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Il totalitarismo gender

luglio 9, 2015 Aldo Vitale

Che si tratti di vero e proprio totalitarismo lo si comprende facendo riferimento agli elementi che secondo la più nota ed autorevole teorizzatrice del tema, Hannah Arendt

Christopher Street Day Pride Parade in Munich

Nel 1969 fu pubblicato il volume dell’esule russo Boris Levitskij, la cui famiglia fu trucidata dal regime, dal significativo titolo L’inquisizione rossa, in cui l’autore denunciava le procedure e gli scopi della polizia politica sovietica contro tutti coloro che, come riportano numerose sentenze di condanna di scrittori e artisti, non avevano adeguato la propria mentalità alla coscienza socialista.

Se nel XX secolo in Europa, o in gran parte di essa, si registrava l’opera dell’inquisizione socialista che metteva alla gogna chiunque non la pensasse socialisticamente, oggi, nel XXI secolo accade qualcosa di simile con l’ideologia gender.

Se una volta chi non orientava la propria mentalità secondo le disposizioni della coscienza socialista era identificato come un nemico del popolo e un fascista, oggi, similmente, chi non orienta la propria coscienza secondo i precetti dell’ideologia gender è un nemico dei diritti e un omofobo. Addirittura il solo dichiarare che esiste una vera e propria ideologia gender rappresenta causa sufficiente per essere accusati di omofobia, così come un tempo dichiarare che il socialismo era un falso umanesimo comportava la (s)qualifica di fascista.

Lo spettro di una nuova tirannia si aggira per l’Europa, quello dell’ideologia gender; il genderismo, come tutti i totalitarismi, infatti vuole piegare le coscienze ai propri dettami, anche coercitivamente, cioè tramite l’uso della forza.

Che si tratti di vero e proprio totalitarismo lo si comprende facendo riferimento agli elementi che secondo la più nota ed autorevole teorizzatrice del tema, Hannah Arendt, sono necessari per dar vita, appunto, ad un totalitarismo: l’ideologia, la massa da indottrinare e la polizia politica per tacitare chiunque dovesse resistere all’indottrinamento.

L’ideologia gender integra perfettamente tutti e tre gli elementi previsti dalla Arendt: è una ideologia in quanto alla unitaria e naturale sessuazione umana secondo il dimorfismo maschile/femminile sostituisce la scomposizione della frastagliata galassia dei generi di matrice costruzionista, cioè forgiata dall’insieme di volontà individuale e sociale; sfrutta intere masse da indottrinare, specialmente tramite manifestazioni di piazza, social networks, pubblicità, campagne stampa e televisive monotematiche; utilizza sistemi da “polizia politica”, poiché immediatamente accusa e condanna di omofobia ed intolleranza chiunque non si pieghi ai dettami del genderismo, come accaduto per esempio nel caso Barilla.

L’ideologia gender è totalitaria poiché, come ogni totalitarismo, richiede la fedeltà più cieca ed assoluta come ricorda sempre la Arendt: «I movimenti totalitari esigono una dedizione e fedeltà incondizionata e illimitata […]. La fedeltà totale è possibile soltanto quando è svuotata di ogni contenuto concreto, da cui potrebbero naturalmente derivare mutamenti d’opinione».

Così, i sostenitori dell’ideologia gender operano in positivo richiedendo l’obbedienza da parte di quanti ancora non l’hanno loro prestata (per esempio le grandi imprese), e in negativo sanzionando socialmente e un domani anche giuridicamente tutti coloro che non solo rivendicano una indipendenza rispetto al pensiero genderista, ma che anche soltanto si limitano a dichiarare una verità di per sé evidente, cioè che la famiglia naturale è quella tra uomo e donna o che tale è la dimensione morale del proprio credo religioso.

Ed ecco esplicitarsi lo schema tipico, il paradosso costitutivo del totalitarismo genderista: reclamando la libertà di definire la propria identità, si contempla all’un tempo la negazione della altrui libertà di coscienza e di espressione come dimostra, tra i tanti casi citabili, il caso di don Emiliano De Mitri il cui profilo Facebook è stato censurato per aver egli dichiarato che non avrebbe rilasciato nulla osta per padrini e madrine di battesimo e cresima a coloro che, all’indomani della sentenza della Corte Suprema statunitense sulla “liberalizzazione” del same-sex marriage, avrebbero arcobalenizzato l’immagine del proprio profilo Facebook in sostegno della suddetta sentenza.

Il grottesco viene in essere allorquando si legge proprio la suddetta sentenza in cui la Corte Suprema che da un lato legalizza il matrimonio tra persone del medesimo sesso, dall’altro lato così sancisce: «Si deve mettere in evidenza che le religioni e coloro che aderiscono a dottrine religiose possono continuare a sostenere con la massima e sincera convinzione che in base ai precetti divini l’unione dello stesso sesso non può essere tollerata. Il primo emendamento garantisce che alle persone e alle organizzazioni religiose è data adeguata protezione per l’insegnamento dei principi così centrali nelle proprie vite e fedi e alle loro profonde aspirazioni a dar seguito alla struttura familiare che essi hanno a lungo osservato».

La richiesta stessa di introdurre, almeno in Italia, la fattispecie criminosa di omofobia altro non è che la traduzione dal piano sociale e più generale al piano giuridico e più particolare del tipo di persecuzione politica e ideologica che il genderismo mette in essere contro chi non si adatta alla sua aberrante, tale poiché innaturale, logica.

Con il reato di omofobia sarebbe sancita quella che si potrebbe definire come vera e propria inquisizione arcobaleno, in cui chiunque potrebbe essere condannato giuridicamente e penalmente qualora esprimesse opinioni che non fossero coincidenti con i principi del genderismo, come l’idea che non esiste un diritto al figlio, o che le coppie omosessuali che ricorrono alla maternità surrogata (cosiddetto “utero in affitto”) sono i nuovi schiavisti del XXI secolo, o che, fermi restando i diritti individuali di tutti e di ciascuno, un bambino necessita di una padre e di una madre per crescere e che non può essere oggetto di commercio come adesso accade e come si vuole incrementare maggiormente con la omogenitorialità.

Sotto le mentite spoglie di miti agnelli si celano dunque lupi rapaci le cui idee rischiano di minare la libertà di pensiero e di coscienza ricorrendo al tranello della maggiore dignità reclamata per tutti; del resto, come ha ben notato, Nicolas Gomez Davila «per ridurre l’uomo in schiavitù non c’è pretesto migliore de “la dignità dell’uomo”».

Foto Ansa


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126 Commenti

  1. Cisco scrive:

    I giudici di nomina democratica (più l’ineffabile Kennedy di nomina reaganiana) hanno partorito una perla straordinaria: «le religioni e coloro che aderiscono a dottrine religiose possono continuare a sostenere con la massima e sincera convinzione che in base ai precetti divini l’unione dello stesso sesso non può essere tollerata». In pratica ciò ha come corollario almeno le due seguenti cagate pazzesche: 1) le ragioni a favore del diritto di un bambino ad avere due “genitori” di sesso diverso (cioè, appunto, due che “generano”) sarebbero solo di ordine religioso, con tanti saluti alla biologia; 2) sebbene le ragioni di ordine religioso su un determinato tema possano essere anche delle incommensurabili minchiate, tuttavia esse posso essere espresse liberamente in quanto protette dal primo emendamento.

    Roba da non credere.

    • MicheleL scrive:

      Come fa a non crederci? La sua 1 è un caso della 2.

      • To.ni scrive:

        Certo per i biologi è naturale che tu ti affitti uteri, compri ovuli e ti fai prestare il seme (chissà …puoi desiderare un bimbo biondo e con tratti orientali … non vedo perché non ne dovessi avere il diritto). E puoi dire che non sono compravendite di persone, ma donazioni spontanee …con correspettivo. Puoi dire che le donne non vedono l’ora di farsi ingravidare dai tuoi ingredienti per darti dopo nove mesi un figlio (e farlo senza battere ciglio). E che i tuoi impulsi, indipendentemente dell’origine vera che li promuovono, soni “genitorialità responsabile”.

        Penso che la più primitiva delle religioni dica meno minchiate di quelle che sostieni tu con i debosciati prezzolati che l’avallano.

        PS: C’è una foto a corredo di un vecchio articolo su Tempi che rappresenta meravigliosamente la “realtà” (la tua) : due gaiosi in mutande , in sala parto, piangenti con in mano un bambino appena nato vicino alla mamma … pardon…. la “regalatrice”. Mi ha colpito di quella foto il fatto che fossero in mutande, chissà come mai … forse l’autosuggestione poteva convincerli che il bimbo fosse uscito dal loro lato B. Mah …. volendo era un loro diritto e per la biologia un elemento inconsistente

        Non dico quello che vorrei dirti perché mi censurano.

        • To.ni scrive:

          Un giorno ci sarà un autorevole studio che affermerà che “dovessi” e “dovresti” possono essere collocati alternativamente a piacere.

        • MicheleL scrive:

          Altrettanto naturale come un reparto di ostetrica con una mortalita’ nenonatale e materna vicina allo 0. Le vie della vita possono essere agevolate, anche per permettere a due genitori potenzialmente buoni quanto gli altri di diventarlo, pure grazie ad una donna che si presta generosamente conducendo la gestazione. Comprendo che lei sia scettico, ma non ha ragione di esserlo, e i dogmi se li puo’ tenere per se’.
          P.S. Vede che lei pensa sempre il male? Mi chiedo che piacere ci trovi a sguazzare nell’acredine e nella diffidenza.

          • To.ni scrive:

            Mi piace che paragoni i miglioramenti in capo medico con la possibilità tecnologica che un figlio ti esca dal lato B. Spero che non ti convinci di produrre cammelli (sai, nessuno deve giudicare…se uno vuole essere papà di cammelli … ovvio, magari non tu, magari non ora, magari un amico abbastanza annoiato….si, sarebbe probabile).
            Quando si perde il vero bene lo può diventare ogni cosa.

            PS: Non è una boutade, è coerente con la conferenza di Nizza , la “Carta dei Diritti” …diritti “alla luce dell’evoluzione della società, del progresso sociale , degli sviluppi scientifici e TECNOLOGICI”.

            Divertiti e non temere le gobbe

            • To.ni scrive:

              Dimenticavo un particolare: nessun “buon genitore” percorrerebbe le vie che intendi percorrere tu (etero o gay) per avere un bambino (non lo chiamo figlio). Non aiuta a convincersi che non fai “mercato” di esseri umani. Non aiuta il fatto che complici ti dicono che il mercato non esiste. I tuoi “buoni genitori” sono una contraddizione al pari di un fuoco che raffredda.

              PS: vai adesso … con gli “autorevoli studi”

              • MicheleL scrive:

                Lasci perdere, è una brutta serata se non riesce a distinguere cammelli e persone. Colpo di sole da beduino?

                • To.ni scrive:

                  Neanche un decennio addietro se ti fossi presentato a sostenere di generose donatrici di utero e di ovuli come cornice della tua affermazione “certo che pure i gai possono procreare” altro che colpo di sole , ti avrebbero riconosciuto l’invalidità al100% con diritto d’accompagnamento. :-)

                  Io distinguo benissimo uomini e cammelli … Il problema si pone nel rapporto tra le tue fantasticherie genitoriali e le possibilità tecnologiche future che rendono possibe tutto.
                  Poi di cosa ti lamenti …. cosa ci sarebbe di male, non tagliare le ali con una discriminazione ad un aspirante nuovo tipo di genitore.

                  Ps: quando discrimini sei … odioso!

                  • Michele L scrive:

                    Eh già, si stava meglio quando si stava peggio. Quando si poteva picchiare la moglie come il cammello, ma sempre con una bacchetta più sottile di un dito. Bei tempi ed To.Ni? Bei tempi!

