraversò il budget di salute che è uno strumento per pianificare l’assistenza personalizzata, abbiamo organizzato il tutto compreso alla fine anche il rientro della salma in Italia e il funerale.
            Questo per dirti che le priorità sono individuali e non si può lavorare per schemi preordinati.

        • Toni scrive:

          Conosco una persona a cui hanno dato un anno di vita (senza speranze per la medicina, per via delle metastasi al fegato provenienti da un melanoma all’occhio). Accompagnata a Lourdes è morta pochi mesi dopo serena con un rosario in mano. Questo per chi ha soluzioni rapide ed indolori, come la “dolce” morte significa quasi nulla,…… immagino. Intendo che non rientra nei casi “prioritari” da considerare.
          Ma non è neanche questo , è solo che nel discorso che facciamo non c’entra il budget sanitario. Nessuno può pretende che SSN paghi i viaggi, infatti ognuno si paga il proprio . Il punto è che a queste persone, che vogliono andare in pellegrinaggio, è meglio toglierle le difficoltà che creargliele nuove. Trovare soluzioni alternative se proprio non devono essere treni. Su questo, onestamente, e per una volta, potevamo essere d’accordo.

    • giuliano scrive:

      il budget salute sarebbe un pacchetto che fa parte dei diritti che lo STATO deve garantire a tutti. Forse sei fatta di coca e il tuo cervello è in pappa

  7. Emanuele scrive:

    Sono certo che l’Unitalsi troverà il sistema. I francesi sono così: definiscono un principio e lo attuano senza remore costi quel che costi. Hanno deciso di sostituire i vecchi treni ai nuovi, e lo fanno punto e basta senza ascoltare ragioni.
    Perché non si fa un accordo con le FS italiane?

  8. Martino scrive:

    Portate Lourdes in Sardegna, l’alta velocità è prevista nel quarto millennio….

  9. diamante scrive:

    Ma l’acqua di Lourdes non potrebbe essere venduta in farmacia come i fiori di Bach? si risparmierebbe ai disabili la fatica di questo viaggio… e comunque la carità potrebbero farla i diretti interessati, cioè i gestori di Lourdes, organizzando e finanziando treni gratuiti per i disabili. mi sembra più logico.

    • beppe scrive:

      diamante, la seconda parte della proposta non mi sembra del tutto fuori luogo. dopotutto lourdes vive anche di questo. l’acqua di lourdes la portano già ora a casa tanti pellegrini e la REGALANO chi la chiede e la desidera. se ne hai bisogno basta solo che fai un cenno e ti ….anneghiamo in un bagno benedetto…hai visto mai.

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