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Introvigne: «L’etichetta “omofobia” è ormai utilizzata come una sorta di bastone»

gennaio 19, 2015 Redazione

La Radio Vaticana ha intervistato il sociologo che sabato ha parlato al convegno sulla famiglia. E qui dice la sua a proposito delle polemiche e delle contestazioni

incontro-famiglia-regione-omofobia-adinolfi-maroni-tempi«Devo dire che trovo curioso che gli stessi organi di stampa che scrivono “Je suis Charlie”, dicendo che la libertà di esprimere qualunque idea sia assoluta, senza “se” e senza “ma”, poi fanno un’eccezione quando si parla della famiglia. Sembra che di una cosa sola non si possa parlare, e cioè di un modello di famiglia che esprima poi critiche nei confronti di chi parla di famiglia al plurale e di chi vuole i matrimoni e le adozioni omosessuali». Il suo intervento al convegno di sabato a Milano (“Difendere la famiglia per difendere la comunità”) è stato tra i più apprezzati. Massimo Introvigne, presidente del comitato “Sì alla Famiglia”, ha detto che il vero nemico non sono gli omossesuali, ma il fisco. E di questo ha parlato, portando il suo contributo, come sempre chiaro ed esaustivo.

DI COSA SI E’ PARLATO. Oggi, intervistato da Radio Vaticana, il sociologo ha voluto dire la sua rispetto alle tante polemiche che hanno preceduto e seguito l’incontro, non da ultimo l’exploit del ragazzo che è salito sul palco. «Il Convegno – ha detto Introvigne – era aperto al pubblico, quindi chiunque – a meno che non avesse uno scolapasta in testa, come certi “simpatici provocatori” – veniva fatto entrare: la Regione non è responsabile se tra i 3.000 partecipanti c’era qualche personaggio con idee diverse da quelle degli organizzatori. Il tema non era l’omosessualità; nessuno ha definito l’omosessualità una malattia o una perversione, anzi: piuttosto, questa tesi è stata smentita. Semplicemente si sono chieste leggi più rispettose della famiglia, un fisco più a misura di famiglia, perché il fisco attuale non lo è; il matrimonio – è stato ribadito – è solo tra un uomo e una donna; il bambino per crescere – come ha detto il Papa lo scorso aprile – ha bisogno di un papà e di una mamma, da cui anche la contrarietà alle adozioni da parte di coppie dello stesso sesso».

QUANTA GENTE C’ERA? C’è stata tanta disinformazione, dice Introvigne, come ad esempio sulle cifre dei partecipanti («un quotidiano parla di appena 400 partecipanti e 2.000 manifestanti contrari fuori»). «Le cifre sono ben diverse – spiega l’intervistato -, le ha fornite la Questura di Milano, che non credo sia un pericoloso covo di omofobi. Tra le persone che non sono riuscite ad entrare e che hanno ascoltato da microfoni all’esterno, e quelle distribuite in sala, hanno partecipato circa 3.000 persone. Penso che l’etichetta “omofobia” ormai sia utilizzata come una sorta di bastone: cioè qualunque tesi che non sia favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso e all’adozione di bambini da parte di persone dello stesso sesso, magari utilizzando anche la pratica dell’utero in affitto, immediatamente viene bollata come omofoba».

IL GIOVANE CONTESTATORE. E a proposito del ragazzo salito sul palco, Introvigne precisa che «l’interruzione è durata meno di due minuti, quindi non ha turbato il convegno. Qualche amico mi ha detto che nel filmato mi si vede non solo tranquillo, ma sorridere. Sorridevo perché ho visto che il ragazzo è salito sul palco insieme ad un giornalista de “Le Iene”. La cosa era così preparata che io seguivo la cronaca quasi in diretta sul sito di “Repubblica”. Il ragazzo aveva un foglietto dal quale avrebbe dovuto leggere la sua presunta domanda; in realtà era una critica, e l’episodio del ragazzo e il contenuto della domanda sul foglietto sono apparsi sullo stesso sito meno di un minuto dopo l’incidente. Ora, o i giornalisti di “Repubblica” sono così bravi che in un minuto riescono a scrivere un articolo dopo un incidente che li ha colti di sorpresa, oppure le cose sono andate un po’ diversamente».

