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«Io, dissidente nordcoreano, vi racconto come si vive sotto il comunismo»

febbraio 24, 2012 Leone Grotti

Intervista al dissidente nordcoreano Choi Song Min, scappato l’anno scorso con moglie e figli. Ecco come è fuggito da uno degli ultimi regimi comunisti del mondo: «La gente in Corea del Nord non conosce la differenza tra ciò che è umano e ciò che è disumano. Kim Jong-un ha iniziato in modo traballante ma non ho speranze per il mio paese».

Il dissidente Choi Song Min, 56 anni, ha scelto la «via classica» per scappare dalla Corea del Nord: l’anno scorso, con moglie e figli, entra in Cina attraversando il fiume che fa da confine naturale, da lì prende un treno per la Thailandia e infine un aereo per la Corea del Sud. «Sono atterrato in Corea del Sud l’anno scorso, in aprile» racconta la sua storia a tempi.it Choi, che oggi lavora come attivista e giornalista per il giornale “Daily NK”. «Ho deciso di scappare nel 2008, dopo essermi recato in Cina nel 2007. Ho capito che ero stato ingannato per tutta la mia vita e che dovevo a ogni costo andarmene dal buco dove vivevo».

Dove abitava e che lavoro faceva in Corea del Nord?
Vivevo nella Provincia Chungjin North Hamkyung prima di scappare. Ero quello che voi probabilmente chiamereste un borghese e lavoravo come “foreign-currency earner” (mestiere proibito dal regime, ndr), commerciavo cioè al mercato nero prodotti arrivati dall’estero e quindi illegali. Ma preferirei non dilungarmi troppo sulla mia vita passata.

Veniamo al presente allora. Kim Jong-un è diventato il nuovo dittatore del regime comunista da due mesi, dopo che il padre Kim Jong-il è morto il 17 dicembre. Si intravedono segnali di cambiamento?
Per ora nessuno. Sembra l’esatta continuazione del vecchio regime.

Kim Jong-un ha 28 anni, è giovane e inesperto. Avrà difficoltà per questo a mantenere il potere?
La questione più grande che riguarda Kim è: quanto durerà al potere? Sta facendo molta fatica a nascondere la sua giovane età e si sta impegnando a diffondere questa voce: l’età non ha niente a che fare con la leadership. Ad ogni modo sta consolidando il potere e nessuno sa quanto ci metterà e se ci riuscirà.

Il nuovo dittatore sta amministrando il potere da solo? In molti dicono che Kim Kyung-hui, la sorella del “caro leader” Kim Jong-il, e suo marito stiano svolgendo il ruolo di “tutors”.
Jang Sung-taek e sua moglie Kim Kyung-hui giocano da sempre un ruolo importante nel regime. Dopo la ridenominazione della moneta nel 2009 (che ha ridotto alla fame decine di migliaia di famiglie facendo crescere i prezzi di circa il 130%, ndr), Kim Jong-il ha chiesto ai quadri di Partito dei differenti distretti quali fossero le condizioni di vita della gente. Loro hanno risposto che andava tutto bene e che il popolo era contento. Ma un quadro di partito, Choi Yong-do, decise invece di dirgli la verità, cioè che la gente stava morendo di fame. Allora Kim Jong-il chiese alla sorella Kim Kyung-hui di controllare i mercati e lei gli riportò qual era la situazione. Anche Jang Sung-taek ha giocato un ruolo importante nella scoperta della verità e Kim si fidava di loro. Dopo questo incidente, disse «피가물보다 진하다», che significa: «Il sangue è più forte dell’acqua». Kim Jong-un, proprio come il padre, si fida più dello zio e della zia che di qualunque quadro di Partito.

Kim Jong-un ha appena cominciato a governare. Si sta comportando in modo differente rispetto al padre?
Kim Jong-il era un dittatore che ha fatto tutto quello che voleva. Ma a causa della sua età, a volte, se pur molto raramente, era indulgente e clemente. Kim Jong-un è giovane e ha molta energia. Appena ha preso il potere, ha usato il pugno di ferro contro i dissidenti. Si sono sentiti molti colpi di arma da fuoco dalle parti del fiume lungo il confine nordcoreano e lui ha dichiarato che se qualcuno in una famiglia cerca di scappare verranno punite le tre generazioni successive.

È dunque impossibile che ci sia qualche riforma nel paese?
Sappiamo che Jang Sung-taek vuole le riforme, soprattutto dopo l’esperienza del distretto di Nasun, che nel 1991 fu aperto al commercio libero, anche con l’esterno, e fiorì immediatamente. E Kim Jong-un sa che le riforme sono l’unico modo perché la Corea del Nord possa sopravvivere. Se Kim Jong-un cambia politica e sceglie le riforme, però, sarebbe come valutare il padre un pessimo leader. Per questo la Corea del Nord sta lentamente cercando di far passare il messaggio al popolo che “le ultime istruzioni” di Kim Jong-il riguardano l’attuazione delle riforme e l’apertura per il bene della Repubblica democratica. È molto probabile che la Corea del Nord segua lo stesso percorso della Cina. Quando si parla di apertura, si parla dei mercati ovviamente, e non di riforme del sistema politico. Questa, poi, è una decisione molto difficile per il regime, che ha paura di perdere il controllo sulla popolazione.

