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La Corte di Strasburgo ha stabilito che una violenza non è una violenza, ma un buon diritto. Un buon diritto gay

febbraio 19, 2013 Luigi Amicone

La Corte europea dei diritti umani riconosce a una coppia di lesbiche il diritto di adottare il figlio di una delle due. Una sentenza che è l’attuazione di un principio di uguaglianza ideologico

Nel caso controverso posto da una coppia di lesbiche la Corte di Strasburgo ha così sentenziato: due donne, una delle quali ha in precedenza avuto un figlio da un uomo da cui poi si è separata, hanno il diritto ad adottare alla pari il bambino e a creare così un nuovo nucleo famigliare stabile e a sé stante.
Siamo ben oltre l’adozione gay: siamo a un giudizio – definitivo perché emesso dalla Grande Chambre e i cui principi valgono per tutti i 46 Stati membri del Consiglio d’Europa – in cui la massima giurisdizione europea stabilisce che il legame naturale che unisce padre e figlio può essere rescisso per sentenza.

Il caso riguarda una coppia di donne austriache. Una delle due, madre di un bambino, dal 2007 chiedeva che anche la nuova compagna potesse adottarlo. Ma il padre del bambino, che non è mai venuto meno alle proprie responsabilità, che ha riconosciuto il figlio, gli ha dato il suo cognome e paga regolarmente gli alimenti per il suo sostentamento, si è sempre opposto a tale richiesta da parte della madre e della sua nuova compagna.
Di contro, le due donne ritenevano lesivo del principio di “uguaglianza” e, quindi, della loro vita familiare, il fatto che non potessero adottarlo alla pari, come potrebbe succedere in una coppia costituita da un uomo e una donna, da un padre e una madre.

La legge austriaca ha sempre dato torto alle due lesbiche perché in Austria la legge prevede la perdita di potestà (e la successiva adozione da parte del nuovo partner) solo se c’è accordo di tutti i soggetti o se il genitore si è macchiato di gravi colpe o ha abbandonato il bambino.
Inoltre la legge austriaca prevede tale possibilità di adozione solo per le coppie formate da una uomo e una donna: non per discriminare i gay, ovviamente, ma perché un figlio ha sempre un padre e una madre.

Dunque, ragionavano i tribunali austriaci: non esiste che si possa strappare un padre dal proprio figlio per darlo in adozione alla madre e alla sua nuova convivente. Sarebbe una violenza contro ogni evidenza e diritto del bambino.
Bene, la Suprema Corte europea ha stabilito che questa violenza non è una violenza, ma un buon diritto. Un buon diritto gay.

Post scriptum. Si tratta dell’ennesimo episodio che conferma il trend imposto dall’agenda gay e dalle forze che premono sui tribunali nazionali e internazionali per ottenere la disarticolazione dell’alleanza uomo-donna, l’affermazione del relativismo delle fondamentali relazioni umane e sociali, l’attuazione di un principio di uguaglianza ideologico e perciò irrispettoso dei diritti dei bambini: primo fra tutti, quello di avere un padre e una madre. Attraverso sentenze che poi si trasferiscono direttamente nei parlamenti, questa azione top-down, portata dall’alto verso il basso, è in tutta evidenza un’azione che ha di mira la forzatura del processo democratico e la legittimazione delle nuova ideologia gender-gay attraverso l’imposizione di un dibattito che non ci sarebbe se non si creassero volutamente e artificiosamente gli “incidenti” processuali del tipo di quelli sollevati dalla coppia austriaca succitata. Questa è la lobby europea dell’agenda gay: quella che seleziona o supporta i candidati e la casistica da portare nei tribunali di ultima istanza per ottenere da essi la legittimazione che non otterrebbero per via popolare e democratica. Sarà il grande problema dei prossimi anni.
Ecco perché è indispensabile che anche nelle elezioni politiche come quelle che si svolgeranno il prossimo 24-25 febbraio si scelgano attentamente i partiti che si oppongono a questo processo di progressiva imposizione di una legalità che non ha legittimità. Come dicevano i dissidenti dell’Est quando il comunismo che lì vi trionfava aveva come uno dei propri obiettivi quello di cancellare la famiglia e ridurre la relazione uomo-donna a mero istituto di riproduzione biologica a scopo di regime. «Una volta avvenuta la separazione della legalità dalla legittimità – intesa come sopravvivenza personalistica, soggettiva, di cose del passato – tutto può diventare legale: l’espressione “la legge è la legge” contiene infatti in nuce i campi di concentramento, perché sottrae i funzionari dell’apparato legale alla responsabilità personale e alla vita naturale» (Vaclav Belohradsky).

