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L’associazione genitori e amici degli omosessuali scrive a Pisapia: il registro è inutile

luglio 19, 2012 Redazione

L’associazione Agapo scrive una lettera aperta al sindaco di Milano in merito al Registro delle coppie di fatto: «Non risponde a nessun reale bisogno sociale»

Anche l’associazione Agapo si schiera contro l’idea delle giunta Pisapia di istituire in breve tempo a Milano un “Registro delle coppie di fatto”. Agapo sta per Associazione Genitori e Amici di Persone Omosessuali, è nata nel capoluogo lombardo nel 2007, e i suoi soci sono impegnati a favorire l’inclusione delle persone omosessuali.

Oggi Avvenire segnala che Agapo ha inviato un documento, condiviso nell’ambito dell’ultima assemblea del “Forum delle associazioni familiari”. Si tratta di una lettera aperta al sindaco Pisapia, che si apre con un “apprezzamento” per l’impegno dell’amministrazione comunale «a favore di una maggiore inclusione delle persone omosessuali nella società civile e per la rimozione di ogni forma di loro discriminazione». Un giudizio positivo sul «progetto di istituire un osservatorio delle discriminazioni, che monitori gli atti ostili» agli omosessuali, e «i casi di mancato rispetto dei diritti dei conviventi, già oggi previsti dalla legge, tra cui la visita al convivente all’ospedale, la successione al contratto di locazione, la co-intestazione delle polizze vita e altri».

Agli apprezzamenti seguono, però, alcune critiche: «Tuttavia, restiamo molto perplessi di fronte all’intenzione della sua amministrazione di applicare, in tema di politiche sociali e a livello simbolico, un trattamento uniforme a realtà sociali profondamente diverse tra di loro, sia sotto il profilo della rilevanza sociale ed economica, sia per la natura della relazione stessa. Non crediamo cioè che una politica di equiparazione della famiglia comune, aperta ai figli, definita dagli articoli 29,30 e 31 della Costituzione Italiana, alle convivenza omosessuali, sia di aiuto per i nostri figli omosessuali».

«La differenza dei sessi – prosegue la lettera – non è soltanto un valore per la società, ma anche elemento fondamentale per la vita di coppia. Far credere che questa differenza sia irrilevante, crea confusione e rischia  di spingere i nostri figli verso grandi delusioni e comportamenti spesso autolesionisti. Non si batterà l’omofobia attraverso gli omissis o la banalizzazione della stessa omosessualità all’insegna del tutto uguale». Insomma, il Registro non risponde «a nessun reale bisogno sociale», come mostra il numero «irrisorio» di «convivenze iscritte» nei Comuni italiani che lo hanno istituito.

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17 Commenti

  1. Alex Galvani scrive:

    Hahahahaha.
    Prediamo atto che i genitori (eterosessuali) di Agapo (di chi?!?) insegnano ai loro figli che “La differenza dei sessi non è soltanto un valore per la società, ma anche elemento fondamentale per la vita di coppia”.
    E che quindi questi genitori (eterosessuali) insegnano ai loro figli (omosessuali) che il valore delle relazioni dei loro figli non e’ uguale a quella di fratelli e sorelle.
    Meno male che i miei genitori (eterosessuali) non mi hanno insegnato questo razzismo sessuale: “il tuo valore dipende da quello che tu e la persona con cui dividi la vita avete dentro le braghe”.
    Amen

    • anonimo scrive:

      Genitori omosessuali : ad oggi non pervenuti.
      Genitori eterosessuali: 100% dei genitori che generano
      Figli di genitori eterosessuali: 100% popolazione mondiale.
      Differenza tra relazione eterosessuale e relazione omosessuale: innegabile.
      Non riconoscere la differenza: forzatura che si ritorce contro chi la sostiene.
      Prove: stato di alterazione permanente.

      • Alex Galvani scrive:

        hahahahahahaha.
        spiacente per lei. i suoi dati, i suoi 100% da fonte anonima, non valgono niente.
        Men che meno le innegabili differenze.
        Spiacente che nessuno le abbia mai insegnato a sostanziare quel che scrive con qualcosa di decente. Certo, a veder lo stile di scrittura, direi che è il male minore…

        • anonimo scrive:

          Stile di scrittura prevalente: ahahahahah
          Giudizio estetico: bellissimo!
          Frasi ricorrenti: stereotipate 100%
          Dati da sostanziare: genitori omosessuali non pervenuti . …da sostanziare?
          Figura: la solita.

          • Alex Galvani scrive:

            Mi dispiace che lei si sia eletto giudice ANONIMO dei contenuti di messaggi altrui.
            Il suo giudizio vale quel che vale, cioe’ niente.
            sostanzi un po’ con nome, cognome, ecc ecc. poi ne riparliamo.
            Cosi’ come Agapo, la gente che non ci mette la faccia ha SEMPRE qualcosa da nascondere.

            • anonimo scrive:

              arguzia nel capire la provocazione di chiamarsi anonimo : non pervenuta
              nomi dati a diversamente-pensanti su appiattimento gay : anonimo, ubriacone, infantile, inventato, nessuno
              stile letterario: entusiasmante
              incapacità di dimostrare esistenza sulla terra di genitori omosessuali: acclarata, non da oggi
              figura: la solita

              • Alex Galvani scrive:

                Arguziaaaaa!
                Ecco cos’era. Ecco cosa ci mancava: la maestrina arguta anonima dalla penna rossa che ci offre gratuitamente giudizi sui contenuti, tutti molto importanti in questa discussione. Ah, l’arguzia di chi si nasconde… imperdibile.

  2. Emanuele Garbelli scrive:

    La domanda sorge spontanea: chi se ne frega??… Scusate la franchezza, ma chi sono costoro? Chi rappresenterebbero per esprimere tale opinione?
    Chiunque abbia esperienza di volontariato e associazioni capisce immediatamente quanto risibile sia questa lettera.
    Un esempio? La maggiorparte dei genitori di gay e lesbiche non fanno parte di nessuna associazione, non ne sentono il bisogno, non hanno nulla di particolare da dire, vogliono solo che i loro figli/e siano felici. Chi sono costoro per dire cosa e’ giusto o sbagliato? Con che arroganza aprono la bocca a nome di una categoria? E con che arroganza voi, cara Redazione, strumentalizzate ancora una volta le notizie per portar acqua al vostro mulino?
    Vergogna, e buona notte.

    • Bambù scrive:

      E chi vi fa sospettare che della vostra tanto obiettiva opinione, invece, a noi ce ne freghi qualcosa?
      Mica penserete che dobbiamo sentire solo le cose che piacciono a voi, vero?
      Chiunque ha il diritto di dire la sua anche se la cosa non vi va a genio!
      Siamo in una democrazia baby!

      • Alex Galvani scrive:

        Hahahahaha.
        Chiunque ha il diritto di dire la sua in una democrazia, PAROLE SANTE.
        Non si puo’ certo dire lo stesso delle comunita’ di fede.
        Ringraziate il cielo che non viviamo nel VOSTRO medioevo.
        E potete venire a distribuire le vostre opinioni basate sul niente su altra gente.
        Contenuti voi ad esser perditempo moralisti che hanno bisogni di avere un’opinione su altra gente, accomodatevi a rendervi ridicoli. QUESTA e’ deomcrazia.
        Anche quella che un anonimo sconosciuto sezan volto senza nome pensi di poter spiegare cosa sia la democrazia…
        Amen

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