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Eh già, per quelli come te i tempi belli son quelli in cui le tue ridicole ma autorevoli associazioni di sozzoni declassano a normale orientamento sessuale questa robetta qui:
                      “Noi, si, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega” Mario Mieli, “Elementi di critica omosessuale”

                    • To.ni scrive:

                      Eh già, che relazione coerente che hai fatto tra il picchiare la moglie e i tuoi desideri di appropriarti di uteri, ovuli e semi (si, pure questo). Come se il non picchiare la moglie dipendesse dall’assecondare le tue compulsioni. Come se non potessero esistere due porcate separate dal tempo. Due forme di dominio (con un bel salto “evolutivo”)…solo che una è addolcita da eufemismi, propagandatala da “autorevoli studi”.

                      PS: Chi dice no alle tue pulsioni stava meglio quando picchiavano le mogli (magari contribuiva a picchiarle)? Come sei ridotto.

                    • To.ni scrive:

                      Oggi mi fai tenerezza, noto che quando ragioni da solo (senza “autorevoli”) …stenti …. quindi ti do un suggerimento:

                      Sostieni, in una prossima discussione, che esistono “autorevoli studi” che dimostrano che se ti fanno adottare bambini le donne non verranno mai più picchiate.

                      PS: Ne dite tante minchiate, una più una meno, chi se ne accorge più.

                    • MicheleL scrive:

                      To.Ni, la logica. Non ho mai detto che la gestazione per altri sia la cura a tutti i mali del mondo. Le pare? Certamente l’omofobia è anche legata al fatto che molti uomini (deboli) non accettano l’idea di un ruolo allo stesso piano delle donne. Per molti sarebbe ansiogeno poter anche avere un ruolo passivo nelle relazioni di ogni giorno e magari -orrore!- essere corteggiati da un altro uomo e correre il “rischio” di perdere l’aura da macio indiscusso che tanto fa guadagnare potere e rispetto.

                      Questo “macismo” è (con altri fattori) alla base non solo dell’omofobia, ma anche dell’atteggiamento di superiorità che molti maschi vivono rispetto alle donne (e che molte donne interiorizzano). Ciò si traduce in una miriade di piccoli e grandi soprusi e prevaricazioni che le donne vivono quotidianamente e di cui molti maschi godono, mettendoli in atto.

                    • To.ni scrive:

                      Caro MicheleL,
                      non l’hai detto, vero, ma sono sicuro che riusciresti a sostenerlo in maniera autorevole (e se servisse confezioneresti pure studi sull’argomento). Sei semplicemente modesto.
                      E credo che il sostenerlo sarebbe anche coerente altrimenti non avevi ragione di lanciarti in un simpatico “stavamo meglio quando si stava peggio”. Non avevi ragione di costruire relazioni tra il mercato di utero-ovuli-semi (funzionante in maniera superba ed in espansione …nulla a che vedere con la tua fantasticherie di “generose donatrici”) ed il picchiare le donne.
                      Non sono macho, non amo il machismo, non picchio le donne, non lo farò mai, e non sono d’accordo che affidano bambini i gay, Ti faccio notare che ricorro, in tutti i miei post, all’epiteto “debosciati” solo in rapporta ai due copulanti che vogliono un bambino. Mai se ognuno fa la vita che vuole fare senza avanzare pretese su altri esseri umani.

                      PS: Certo comunque questo mi farà omofobo … quando, per amor di verità, sono semplicemente minchiatofobico

                    • MicheleL scrive:

                      La ringazio To.Ni per la stima, ma non credo di poter sostenere che la gestazione per altri sia più di un gesto di generosità che è immnso per chi lo riceve ma di poco conto in relazione ai problemi della società.
                      Con la violenza sulle donne ho solo voluto farle notare un’altra stortura del (recente) passato che il lasso cronologico non rende meno tale.
                      Sono invece convinto che la lotta contro l’omofobia non si possa attuare con successo se prima non si supera la subordinazione sociale della figura femminile, perchè la paura per gli omosessuali è analoga a quella per delle donne di pari rango sociale: il terrore per tutti i maci debolucci che hanno bisogno di sentirsi più forti, autorevoli, produttivi, intrapredenti e di successo rispetto alle femmine. Mai detto che questo corrisponda a lei, ma ora ho il dubbio: “excusation non petita”…

                    • To.ni scrive:

                      La mia stime è ben riposta, forte che la tua “modestia” è ben definita dall’adagio “nessun e buon giudice in causa propria”. Prova ne è la tua insanabile attitudine di non limitarti alle parole dell’interlocutore per vederlo così come è, bensì di ridefinirlo nel tuo fantastico mondo arcobaleno. Così leggi una mia “giustificazione non richiesta” nel dire che non ho esperienza che mi porta a far mettere in relazione la violenza contro le donne, la violenza ai gay. Mentre trovo che il violento possa essere tale per un orientamento devozionale che lo spinge ad essere violento verso tutto. Paradossalmente essere gai ed essere violento verso le donne.
                      Detto ciò non ho difficoltà a riconoscermi maschilista ed omofobo se ciò deriva dalla mia contrarietà alle quote rosa e/o arcobaleno (ne avreste il diritto una fetta arcobaleno) e dell’abominevole acquisto (superiamo pure il termine adozione) di bambini.

                    • Aurelio scrive:

                      “EXCUSATION” non petita, asineria garantita!
                      “Sutor, ne ultra crepidam!”
                      E’ questo il detto latino che le si confà in pieno, caro supponente MicheleL!
                      E badi bene che pure se al suo sproporzionato e disturbato ego la cosa non risulterà mai, il signor Toni non ha fatto altro che replicare alle sue ignobili quanto sciocche insinuazioni, tra l’altro senza scusarsi di un bel niente.
                      Stia sereno dunque, e si curi.

                    • MicheleL scrive:

                      To.Ni, magari non mi sono spiegato bene. Le solo detto che la sua “excusatio non petita” (ringrazio la penna rossa di Aurelio che in mancanza di argomenti migliori si fissa su una n scappata nel digitare “non”, ma ogni interelocutore usa argomenti al suo livello) e’ sintomo del fatto che lei ci tiene a giustificarsi rispetto all’essere macho. Non ho mai detto diversamente e lei comunque conferma la mia assunzione, essendo contrario alla quote rosa e un tantinello omofobo. Ma ci stiamo lavorando, no? :)

                    • To.ni scrive:

                      Non so come spiegartelo, … io non mi giustifico di niente (fa parte del tuo male di vivere non capirlo). Reputo i maschilisti al pari delle femministe dei falliti nella capacita di vivere un rapporto sano uomo donna. Reputo un gay che vuole impossessare di un bambino, (comprando pezzi, umiliando persone che vendono, producendolo, stabilendo magari come deve essere in base alle selezioni che farà, per farsi chiamare papà) … un pervertito.

                      Non hai nulla su cui lavorare… siamo qui per dirti questo finche vivi. E per me questo è un compito alto e meritevole.

                      Sulla “quota rosa” e la mia omofobia non mi creo problemi dato che sono le normali accuse di crede che il cervello deve essere programmato da insipidi tecnocrati (magari ti sfugge che voterai 100 volte persone come Thatcher e mi impegnerei per un parlamento a maggioranza di donne capaci … ma non in quota) .

                    • Michele L scrive:

                      “Non sono macho, non amo il machismo, non picchio le donne, non lo farò mai”. Non era necessario lo scrivesse, non mi sono riferito a lei nel messaggio cui ha risposto così. Si vede che sentiva il bisogno di giustificarsi.

                      To.Ni, lei insulta i genitori omosessuali, senza pensare che anche i loro figli potrebbero leggere i suoi messaggi ora, ha pensato a questi ragazzi? Spero solo che presto sia illegale insultare delle persone per il solo fatto di essere omosessuali, come lo è insultarle se sono di colore o cattoliche.
                      Per altro le faccio notare che adesso fa il bullo, ma se desse del pervertito al senatore Lo Giudice, che è un padre specifico, sarebbe passibile di una querela per ingiurie e penso sia giustissimo: c’è modo e modo di esprimere un dissenso e in una società civile non si può ammettere l’ingiuria e la diffamazione come strumento dialettico.

                      Ogni genitore dovrebbe essere giudicato per quello che fa, non pregiudicato sulla base di dogmi. Lei dirà che sono illiberale, ma si renda conto che lei offende qualcuno in ciò che ha di più caro, come se io bestemmiassi il suo dio perchè non sono d’accordo con la sua religione: quanto meno incivile e sintomo di una debolezza e una vigliaccheria davvero spregevoli. Glielo dico senza astio perchè so che non è cattivo in fondo, è solo male indottrinato, ma dovrebbe comunque vergognarsi.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Oppoverino gli è scappata una enne!
                      Eh già, noi ci si ride!
                      Eppure siamo di fronte a un piccolo dramma!
                      Come può il tomografico MicheleL ammettere di essere afflitto dall’insidioso male dell’ignoranza?
                      Diamine, che ne sarebbe della sua supponente “autorevolezza”?

                    • To.ni scrive:

                      Caro MicheleL

                      Questo post è emblematico di quello che sarà, della pericolosità che esprimente, e del pervertimento dei rapporti sociali a cui mirate cercando di coercizzare la realtà su un unico credo. Sei tornato con il tuo solito urlo di guerra da coniglio.

                      In questo modo le parole che porti virgolettate sono “solo” una mia giustificazione e non la mia contestazione sulla TUA limitatezza di vedere la realtà. Una realtà secondo la quale esistono solo connessioni tra violenza alle donne e violenza a i gay. Io ho argomentato una cosa diversa, l’ho scritta, ma tu mi vuoi “giustificato” . Ti comporti come un testimone oculare che nonostante i pochi gradi di vista e la mancanza d’occhiali insiste con sicumera di aver visto un assassino.

                      Poi piagnucoli, vigliaccamente, ed invochi il reato per le mie opinioni. E lo sostieni con sfacciataggine, sperando che presto “sia illegale insultare delle persone per il solo fatto di essere omosessuali, come lo è insultarle se sono di colore o cattoliche” ….dici “cattoliche” . Hai la faccia come il lato B se pensi che mi dimentico che l’insulto ai cattolici e la regola garantita in tutte le sedi (TV, Radio, QUI da quelli come te, giornali, fumetti, ecc). Mai io invocherei reati e galera con il pretesto che “i loro figli potrebbero leggere i suoi messaggi”. Noti la tua bassezza? I bambini sono persone serie (non i tuoi “cagnolini” che vuoi tanto”) e accettano rla realtà meglio di quanto pensi, le parole li rendono più forti in rapporto alla realtà (non al mondo dei balocchi arcobaleno) ed i genitori a questo li aiutammo.

                      Le opinioni possono piacere o non paicere, essere un pugno nello stomaco, possono provocare consenso o biasimo e le persone con il confronto d’opinione matura in un senso o in un altro. I “fatti” si perseguono penalmente, non le opinioni.

                      Le opinioni sono generali ed astratte l’ingiuria ad una persona è un’altra cosa (mi piace che tui attacchi alle braghe di un “ senatore” che per scherzo del destino si chiama “Lo Giudice”).

                      Ogni persona deve essere giudicato per quello che fa. Infatti io giudico persone che con il loro egoismo sottraggono un bambino ad una madre e ad un padre artificialmente, usando un mercato di esseri umani (e lo negano schifosamente…parlando di donazioni spontanee). Manifestando un egoismo ed un disprezzo a monte che basta per renderli ignobili come genitori.