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38 Commenti

  1. Daniela Perrone scrive:

    non sia mai la carne di cavallo nei tortellini…
    ma tutto il resto si puo’ incasinare a volontà: alla larga da questa Europa.

  2. Rizzuto scrive:

    Inutile cercare di prendersela contro la presunta “agenta gay”, sarebbe anche il caso di vivere nella realtà del mondo finendola di mettere la testa sotto la sabbia. Le famiglie fondate da coppie dello stesso sesso già esistono. Questi bambini che hanno due mamme e due papà sono già al mondo, vivono in questa società, in questa realtà. La loro famiglia sono i due genitori che li stanno crescendo e si stanno prendendo la cura di loro. Uno è sempre il genitore biologico. Se gli/le succede qualcosa voi che cosa vorreste che il bambino fosse affidato ad altri? Messo in un orfanotrofio? Questo sarebbe avere a cuore il bene del bambino? Il legislatore deve prendere atto dei mutamenti della società. Queste coppie vanno riconosciute come famiglie e tutelate, in modo che il bambino rimanga nel nucleo familiare nel quale è cresciuto fino a quel momento. Oltretutto “un crescente numero di studi scientifici dimostra che i bambini che sono stati allevati da uno o due genitori gay o lesbiche sono emotivamente, cognitivamente, socialmente e sessualmente equivalenti a coloro che sono cresciuti con genitori eterosessuali” (American Academy of Pediatrics).

    • gmtubini scrive:

      Sai Rizzuto, nel mondo ci sono anche un sacco di aborti e tanti altri tipi di omicidi legalizzati, non per questo chi è contrario a tali abomini ci deve per forza farci l’abitudine.
      O no?
      Ah, a proposito dell’American Academy of Pediatrics, ti ricordo che fior di scienziati si impegnarono volenterosamente a dimostrare, per conto di Herr Hitler e compagnia briscola, la superiorità della razza ariana.
      Se tanto mi da tanto…

  3. franco scrive:

    ma in 2000 anni l’educazione è nata nella FAMIGLIA o dalla perversione dei ricchioni !? Svegliaaaaaa l’utopia non porta da nessuna parte; basta le persone non hanno bisogno di legge per pervertiti ma ha bisogno del pane…stiamo dietro a una minoranza che parla di diritti per puro orgolio del Ca..o direi….

  4. cornacchia scrive:

    @GMTUBINI.
    Si può essere legittimamente contrari al riconoscimento giuridico delle relazioni omosessuali ed alle adozioni da parte di queste (e su questo, peraltro, sono d’accordo).
    Altra cosa è sostenere la discriminazione, quantomeno latente, degli omosessuali e la repressione sociale delle loro relazioni, quasi fosse una libertà inferiore alle altre. Ed è ciò che molti commentatori fanno in questo spazio telematico.
    Scrivete un articolo di chiara ed inequivocabile condanna delle discriminazioni ai danni degli omosessuali e del disprezzo della loro vita affettiva e cambierò idea.

    • gmtubini scrive:

      Che diavolo vuol dire “discriminazione latente”?
      La tattica di criminalizzare chi non la pensa in un certo modo è vecchia come il cucco e su di essa si fonda la propaganda dei regimi totalitari.
      Sei contro i matrimoni gay? Allora sei “omofobo”!
      Non ti va giù che i bambini possano avere due padri o due madri? Allora sei un “talebano”!
      Ti secca che la famiglia venga considerata un capriccio? Allora sei un “fondamentalista”!
      Il tutto condito da peloso pietismo che fa leva sul “caso umano”.
      Così si è fatto passare il divorzio, l’aborto e si faranno passare i matrimoni e le adozioni gay, l’eutanasia, l’eugenetica e tutto il porco “mondo migliore” dei progressisti.
      Non capisco poi perché diavolo tu pretendi che su questo giornale si debbano dare dei chiarimenti sulla discriminazione, dal momento che per chi si considera cristiano cattolico l’omosessualità è solo una perversione come ce ne sono tante, e, dal momento che la condizione di peccatori è comune a tutti gli uomini, non si capisce perché dei peccatori si debbano sentire superiori o migliori di altri peccatori.
      Se però tu ti aspetti che i cattolici dicano “bravo” a chi mette in discussione la Verità…

      • Poppi_Pippo scrive:

        “Se però tu ti aspetti che i cattolici dicano “bravo” a chi mette in discussione la Verità…”

        Mi fate veramente ridere, pensate davvero che l’unica “Verità” (con la V maiuscola poi ancora + patetico) sia la vostra ?!? ennesima dimostrazione di quante aree vi date…

        • gmtubini scrive:

          I cattolici pensano che la Verità con la maiuscola sia la persona di Gesù Cristo.
          Ridi che mamma ha fatto gli gnocchi.

