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«L’Italia è senza donatrici per la fecondazione eterologa». Ma va?

novembre 12, 2014 Emanuele Boffi

A sette mesi dalla sentenza della Consulta finalmente anche i suoi più strenui sostenitori se ne sono accorti e così cercano scorciatoie per aggirare il problema

bambini-fecondazione“L’Italia senza donatrici per l’eterologa” è il titolo oggi in prima pagina del Corriere della Sera. Ma va? E noi cosa vi avevamo detto compagni? Dopo l’assurda sentenza della Corte Costituzionale e le improvvide parole dell’ex presidente Giuseppe Tesauro, come pensavate di risolvere la questione? Pare che solo ora si scopra che il fantastico mondo dell’eterologa rechi con sé non solo degli enormi problemi di ordine morale e medico, ma anche dei più banali e terra terra problemi economici.

E CHI PAGA? A sette mesi dalla sentenza finalmente anche i suoi più strenui sostenitori se ne sono accorti: «L’Italia è senza donatrici per la fecondazione eterologa». Il motivo, come i lettori di tempi.it sanno bene, è che il processo di “donazione” dei gameti è tutto fuorché una passeggiata: occorre sottoporsi a stimolazioni ormonali, due iniezioni sottocutanee al giorno per dodici giorni, cinque ecografie, prelievi del sangue, anestesia generale e ricovero in day hospital. Secondo voi, chi farebbe tutto ciò gratis? Esatto. Ed è per questo che, scrive il Corriere, si «va in cerca di ovuli all’estero». Già, ma chi paga? Pure la Toscana, il cui presidente Rossi si era detto subito pronto alla pratica gratuita, s’è rimangiata tutto.

MERCATO NERO? Ora, scrive il Corriere, «l’ospedale Careggi di Firenze, il più organizzato a livello nazionale per la fecondazione eterologa, ha deciso di rivolgersi all’estero». Vogliamo proprio vedere come andrà a finire, quando arriveranno i conti da pagare. Infatti, lo stesso quotidiano di via Solferino accenna ad altri sistemi pur di poter praticare l’eterologa: il social egg freezing a titolo solidale, il gametes crossing, l’egg sharing. Tutte scorciatoie per aggirare il problema. Nel primo caso si regala «la crioconservazione dei propri ovuli alle giovani disponibili a donarne la metà». Nel secondo avviene un incrocio di donazioni anonime. Nel terzo «la paziente che si sottopone a trattamenti per se stessa (fecondazione omologa) dona i propri ovuli in sovrannumero a un’altra». Baratti bio-faustiani che facilmente aprirebbero a un mercato (nero?) con danni collaterali facilmente prevedibili.

COSA HA FATTO LA LOMBARDIA. Intanto, il 7 novembre la Regione Lombardia ha fissato con una delibera i costi della fecondazione eterologa. Come si ricorderà, la Regione guidata da Roberto Maroni ha sin dal principio chiarito che avrebbe rispettato la sentenza della Consulta, ma a spese di chi voleva ricorrere all’eterologa. E quanto dovrà spendere l’utente che voglia accedervi? Nella delibera si legge che i costi variano dai 1.500 ai 4.000 euro a tentativo. Per avere un termine di paragone, sappiate che con la fecondazione omologa la media dei tentativi per avere il “bambino in braccio” è quattro.

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43 Commenti

  1. Ambrogio scrive:

    Beh, la Corte Costituzionale potrebbe fare ancora un piccolo sforzo. Visto che si è inventata il “diritto al figlio” e la “disuguaglianza consistente nel fatto che siccome l’eterologa era prevista in altri paesi allora se la sarebbero potuta permettere solo chi aveva i soldi per il viaggio” (che perle questi luminari del diritto!) potrebbe aggiungere un altro tassello: non ci sono donatrici? Non c’è problema, diciamo che questa mancanza di donatrici è un ostacolo al diritto al figlio e dichiariamo incostituzionale la legge nella parte in cui non prevede la possibilità per il Governo di espropriare gli ovuli a fini di privata utilità, e cioè per la realizzazione del diritto al figlio. Che ci vuole?

    • Sebastiano scrive:

      La proposta mi pare sensata. D’altronde se si considera un figlio alla stregua di un oggetto su cui esercitare il proprio “diritto di possesso”, senza che a quest’ultimo vengano riconosciuti diritti propri, non c’è nessuna differenza con l’esproprio di un pezzo di terreno. Per ragioni di pubblica utilità, of course.