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14 Commenti

  1. Andrea UDT scrive:

    Introvigne è un tipo fantastico.

    Fa convegni, scrive su giornali, su internet, parla alla radio…

    Chi è cattolico ha i propri rappresentanti in parlamento (Roccella, Lupi, Giovanardi..) i giornali, la chiesa ha spazio sulla tv di stato (italiano) con programmi (a sua immagine etc. etc.)

    La politica e le istituzioni (vedi regione Lombardia, NCD, Formigoni) danno spazio alle argomentazioni “pro famiglia”….

    E di cosa si lagna?

    Della libertà di informazione.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Non si lagna della libertà d’informazione, ma della menzogna elevata a tecnica comunicativa per disinformare il popolo bue.
      E’ un po’ diverso.

      • Andrea UDT scrive:

        E’ un dato di fatto che le tesi “pro familia” (che per inciso condivido sul divieto ASSOLUTO per adozioni omoparentali e fecondazione eterologa) hanno il loro spazio, i loro relatori, i loro sponsor (compresi quelli ISTITUZIONALI).

        E sono liberissimi di parlare.

        Disinformazione? Tutti la fanno, consciamente o incosciamente. L’imparzialità assoluta non è nelle corde umane.

        Ad esempio Introvigne e l’articolista dimenticano di citare la presenza al convegno di sabato in seconda fila, alle spalle di Formigoni, di tal Don (ex Don) Inzoli (sospeso a divinis dalle gherarchie ecclesiastiche, mica da Scalfari…. e c’è la pedofilia di mezzo) ma si concentrano sul ragazzo “eterodiretto” dalle Iene.

        Come diceva un fan accanito di CL a pensar male……

        • Giannino Stoppani scrive:

          Ridai!
          Non è questione di spazi, (anche se ci sarebbe tanto da dire in proposito) ma di disinformazione grossolanamente attuata con tecniche degne del minculpop (minimizzazione puerile di un fenomeno, pianificazione di provocazioni finalizzate alla delegittimazione e via frodando) perpetrata da attivisti con la complicità attiva di organi di stampa che, con somma ipocrisia, a chiacchiere ostentano invece un’aurea di obbiettività e imparzialità.

        • To_NI scrive:

          Ma come fai a dire che la tesi pro-famiglia hanno il “loro spazio”? Non solo l’informazione è schierata spudoratamente tv e sui giornali a senso unico. Ma come se non bastasse si conduce una operazione sistematica di delegittimazione, con calunnia ed ingiuria, di chi ha una visione diversa
          Hai mai visto intellettuali, giuristi della vita giornalisti cattolici, ovvero chi è in grado di controbattere punto su punto, invitati e con uno spazio adeguato nelle trasmissioni a grande ascolto?
          In un solo caso ricordo (in una trasmissione mattutina) gli è “scappato” di far parlare qualcuno (con un rappresentante arci) che sapeva cantargliele ma è scoppiato il finimondo (con tanto di interrogazioni parlamentari).
          L’episodio del convegno è un esempio eclatante di come si impronta una campagna denigratoria … preventiva, finalizzata ad impedire a delle persone di dire quello che volevano dire. E con quale facilità si diventa omofobi. Portatori di una malattia indefinita, dove non si capisce cosa si può criticare senza esserne affetti.
          Ti sembra una bazzecola?

    • Agostino scrive:

      Personalmente mi lamento per gente stupida ed arrogante, che pretende di zittire chi professa e sostiene idee diverse dal pensiero unico dei radical scic di repubblica e espresso. Accusare un convegno sulla Famiglia di sostenere tesi omofobe, è semplicemente frutto dell’abitudine all’uso della falsificazione e della diffamazione, tipico dei regimi totalitari, compresi quelli di staliniana memoria.