          • Gmtubini scrive:

            Scusa Poppi, non avevo visto che secondo te ci diamo tante “aree”, altrimenti avrei riso anche sul resto delle tue bischerate e non ti avrei disturbato rispondendoti.

  5. cornacchia scrive:

    @ Gmtubini.
    Il fatto che Lei sia cattolico non Le consente di travisare il senso delle mie parole.
    Ho premesso di essere contrario ai matrimoni ed alle adozioni gay. Ciò non significa, però, che gli omosessuali possano ricevere discriminazioni o che le coppie omosessuali non possano liberamente formarsi. La discriminazione latente consiste proprio nel voler giustificare limitazioni alla libertà individuale a chi non si riconosce nel “modello” della famiglia tradizionale. Il che è un controsenso, quantomeno in uno Stato liberale.
    Poi, visto che, all’apparenza, sostenete sempre che negare il matrimonio gay non significa penalizzare nessuno e che la famiglia tradizionale è capace di tutelare la dignità di tutti (e, quindi, presumo, anche degli omosessuali), non capisco per quale motivo non dovreste condannare apertamente le discriminazioni contro i gay.
    Quanto alla perversione, non mi sembra affatto giusto, naturale ed umano ricondurre la relazione omosessuale al solo aspetto genitale (il solo che potrebbe considerarsi perverso), quando, invece, è dimostrato che la stessa comprende anche sentimenti, affetti e sensualità.

    • gmtubini scrive:

      Francamente nei tuoi distinguo non ci capisco un cavolo.
      1) Io non ho scritto di essere cattolico, ma che lo è questo sito (almeno mi pare).
      2) Se tu sei contrario all’adozione e al matrimonio gay, allora tu, a sentir loro, sei coautore di grave discriminazione.
      3) Per il fatto che gli omosessuali sono peccatori come gli altri, il cattolico non è tenuto a giudicare i loro comportamenti individuali che riguardano il libero arbitrio, per i cattolici di queste faccende se ne occupa il confessore e non gli altri, che di norma pensano ai peccati propri.
      3) Il cattolico, tuttavia è obbligato a dire come stanno le cose a chi proferisce menzogne contro lo Spirito Santo, ovvero se in un colloquio privato o in un pubblico dibattito qualcuno sostiene che il peccato non è peccato, ma una cosa normale, il cattolico non se ne può stare zitto, ma deve sostenere la verità.
      3) Allo Stato che tu definisci Liberale non deve interessare con chi i cittadini preferiscono andare a letto né tale Stato si deve interessare alla vita sentimentale delle persone che riguarda la loro sfera privata. Allo Stato interessa invece che i cittadini più deboli, ovvero i minori, abbiano un nome e cognome e vengano accuditi ed educati nel modo più conveniente per loro, innanzitutto, e per lo Stato medesimo in seconda istanza.
      4) La perversione della relazione omosessuale è un dato di fatto visto che il sesso serve per procreare e gli omosessuali non procreano. se a te non sembra giusto qualcosa non te la prendere con me ma col Creatore o se preferisci con la natura. Considera anche che io amo i miei dodici (o tredici non ricordo) gatti, ma non per questo pretendo una legge dello Stato per garantire loro la reversibilità della mia pensione.

    • Giuseppe scrive:

      Mi scusi, quali sono alla luce della legge le “discriminazioni” di cui Lei parla? Non possono entrare nei locali per “normali”, non possono andare a scuola coi “normali”, non possono andare a vivere insieme, non possono sedere nei pullman accanto ai “normali”, non possono fondare una scuola che non sia per milionari (ah, scusi, questa è un discriminazione che esiste ed è comune a tutti, “normali” e non…)? N.B.: naturalmente la parola “normali” è usata in senso ironico.

  6. Jimmy scrive:

    In questo caso l’unico discriminato è il padre del bambino.
    In ogni parte del mondo (occidentale) il padre ha solo obblighi e nessun diritto.

  7. cornacchia scrive:

    1) L’interesse dello Stato, nell’educazione dei bambini, non rileva né in prima, né in seconda, né in ultima istanza. Caso mai è lo Stato che deve mettere al primo posto il valore della persona, con particolare attenzione per i più deboli.
    2) Se si pensa che tutti facciano gli affari propri, senza preoccuparsi delle faccende altrui, non vi sarebbero delitti e discriminazioni. Ma così non è. è di pochi giorni fa, ad esempio, la notizia che un adolescente è stato picchiato dal padre perché scoperto omosessuale.
    3) Per quale motivo la sessualità sterile dovrebbe essere perversa? Soltanto in materia sessuale, mi sembra che la vocazione naturale della persona sia considerata un obbligo e non semplicemente un dato di fatto da valorizzare per il bene delle persone (Anche di quelle che, per mille ragioni, delle funzioni naturali non gliene importa un tubo).
    4) Non mi sembra che questo sia un giornale semplicemente cattolico, in quanto è più che evidente un’impronta fortemente politica e, a parole, liberale.