  2. Lena scrive:

    Il diritto non ha per oggetto il figlio, ma è l’accesso a una tecnica di procreazione. Quello che importa è che se la donna ha la donatrice può accedere alla procedura, se non ce l’ha a questo non può pensare lo stato, caso mai si potrebbe togliere il divieto di ricompesare la donatrice. Quanto a leggi che espropriano il corpo finora ce ne è stato di un solo tipo caro a voi embrionsti

    • Sebastiano scrive:

      Perdona il ritardo, ma stavo ancora ridendo…
      “Il diritto non ha per oggetto il figlio, ma è l’accesso a una tecnica di procreazione”: questa è troppo bella.
      Come dire che uno scassinatore di casseforti lo fa per amore della meccanica. Che grulli.

      • Lena scrive:

        Volevo dire che ciò a cui la persona/coppia sterile ha diritto è di poter accedere ad una tecnica sostitutiva delle potenzialità della fertilità naturale. Il bambino nato dalla procreazionr in vitro con l’eterologa è titolare degli stessi diritti dei nati con procedimento naturale non è certo una cosa di proprietà dei genitori, è la vostra mente che distorce tutto

        • EquesFidus scrive:

          Ha parlato la “mente” dietro a certi deliri, in questo ed altri articoli, in cui osanna con sprezzo bestiale la sterilizzazione coatta di donne a cui era spacciato come vaccino, o che erano state obbligate dalla pressione sociale; il tutto in nome di un disumano “benessere della terra”. Non parliamo poi dell’aborto, che citi di continuo contro noi “embrionisti” (ipse dixit), rei di non assecondarti. Questa cattiveria, questo odio infernale che lanci in tutti gli articoli che commenti non solo contro i cattolici (a cui, parlo per me chiaramente, dei tuoi commenti contro la Chiesa, rea dei nuovi psicoreati da te inventati, importa come del due di picche) è avvilente ed indegno anzitutto per te, che così facendo ti schernisci da sola. Ma non hai altro di meglio da fare che non commentare tutti (e sottolineo tutti) gli articoli di una testata appartenente alla fede che più odi al mondo (che appuro essere i “cattotalebani”, e io che pensavo che i talebani fossero quelli che ammazzano i cristiani, boh…)?

          • Lena scrive:

            Nessuno si arrampica sugli specchi. La fecondazione eterologa presenta certo qualche aspetto problematico sotto il profilo etico, ma io sono intervenuta solo contro provocazioni del tipp che la consulta avrebbe riconosciuto il diritto al figlio trasformando i bambini in oggetti, quando è chiaro che dal punto di vista strettamente giuridico il diritto è solo quello di poter usare un gamete altrui per farsi fecondare , che tra l’altro, se fosse quello maschile la donna se lo potrebbe procurare anche senza aiuto di strutture sanitarie. L’unico problema ipotizzabile è solo quello psicologico dell’eventuale disagio del figlio dovuto all’estraneità genetica rispetto ai genitori o ad uno di essi, ma lo stesso problema si ha anche nelle adozioni. Poi sinceramente non ritengo che l’accesso all’eterologa sia una questione così fondamentale, ma neppure una pratica da vietare e addirittura con sanzioni penali.

        • Toni scrive:

          Mia meravigliosa Lena, sei come ti desidero, dillo più chiaro (anche a quella bigotta di Filomena che ha perplessità)… togliere il divieto è comprarsi la donatrice. Tu sì che sei avanti …. le persone si possono comprare.
          Tu che se sei gravida pensi di avere un parassita, e di una procedura di esproprio …. parli di distorcere tutto?

          • Toni scrive:

            Errori:
            e comprarsi la donatrice.

            Tu che se sei gravida pensi di avere un parassita, ed addirittura vittima di una procedura di esproprio …. parli di distorcere tutto?

            • LEna scrive:

              Caso mai comprerebbero degli ovuli, ma più che un prezzo si tratta di una donazione di contraccambio, per compensare la donatrice dello sforzo e mostrarle gratitudine…e ti sfugge la cosa fondamentale che le donne che donano gli ovuli per denaro lo vogliono fare, anche se per te la volontà dell’individuo non vale niente

              • Toni scrive:

                No , non essere timida, ….. dopo avere avuto il tuo calore umano (attraversa il monitor), mi sono convinto, per me la volontà vale tutto. Solo che non capisco il perché se è possibile comprare ovuli non dovrebbe essere possibile comprarsi un rene.
                Se c’è l’accordo di due volontà …perché li si dovrebbe “espropriare” dei loro corpi?