                      PS: E’ uno dei tuoi post più schifosamente illiberali, dimostri di essere vigliacco, persecutore viscido e calunniatore. Quando sei impotente quando ti stacchi dalla gonna degli “autorevoli studi” dimostri il vero volto.

                    • To.ni scrive:

                      Redazione, spero pubblicate presto la mia replica al mite MicheleL (purtroppo no me ne sono accorto che l’aveva scritto ieri e ci tengo rispondere a questa perla umana).

                    • To.ni scrive:

                      Comunque Michele L non ti preoccupare se non lo pubblicano in tempo. Anche se passa un mese, in qualsiasi discussione si tratta , te lo incollo e replicherò alla tuo meschino anelito di mandarmi in galera per le opinioni che non ti piacciono.

                      Poverino….è offeso nelle cosa che gli è più cara….vuole un bambino …. vuole fare il genitore 1 e/o 2 (quale mamma e papà … non servono è retro cultura). Ha gli autorevoli studi che gli dicono che è buono e sano. Che cattivi che siamo, buzzurri, che non ci genuflettiamo agli “autorevoli studi”.
                      Che vigliacchi che siamo a non dire che le donne fanno la file , contente anzi “gaie” ….a farsi ingravidare. Lo fanno gratis… che cattivi….non lo vogliamo capire.

                      Siiii in galera dobbiamo finire…in galera.

                      Non hai vergogna!!!

                    • Aurelio scrive:

                      Tanto per dimostrarci che l’ignoranza non si esplicita solo nella trascrizione dei detti latini, il signor MicheleL ci delizia con queste sconcertanti asserzioni:
                      “To.Ni, lei insulta i genitori omosessuali, senza pensare che anche i loro figli potrebbero leggere i suoi messaggi ora, ha pensato a questi ragazzi? Spero solo che presto sia illegale insultare delle persone per il solo fatto di essere omosessuali, come lo è insultarle se sono di colore o cattoliche.”
                      A parte il fatto che il signor ToNi non ha insultato nessuno, ma ha solo espresso una condivisibile opinione sugli autori e promotori di certe pratiche abominevoli messe in atto per surrogare la maternità, è il caso che il signor MicheleL sia edotto del fatto che già oggi è illegale insultare le persone di qualsiasi tipo.
                      “Per altro le faccio notare che adesso fa il bullo, ma se desse del pervertito al senatore Lo Giudice, che è un padre specifico, sarebbe passibile di una querela per ingiurie e penso sia giustissimo:”
                      Premesso che la lista dei senatori della Repubblica che potrebbero essere a ragione definiti dei “pervertiti” è lunga assai e che se mio nonno avesse le ruote sarebbe una cariola, dato che il signor ToNi non ha mai nominato questo tal parlamentare, faccio notare che la persona che rischia maggiormente una querela è proprio il signor MicheleL che, inusitatamente dà del “bullo” al signor ToNi.
                      Aggiungo, se mi è consentito, che con questo penoso e puerile tentativo di intimidazione il signor MicheleL, suo malgrado, conferma in pieno la tesi dell’articolo che paventa un “totalitarismo gender”.
                      Quindi, caro MicheleL un consiglio spassionato: frignare meno e studiare di più.
                      Ad maiora!

                    • Michele L scrive:

                      Gentile To.Ni, mi fa un esempio di insulto mediatico ai cattolici che se riferito ad una singola persona sarebbe motivo indiscutibile di querela per ingiurie? Perchè lei non può dare del pervertito a qualcuno e sperare di farla franca. Non in uno stato civile.
                      Trovo agghiacciante che lei pretenda che i bambini siano migliori interpreti della realtà degli adulti, solo per non ammettere che lei sue ingiurie li ferirebbero. I bambini sono fragili e insicuri. I suoi insulti scivolano su di me perchè io le ho già preso le misure da tempo e so che sono sintomo di debolezza e la compatisco con rispetto. I bambini devono essere educati al rispetto per gli adulti. E se anche questo rispetto non deve essere cieco (perchè c’è gente brutta…) un bambino ha meno mezzi per comprendere che quella che sente o legge è una stupidaggine.
                      Non ho specificato la carica di Lo Giudice perchè sia rilevante, ma solo per identificarlo facilmente: altra sua fantasia che io lo abbia fatto per dargli un’aura di rispetto maggiore.
                      Ogni opinione che non possa essere riferita ad una persona sola non dovrebbe essere riferita ad un gruppo di persone, la mancanza di rispetto non è mai giustificata, nemmeno quando vigliaccamente si spara sul mucchio per poi ritirare la mano quando si rischia la giusta ira di un singolo offeso. I.e. lei non ha il coraggio di dire quello che pensa degli omogenitori ad uno specifico, quindi si dovrebbe vergognare.

                    • To.ni scrive:

                      Egregio MicheleL

                      Solo un cialtrone mistificatore può personalizzare uno scontro tra opinioni per accusare l’altro di aver fatto un reato. Ma questo a me pare che costituisca una tendenza strutturale della tua personalità infantile (e narcisista). Chi parla con te mette di essere una persona ed inizia ad essere un tuo prodotto dell’immaginazione. Sotto, in un altro post, nonostante la mia diffida e al richiamarti alla decenza, hai perseverato con la celeberrima storia “dell’armadio”. Non lo avrai a male l’intento mio educativo di ben evidenziarlo per ben rendere l’idea con che razza di persona sto avendo a che fare: la mia posizione è chiare due maschi copulanti non devono aver bambini affidati ( bella o brutta che sia, argomentata o meno, questo mi sono limitato a dire) tu mi hai accusi di voler entrare in un armadio della tua camera da letto per guardarti mentre scopi.
                      E’ chiaro a questo punto che mi puoi dire di tutto: se io dico che è estraneo alla mia personalità, nonostante la mia ammessa (e vantata) “omofobia” anti adozione, dedurre che voglio giustificarmi il desiderio di picchiare le donne; è chiaro che per la tua fantasia galoppante che il mercato umano di compravendita di uteri ovuli semi non esiste, ma esistono generosi donatrici; per non parlare che come mago zurlì risolvi, grazie al tuo desiderio di essere genitore 1 o 2, la piaga dell’aborto. Ma, a questo punto, non mi sorprenderebbe neanche se faresti una aggiustata sull’asse terreste per mettere a posto le stagioni, o con una super cannuccia, e il tuo risucchio per bocca, chiudere il buco nell’ozono.

                      Puoi dirmi che ho detto una cosa che se non l’ho fatto…. capisci che razza di persona sei?

                      Detto questo ho espresso opinioni che non ti devono piacere ma che non sono apologia di reato, ne ingiuria sebbene che tu puoi perversamente tutto (e puoi elaborare nelle tue viscere tutto).

                      I bambini tu non li conosci, per via dello stesso principio che ho espresso sopra (sono un tuo prodotto, ti immagini papà con dei figli, in totale dissociazione dalla realtà che identifichi con il desiderio). Trovano molto più danno nella vile e abbietta, oscena tendenza a sessualizzare la loro infanzia a partire da 4 anni, fornirgli vulve e peni a peluche, raccontagli di favole deformate (Biancaneve maschi), vestirli a giorni alterni da maschio femmina, esibirli a gay pride tra laidi ballerini in latex. Se conoscono la verità, che esiste “un altro mondo” vedono le differenze e capiscono cosa voglio essere. Per questo motivo è un bambino a scoprire che il “re è nudo”, privilegio che tu, che ti nutri di menzogne, che te li ripeti nello zuccone come un training autogeno, non sei in grado di vedere.

                      Il riferimento al senatore fa parte di una cornice di meschinità che non mi sento di aggiungere nulla, altri hanno ben detto, ed io non posso di meglio. Lo hai tirato in ballo in maniera infantile (e non mi sorprende) sciocca e maligna.

                      Mi vergognerò, si, ma per te .

                      PS: La religione cattolica è derisa, insultata , calunniata, perseguitata …quotidianamente (su tutti i media) . Questo o detto. Non inventare altro…imbroglione.

                    • To.ni scrive:

                      Ti ho risposto, mi moderano, e ho detto che mi vergogno….per te (che non ci riesci perché hai la faccia come ….)

          • Samvise Gamgee scrive:

            La “donna che si presta generosamente conducendo la gestazione” si chiama “mamma”.

            • MicheleL scrive:

              La donna in questione si chiama come vuole, non può forzarla ad essere madre se non si è mai sentita tale (il bambino non è geneticamente suo) ma anzi ha condotto una gestazione generosamente per aiutare una coppia ad accogliere una nuova vita

              • To.ni scrive:

                Tradotto:
                Cosi se una donna, invece di abortire può farsi furba, trovare due debosciati che vogliono giocare a fare mamma e papà…. e gli regala il figlio (secondo la formula: “donazione con corrispettivo” … Filomena versione Lena sa di cosa parlo…xywzk …mi è testimone) .

                PS: le parole “non forzarla a d essere madre” … “generosamente” …. è Chanel n.5 da gettare sulla pupù .

              • Samvise Gamgee scrive:

                Curioso davvero il fenomeno per il quale una donna può “prestarsi generosamente a condurre una gestazione” e senza tuttavia sentirsi neanche un pochino “madre” della vita che ha in seno.
                Pure il dottor Mengele sarebbe inorridito.

                • Michele L scrive:

                  In Italia ogni anno -purtroppo- ci sono quasi 100.000 aborti. Non sono poche le donne che vivono la gestazione come un evento fisico, senza sviluppare un legame particolare con il bambino. Se riuscissimo a far sviluppare una sensibilità per il rispetto della vita, non solo questi aborti i potrebbero evitare, ma sarebbe comprensibile anche il gesto che consiste nel donare il proprio tempo perchè il figlio di una coppia meno fortunata possa venire al mondo. Se la donna ha chiaro da subito e durante tutte la gestazione che sta realizzando un grande atto di generosità e che quel bambino sarà amato dai suoi genitori, perchè dovrebbe essere biasimata?

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    Una donna che vive “la gestazione come un evento fisico” e non sviluppa “un legame particolare col bambino” andrebbe seriamente curata, non certo usata come bestiame da riproduzione per il sollazzo dei pervertiti.

                    • SUSANNA ROLLI scrive:

                      Giusto!

                    • MicheleL scrive:

                      Ed ecco un bell’aborto servito sul piatto d’argento del giudizio morale. Soluzione semplie e veloce per tappare la bocca al moralista che vorrebber imporre il “trattamento sanitario obbligatorio” alle donne che non vogliono una meternità.
                      Ma in fondo meglio un bimbo morto o meglioancora mai concepito, pittusto che cresciuto da due pervertiti.
                      “Pervertiti”. Ecco perchè serve una legge contro l’omofobia. Una cosa è la valutazione personale, un’altra è l’insulto condito da intenso odio.
                      Ma d’altra parte lei Giannino l’ho già inquadrata come livoroso omofobo da tempo. Le ricordo le parole del suo Papa: “chi sono io per giudicare?”

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Purtroppo tu hai il serio problema di essere totalmente incapace di rapportarti con la realtà effettuale delle cose neanche quel tanto che basta per avere con qualcuno un dialogo che si possa definire minimamente onesto.
                      Io ho scritto che una donna che percepisce la vita dentro di lei come un corpo estraneo andrebbe “seriamente curata”, il “trattamento sanitario obbligatorio”, invece, è esclusivamente il prodotto della tua mente evidentemente disturbata (ecco perché ti hanno fatto la TAC!).
                      Quanto al “pervertito” di cui sopra caro mio, bada bene che non è un banale insulto, ma una mera definizione, persino edulcorata, di chi, omosessuale o meno, per soddisfare i propri sozzi capricci, giunge al segno di tollerare promuovere e praticare un immondo commercio di esseri umani innocenti.
                      Capito?!
                      E se su questo il papa (di cui, per inciso, il sottoscritto non ha la minima soggezione) non è d’accordo, sarà tanto peggio per lui nel giorno del giudizio.
                      P.S.: noto che stai sbroccando alla grande.