  2. Agostino scrive:

    Caro Andrea UDT è tipico di chi non vuole confrontarsi sul tema specifico (famiglia), tirare in ballo questioni che non hanno nessun rapporto con il tema del convegno, ne tantomeno possono essere addebitate agli organizzatori (presenza di persona incriminata per pedofilia. Naturalmente non era previsto esibire la fedina penale per poter entrare). Comunque visto che tiri in ballo questo tema, ti informo che la maggior parte dei pedofili, risulta avere contemporaneamente anche tendenze omosessuali, e questo ovviamente indipendentemente dal fatto che appartengano o meno al clero cattolico.

  3. Quercia scrive:

    La verità è che in occidente, buona parte del “sistema mediatico”, con questo intendo i maggiori giornali/Tg/show/opinionisti/comici ecc, hanno una precisa “religione”, chiamata ateismo. Questa religione non permette, nè accetta, non dico satira o derisione, magari. Non accetta dissensi e/o critiche.

    Per difendere i dogmi di questa religione, sono dispostissimi a dimenticare, tagliare, manipolare, giustificare, minacciare ecc

    Ma vi ricordate a Parigi nel 2012? hanno sfilato ben oltre un milione di cittadini francesi, più volte, per protestare contro i matrimoni gay, mamme con passeggini, manifestanti pacifici presi a lacrimogeni, liberi cittadini arrestati per una felpa. Ve li ricordate?
    E qui in Italia hanno forse fatto prime pagine? certo che no. Però ne hanno “parlato”. Per esempio quando a margine di queste manifestazioni, ha sfilato anche un gruppo di estrema destra. Allora si ne hanno parlato. In quel caso, le femen sono andate a provocare (ovviamente scortate da fotografi) e questi tizi di estrema destra, gli hanno tirato qualche spintone. Bene, in Italia di questi “scontri” se ne è dato ampio risalto facendo credere che a parigi ci fossero state solo delle manifestazioni di estrema destra contro i matrimoni gay. Qualche giorno dopo il partito socialista francese organizzò una contro-manifestazione in favore dei matrimoni gay, a cui parteciparono qualche decina di migliaia di francesi. Ovviamente diretta sui principali media italiani, con intervista a manifestante “francese”, che parlava benissimo l’italiano e sponsorizzava le adozioni gay.
    Vi pare possibile?
    Vogliamo parlare di tutti gli articoli/servizi televisivi di denuncia di fatti omofobi, a cui viene dato un super risalto, e poi, una volta che si vanno a verificare, risultano infondati e le rettifiche vengono date in ultimissima pagina. Ve li ricordate?
    Vogliamo parlare di casi gravissimi, quelli si veri, tipo Floyd Lee Corkins a cui non è stato dato nessun risalto mediatico, mentre se fossero successi a parti invertite (temo) ne staremmo tuttora parlando?

    Altro dogma, aborto. Uno dei paesi più in crescita del mondo, arriva ad obbligare le donne ad abortire. Se ne parla? ovvio che no. Qualche accenno ogni tanto.
    Vi ricordate del dramma successo ad una donna indiana in Irlanda? Titoloni riguardo una donna morta perchè non ha potuto abortire in quanto è stata ricoverata in un paese cattolico. Ve li ricordate? pure quella volta si è poi verificato che i fatti erano ben diversi
    Però lo stesso risalto non è stato dato per le donne morte per colpa della pratica dell’utero in affitto (es. Premila Vaghela). Strano.

    Da anni a Washington ogni anno si svolge la marcia per la vita. Centinaia di migliaia di cittadini americani vi partecipano. Avete mai visto un servizio sul tema? Un paio di anni fa, manifestarono oltre 500mila cittadini. Nessun articolo. Eppure si da ampio risalto a 5 donne a seno nudo che manifestano idee pro-aborto. 500 mile sotto silenzio, 5 ampio risalto.

    Tornando a fatti più recenti, ve lo ricordate il trattamento ricevuto da migliaia di cittadini italiani solo per aver partecipato ad una veglia delle sentinelle in piedi? ve le ricordate le minaccie? le violenze? Alcuni media, anche quella volta sono riusciti a far passare per vittime gli aggressori e viceversa.

    E vedrete ora che trattamento riceverà il nuovo quotidiano La Croce. Già ora, per poter garantire che i giornalisti di quel quotidiano possano svolgere delle conferenze è necessario schierare i reparti anti-sommossa della polizia.