                • Toni scrive:

                  Dimenticavo: Invidiabile la definizione : “una donazione di contraccambio”.
                  E vale anche per il rene.

                  • LEna scrive:

                    Gli ovuli non sono organi, il prelievo di ovuli non diminuisce la funzionalità e l’integrità dell’organismo.

                    • Toni scrive:

                      No cara … non barare, tu hai messo l’accenno sull’elemento esproprio.
                      Il mio perfetto rene rimanente …compensa benissimo …. e poi non sono affari tuoi. In più miglioro la mia vita con una “donazione di contraccambio” di 200.000 euro.
                      Il corpo è mio …sarò pure padrone di essere svincolato dal tuo bigottismo che mi parla di “integrità dell’organismo. Chi ti ha detto che mi interessa? Chi ti ha detto che voglio vivere a lungo? ma soprattutto chi sei tu a stabilire un criterio di giusto (l’integrità) sul mio corpo?

                      “È meglio bruciare in una fiammata che spegnersi lentamente”

                      PS – Questo è veramente cattivo… dopo essermi calato nella tua prospettiva… mi fai la bigotta.

        • Laura scrive:

          Lena
          mi dai la sensazione di una che non ha ancora o non ha mai vissuto

          • Laura scrive:

            P.S.
            Lena
            solo una profondamente picchiata nel cervello viene presa dalla smania di donare ovuli.
            A questo punto bisogna riflettere bene anche sull’ereditarietà !

            • giovanna scrive:

              Bè, Laura, una “donazione” d’ovuli può anche essere una tentazione per una donna molto povera e molto bisognosa, magari straniera : scommetto, e purtroppo credo di vincere facile, che ci saranno degli abusi tremendi in questo senso, con pagamenti nascosti e quant’altro.

              • Lena scrive:

                Ma infatti anche io credo che nessuna doni ovuli ad in estranea in cambio di niente, infatti le donatrici in altri paesi vengono compensate, però giuridicamente il tipo di transazione non è configurato come una compravendita.

                • Sebastiano scrive:

                  Mi pare evidente infatti che è solo uno scambio di cortesie.
                  Come invitarsi reciprocamente a bere un tè.

                  Sembrate dei polpi, tanto vi stanno crescendo le ventose a furia di arrampicarvi sugli specchi.

                  • Lena scrive:

                    I fatti stanno così che in altri stati dell’unione europea che condividono lo stesso tipo di ordinamenti giuridici, quindi non prevedono la compravendita di persone, le cliniche specializzate in inferrilità possono remunerare le donatrici di ovuli (anche 750 euro per un ovulo). A te questa cosa fa schifo, a me è indifferente, a qualuncun altro è un abominio, ma non si fa male a nessuno e le donne che donano gli ovuli sono tutt’altro che delle minorate incapaci di capire il proprio gesto e se anche la motivazione è economica non è certo la miseria assoluta che può alterare la capacità di giudizio.

                    • Toni scrive:

                      Questo è il punto: “sei indifferente”. Per questo di chi si fa stimolare per produrre ovuli, non te ne frega un fico secco se dietro quei pochi denari non viene una persona che magari comprerà un bel cellulare ma ha perso in dignità di persona. Se questo input può diventare punto di partenza per corromperla di più … e portarla ad altre più degradanti vendite. La tua miopia è che non pensi che esiste una integrità che non si limita “all’organismo”. E tutto è coerente con te … e queste esternazioni sono le ovvie conclusioni di chi ha un disprezzo per se stessa da pensare di non dover avere impulsi generosi verso la vita e di confidare tutto nel piacere che può trarre da persone e cose. Come i parassiti (e ritorniamo al punto di partenza).
                      Dovresti prendere atto che sei una persona cattiva , indifferente al male che le persone possano fare a se stesse con le loro azioni. Indifferente al male che diffondono con l’esempio delle loro azioni. Ed in fondo indifferente anche a te stessa perché, tirando le somme, ti interessano solo un paio di cose di te (che poi non durano).

              • Lena scrive:

                Ma infatti anche io credo che nessuna doni ovuli ad un estranea in cambio di niente, infatti le donatrici in altri paesi vengono compensate, però giuridicamente il tipo di transazione non è configurato come una compravendita.