                    • MicheleL scrive:

                      Lei giudica il Papa, io sarei quello che sbrocca. Va bene, va bene…

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Ancora una volta hai sognato.
                      Io non ho detto di “giudicare” chicchessia, tanto meno il papa.
                      Ho solo precisato di non averne soggezione alcuna, essendo lui un uomo come me.
                      Di’ un po’, cos’è questa storia di non capire mai un cappero di quello che la gente scrive? E’ una forma di autismo?

                    • Michele L scrive:

                      Fatico a pensare a qualcosa che sia meno “giudizio” che stabilire cosa sarà meglio o peggio nel giorno del giudizio. Forse solo sedersi al posto del giudice, ma a quel punto è solo questione di forma…

                    • Grillo Parlante scrive:

                      Ha ragione il signor MicheleL, a dire che lui “fatica a pensare”.
                      Il signor Stoppani non ha giudicato il papa, ma ha solo scritto che chiunque (papa, cardinale, vescovo e monsignore) tollera o promuove o pratica il commercio della vita umana con lo scopo di soddisfare il proprio egoismo subirà il giudizio di Dio.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      “Fatico a pensare a qualcosa che sia meno “giudizio” che stabilire cosa sarà meglio o peggio nel giorno del giudizio.”
                      Ti sei risposto da solo dandoti pure del bischero… meglio di così!
                      Ma siccome il tuo livello di comprendonio è inversamente proporzionale alla tua elefantiaca malafede mi tocca darti lo stesso una piccola spiegazione:
                      tutti gli avvocati conoscono il codice penale e in base a tale conoscenza sono in grado di dire, con ragionevole certezza, che un reato è più grave di un altro e che nessuno è al di sopra della legge (papa compreso!)
                      Gli avvocati, però, non giudicano.
                      E’ chiaro ora, o fai ancora fatica?
                      Ah, dimenticavo, io credo che quando verrà il Dies Irae vi passerà pure la voglia di usare il trucchetto meschino e vile di estrapolare dal contesto e manipolare le frasi del papa nel bieco tentativo di zittire così gli interlocutori.

                    • Michele L scrive:

                      Ma sì, lei sarebbe solo l’avvocato dell’Altissimo che giudica il Papa. Scusi, non avevo capito che era così modesto.

                    • Aurelio scrive:

                      Siamo arrivati al delirio.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      No Aurelio, non è delirio, ce lo ha scritto lui stesso: fa fatica a capire.
                      E comunque non bisogna dimenticare di ribadire il concetto cardine:
                      studiare di più e blaterare di meno!
                      Grande!

                    • EquesFidus scrive:

                      “Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla?”

                      Solo a me sembra che quel “se” pesi come un macigno, specie sulla coscienza di tanti che si divertono a piegare quella frase al proprio squallore ideologico?

                  • To.ni scrive:

                    Se una madre non riesce a sviluppare un legame particolare con il bambino e la soluzione a ciò è consegnare un bambino ad una coppiai “meno fortunata” :-):-) :-) di gay significa che abbiamo fatto il funerale al “rispetto della vita”.

                    PS: “Generosità” …. non sprecare profumo su escrementi

                  • To.ni scrive:

                    Dopo questa minchiata credo che sono anche Michelofobico :-) una variazione di Shivofobico . “Malattie” che ostento con soddisfazione.

                    Si è contrari all’aborto…punto.
                    Giustificare il dare i figli a una coppia di debosciati (commutazione che scaturisce dalla pretesa di avere bambini) è l’equivalente che per combattere l’aborto bisogna convincere le donne a far nascere i bambini per venderli come schiavi nelle piantagioni di cotone (se esistono da qualche parte).

                    I bambini hanno bisogno di un padre e una madre… ragionamenti diversi sono vivisezioni.

                    • MicheleL scrive:

                      Sempre più a corto di argomenti. Siamo all’insulto gratuito per i genitori omosessuali e a paragoni demenziali con le piantagioni di cotone. Quanta bile! Al punto da ottenebrare ogni capacità di argomentare.
                      Le rammento che dall’altra parte ci sono migliaia di famiglie amorevoli e certificate da studi autorevoli. Quanto pensa che possa valere la sua bile?

                    • Grillo Parlante scrive:

                      Considerare “debosciati” coloro che comprano figli e affittano uteri per togliersi lo sfizio di fare i genitori in effetti è ben più che argomentare, è descrivere compiutamente la realtà dei fatti.
                      E siccome a voi che vivete nella menzogna la realtà dei fatti dà fastidio, basta che qualcuno ve ne faccia intravedere uno spiraglio e subito attaccate col piagnisteo, col quale cercate di convincere gli sprovveduti che le povere vittime siate voi e non i poveri bambini di cui fate sporco commercio.
                      Siete senza vergogna.

                    • Michele L scrive:

                      Visto che sarebbe la realtà dei fatti, perchè non ripete il concetto riferendolo ad un caso particolare, per esempio al senatore lo Giudice, che ha un figlio nato grazie alla gestazione per altro? Pensa di avere il diritto di offendere qualcuno in quello che ha di più caro e che nessuno alzi un dito? Una bella querela per diffamazione sarebbe anche poco, considerato che in Italia ci sono decide mi migliaia di adolescenti che sono amorevolmente cresciuti da genitori omosessuali e che lei chiaramente non si fa scrupoli a traumatizzare con le sue ingiurie. Si vergogni, spero che presto la sua scorrettezza possa essere perseguita a termini di legge, non solo per offese singoli, ma anche a tutta una categoria, al pari di chi bestemmia invece di intavolare una discussione rispettosa con un religioso.

                    • Aurelio scrive:

                      Ma cosa va ancora blaterando?!
                      Se uno depreca il vizio del fumo deve aspettarsi una querela per diffamazione (che razza di sfondone!) dal senatore fumatore che se ne sente offeso?
                      Studiare di più e blaterare di meno!

                    • To.ni scrive:

                      Ancora attaccato alle braghe del senatore. Lo fai ma non hai senso della decenza ed insiti persisti e resisti.
                      Per forza vuoi deformare una opinione e trasformarla in un reato. Ma che essere piccolo.
                      Non posso neanche dirti vergognati, perché dubito, dopo le oscenità che scrivi, che ne hai la la capacità .

                      Comunque grazie, confermi l’articolo al 100%,, mi dispiace solo che una creaturina come te si trovi solo a circolare su internet. sarebbe il caso di prenderti, fare il porta a porta , per farti conoscere bene a tutti. Nulla di coercitivo ma un semplice : “dai Michele, non essere inibito, dici quello che ci hai detto..

                    • Michele L scrive:

                      Conoscere tutti? Come un referendum insomma? Ma sì, facciamolo sto referendum, come in Irlanda, che ha anche una bella legge contro l’incitamento all’odio verso gli omosessuali. Le ingiurie sono motivate dall’odio.

                • SUSANNA ROLLI scrive:

                  Se non se ne accorge subito di essere madre -e non ci credo- se ne accorgerà di lì a poco quando arriverà la montata lattea che gonfia in modo impressionante il seno che a volte non riesce a trattenere nemmeno più il latte e quest’ultimo fuoriesce bagnando reggiseno e maglietta – fa come una piccola fontanina di latte! Che bello, una goduria per i bimbi!, io glielo schizzavo addosso così per scherzo -ne avevo sempre tantissimo, avrei potuto persino venderlo (attenta Susanna a come parli, potrebbero prenderti sul serio per l’acquisto), e loro scappavano per casa e ridevano a crepapelle!!! Che bei momenti!! Ecco, penso che mentre la mamma avrà da fare a scansare -cosa complicatissima!- il latte perchè non c’è chi lo succhia, in un’altra bella casina ci sono due uomini che usano il biberon…Chiamatelo pure progresso, chiamatelo come volete , chiamatelo come vi pare..Non è il mondo dei diritti e del rispetto, questo?

                  • SUSANNA ROLLI scrive:

                    Dimenticavo! La mia benedizione di mamma battezzata arrivi a tutte quelle donne povere che decidono di rimanere povere senza prestare l’utero a nessuno. Grazie della vostra coerenza (e anche coraggio).

                    • MicheleL scrive:

                      La mia benedizione va a tutti quelli che fanno scelte politiche al fine di far sì, come comunità, e quindi in modo veramente efficace -perchè le piccole donazioni fanno bene all'”anima” di chi le fa, ma sono gocce nel deserto-, che nessuno sia povero e gli possa venire in mente di vendere il suo corpo, sia per una gestazione per lucro, sia per lavorare 60 o più ore a settimana per un ricco datore di lavoro.

                    • To.ni scrive:

                      MicheleL

                      Conoscendo il fine, stai sprecando troppo profumo sulla cacca.
                      Risparmiati questo ponte tra chi è sfruttato nel lavoro e le tue fantasie genitoriali.

                  • Michele L scrive:

                    Potrà dare il latte ai genitori, esistono pratici apparecchi per questo. Ma per lei meglio che un bambino non nasca piuttosto di rinunciare a giocare a fare l’idrante con i seni, giusto?

                    • Aurelio scrive:

                      “pratici apparecchi”
                      “giocare a fare l’idrante coi seni”
                      Difficilmente ho letto un commento spregevole, ignobile e misogino!
                      Si vergogni.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Studiare di più e blaterare di meno.
                      Mai invito fu più adeguato di quello di Aurelio!
                      Mi perdonerà se l’ho fatto mio con tanto infantile entusiasmo!

                    • To.ni scrive:

                      Pratici apparecchi, certamente, ti suggerisco una protesi in latte, con serbatoio e telecomando. Sono sicuro che per il piccolo sarà la stessa cosa.

                      Ammirevole la tua campagna imprenditoriale trasformando gli aborti in una miniera d’oro, funzionale ai tuoi fini. Ricetta semplice: Una donna che vuole abortire, basta che ti vede, si convince immediatamente a portare avanti la gravidanza per regalarti il pacchetto prodotto….,e a gratissssssssss. :-)

                      A parte gli scherzi (temo che per te la protesi è una buona idea) sei un meraviglioso esempio di come si possa parlare in italiano, dare del lei, ma essere osceno.

                      PS: Gentile redazione, mi consentite poter essere esprimere nei confronti di MicheleL, e la sua composta oscenità, una sana e liberatoria trivialità ?

                    • SUSANNA ROLLI scrive:

                      Michele L, e se le povere donne sfruttate dai ricchi gay (i poveri non potrebbero permetterselo, poveri discriminati!) dicessero in coro un forte “NO!” alle vostre richieste, come si potrebbe mai fare per assecondare il vostro desiderio? Dammi una risposta concreta, reale, non vaga. Le donne con l’utero disponibili non ci sono più e voi desiderate un figlio..quindi?

                    • SUSANNA ROLLI scrive:

                      In genere i genitori abitano nei Paesi ricchi, lontanissimo dai Paesi poveri: avrebbero difficoltà di integrazione, quindi il latte fuoriesce ed il bimbo non c’è piu’, se lo sono portato via!

                    • SUSANNA ROLLI scrive:

                      Tranquillo, Aurelio, è tutta invidia!

                    • SUSANNA ROLLI scrive:

                      ..idranti…Tutte le mattine dopo l’allattamento c’era il garzone del lattaio che arrivava col furgone e le casse di bottiglie da riempire di buon latte da distribuire gratis a tutto il quartiere: e se ne avanzava ancora ci annaffiavo pure i fiori…idranti….
                      Grazie Aurelio, Giannino, To-Ni; ma grazie anche a te, Michele L, mi stimoli….