    Per farla breve, per alcuni adepti dell’ateismo, i loro dogmi non sono discutibili.

  4. Sergio scrive:

    Il problema della disinformazione sta diventando serio. Basta guardare il TG1, ormai diventato peggio del TG3 (già Telekabul, ricordate?), con un’informazione palesemente faziosa e in non pochi casi addirituttura colpevolmente falsa, come nel caso del resoconto sull’intervendo del ragazzo al convegno.
    Un paese corre gravi rischi quando il 99% dell’informazione è in mano a un unica parte politica.

  5. filomena---- scrive:

    Il vero problema è che siete voi i primi a non riconoscere come legittimo il pensiero diverso dal vostro, o meglio il pensiero diverso da quello ispirato dalla dottrina sociale della Chiesa che voi considerate necessariamente come totalizzante e unica fonte del vero. Nessuno mette in discussione che per voi la famiglia è una sola e le stesse leggi dello Stato, frutto di una cultura vecchia ormai di 70 anni, la riconoscono, ma la società non è fatta di soli aderenti ai vostri principi È questo il punto. Non si tratta infatti solo del concetto di famiglia ma di una visione della vita diversa dalla vostra che si è prodotta attraverso cambiamenti culturali che non volete legittimare, sia pure giustamente dal canto vostro, non condividendola. Questa si chiama democrazia, dove tutti hanno diritto di cittadinanza non solo quelli di una certa parte che si rifiuta di accettare i cambiamenti sociali e la trasformazione dei valori che stanno alla base di tutte le società. Volete continuare a credere nei valori tradizionali? Fatelo, ma non impedite ad altri di essere portatori di valori diversi che dovrebbero a questo punto essere riconosciuti quanto i vostri.
    Impedire il loro riconoscimento infatti è una forma di prevaricazione, non l’incontrario. Di cosa avete paura, che vi si porti via il primato della “poltrona”?
    Non si vuole contestare la famiglia tradizionale, ma l’idea che possono essere riconosciuta solo quella. È un fatto di democrazia e di rispetto per le idee altrui.

    • Sebastiano scrive:

      “Nessuno mette in discussione che per voi la famiglia è una sola”

      Filomé, questa tua “perla” la devi mandare a Scalfar8, magari ride anche lui…

    • Giuseppe scrive:

      Il più evidente striscione presentato sabato scorso fuori dalla sede del convegno, in viale Restelli [io c’ero], diceva, testuale: “Contro Expo e omofobia, lesbismo e sodomia”.
      Ora, a parte l’associazione tra Expo e omofobia [probabilmente frutto di pasto troppo abbondante innaffiato da un eccessivo numero di bicchieri di vino …], lo striscione a modo suo dice la verità, e conferma che la realtà ha una forza tale che – prima o poi – salta fuori anche involontariamente, magari alla faccia di chi la vuole nascondere: l’alternativa alla famiglia “tradizionale” [mamma, papà e figli] non è un’altro tipo di famiglia, è – appunto – sodomia. Da che mondo è mondo.
      E’ dura, ma è così!

  6. mariobon489 scrive:

    Amico Luca Nullo, perché queste unioni sono “innaturali”, nel senso etimologico di contrarie a ciò che madre natura, nel corso di milioni di anni di evoluzione (se credi a questa teoria) ha programmato, non solo per il genere umano, ma per l’universo tutto. Voi invece (se fai parte di codesta confraternita) non solo pretendete l’accettazione di questa anomalia – e fin qui va tutto bene – ma pretendete di fruire di quei particolari diritti che la società, nel corso dell’evoluzione sucitata, ha inventato per meglio tutelare quel fonfamento della società stessa che è l’unione tra individui di sesso diverso (detta famiglia) attraverso cui si perpetua la specie. Vi faccio notare che dal punto di vista sociologico, voi costituite un danno, nulla apportando alla costruzione della società, ma anzi costituite un elemento disgregante. Inoltre, quasi tutto ciò che rivendicate è tranquillamente ottenibile mediante accordi tra le parti, sancite e legalizzate da un pubblico ufficiale. Perché allora, da quella infima minoranza che siete, rompete tanto?

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