                • Toni scrive:

                  Praticamente fai la stessa cosa della compravendita … ma non è una compravendita. Intrigante come cosa. Addirittura “giuridicamente” sono riusciti a configurare la cosa.

                  Definizione compravendita: “Contratto che ha ad oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa dietro pagamento di un prezzo.”

                  Questi civilissimi paesi come avranno fatto?
                  Come ci sono riusciti?
                  Sembra una magia!

              • Laura scrive:

                Appunto, nessuna in grado di ragionare può farlo per desiderio ma piuttosto per disperazione e fame.
                Viceversa mi pareva che Lena parlasse di cortesia compensata da riconoscenza.
                Questo concetto rende ancora più viscida e tragica la faccenda.

        • Mirko scrive:

          Oggi si possono dare le definizioni che più ci aggradano in base al proprio pensiero, e non ai fatti. Ognuno può pensare e distorcere quanto vuole se segue le nuove fantasiose linee di pensiero post sessantottine. I fatti sono che i figli da quando è nato il mondo sono di chi ci mette il materiale genetico; un figlio dell’eterologa è un figlio espropriato di uno dei genitori, che è cosa che è meglio evitare. La scienza che da un “aiutino” in accordo con le leggi di natura (omologa) è una cosa, altra è forzare la natura ai propri desideri, senza considerare le possibili conseguenze. Mi chiedo, quando si è permessa questa tecnica, si è mai valutato quanto i figli che non conoscono i genitori biologici hanno sofferto di questa condizione? Non credo, l’impressione con le nuove tecniche, in generale, è che se conviene a qualcuno si procede e chi se ne frega del resto.
          Del resto basta pensare al Bossetti, che tra gli altri traumi scopre di non essere figlio di suo padre. OK questo è un caso limite, ma è per dire che non fa piacere sapere che chi ti alleva e ti da amore non sono entrambi i tuoi genitori.

    • Agostino Pavan scrive:

      Ma che “cosa” crea questa tecnica di procreazione assistita se non un essere Umano??!!
      Questa Persona non ha alcun diritto??!! Perché deve essere considerata come un semplice oggetto??
      Spero che nessuna Donna e nessun Uomo si prestino ad una simile aberrazione.

      • Lena scrive:

        Ma, infatti, a me non sembra che i bambini nati da procedura di fecondazione assistita con un gamete estraneo alla coppia, siano considerati cose. Sono persone, hanno gli stessi diritti di chiunque altro e la potestà genitoriale su di loro ha gli stessi limiti che quella su i bambini nati da fecondazione omologa artificiale o naturale.

        • Toni scrive:

          Tu li consideri cose . Sono persone e non è messo in discussione il loro valore. Si discute invece sull’egoismo, indifferenza commercializzazione del corpo di chi vuole i figli in maniera sbagliata.

  3. lucillo scrive:

    E quindi?
    Dove sta la notizia?
    Come c’entra con la sentenza?
    Mi sa un po’ di coitus interruptus… o direttamente di orgasmo mancato.

    • Toni scrive:

      @ Lucillo,
      però è brutto per quelle sfortunate che non hanno la donatrice.
      Non pensi Lucillo?
      Non si profila una nuova discriminazione?
      C’è la tecnica per tutti e poi c’è la sfiga, per tante, che non ti permette di accedere ed il privilegio per poche che trovano simpatiche e generose persone.
      Lena ha avuto una bella idea: “la donazione di contraccambio” (meravigliosa questa donna … mi ha oscurato Filomena).
      Sono sicuro che il tuo bagaglio filosofico riuscirebbe anche a dimostrare che non è una compravendita, ma un “reciproco donarsi” .Poi se sono soldi che male c’è?
      Non trovi stimolante la cosa invece di prendertela con la “notizia”?

      • Lena scrive:

        Non è una mia idea, in molti stati funziona così

      • lucillo scrive:

        La sentenza – ovviamente e giustamente – non crea alcun obbligo per nessuno, semplicemente toglie un divieto; specificatamente quello di accedere ad una metodica non per ragioni tecniche ma ideologiche, non distinguendo gameti, ovuli, spermatozoi ed embrioni fra sposati e non sposati.
        Mi sembra interessante che le strutture sanitarie propongano a chi ha già prodotto ovuli di mettere a disposizione quelli non utilizzati per la fecondazione eterologa di altre donne; la donna interessata deciderà per il si o per il no.