          • Cisco scrive:

            @ Michele

            Le donne donano così tanto generosamente il proprio utero da farsi pagare: una forma per così dire “nobile” di prosituzione.

            • MicheleL scrive:

              Ho sempre escluso ogni forma di lucro. la sua posizione è debole, se si deve inventare argomenti

              • To.ni scrive:

                Già, basta che lo escludi tu ogni forma di lucro e stiamo tranquilli. Mi sembra una “autorevole” affermazione in linea con gli “autorevoli studi”.

                • Samvise Gamgee scrive:

                  Ad un centro di incremento zootecnico si sentono discorsi più rispettosi della vita animale di quelli che si leggono qui a proposito della vita umana.
                  Se l’opinione pubblica venisse informata a nei dettagli di quello che pretendono questi pervertiti ci sarebbe da ridere.

              • Cisco scrive:

                @ Michele

                Forse lei avrà anche escluso il lucro, ma non si rende conto dell’enorme commercio che sta crescendo sulle spalle di donne schiave. Senza contare che il figlio e’ un dono per chi lo mette al mondo, non per chiunque: il rapporto madre-nascituro e’ scientificamente provato, per questo i Frankestein arcobaleno ci mettono lo zampino inserendo nella pozione un ovulo di terzo soggetto. Ma “purtroppo” non è sufficiente, quel figlio resterà per sempre figlio, appunto.

        • SUSANNA ROLLI scrive:

          Aiuto!

      • Cisco scrive:

        @ Michele

        Dato che la Chiesa Episcopaliana ha apertamente applaudito la sentenza USA, propendo per il fatto che tale minchiata (al punto 2) contraddica apertamente il punto 1, che invece è un fatto. Quindi la sentenza è – a sua volta – una “incredibile” stupidaggine. Che poi esistano giudici militanti ci credo, non si preoccupi, d’altra parte lo stesso Obama si è speso di persona per la causa arcobaleno.

        • MicheleL scrive:

          Oltre all'”evidenza”, che è tale quanto il moto del sole intorno alla terra, quali sarebbero le ragioni per dire che un bambino deve essere cresiuto da genitori di sesso diverso? Perchè psicologi e pediatri non sono dello stesso avviso…

          • To.ni scrive:

            Gli “autorevoli studi” condotti da chi ti somiglia?

          • Alessandro13 scrive:

            Invece ci sono diversi psicologi che sostengono come una famiglia biologica aiuti il bambino nella crescita. Figura paterna (papà maschio) e materna (mamma femmina) sono complementari e il bambino/la bambina deve potersi identificare con il proprio sesso e stabilire un rapporto con il sesso opposto.
            Senza considerare altri particolari: per esempio il genitori del nostro sesso ci offre un modello che possiamo accettare o rifiutare di come condurre una relazione mentre io genitore del sesso opposto influenza le nostre scelte nella ricerca di un futuro partner. Ora se questo in una coppia non eterosessuale non è ovviamente possibile ci saranno delle ripercussioni nella costruzione della propria identità sessuale nel bambino/a che cresce in questi contesti. Come saprà un bambino com’è una coppia maschio-femmina quali qualità di donna vorrebbe per la propria famiglia se non ha mai fatto esperienza di questo? Come saprà come ci si rapporta con una compagna se in famiglia non esisteva questa figura? E poi con quale dei due maschi si identificherà? Chi è esattamente suo padre? E non rischia forse di ricercare anch’egli un uomo perché in tale contesto è cresciuto?
            Naturalmente come tutti i sistemi totalitari si cerca di reprimere il dissenso attraverso lo spauracchio dall’accusa di “omofobia”.

            • Michele L scrive:

              Non è mai stato detto che non aiuti, ma è stato verificato che il suo è un pregiudizio, comprensibile, ma pur sempre un pregiudizio. Anche dire che la terra non fosse piatta, che il sole non ci girasse intorno pareva da matti, poi abbiamo capito che la natura è ben più complessa di come si poteva dedurre superficialmente.
              I numerosi studi condotti da molte equipes di ricercatori sul tema formano la base di conoscenza che ha permesso ad APA e AAP, le più grandi ed autorevoli associazioni di psicologi e pediatri, di formulare una ufficiale approvazione dell’omogenitorialità.
              Al pari della astronomia, l’antropologia dell’omosessualità ha richiesto mezzi e conoscenze scientifiche avanzati. Negli anni 70 la psicologia ha chiarito che non si tratta di patologia. Negli anni 90 le prime evidenze di basi biologiche. Negli anni 90 le specificità familiari (ramo materno con più omosessuali ma più prolifico) dando i primi suggerimenti di un ruolo per l’omosessualità in relazione a famiglie allargate (kin selection). Negli ultimi 20 anni, molte conferme hanno condotto a capire che le relazioni omosessuali sono relazioni sane, solide e aperte anche al ruolo genitoriale. Può leggere le dichiarazioni di AAP e APA.
              Inoltre le suggerisco anche un’altra riflessione: se ci lasciassimo guidare dai dogmi religiosi e dalla superficialità che induce alla condanna dell’omosessualità come animali, questi bambini -felici quanto gli altri- non avrebbero una famiglia migliore, ma semplicemente non sarebbero mai nati. A che pro?

              • Giannino Stoppani scrive:

                Giusto, non ci lasciamo guidare dai dogmi religiosi, lasciamoci guidare dalle “autorevoli associazioni” che nei loro “autorevoli manuali”, ovviamente basati su “autorevoli studi”, si fanno in quattro per promuovere l’omosessualità e, recentemente, la pedofilia.

              • To.ni scrive:

                Scusami, quando sbaglio lo ammetto e lo riconosco … “autorevoli studi condotti da associazioni (tipo AAP e APA) epurate da sgradevoli presenze e arricchite da esperti più trendy …che ti somigliano.

              • Alessandro13 scrive:

                Gentile signor Michele, la ringrazio per aver accettato un confronto. Come altri commentatori hanno suggerito in modo polemico non è opportuno sostituire la fede nella religione con una fede nella “scienza” elevando al ruolo di “Chiesa” associazioni come quelle da lei menzionate. Il mio consiglio personale è guardare con occhio molto critico le ultime “teorie” sfornate sull’omosessualità da queste associazioni per le seguenti ragioni:
                -l’impianto complessivo di questo filone di ricerca si regge e parte dall’assunto dell’origine innata ed ereditaria del l’omosessualità, fatto che nonostante tutte le ricerche e teorie viene puntualmente smentito (vedi l’annuncio del “gene gay”). Siccome questo assunto centrale non è mai stato dimostrato scientificamente sarebbe opportuno chiedersi se piuttosto l’omosessualità non sia un comportamento acquisito o semplicemente una tendenza dovuta alle esperienze, ai bisogni psichici profondi e ai problemi di identificazione nel proprio genere come testimoniano peraltro molti altri studi forse meno celebrati dalla stampa mainstream.
                -la teoria della “kin selection” si basava a quanto ho capito sul caso delle isole Samoa dove i parenti con tendenze omosessuali si occupavano più alacremente della cura dei nipoti e questo avrebbe giustificato l’ereditarietà dell’omosessualità. Ma verifiche al di fuori di queste isole hanno dato esito negativi dimostrando che gli “omosessuali” non dedicavano maggiori cure parentali e perciò invalidando la tesi che l’omosessualità si trasmetta come vantaggio genetico per i propri familiari (teoria comunque ardita visto che il proprio patrimonio genetico è unico e diverso dagli altri per cui non ha senso che ciascun individuo non cerchi “egoisticamente” di trasmettere il proprio accontentandosi di trasmettere quello degli altri
                -visto che non si è mai dimostrata un’alterità di uomini e donne con tendenze omosessuali rispetto agli eterosessuali né dal punto di vista genetico, né ormonale né è possibile collegare l’omosessualità a caratteristiche fisiche insignificanti come il rapporto tra le dita delle mani, la forma del volto, la presenza di fratelli maggiori, la statura, la conformazione fisica, il giro dei capelli perché dal punto di vista del metodo scientifico inventato da Galileo Galilei e applicato in tutti i campi della scienza moderna basta 1 esempio contrario (è qui c’è ne sono milioni per ciascuno dei caso sopramenzionati) per invalidare l’intera teoria (quello che questi studiosi usano è il metodo statistico) sarebbe opportuno scartare la teoria di un’omosessualità innata e propendere piuttosto per problemi di identificazione con il proprio sesso e di rapporto con il sesso opposto la cui base come dimostrano numerosi studi è spesso determinata da situazioni familiari particolari.
                Il motivo per per cui si insiste su un’origine innata dell’orientamento omosessuale è il timore che altrimenti si rischia una persecuzione nei confronti delle persone con tali tendenze. Ma i due elementi non sono collegati: si potrebbe benissimo accettare l’esistenza di persone che vivino relazioni di tipo omosessuale con serenità e realizzazione senza presupporne un’origine innata o genetica, consentendo a chi invece non vive bene questa sua condizione (omosessualità ego-distonica) di trovare supporto psicologico per vivere meglio la propria vita.
                Insistere invece su un determinismo biologico in base a qualsiasi degli elementi che ho nominato prima scatena un pregiudizio inverso nel ritenere per esempio una persona con molti fratelli maschi omosessuali e trattarlo di conseguenza, convincendolo ad assumere un orientamento che in realtà non ha anche attraverso l’influenza dei media con il loro bombardamento continuo. Tutto questo fa parte evidentemente di un piano per convincere le persone in base a logiche totalmente non dimostrate della loro omosessualità. E personalmente non sono convinto ci siano persone omosessuali dietro questo piano ma al contrario eterosessuali che cercano di “omosessualizzare” la concorrenza per controllarne la riproduzione con fini eugenetici. La conferma di questa mia teoria totalitaria è la persecuzione attraverso la legge di chi si permette di esprimere opinioni differenti in materia per imporre un conformismo che reprima il dissenso attraverso quella che non posso non definire una vera e propria persecuzione.
                Spero abbia avuto la pazienza di leggere fino alla fine la mia risposta la saluto con un abbraccio.