Tutti conoscono la Corea del Nord come uno dei paesi più poveri del mondo. Negli anni ’90 la carestia ha fatto tra i 200 mila e i 3 milioni di morti. Qual è la situazione oggi?
C’è il rischio di una nuova carestia. Ho parlato giusto ieri con una persona della Provincia di Kangwon e mi ha detto che la gente «죽지못해산다», cioè che «tirano avanti a vivere solo perché non hanno alternativa». La Provincia di Kangwon, che è vicina al confine con la Corea del Sud, è la prima a soffrire la fame quando le autorità smettono di consegnare le razioni di cibo. In altri posti come la South Pyongan Province, la South Hamkyung Province e la Hwanghae Province, invece, stanno letteralmente morendo di fame. È ironico che tra la gente di tutti i distretti, i primi a lamentarsi quando le razioni di cibo vengono tagliate siano quelli della capitale, Pyongyang.

In aprile si festeggerà il centenario dalla nascita del “presidente eterno” Kim Il-sung, il padre fondatore della Corea del Nord. Come si sta preparando il paese per celebrare questa data importante?
Di solito in aprile la Corea del Nord festeggia per molte cose: il Festival della primavera, il Festival dell’arte. Le celebrazioni per Kim Il-sung non sono tante. Mi ricordo l’anno scorso, quando mi trovavo ancora in Corea del Nord, che a ognuno era stato chiesto di preparare due fazzoletti perché il Generale ci avrebbe dato una razione di cibo tanto grande da non poterla neanche immaginare. E siccome saremmo dovuti scoppiare a piangere dalla felicità, i fazzoletti sarebbero stati utili.

Sono circolate in tutto il mondo le foto e i filmati dei funerali di Kim Jong-il, pieni di gente che piangeva e si disperava. La gente era obbligata oppure il “caro leader” era amato?
La gente che amava veramente Kim è lo 0,01% della popolazione. Quelli che si sono visti in tv stavano facendo finta. Era tutto una farsa. La gente deve piangere se non vuole essere punita.

Ho letto che una delle storie che vengono raccontate per educare i bambini narra delle persone che cercano di scappare e vengono per questo punite e uccise. Come può un regime arrivare a un livello tale di disumanità?
La gente in Corea del Nord non conosce la differenza tra ciò che è umano e ciò che è disumano. Non hanno mai visto altri paesi, non possono fare il paragone. Il regime approfitta di questa debolezza e punisce la gente in modo così severo che anche una briciola di generosità sembra enorme.

È possibile una “primavera nordcoreana”?
Non credo che qualcosa di simile a quanto avvenuto in Egitto o in Libia possa verificarsi in Corea del Nord. La gente viene arrestata in modo preventivo per qualunque cosa possa anche solo sembrare un atto che va contro al regime. Così anche la possibilità di una primavera viene recisa alla radice.

La morte di Kim Jong-il ha indebolito il regime?
Sì. Il motivo per cui Kim Jong-un ha parlato in televisione dicendo che la sua età non ha niente a che fare con la sua leadership credo sia che il suo potere come leader è diminuito rispetto a quello del padre. Ma rivoluzione e lotta sono parole che in Corea del Nord non hanno significato né futuro. Ormai la gente non crede più a quello che dicono le autorità: la Corea si sta decomponendo dal suo interno.

Come agisce la propaganda del regime?
Esiste il Dipartimento per la propaganda e la diffusione che si occupa di tutto. Prima Kim Jong-il comunicava al Dipartimento le sue idee e le sue intenzioni, poi loro si occupavano di diffonderle attraverso la televisione, le letture, l’educazione e le lezioni di rieducazione.

Nei gulag nordcoreani sono rinchiuse ancora 200 mila persone, secondo lo studioso Andrei Lankov.
Forse anche di più. Tutti in Corea del Nord sanno che quando vieni arrestato e finisci in un Campo di prigionia politica non ne uscirai mai più vivo perché sarai costretto a lavorare fino alla morte. I detenuti scavano le miniere o coltivano i campi sia sotto il sole cocente che durante il freddo invernale con una minima razione di cibo.

La Corea del Nord ha la bomba atomica e nei primi mesi di governo Kim Jong-un ha visitato diversi corpi dell’esercito. Il regime ha mire espansionistiche o vuole solo consolidare il potere?
Kim Jong-un vuole solo, per ora, tenersi stretto il potere perché ha avuto un inizio traballante e perché il padre è morto da poco. Per usare la bomba atomica il regime dovrebbe essere costretto dagli eventi a una soluzione drastica.

Nutre speranze per un cambiamento del suo paese? Che cosa potrebbero fare le nazioni straniere per aiutare la popolazione nordcoreana?
No, non nutro nessuna speranza per il mio paese. Le potenze straniere pensano di fare la cosa giusta inviando aiuti alimentari ma devono sapere che il cibo non viene neanche toccato dalla gente, anzi, viene usato per rafforzare il regime. Gli aiuti alimentari non servono più a niente. Dovrebbero invece fare pressione politica sul regime perché impedisca che la gente muoia di fame e la lasci uscire dai piccoli buchi in cui vivono.
twitter: @LeoneGrotti

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