        • Toni scrive:

          @ Lucillo
          Si interessante, …. ma sembrerebbe che produrre ovuli non è la stessa cosa che produrre uova per le galline. Credo che urge “la donazione di contraccambio”

          • lucillo scrive:

            La “donazione di contraccambio” la vedo assai improbabile. O si ammette esplicitamente che la donazione d’ovuli può essere monetizzata – e vedo molti problemi e molti rischi, oppure no.
            Completamente diversa è la situazione in cui una sovrapproduzione di ovuli finalizzata alla pma omologa possa essere messa a disposizione di altre donne, su base totalmente gratuita e volontaria.
            Resta il caso di donazione nella quale sia ragionevole presumere la reale gratuità, per esempio da sorella a sorella, o da cognata a cognata, ma questo apre ad altri problemi, in particolare l’anonimato ed il mantenimento nel medio-lungo periodo delle intenzioni originali della donatrice.

            • Toni scrive:

              Già è davvero difficile avere una zia –madre o essere figlio di una di una cognata della madre o chiederli a chi li ha prodotti per se stessa. C’è un ostacolo antropologico, il pensare di distribuire figli agli altri e mantenere l’indifferenza (ma non dubito che per certi illuminati questa è una bazzecola).
              Questa generosità poi a creare ovuli con stimolazioni ormonali, interventi chirurgici (senza contare che gli interventi mantengono sempre margini di rischio) per mezzo di volontarie.. presenta difficoltà oggettive…. si pretende una generosità eccessiva.
              Quello che non capisco è il perché vi irrigidite sulla monetizzazione. Dico siete indifferenti se avete un figlio frutto del seme o dell’ovulo di un altro/a, siete disponibili se l’esperimento non funziona a ricorrere all’aborto, siete indifferenti ad avere un figlio ma disponibili, nonostante l’indifferenza, a scaricarlo ad una coppia gay . Vi manca solo una cosa per essere perfetti … la monetizzazione, con i relativi certificati di garanzia di buona riuscita e qualità. Quale è l’ostacolo che vi trattiene? E’ un problema solo culturale … come dire è ancora prematuro? Oppure si tratta degli ultimi scampoli di dignità (non in senso negativo intendo il “pregiudizio” della dignità )

  4. Leo Aletti scrive:

    Omologa o eterologa, c’è un metodo solo per “fare figli”, è quello tradzionale; prof. Giuseppe Tesauro è più efficace della FIVET.

    • beppe scrive:

      caro leo aletti, il professor tesauro ha trovato una attività più interessante e remunerativa: fottere tutti i contribuenti pappandosi la pensione di presidente emerito. porco.

  5. Agostino Pavan scrive:

    Permettete una battuta, ma anche in questo caso il problema del “Maschio” risulta irrilevante.
    Solo madri in affitto o surrogate, ma niente Padri, perché il maschio da riproduzione non ha più alcun legame ne diritto, è semplice strumento “usa e getta”. Continua così il processo di cancellazione della paternità come espressione libera e responsabile, nella trasmissione della vita e della tradizione ai propri Figli.

  6. Valentina scrive:

    Per quanto mi riguarda, io non faccio “donazioni” di questo genere a nessuno. Sono sempre stata contraria alla fecondazione eterologa, che per me è un’aberrazione inaccettabile. Pazienza per chi non può avere figli, alla fine non è il peggiore dei mali, ma io non mi presto a porcate di questo genere per aiutare gli altri a concepire un figlio che poi sarebbe per metà figlio mio. Io non regalo un figlio a nessuno. E se io non potessi avere figli (non essendo disponibile ad adottare figli altrui perché l’adozione non è la mia strada), accetterei la situazione. Ma non sono assolutamente per “il figlio ad ogni costo”.

    • Sebastiano scrive:

      Ihhhhhh, e perché? guarda che Lena/Filomena ti potrebbero indirizzare a qualcuno che ti paga anche a botte di 700 euretti.
      Occhio però, NON è una compravendita, eh, caso mai te lo chiedessero.

  7. luna scrive:

    Anche a me hanno fatto un’ottima impressione ma ti lasciano poca margine di scelta, nel senso che hanno una loro filosofia e bisogna chiarire tutto prima per non trovarsi in disaccordo.

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