                • MicheleL scrive:

                  Gentile Alessandro, la religione è fatta degli uomini e altrettanto prona ad errori. La religione tuttavia fa una cosa che dovremmo fare tutti: capitalizzare al massimo la conoscenza storica. Per questo le religioni rappresentano ottimi esercizi filosofici, ma non dovrebbero essere presi, al pari di altri, come verità assolute. Io non prendo le evidenze scientifiche come assolute, ma le uso per costruire, con altri elementi, una opinione più solida e veritiera possibile.
                  – L’omosessualità è biologica oltre ogni dubbio. Il gene gay non è mai stato trovato perchè non esiste, come non esiste il gene dell’intelligenza, il gene della simpatia e così via. Esiste un sistema epigenetico complesso che probabilmente capiremo (a quel punto saremo anche in grado di capire quali geni influenza l’intelletto, che è una funzione altissima al pari dell’affettività). Se vuole posso approfondire, ma basta che si informi sulla frequenza dell’omosesssulaità tra gemelli omozigoti o eterozigoti, sulla frequenza dell’omosessualità sul ramo materno, sulla frequenza dell’omoessualità tra i primogeniti e gli altri fratelli. Inoltre nessuna “terapia” è mai stata nemmeno lontanamente in grado di alterare l’orientamento sessuale, in che è una ulteriore evidenza, assieme al fatto che l’omoessualità non implica alcuna patologi psicologica.
                  – Può leggere sulla kin selection gli studi di A. Camperio Ciani. La teoria spiega pià l’origine che la funzione odierna dell’omoessualità. La varietà genetica del genere umano porta a suppore che sia capitato spesso che la specie si si trocata sull’orlo dell’estinzione, per lo meno per zona geografica. Quelli furono probaibilmente i momenti in cui l’omoessualità entrò a far parte del corredo genetico di tutta la popolazione, sopravvissuta grazi alla concentrazione degli sforzi di un numero maggiore di adulti su un numero minore di figli. Comunque consideri che una persona che ama in modo maturo e reponsabile non ha bisogno di trovare delle giusitificazioni biologiche, ma andrebbe rispettata.
                  – Quella del “complotto” della definizione di innatezza dell’omoessualità è una sua fantasia. Non si possono speigare i fneomeni osservati nelle famiglie in cui vi sono omosessuali (prolificità femminile, frequenze, ecc. ) senza ricorrere ad una ipotesi biologica.
                  Comunque, se vuole applicare la scienza galileiana, la invito a cercare studi di GWAS legati all’orientamento sessuale. Sono state trovate un numero significativamente rielvate di SNP. Potrei spiegarle le sigle, ma siccome lei mi pare molto convinto della profondità della sua preparazione sull’argomento, le lascio il piacere di scoprire l’argomento, le sarà di certo così più utile.
                  I (relativamente rari) casi di egodistonia, si gestiscono con successo con la terapia afferamtiva, suella riaprtiva non è scientificamente sensata, e infatti è bandita da tutte le associazioni ufficiali di psicologi, perchè dannosa e inutile. L’unico motivo per cui la terapia di conversione è studiata è per motivi religiosi e non si gioca con la salute delle persone in base a dei dogmi religiosi.
                  Il numero di omosessuali non è diverso in Italia, in Norvegia o in Russia. L’accettazione dell’omosessualità non ha nulla a che vedere con numero di omosessuali, perchè l’orientamento sessuale non si scegelie non si cambia. Come non c’è modo per promuovere l’eterosessualità reale, non c’è modo per promuovere l’omoessualità, ci pensi prima di lanciarsi in imporbabili teorie di controllo perfino “eugenetico”.

              • Sebastiano scrive:

                APA e AAP, le più grandi ed autorevoli associazioni di psicologi e pediatri
                Può leggere le dichiarazioni di AAP e APA

                Ma parli proprio di APA? Quelli che:
                “Nel luglio 1998 l’American Psychological Association (APA) ha sostenuto, tramite uno studio scientifico, che gli abusi sessuali sui bambini non sarebbero dannosi se vengono da essi “consentiti”. Nello studio vi si legge che «le esperienze sofferte da bambini, sia maschi che femmine, che hanno avuto abusi sessuali sembrano abbastanza moderate», inoltre, «l’abuso sessuale su un bambino non necessariamente produce conseguenze negative di lunga durata». Così, si conclude, «il sesso consensuale tra bambini e adulti, e tra adolescenti e bambini, dovrebbe venire descritto in termini più positivi, come “sesso adulto-bambino” e “sesso adolescente- bambino”». L’APA ha invitato a non usare lo studio come un avvallo della pedofilia, ma non ha mai preso le distanze dalle affermazioni contenute.”

                Bella compagnia, non c’è che dire. Quasi quasi era meglio Mario Mieli:
                “I valori cristiani e quelli familiari naturali, secondo Mieli sono «pregiudizi di certa canaglia reazionaria» che, trasmessi con l’educazione, hanno la colpa di «trasformare il bambino in adulto eterosessuale». I pedofili invece possono “liberare” i bambini: «noi checche rivoluzionarie», ha scritto l’icona gay italiana, «sappiamo vedere nel bambino l’essere umano potenzialmente libero. Noi, si, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega» (da “Elementi di critica omosessuale”, 1977).”

          • Alessandro13 scrive:

            Poi non ho capito una cosa: perché non fare i figli come Iddio o la natura che Egli ha creato ha previsto? Per esempio trovandosi una compagna e procreando con lei come tutti i comuni mortali? Perché cercare queste vie traverse? Cerchiamoci una donna (e viceversa un uomo) con cui mettere al mondo i figli, non sarebbe tutto più semplice?

            • MicheleL scrive:

              Perchè i figli hanno bisongo di genitori che si amano e li amano, non che vivano nella frustrazione di una vita fatta di menzogne emotive. Lei riuscirebbe a vivere con un uomo e a crescere felice dei figli? Mettersi nei panni degli altri spesso aiuta.

              • To.ni scrive:

                Due maschi che vogliono un bambino non li amano. Li usano.
                garantito e certificato …messo nei tuoi panni.

                PS: Lascia stare i panni…mantieniti su gli “autorevoli studi”

                • MicheleL scrive:

                  Prendo atto del suo insidacabile e arbitrario giudizio. Se lo garantisce e certifica non può che essere la verità…Ah ma no, aspetti, ha dimenticato di benedirlo! Se non è sacro non è vero abbastanza :)

                  • To.ni scrive:

                    Non ho bisogno di benedirlo. Mi sono messo nei tuoi panni, ti ho depurato dei fronzoli e orpelli di “generose donatrici” e minchiate tipo “Verto che pure i gai possono procreare” e dei tuoi intenti comici antiabortisti. Ho considerato il tuo narcisismo che ti porta a generare mondi dove educhi le persone sul tuo modello, dove i tuoi desideri dipingono la realtà ….e il gioco e fatto!!!

                    Certificato … tranquillo!

                    • MicheleL scrive:

                      To.Niii miei panni?!? Ma come glielo devo dire di non nascondersi nel mio armadio?? Per questa volta passi, diciamo che è stato un “gioco” 😀

          • Cisco scrive:

            @Michele

            Ah già dimenticavo gli psicologi russi e i pediatri giapponesi: già, che dicono? Perché non voglio neanche pensare che si tratti dell’APA e della AAP, agenzie di propaganda politica al soldo delle lobby gay (l’APA ha addirittura un comitato di sostegno per i diritti LGBTetc). Comunque andiamo sodo: mi citi quello che secondo lei e’ il più “autorevole” di questi studi, così ci facciamo due risate.

            • Michele L scrive:

              Il Giappone è uscito dal Medioevo nel 1868, la Russia, beh…Hanno ammazzato il leader dell’opposizione l’anno scorso…Ma perchè non chiedere all’Associazione Pediatri della Nigeria già che ci siamo?
              Vede Cisco, al pari dell’evoluzione, non c’è un articolo che la “prova”, ma migliaia (milioni?) che la sostengono. Poi può non crederci, ma le cose andranno come sono andate nel referendum Irlandese, una volta che la popolazione è un filino più illuminata, per dire, di quella Nigeriana. Vuole che la renda edotto sugli studi che considero autorevoli? Legga questa pagina dell’Unversità della Columbia e mi critichi il corpus della letteratura: http://whatweknow.law.columbia.edu/topics/lgbt-equality/what-does-the-scholarly-research-say-about-the-wellbeing-of-children-with-gay-or-lesbian-parents/ Oppure mi trovi uno studio autorevole che la smentisca. Come preferisce. Così ci facciamo due risate, già.

              • Giannino Stoppani scrive:

                Ah, ah, ah!
                Parola mia questa è la più grande figura di cacca dai tempi del “panino omofobo”!
                Andatevi a leggere la sezione “about us” dell’ovviamente “autorevole” blog a cui ci manda questo sprovveduto.
                Tanto valeva mettere il link del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli.

                • Giannino Stoppani scrive:

                  Parafrasando il mitico Aurelio:
                  studiare di più e “linkare” di meno.
                  Uah, uah, uah!

                  • Michele L scrive:

                    Indico la luna e lei guarda il dito. Giannino, un po’ mi fa tenerezza.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Sarebbe nientepopodimeno che “la luna” codesto ridicolo blog messo su da storici attivisti gay per spiegare quanto sono “autorevoli” i ben 72 studi che “dimostrano” quanto sono ganze le figliolanze delle coppie gay, anche se si tratta di emerite boiate basate su campioni ridicoli per numero e metodologia di composizione.
                      Insomma, per necessità di propaganda vi tocca considerare “autorevoli” delle pagliacciate che, nella stragrande maggioranza dei casi, consistono in poco più che resoconti di quattro chiacchiere scambiate nei locali per gay, e che farebbero ridere anche come indagini di mercato per aprire un lavasecco, mentre siete costretti a sputare veleno su studi effettuati su banche dati composti da MILIONI di soggetti, come quello di Sullins, che, detto tra noi, se avesse evidenziato dati minimamente favorevoli alla vostra causa, ne avreste osannato l’autore facendogli fare l’ospite d’onore a tutti i gheipraid dell’universo mondo, anche se è un prete cattolico.
                      Mi sa che il tuo dito, invece di usarlo per indicare la luna, te lo sei messo da un’altra parte.
                      P.S.: se questa figuretta cade sotto gli occhi di altri utenti ti toccherà cambiare un’altra volta nick e avatar.

              • Sebastiano scrive:

                Beh, grazie anche a Giannino Stoppani, le risate, almeno noi, ce le abbiamo fatte. Hai sottomano qualche altra barzelletta? Più su ti ho citato quelle di APA e di Mario Mieli. Io ci ho riso per due giorni. E non dirmi che non hai il sense of humour.

                • MicheleL scrive:

                  Che teneri quando vi affannata ad avere una risposta. La immagino tutto bello tronfio che pensa “ah, gliel’ho fatta vedere io a quello!”…
                  Lei si immagina (le piacerà, bontà sua), che un abuso sia tutto un filmone porno fatto di una kamasutra pedofilo in un tunnel buio buio. Allora come fanno questi sapientoni a dire quello che pare assurdo a lei, così sapiente e infervorato da sapere benissimo tutto senza bisogno di rifletterci un momento?
                  Ma quello che succede nella sua mente è ben diverso dalla realtà e lo saprebbe, se avesse avuto l’umiltà e il buon senso di leggere questi studi, prima di giudicare.
                  Per “abuso” si definisce ogni contatto che sia sessuale (dal punto di vista dell’aggressore) anche quando la vittima non ne è consapevole. Ogni toccatina, ogni mano messa un po’ più giù o su, ogni approccio anche se puramente verbale, può (giustamente) essere considerato un abuso pedofilo. Gli studi in questione hanno preso in considerazione tutti casi registrati di abuso, inclusi quelli meno gravi (molti pedofili non sono aggressivi e non cercano rapporti completi) e hanno redatto studi che servono ai professionisti della psicologia per supportare i piccoli nel percorso di recupero, che per fortuna spesso è breve perchè il trauma è moderato (dove “grave” potrebbe essere un rapporto violento completo, per intederci e per soddisfare la sua infervorata immaginazione). “Risus abundat”, è proprio il caso di dirlo.

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    Codesto commento col “filmone porno” lo hai già postato, più o meno pari pari, il 10 luglio 2015 alle 11:44.
                    Una volta che ci si rende conto di quanto sia patetico il tuo caso umano, ti assicuro che l’ultima cosa che si può pensare di fronte alla tua ennesima debacle è “ah, gliel’ho fatta vedere io a quello”.
                    Il pensiero dominante, invece, è: “poverino, forse farei meglio a lasciarlo perdere”.

                    • MicheleL scrive:

                      Conosceva già il mio commento? Quindi sapeva già che stava dicendo una stupidaggine. Il che mi conferma che a lei Giannino non interessa discutere ma solo fare polemica, anche se sa di avere torto.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Hai perso definitivamente la bussola mon cher, il tuo ridicolo tentativo di confondere le acque per mettere in secondo piano il progressivo sdoganamento della pedofilia da “disturbo” a “orientamento sessuale” da parte delle tue “autorevoli” associazioni lo hai ri-postato come risposta non a me, ma a Sebastiano, pure lui colpevole di averti messo di fronte l’amara realtà e pertanto fatto oggetto delle stesse visioni porno-lisergiche che solo l’altro giorno avevano il sottoscritto come protagonista.
                      E sicché anche con codesto nick tomografico, oramai ridotto all’auto-copia-incolla, hai fatto una tale incetta di “epic fail” che non ti rimane di consegnarlo all’oblio dei troll.