    • gmtubini scrive:

      1) Allo Stato che i suoi futuri cittadini vengano istruiti educati in modo consono alla civile convivenza interessa anche troppo. Altrimenti non spenderebbe quattrini nella scuola pubblica. Ma forse il tuo voleva essere un sofisma e io non l’ho capito (sai io sono un po’ ignorante).
      2) E allora? Ci sono anche un sacco di cristiani che vengono ammazzati! Che c’entra questo evento col fatto che lo Stato non si deve occupare della vita sentimentale e/o sessuale delle persone? Non vedo il nesso. Ma forse il tuo voleva essere un sofisma eccetera.
      3) Il tuo è solo un altro sofisma del cavolo, io non ho parlato di “sessualità sterile” e tu lo sai bene.
      4) Ai cattolici è permesso (per ora) fare politica e scrivere e pubblicare giornali.

  8. cornacchia scrive:

    1) Parlavo, ovviamente, di uno Stato liberale. Se, poi, vogliamo fare riferimento a quello Italiano, rilevo che il primo dei valori è l’uguaglianza. Se si vuol far finta di non capire…
    2) Io condanno qualunque discriminazione religiosa e, a maggior ragione, la persecuzione delle persone, cristiani o non che siano. Lei faccia la stessa cosa con gli omosessuali e siamo a posto.
    3) Sto dicendo che non vi è alcun obbligo di rivolgere la sessualità alla procreazione, ciascuno è libero di perseguire altri obiettivi. Se, poi, Lei non è in grado di dimostrare che la sessualità omosessuale nuoce alla persona, allora, nel momento in cui la sconsiglia perché perversa, manca di rispetto al supremo diritto alla salute ed al benessere individuale. Costituzionalmente garantito.
    4) Anche ai satanisti è permesso di fare politica. Cosa diversa è confondere la politica ed il diritto con la morale o la religione. Ad un politico non deve interessare alcunché se l’omosessualità sia morale o immorale, quando parla di matrimoni gay, ma soltanto che il principio di uguaglianza trovi il suo coronamento (ed io penso che il matrimonio gay non sia la soluzione giusta).

    • gmtubini scrive:

      Cornacchia
      1) Spiegami se e in qual misura uno Stato Liberale (e non lo Stato Italiano) si debba o meno interessare dei sentimenti e dei gusti sessuali degli individui.
      2) Che io discrimini gli omosessuali è una cosa da te supposta e le tue supposte sai benissimo tu dove mettertele.
      3) Io non capisco (essendo ignorante) cosa c’entri la Costituzione e i diritti che garantisce con il fatto che l’omosessualità sia una perversione e che ciò discende dall’evidenza che l’atto sessuale tra persone dello stesso sesso non può essere in alcun caso aperto alla vita. Non si capisce inoltre perché tu identifichi la perversione con l’autolesionismo: che è? Un altro sofisma?
      4) Le convinzioni etiche e religiose, caro mio, stanno a monte della politica e dunque delle leggi e la politica non è affatto il luogo dell’amoralità.

  9. paola scrive:

    nell’articolo di Tempi la notizia è riportata (temo volutamente) in modo distorto. riporto le parole con cui informa dei fatti un giornale che credo riscuota la fiducia dei lettori di tempi ovvero Avvenire. «Alla base della sentenza, c’è il caso paradossale che la Corte europea si è trovata a giudicare: le due donne convivevano da anni, con il figlio che una di loro ha avuto da un uomo con cui non era sposata. DOPO AVER CONCLUSO UN ACCORDO DI ADOZIONE CON IL PADRE nel 2005 al fine di creare un legame legale tra il minore e la compagna della madre, le due donne si sono viste respingere l’intesa da un tribunale locale, il quale ha rimandato all’articolo 182.2 del codice civile austriaco secondo cui la persona che adotta acquisisce i diritti del genitore naturale, che in questo caso erano quelli della madre. Un nodo che la magistratura europea ha sciolto decidendo che le autorità austriache hanno violato i diritti dei ricorrenti discrimandoli sulla base dell’orientamento sessuale dei partner, ciò considerando che in Austria l’adozione dei figli dei compagni è possibile per le coppie eterosessuali non sposate. Ad essere stati violati, secondo la Corte di Strasburgo, sono stati gli articoli 8 e 14 della convenzione europea dei diritti umani, che sanciscono la non discriminazione e il diritto al rispetto della vita familiare.» chiunque non sia ostaggio dei propri preconcetti, poteva capire che la ricostruzione di Tempi non può reggere (nessuno può togliere la potestà a un padre che voglia continuare a essere tale…). deve esserci qui lo stesso dolo in cui già era incorso Betulla con il famoso articolo pieno di menzogne per cui poi pagò il conto Sallusti… quindi, se volete continuare a criticare questa sentenza, almeno fatelo su basi reali, e non bevendovi qualsiasi ca***ta vi viene propinata solo per fari reagire in modo telecomandato… qui la questione è: posto che il padre era d’accordo a far adottare il figlio alla compagnA della madre, la cosa non era possibile secondo la legge austriaca, che però lo avrebbe consentito se si fosse trattato del compagnO. la corte ha visto in questo fatto una discriminazione. discutete di questo e non di impossibili soprusi che strappano bimbi al padre naturale….

    • giovanna scrive:

      Vederemo chi ha ragione, tra Tempi e Avvenire, ma infine fatto sta che la legge austriaca, come la nostra e quella di tantissimi paesi nel mondo, riconosce il diritto di adottare solo ad un uomo e una donna, che diventano padre e madre del bambino.Si potrà convenire con Starsburgo solo quando un bambino potrà nascere da due donne, altrimenti la fortissima discriminazione è nei confronti di questo povero bambino, poverissimo bambino.

  10. cornacchia scrive:

    @ Paola.
    è inutile, qui non si ragiona, né, tantomeno, si ragiona in termini giuridici.
    Se qualche buontempone proponesse qualche assurdità (tipo che gli omosessualità devono essere obbligati a camminare a quattro zampe), loro sarebbero d’accordo, purché contraria agli omosessuali.

  11. cornacchia scrive:

    1) Lo Stato e la società non devono in alcun modo interferire con la sessualità, sensualità, affettività, sentimentalità o simili degli individui. Se una categoria di individui per i loro gusti e/o scelte e/o condizioni venissero discriminati – il che è un’ipotesi – dovrebbe agire, a livello giuridico ed educativo, per rimuovere i presupposti di tali episodi discriminatori. Sicuramente, non condannare apertamente (COME NON STA FACENDO LEI) le violenze e le discriminazioni contro le persone e le relazioni omosessuali non agevola l’uguaglianza (perversione o no che sia).
    2) Vedasi la risposta precedente. Comunque, affinché io possa smettere di supporre, è più che sufficiente che Lei si esprima apertamente, dicendo che condanna la discriminazioni contro gli omosessuali. PUNTO.
    3) La Costituzione garantisce il diritto alla libertà personale e di espressione, sub specie sessuale, senza occuparsi di perversione, di peccato, di normalità o simili. Comunque, io non capisco perché un atto dovrebbe essere perverso perché non aperto alla vita come se procreare fosse – non una risorsa, bensì – un condizionamento. Quanto all’autolesionismo, immaginando che il termine perversione avesse una valenza spregiativa (ma magari è un mio sofisma), mi sono permesso di rilevare che se Lei chiama perversione una condizione di salute della persona, allora non ha rispetto del diritto soggettivo al benessere individuale, garantito dall’art. 32 della Costituzione.
    4) Il problema è quando si considera l’etica e/o la morale come un qualcosa di contrapposto alla dignità della persona. La religione, comunque, in questo discorso, non c’entra un tubo. è Lei che l’ha tirata fuori.

    • gmtubini scrive:

      1) Se lo Stato non deve in alcun modo interferire con la sfera privata dei sentimenti e gusti dei cittadini, non si capisce perché secondo te debba garantire un qualche “riconoscimento giuridico delle relazioni omosessuali” le quali non sono per la loro natura finalizzate alla procreazione e dunque all’allevamento e l’educazione della prole (ancorché potenziale) i cui diritti vengono tutelati con l’istituto giuridico del matrimonio.
      2) Io non capisco perché tu pretenda una esplicita condanna delle violenze sugli omosessuali, visto che essa è chiaramente espressa dalla dottrina cattolica (che io ho provato a spiegarti precedentemente).
      3) Non so se l’hai capito, ma i cattolici, pur venerando la Madonna e un intero calendario di santi, non hanno alcun altare dedicato alla Costituzione della Repubblica Italiana, che tuttavia si sforzano di rispettare. E’ inutile pertanto che tu la citi ogni tre per due, visto che non è su di essa che i cattolici fondano i loro principi, ma casomai il contrario.
      La perversione intrinseca nell’atto omosessuale mi pareva di intuitiva comprensione: se una zappa serve per frangere le zolle e non per lavarsi i denti, chi si incaponisce ad usarla con questo scopo, anche se ne ricava una legittima soddisfazione individuale, ne fa un uso che potremmo definire “perverso” senza alcun senso “spregiativo” e ti faccio notare che del tipo di “salute” a cui si può far astrattamente far riferimento parlando di “perversione” non ha titolo alcuno per occuparsene la nostra Costituzione (e che palle co’ ‘sta Costituzione!)
      5) Se tu consideri il soddisfacimento di qualsiasi desiderio e aspirazione individuale una questione attinente alla “dignità umana” allora hai ragione: può darsi che certi desideri e aspirazioni personali qualche problemino con l’etica cristiana effettivamente lo creino. Dire poi, come sembri fare tu, che la religione con l’etica “non c’entra un tubo”, francamente è una solenne cazzata.
      6) Ora, se permetti, mi vado a fare un bel panino “omofobo” da “Chicken fil A”.

  12. Gianni scrive:

    L’unica vera questione è che bisognerebbe imbracciare le armi x difendere questo padre: pensate al suo dolore, il suo essere padre immolato sull’altare dell’ingiustizia sociale perpetrata dalla lobby gay. Visto che loro non fanno prigionieri, prepariamoci a menare le mani x difendere i nostri figli.
    C’ho una rabbia dentro…

  13. cornacchia scrive:

    1) In quale parte del mio discorso io abbia scritto che lo Stato debba garantire un qualche “riconoscimento giuridico delle relazioni omosessuali” lo sa solo Lei. A me sembra di aver affermato il contrario.
    Ho detto, al contrario, che lo Stato e la società devono agire, a livello giuridico e/o culturale, per rimuovere i presupposti della discriminazione, ove questa fosse perpetrata nei confronti di chi tiene particolari relazioni. O ci sono discriminazioni di serie B?
    Allo stesso modo, se domani, si diffondessero fenomeni di ostilità verso i rapporti di amicizia, lo Stato non dovrebbe riconoscere l’amicizia come matrimonio, ma dovrebbe educare al rispetto di questa libertà.
    2) Infatti, io sto parlando con Lei, non con la dottrina della Chiesa cattolica. In ogni caso, allo stesso modo in cui io ho condannato – non solo le violenze, ma anche – le discriminazioni nei confronti dei cristiani, allo stesso modo dovrebbe fare Lei con gli omosessuali. O ci sono libertà di serie B?
    3) Se permette gradirei vivere in uno Stato in cui i diritti e le libertà civili, nonché il matrimonio, siano regolati sulla base di principi di diritto civile e naturale, non sui Santi e la Madonna.
    Sulla perversione, apprezzo che Lei consideri legittima la soddisfazione individuale. Comunque, seguendo il Suo ragionamento, anche mettere il cilicio sarebbe una perversione, in quanto, provocando microescoriazioni, comporta un impiego del tessuto epidermico differente rispetto alle finalità di protezioni cui la cute è naturalmente orientata (non per questo, però, è meno legittimo). Idem per l’omosessualità, che, peraltro, si compone anche di sentimenti che, per definizione, non possono essere contro-natura. O ci sono organi di serie B?
    4) La Costituzione si occupa di tutte le forme di salute, che si traducano o meno in atti perversi. Anche su questo punto, ci sono forme di salute di serie B?
    5) Beh che la religione non c’entri con l’etica lo dicevano tutti i filosofi giusnaturalisti, fondatori di quel diritto naturale che Voi dite di venerare. In particolare Grozio: “il diritto e l’etica naturale esisterebbero, anche nell’ipotesi improbabile che Dio non esistesse”. In altre parole, l’etica è tale perché si percepisce con la ragione, a prescindere dalla fede. Anche qui: esistono diritti naturali di serie B?
    6) Sarebbe bello (ma senza provocazioni) capire quale sia il rapporto fra etica cristiana ed aspirazioni individuali. Io credevo, nella mia ignoranza, che le regole etiche fossero rivolte a garantire la massima realizzazione possibile di tutte le persone. Salvo, ovviamente, che esistano persone di serie B.
    Grazie per le risposte.

