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In questa moneta da 2 euro c’è la vittoria di un popolo sulla sottile violenza anticristiana dell’Europa

ottobre 25, 2013 Redazione

Il «valore simbolico notevolissimo» di uno spicciolo che riproduce Cirillo e Metodio, i santi evangelizzatori della Slovacchia. E che Bruxelles voleva censurare

Francesco D’Agostino racconta in un articolo pubblicato da Avvenire che i partecipanti al Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), svoltosi a Bratislava dal 3 al 5 ottobre, hanno ricevuto «un omaggio singolare: una moneta da 2 euro». Si tratta, scrive il giurista, di «una moneta dal valore simbolico notevolissimo». Infatti «sulla sua faccia, per dir così “nazionale”, quella che varia da Paese a Paese (per capirci, quella sulla quale nella moneta italiana da 2 euro è inciso il volto di Dante) appare l’immagine, iconograficamente consolidata e amatissima dagli slovacchi, dei due santi fratelli Cirillo e Metodio».

LA BATTAGLIA IN COMMISSIONE. Come i lettori di tempi.it sanno già, i due euro di Cirillo e Metodio sono stati voluti dalla Slovacchia per celebrare il 1.150esimo anniversario dell’inizio della predicazione degli evangelizzatori di quella terra. Inizialmente ostacolato dalla Commissione europea perché non sufficientemente “neutrale” dal punto di vista religioso (dal momento che i due santi compaiono sulla moneta con tanto di croce e aureola), il bozzetto alla fine è stato approvato grazie all’ostinazione degli slovacchi. Proprio da tale vittoria deriva il «valore simbolico notevolissimo» di questo spicciolo, nota D’Agostino.

CHIESE NEL MIRINO. Tuttavia «contemplando la moneta – aggiunge l’autore dell’articolo – non è possibile non avvertire un senso di inquietudine. Essa è il segno di come emergano, in Europa, forme di insofferenza nei confronti del cristianesimo (anche e soprattutto da parte di organi istituzionali), che si stanno moltiplicando da quando la battaglia per il riconoscimento delle radici cristiane del nostro continente non è andata a buon fine». Insofferenza che purtroppo resta «pressoché sconosciuta» all’opinione pubblica e «comunque ben poco citata», nonostante il fatto che, «ad esempio, nel solo 2012, ben l’84 per cento di tutti gli atti vandalici compiuti in Francia ha avuto come bersaglio chiese cattoliche».

CHI SONO I PERSECUTORI? «Al di fuori dell’Europa», osserva infine D’Agostino, le persecuzioni dei cristiani sono «violente e brutali», ma qui, in casa nostra, la situazione non è molto migliore. Nella nostra Europa, infatti, agisce in una maniera «ben più diabolica la violenza occulta di chi opera per manipolare le coscienze e per indurre le vittime a credersi in colpa e ad assolvere i loro persecutori. La pretesa “europea” di escludere la tenerissima icona di Cirillo e Metodio dalla faccia di una moneta, come se fosse veicolo di indebito e colpevole proselitismo, è nella sostanza, anche se non nella forma, equivalente a una pretesa di estrema violenza, quella di sradicare la stessa memoria storica del Vangelo e di come esso abbia plasmato i popoli slavi. Su questo punto certa Europa, e i suoi burocrati, stanno dando prova di intolleranza, proprio quando, persino con arroganza, dichiarano di operare come un faro di libertà nel mondo contemporaneo».

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9 Commenti

  1. Andrea says:

    perché avete chiuso i commenti tramite Facebook?

  2. francesco taddei says:

    continuano a martellarci con l’europabeneassoluto. l’europa sta annientando le identità nazionali. certo, non è che a noi italiani ce ne importi un fico secco. grazie a Dio ci sono i paesi dell’est.

    • Antony says:

      Che significa “non ci importa un fico secco”?? A me importa e molto, anzi se si votasse per l’uscita il sarei la prima!!! Non solo nessu beneficio ma solo malefici

      • beppe says:

        caro antony, l’europa e l’italia ha paura del POPOLO. stanno cercando di livellare il cervello di tutti e di impedire che il popolo si pronunci sui temi sensibili. al di fuori di canali di informazione limitati e ” ben sorvegliati” il pensiero comune è ormai infiltrato dal pensiero dominante, anche in ambito cattolico. pensa a come ha votato MILANO per le comunali. speriamo che alla elezioni europee ci sia qualche segnale di risveglio.

        • Antony says:

          Lo so bene cosa vuole l’Europa tutta intera ( quasi) per questo voterei la nostra uscita.
          Ma forse Milano si è accorta dell’errore che ha fatto.

  3. mike says:

    ragazzi hanno chiuso i commenti facebook perché, per come ricordo, ogni tanto ce ne stava qualcuno molto offensivo. anche se a leggere le parole e le frasi immediatamente così non sembrava. anche a me hanno cancellato un commento sull’italo-americano aggredito a londra. e francamente torto alla redazione non glielo dò. è stato uno sfogo che anzi mi hanno stupito nel farlo inizialmente passare.
    poi che il pensiero sia filtrato anche a livello cattolico potrà anche essere però occorre ricordarsi due cose:
    – la redazione di tempi avrà il sacrosanto diritto di gestire come vuole il suo sito.
    – visto che qui si critica spesso il politicamente corretto europeo, forse alla redazione è giunta qualche ventata di aria fredda (anche dal vaticano che tanto il discorso non cambia).
    cioè qui si dice che dall’europa vogliono imporci certe cose e poi ci si stupisce che chi gestisce un sito cattolico potrebbe aver avuto un momento di strizza. o forse fate i finti tonti che mi sa sia così.

    • mike says:

      circa l’articolo, la slovacchia non fa certo paura all’europa. tanto qualcosa per vendicarsi l’europa lo trova. comunque da quelle parti (slovacchia ed ungheria se non confinano sono vicine) sono cocciuti e gagliardi nelle loro cose.

      • Giulio Dante Guerra says:

        Per la cronaca, dei 5 confini internazionali che circondano la Slovacchia, quello con l’Ungheria è il più “lungo”. E, se non ricordo male, ai tempi dell’Impero Austro-Ungarico, la Slovacchia faceva parte proprio dell’Ungheria. Non dimentichiamo, poi, che questi popoli dell’Europa orientale, se non fossero entrati, con la conversione al cristianesimo, nel novero delle “nazioni civili” dell’Alto Medioevo, sarebbero finiti germanizzati o russificati a forza, come altri popoli di quella zona.

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