  2. AndreaB scrive:

    Il tema che i seguaci dell’ideologia Gender dovrebbero sviluppare, informandosi su tutti gli eminenti studi di veri scenziati, ovvero di studiosi preparati, obbiettivi e ricercatori della verità, dovrebbe essere: “A cosa serve una mamma? E a me a cosa e’ servita? Ed un papà a cosa serve? E a me, a cosa e’ servito?”

    • MicheleL scrive:

      Nessuno sa a cosa serve esattamente ogni genitore. Alle volte ci sono papa severi e mamme più “buone”, altre volte la dinamica è opposta. Nessuna famiglia è identica ad un’altra. Il solo modo per capire se genitori di sesso diverso sono necessari è verificare se in altri casi i bambini crescono bene. E infatti così è stato fatto. Nessuno vuole sminuire le altre coppie dicendo che anche le quelle omogenitoriali sono buone: il confiltto è unl grosso frainteidimento inculcato dai moralisti per fini ideologici, come la fantomatica agenda gender.

      • AndreaB scrive:

        Ho l’ impressione che lei non desideri riflettere sulle domande che ho posto. Una semplice riflessione obbiettiva e veritiera, soprattutto con se stesso , la porterebbe ad avere molti dubbi su quello che sta proclamando a spada tratta.

        • MicheleL scrive:

          Cos’è obiettivo e veritiero? Quello che è evidente? La terra non è piatta e il sole non ci gira intorno. Se vuole verificare se due genitori di sesso opposto sono necessari basta che osservi le famiglie omogenitoriali. Io ho dubbi in relazione a quello che dico proprozionali alla solidità dell’osservazione. Non si tratta di fare la gara tra famiglie, ma semplicemente di capire se una fenomeno è negativo -come potrebbe suggerire una visione dogmatica delle cose-, oppure neutro come invece portano a pensare le osservazioni più accurate: a partire dal fatto che l’omosessualità non è una malattia, tanto per dire, che è una cosa tutt’altro che scontata se ci si limita a delle valutazioni superficiali. Io non proclamo dogmi e non brandisco alcuna spada del sacro furore, quelli sono esattamente gli atteggiamenti che metto in discussione, grazie alla forza della sierietà e della profondità con cui le informazioni che riferisco sono state generate.

          • AndreaB scrive:

            Lei lo porterebbe via senza alcun rincrescimento un cagnolino di appena quarantacinque giorni, all sua mamma?

            • MicheleL scrive:

              Come le viene in mente di paragonare animali ed esseri umani? Cose degne degli “animalari” come purtroppo mi trovo a definirli.

              Ma pensi, voglio seguirla in questo suo “ragionamento”, così che non dica che mi sottraggo alla questione: lei pensa di poter spiegare ad un cane che la sua gravidanza non sarebbe una gravidanza naturale, che il cagnolino non sarebbe il suo (non avrebbe un legame genetico) e fargli esprimere una libera a consapevole volontà di prestarsi generosamente a questo percorso per permetterle di essere “padre”(!?) del cagnolino?
              Poi, lei saprebbe essere efficace come genitore del cagnolino al pari di un cane?

              Spero si renda conto che si trova a dover dialetticamente “raschiare il barile” per cercare di giustificare il suo punto di vista.

              • AndreaB scrive:

                @Michele L
                Vede che lei continua a non capire. Il mio scopo era quello di risuscitare quella sensibilita’ che ha completamente perduto nei confronti del “cucciolo” di essere umano: di un bambino. Di tentare di farle capire con il cuore, perche’ spero che ne abbia ancora, non con il ragionamento, che la mamma per un bambino e’importante.
                Il cucciolo di cagnolino, portato via, vuole rimanere con la sua mamma, scaina… La sua mamma vorrebbe proteggerlo, aiutarlo, allattarlo.
                Quanto è importante per un cagnolino la sua mamma… Figuriamoci per un bambino.
                Qualche volta la sensibilità morta verso l’essere umano, spesso a causa di molto male ricevuto da qualcuno, può essere risvegliata utilizzando qualcosa o qualcuno di simpatico, estraneo all’egoismo che acceca,
                come un bel cagnolino.
                Mi dispiace che l’abbia presa male e le ricordo ugualmente che distruggere sistematicamente il legame tra madre padre e figlio porta alla distruzione della società… Non è solo una questione egoistica personale.

                • MicheleL scrive:

                  Insomma si ostina. Lei non capisce la differenza tra un cane e una persona e sono io quello che non capisce.

                  Io non sono insensibile, ma penso che una donna matura e sensibile anche verso i bisogno degli altri possa concepire la grande generosità che consiste nel donare 9 mesi del suo tempo per far crescere un figlio non suo dentro di lei. Lei può non essere d’accordo, ma una donna dovrebbe essere libera di fare quello che preferisce con il suo corpo, soprattutto quando lo fa per far nascere una vita e non per sopprimerla.

                  Si tratta del contatto più intimo possibile, ne sono conscio, e penso che di donne con una tale determinazione non ce ne siano molte, ma non penso sia impossibile.
                  Anche una maestra di asilo dopo aver passato 8 ore al giorno con dei bambini per anni interi se ne distacca dall’oggi al domani, ma non per questo è una cattiva persona, ma una persona che sa dal principio che non sono figli suoi e che anche se donerà loro il meglio si sè per anni, lo farà per il loro bene e per quello dei genitori.

                  Nessuno vuole distruggere alcun legame, perchè tale legame non si crea, la donna è sempre conscia del fatto che non si tratta di un figlio suo. Il fatto che lei debba immaginarsi perfino una “distruzione” sistemica è sintomatico di un’altro episodio di estremizzazione e di deformazione (come l’abuso dell’esempio animale) per cercare argomenti di cui altrimenti deficita.

                  • AndreaB scrive:

                    Io credo che lei, purtroppo, non sia realmente conscio di cosa significhi “contatto più intimo possibile” e in cosa consista la simbiosi che viene a crearsi tra una madre ed il suo bambino durante i nove mesi di gravidanza.
                    Non confonda, per cortesia, un atto di generosità co un atto di ripudio del proprio sangue.
                    Tutto ciò che posso fare e’ augurarle di ritrovare la verità, o almeno di desiderare la sua ricerca, anche se a volte si scontra con il nostro egoismo.

                • giovanna scrive:

                  Cioè, per MicheleL non si può paragonare un cucciolo di cane ad un bambino, perché il cane soffrirebbe più del bambino ad essere strappato alla mamma !
                  Perché il cucciolo di cane non sarebbe ricompensato dello strappo dall’essere cresciuto da due cani maschi !
                  Ditemi che ho capito male !

                  Peccato che questo MicheleL sia un anonimo : i suoi interventi sarebbero da volantinare nelle piazze : dice le stesse cose che dicono i totalitaristi gay ufficiali ( certo, se uno compra un bambino sdalla madre, non può che pensarla allo stesso modo ), però in modo più diretto.
                  Tanta gente ancora non si rende conto di che gente sia la gente come MicheleL, a che cosa mira, che abomini promuove….io lo farei parlare , come parla qui, coram populo.

                  • MicheleL scrive:

                    Ha capito male.

                    • giovanna scrive:

                      Purtroppo non ho capito male, è tutto scritto lassù , nero su bianco: siccome alla cagnolina non si può spiegare che sta avendo un figlio da donare a due cagnoni maschi e lei non può accettare consapevolmente di regalare il cucciolo, non la si può privare del cucciolo.
                      Anche perché due maschi sanno crescere il bambino che la mamma regala, mentre l’uomo non può crescere un cucciolo di cane.
                      Dunque, il cucciolo di cane ha diritto, dopo la nascita.
                      di stare almeno 60gg con la propria mamma, mentre il cucciolo d’uomo può essere strappato dal seno della madre appena nato.
                      Ergo, il cucciolo di cane è da tutelare, secondo la grande mente di MicheleL più del bambino, dato che non esistono propagandisti gay cani….o ,forse, esistono.
                      Senza offesa per i cani, che non sono così scurrili e sguaiati come MicheleL e le sue squallide battute: a gente simile non affiderei nemmeno il mio gatto, figuriamoci un figlio., fosse il figlio più povero e solo del mondo…mi vengono i brividi al solo pensiero.

                    • Michele L scrive:

                      Coraggio Giovanna, c’è quasi. Mi si è persa sulla parte finale ma la prima c’era…La aiuto: il cucciolo di cane sta con la cagna per 60 giorni perchè non c’è un’altra cagna (o un cane addestrato all’allattamento, ma la vedo complicata, per quanto Rintintin fosse “sveglio”) ad occuparsi di lui. Poi viene separato (non nel suo interesse, gli animali non hanno diritti, v. Carl Cohen) dalla cagna perchè svezzato e pronto a servire il padrone umano.
                      Fare un paragone con gli umani è ovviamente una sciocchezza.
                      La cosa migliore per un bambino sarebbe evitare il distacco dopo che si è creato un legame post-parto, quindi potendo affidare il piccolo ad un genitore, sarebbe meglio farlo il prima possibile. Il contatto con la pelle, anche del padre, infatti è una valida alternativa a quello con la madre (Velinda M. Acta Paediatrica, 2012 oppure Stevens J., Maternal & Child Nutrition 2014).
                      Poi sa, non pretendo che lei capisca, giacchè secondo lei sarebbe meglio l’orfanotrofio o perfino la solitudine (sic!) piuttosto di una amorevole coppie dello stesso sesso. Mi chiedo, meglio l’aborto che crescere con una coppia gay? Tanto per capirci…

                    • giovanna scrive:

                      Scusa, MicheleL, sarebbe quasi divertente se non ci fosse da piangere : tu sei riuscito a scrivere due volte che un cucciolo di cane non può essere tolto alla mamma, e accudito dai compratori, mentre un bambino può essere sottratto alla mamma e accudito dai compratori ??
                      Ma tu sei proprio fuori di testa.

                    • Michele L scrive:

                      Ha capito male.

              • To.ni scrive:

                Caro MicheleL

                Seguo con attenzione la discussione che hai con Andrea (il quale spero scusi la mia intrusione) , noto come al solito che approdi nell’aria fritta, ma lo fai con una certa nonchalance, con autocompiacimento ai limiti del frivolo . Dai spessore a cose che non ne hanno, evochi gare tra famiglie quando la famiglia è una sola. Chiami all’osservazione quella cosa …come dici ….. omogenitoriale che è solo una costruzione artificiale (come le angurie a forma di cubo). Nell’accusare di dogmatismo sorvoli sulla vivisezione che ti porta attraverso un processo di tipo commerciale a comprarti un bambino (tralascia la solfa delle generose donatrici, perché se non si tratta di sfruttamento e/o schiavismo rientra nella circonvenzione d’incapaci).

                Io non ho difficoltà ad “osservare” la “cosa omogenitoriale” (non la chiamerò mai famiglia) ma sai benissimo che ogni osservazione diventa strumentale se delimito artificiosamente il campo d’osservazione.

                Tipo:

                Se per ipotesi i tuoi “autorevoli studi” prevedono una osservazione che compari la “cosa omo” con la realtà di un “bambino che cresce con un solo genitore” o con un bambino “sballottato tra genitori separati sui quali si omette (magari) tra i fatti “d’osservazione” l’elemento delle situazioni socio economiche ha cui sono stati esposti da decenni che li hanno defraudati del “senso” dell’essere genitori, e vero che hai risultati possono farti leccare i baffi, ma perchè parti da una artificio patologico.