    • gmtubini scrive:

      1) “Se una categoria di individui per i loro gusti e/o scelte e/o condizioni venissero discriminati – il che è un’ipotesi – dovrebbe agire, a livello giuridico ed educativo, per rimuovere i presupposti di tali episodi discriminatori”. Dunque io credevo che dal momento che gli omosessuali considerano il non potersi sposare tra loro o adottare figli una discriminazione… Evidentemente ho frainteso.
      2) Vorrei tanto sapere quando io ti ho fatto credere di essere uno che approva la violenza e la persecuzione degli omosessuali o la loro discriminazione, salvo essere contrario al loro matrimonio e all’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali.
      3) Io non ho detto che i diritti debbano essere regolati dai santi e dalla Madonna, ma che di norma i cattolici non venerano la Costituzione e non la considerano un libro sacro, e codesta è solo, lasciatelo dire, una stupida provocazione come il tuo stupido (scusa sai!) paragone col cilicio.
      4) Mi fa specie doverlo specificare, ma io parlavo della salute dell’anima, che non mi pare sia oggetto della Costituzione.
      5) Fammi il santo piacere di non catalogarmi in nessuno “voi”, grazie. Inoltre io dei filosofi “giusnaturalisti” ammetto con candore di non sapere un cappero di nulla e nemmeno, ahimè, di non aver alcun interesse a saperlo, in quanto, a causa della mia formazione diciamo così, “tecnica”, certe cose io le ascrivo direttamente alla categoria della “sega mentale”. Io ho banalmente sostenuto che la morale di un individuo mi pare non possa non dipendere anche dalla sua religione, ma l’ho fatto facendo leva solo sul “buon senso”.
      6) Viviamo in un società in cui nei fatti è considerata una lecita aspirazione individuale della madre “frullare” il nascituro che ella porta nel proprio ventre che evidentemente è da considerarsi persona di serie B.
      Prego.

  14. Francesco scrive:

    Ho letto questo articolo avendo già sentito del caso della coppia austriaca.
    Sinceramente lo trovo fazioso, fortemente imbevuto di idee discriminatorie e nell’ultima parte fortemente politico su una questione che viene strumentalizzata nello scenario attuale (questo è vero) ma che ha urgenza di essere risolta.
    Che il padre naturale del bambino non debba perdere la possibilità di seguire suo figlio è indiscutibile a mio parere ma da qui a bollare tutto il processo ce ne passa. Le coppie omosessuali sono infatti che si impone al di là di qualsiasi bigottismo culturale. Un sentimento che lega due persone (e anche più in una famiglia) va riconosciuto e agevolato. Se questa questione fosse meno osteggiata si potrebbe raggiungere riflessioni migliori sul nuovo assetto famigliare e su cause come questa.

    • beppe scrive:

      ecco un punto forte del vostro ragionamento: le coppie omosessuali sono ”un fatto che si impone” , dunque, secondo te, non si può più nemmeno discuterne il merito o altro. Evidentemente lei non considera la pressione mediatica e la forza anche economica che foraggia la lobby gay ( mi citi un artista che non sia gay friendly). ecco è una ”imposizione” bella e buona alla faccia della ragione e della democrazia.

  15. cornacchia scrive:

    1) Io esprimo la mia opinione e non credo di dover rispondere per quella di altri, omosessuali, cattolici, eterosessuali o mangiatori di banane che siano. Non ho detto che negare il matrimonio omosessuale sia una discriminazione; ho detto che è una discriminazione non rispettare le persone omosessuali e le loro relazioni. Non mi pare difficile da capire.
    2) Basterebbe affermare esplicitamente il contrario (io condanno la violenza, la persecuzione, l’oppressione, la discriminazione, etc…) e tutto sarebbe risolto.
    3) L’articolo riguarda una decisione della Corte di Strasburgo, non cosa venerano i cattolici. Io ho commentato quella.
    Noto, poi, che siamo passati agli insulti. Non mi sembra che ci sia nulla di irrazionale nel sostenere che, allo stesso modo in cui una persona ha la libertà di impiegare l’epidermide diversamente dal suo scopo naturale, allo stesso modo è libero di fare altrettanto con i genitali.
    4) Perfetto. Io parlavo di salute in senso tecnico. Almeno su questo siamo d’accordo.
    5) Io ho parlato di etica, non di morale individuale. Magari anche questa distinzione è una sega mentale.
    6) Quando non si dispone di argomentazioni, si tende a cambiare argomento.

    • Bruno scrive:

      A dir la verità, rimanendo nel campo della salute, è noto agli addetti ai lavori (medici) che l’uso dei genitali per qualcosa di diverso da ciò per cui sono fatti naturalmente, e quindi il contatto con parti del corpo altrui non predisposte a questo contatto, provoca un aumento delle infezioni sia ai genitali sia alle altre parti del corpo.

    • Gmtubini scrive:

      1) Non ho detto che è difficile da capire, ma al massimo che è facile da fraintendere. Tolto definitivamente l’equivoco posso dire di essere d’accordo con te.
      2) Ebbene, visto che ci tieni tanto, IO CONDANNO LA VIOLENZA E LA DISCRIMINAZIONE, l’oppressione, i treni piombati e i campi di concentramento, e francamente finora ho cercato di farti capire che io mi riterrei offeso che qualcuno possa pensare che io li approvi. Come ritengo RIDICOLO anche sospettare che i cattolici possano approvare o anche solo rimanere indifferenti a certi abomini.
      3) No caro, in seguito al tuo ennesimo riferimento alla Costituzione (che per inciso con Strasburgo non c’entra più di tanto) io ti ho fatto notare che “i cattolici, pur venerando la Madonna e un intero calendario di santi, non hanno alcun altare dedicato alla Costituzione della Repubblica Italiana, che tuttavia si sforzano di rispettare”, al ciò tu hai risposto “gradirei vivere in uno Stato in cui i diritti e le libertà civili, nonché il matrimonio, siano regolati sulla base di principi di diritto civile e naturale, non sui Santi e la Madonna.” : questa, a mio insindacabile parere è una stupida e grossolana provocazione e un insulto alla mia intelligenza e a quella degli altri lettori, pertanto, se ci tenevi a non essere offeso, ci dovevi pensare prima.
      4) Bene.
      5) Infatti, è una distinzione che sarà tanto importante per l’areopago che tu dai ad intendere di frequentare, ma che per uno come me, avvezzo più alla vanga che alla lettura di Kant prima di dormire, è inequivocabilmente una sega mentale.
      6) Quando si rimane spiazzati si accusa l’interlocutore di cambiare argomento.

  16. cornacchia scrive:

    1) Ok. Purtroppo non sono Kant e magari sono io che ho frainteso. Me ne scuso.
    2) Vedasi punto precedente.
    3) Dove sia la provocazione io non lo capisco. Mettiamola così. Io credo che esista un diritto naturale che protegga la dignità di tutte le persone: Voi ne individuate il fondamento in Dio (e di questo, a me, non importa nulla), io nella ragione. A mio avviso, tale diritto naturale comprende anche la libertà sessuale ed affettiva, nei limiti di qualunque altra libertà, tipo religiosa.
    4) Ok.
    5) Se Lei si reputa offeso perché ho detto che i Santi e le Madonne non possono essere elevati a fonte del diritto (il che non è nemmeno una provocazione), allora dovrebbe avere qualche scrupolo a parlare in questi termini della filosofia che, magari, per qualcuno (come me) è importante quanto per Lei lo è la religione.
    6) Se vogliamo parlare dell’aborto, apriamo una discussione a parte. Comunque, io non lo ritengo un diritto, ma questo non c’entra nulla con l’omosessualità, che – sia consentita l’ironia – ha il vantaggio di non poter cagionare l’aborto.

    • beppe scrive:

      ognuno ha l’ironia che si merita ( proporzionata alla sua finesse d’esprit) e con questo si è smascherata anche la ”delicatezza e i sentimenti” degli omosessuali (maschi)….che finiscono sempre in…….

    • Gmtubini scrive:

      1) Scusami tu se ti ho frainteso.
      2) Passo
      3) e 5) Io volevo solo dire che la Costituzione, pur essendo bella e istruttiva, non è il Corano.
      Pertanto io non sono offeso perché tu hai nominato invano santi e Madonna, ma perché mi hai attribuito la paternità della ridicola affermazione secondo la quale santi e Madonna siano da annoverare tra le fonti del diritto.
      6) Io ho usato l’esempio dell’aborto per sottolineare che la società considera (ripeto, nei fatti) lecite azioni che prevedono la retrocessione in serie B dei diritti di alcuni. Se è vero che l’omosessualità in norma e in regola non causa aborti, è anche vero che la fregola della procreazione per le coppie omosessuali, purtroppo, con i metodi artificiali causa sterminio degli embrioni umani e altri fenomeni poco rassicuranti come la compravendita di figli, uteri, ovuli e tutto il resto.

  17. cornacchia scrive:

    @ GM Tubini.
    Ok, vedo che ci siamo intesi. Peraltro, noto che la pensiamo sostanzialmente allo stesso modo. Mi scuso se le enfatizzazioni dialettiche possono averLa offeso.

  18. cornacchia scrive:

    @ Beppe.
    Veramente che io sia un omosessuale maschio è una Sua insinuazione, peraltro offensiva della mia identità personale. E questo rivela la Sua finezza di spirito.

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