                Se oltre a ciò consideriamo il tuo desiderio gay di avere un figlio e lo paragoniamo al desiderio di una donna (o di un uomo) non gay e ci limitiamo ad “osservarli” come desiderio senza indagare le reali motivazioni, non necessariamente consapevoli, che stanno dietro al desiderio stesso è altrettanto ovvio che ogni cosa diventa uguale ad un’altra.

                Se escludiamo dal campo d’osservazione particolari situazioni storiche antropologiche: tipo cosa succede in una società nella quale i rapporti genitoriali sono spezzati da un grande fenomeno migratorio maschile (cosa avvenuta nella mia Sicilia) anche in questo caso si perde una visione d’insieme.
                Se si prende l’elemento mamma (o padre), il cosa è nella sua realtà istintiva, emotiva ecc per, capziosamente, escluderla per far posto alla semplice “cultura” come fosse un pezzo di un qualcosa che avanza e da gettare nel cestino, per forza di cose la realtà si deforma.

                Ed Includo:

                che tutto questo rientra in una situazione generale di totalitarismo elitario, pseudo democratico, con tanto di polizia dell’opinione (con il serio rischio che questa diventa reato), con mobilitazioni propagandistiche a tutti i livelli mediatici, diventa chiaro che avrai anche dalla tua le associazioni che epurano componenti non allineati per confermare le tue immaginazioni (dirai che non è vero, ma io non sono qui per convincerti…non mi interessa minimamente).

                Ricapitolando:

                se tu abbassi una cosa, l’altra prende evidenza. Se abitui la popolazione ha mangiare radici bollite, le carrube diventano una prelibatezza. Se hai lavorato per decenni a rovinare le famiglie , a distruggere il ruolo del padre, a creare generazioni senza padri profeti e guide …. viscidamente si può inserire ogni cosa (e lo puoi fare con gli “autorevoli studi” su misura ). A questo punto la solita obiezione diventa che è la società che si evolve. Può probabile, ritengo, che è semplicemente una società in crisi “umanamente” (diffusioni di droga, prostituzione, psicofarmaci, suicidi, aborti, eutanasia ne costituirebbero indicatori…ma non per te …ed infondo che te frega) sebbene efficiente tecnologicamente.

                Con questo, e concludo:

                dici solenni corbellerie, deformate narcisisticamente a tuo uso e consumo, indifferente a ciò che togli alla vita degli altri ecc.ecc.ecc (insomma le cose che ti dico sempre).

                • MicheleL scrive:

                  Adesso le angurie cubiche non sono più angurie? Perfino “geometrofobo”, no!
                  Non mi stupisce To.Ni che per lei la distinzione tra una cagna e una donna non sia importante, con i discorsi che abbiamo dovuto fare recentemente…

                  Le famiglie omogenitoriali le può (non) chiamare come vuole. La stessa strategia fu tentata con le coppie gay (c’era chi diceva “non siete coppie, siete un paio”… Mi viene ancora da ridere). Non funzionerà.

                  Le donne che si prestano per generosità a far nascere figli di coppie meno fortunate appaioni spesso nei media. Chiuda pure gli occhi anche qui.

                  Vengo al suo “tipo”:
                  – No, gli studi seri sono condotti paragonando famiglie simili. Quelli che usarano i single, i carcerati, i divorziati, furono appunto Regnerus e Cameron. Pensi un po’.

                  – Tutti santi i genitori etero, lo fanno “non per piacer mio, ma per dare un figlio a dio”, mica perchè vogliono avere un figlio per la gioia che dona.

                  – Vuole sufragare la sua ipotesi storico-geografica, trovi uno studio serio, sarò lieto di leggerlo. Mi pare di capire che lei dice che le famiglie omogenitoriali sarebbero come le altre perchè le altre sono peggiorate? Perchè allora non promuove un bello studio sui figli di famiglie cattoliche che vanno a messa tutti assieme tutte le domeniche? Magari potrebbe finanziarlo qualche istituto cattolico invece di provare a gettare fango su alte famiglie. Sarebbe molto interessante, ne sono sicuro.

                  A me sta a cuore moltissimo il degrado sociale, è un grave problema. Ma deriva dall’egoismo, dall’accumulo iniquo di ricchezza, dal consumismo, non di certo dall’amore serio e responsabile di alcune coppie che lottano semplicemente perchè questo loro legame venga reso noto a tutti con doveri e diritti che agevolano le altre coppie.

                  Tanto per aggiungere anche una ulteriore osservazione, ci sono studi che documentano come i figli di coppie di colore abbiano più difficolta a scuola, con le droga, con la violenza…Ma a nessuno verrebbe in mente di dire che gli Obama sono una cattiva famiglia. Per cui, dato che lei dimostra in questo messaggio una così sottile capacità analitica, la invito a riflettere che se anche uno studio trovasse differenze tra famgilie etero e omo-genitoriali, bisognerebbe normalizzare per fattori non omogenie a tutte le famiglie (i.e. ogni famiglia fa caso a sè, ecco perchè abbiamo assistenti sociali per decidere la migliore famigli per l’adozione e non un sistema automatico).

                  Concludo:
                  lei continua a cercare senza alcun argomento concreto di opporsi alle evidenze socialie e scientifiche e lo fa in modo maldestro che denota il contrasto tra un intelletto che è presente in modo innegabile e una gabbia dogmatica che le impedisce di ragionare. Cerca pure, un po’ comicamente, di fare una psicanalisi a me, ma non si rende nemmeno conto che anche se riuscisse a “dimostrare” che io non posso essere un buon genitore, questo non le servirebbe a nulla; varrebbe per me e non per tutta la grande comunità di famgilie omogenitoriali che lei purtroppo ha così tanto in astio.
                  Ma immagino che comunque le farebbe piacere vincermi personalmente, no? Una bella coccarda del primato morale, magari! E poi sono i quello narcisista. Certo To.Ni, certo :)

                  • To.ni scrive:

                    Caro MicheleL

                    Noto un tono di malinconia nel tuo post, non stemperato dal vacuo tentativo di battute ironiche. Questo mi rattrista non poco per cui considera la mia risposta un fraterno abbraccio consolatorio, benché fermo nell’intendo ad esortarti ha ricuperare una dimensione non omo, ma umana.

                    Le angurie in natura non hanno una forma cubica, questo fortunatamente permette tante cose, prima di tutte una migliore esposizione al sole che, credimi, si riflette nel gusto. Per cui amo i cubi, gusto le angurie contrariamente da te che opteresti, per motivi ideologici, all’anguriarcobaleno (o anguriagayezzizzata )

                    Le famiglie omogenitoriali io non le chiamo come voglio ….. no …non le chiamo proprio.

                    Le donne che appaiono sui media, che si prestano per generosità a “far nascere figli di coppie meno fortunate”, sono un pulviscolo insignificante, cercate e presenti appunto sui media solo per scopo promozionali. I media invece parlano meno (vicino allo zero) del grande commercio di uteri, ovuli e seme (ovvero non fanno percepire la “realtà”). Te lo sussurro con delicatezza nell’orecchio…Vergognati a mentire a te stesso ed a me in questo modo.

                    Torno al “tipo”:

                    In rapporto alle tue considerazioni sul “tipo” ti dico che dici palesi falsità
                    perché non si sognano minimamente di confrontare campioni simili. Quindi di base o sei un imbroglione (non voglio crederlo) o semplicemente “non vedi” i dati (ipotesi narcisismo), perché come sono in grado io di sapere come sono state condotti gli studi lo devi essere tu. Ma oltre ciò, come ho avuto milioni di volte affermato, io ho ser dubbi sulle modalità con cui vengono condotti gli “studi seri” per la mia naturale diffidenza nei confronti delle scuole di psicologia comportamentistiche e/o derivati. Tu mi dirai che non sono “autorevole” per sostenerlo…io penso che ragiono con la mia testa e … mi basta.

                    I genitori etero non sono tutti santi, oggi meno che mai, dato che la famiglia ha subito culturalmente, socialmente e (non ultima) economicamente attacchi vergognosi da decenni. Mi sono limitato a dire che la patologia odierna della famiglia serve come chiave per dire che i figli ai gay si possono dare…tanto peggio di così. Tu hai interpretato capziosamente le mie parole.

                    Sulle ipotesi storico-geografica, dici che devo trovare uno studio serio? Deve avere il visto di autorizzazione arcigaioso?

                    Non basta purtroppo, per essere buoni cattolici andare a messa. Ma andare a messa ti offre fortunatamente, grazie alla possibilità dei sacramenti una chance. Ma non parliamo di questo, non voglio peggiorare con la blasfemia le tua precarie condizioni

                    A te sta a cuore il degrado sociale ma non vuoi capire che quello che porti avanti è una sua conseguenza, un frutto. Spero che un giorno la smetti con la farneticazione di moralizzare la ricchezza tramite la politica. Creeresti mostri che sarebbero incontrollabili perché non è possibile ad un uomo coercizzare la mente per domarlo (Tranne che non vuoi un ebete).

                    Tanto per commentare le ulteriori osservazioni:

                    Una famiglia di colore al pari di una famiglia di bianchi, gialli ecc se non sono in condizioni di penuria, non solo materiale, ma psicologico e morale è possibilmente migliore di quella di Obama (anzi senza probabilmente). Tutte le famiglie hanno la stessa struttura. Ma questo non c’entra affatto con il nostro discorso perché non puoi trattare in maniera uguale realtà diverse. Non c’è nulla di normalizzare. C’è solo un esproprio vergognoso in nome di un diritto inventato che priva un bambino di una realtà umana complementare e ricca (tu, o io, maschio, non riuscirai mai a sostituire una mamma) .

                    Concludo:

                    io ho argomenti seri e concreti, e con evidenze sociali e scientifiche oggi calpestate con il ricorso alla “forza” dell’obbligo del politicamente corretto (anticamera della polizia a guardia dell’opinione). A differenza di te non prevarico sul significato delle parole dell’interlocutori, non mi pongo il problema di vincere (che vuol dire “vincere personalmente”?) tant’è che a differenza di te non assumo mai toni trionfalistici.

                    Ma una cosa mi preme esprimerti e credimi sono profondamente serio e convinto di quello che scrivo:

                    Nessun essere umano (etero o gay) può essere un “buon genitore” se per esserlo è disposto ad umiliare un’altra persona con un prezzo per farsi mettere a disposizione il corpo per una gravidanza o per avere degli ovuli. Non importa neanche se i soldi non servono per beni di prima necessità o per comprare l’ultimo smatphone (mi risulta che molte ragazze vendono ovuli per motivi simili). Non importa neanche che avvenga con consenso e senza corrispettivo (ipotesi per me remota) perché solo una condizione di alienazione non ti permettere di cogliere quello che porti dentro per consegnarlo ad altri. E dall’altro lato solo una condizione di egoismo accetta che una persona esponga la sua vita anche ad un pericolo (anche se remoto) in virtù di un desiderio. Questo perché non puoi amare un figlio se non ami il prossimo e lo riduci ad un tuo mezzo.

                    Questo è sicuramente il più grande dei miei dogmi, ma non teme autorevoli studi anzi, ride di essi.

                    Un abbraccio

                    • MicheleL scrive:

                      Grazie per l’abbraccio To.Ni, lo ricevo volentieri e lo ricambio stringendo un po’ di più (giusto poco poco), per comunicarle la tenerezza che mi fa il modo che ha di non capire come mi sento. Ma va benissimo così, lei mi piace (dimensione sempre umana, certo, certo).
                      Sono contento che le piacciano le angurie, piacciono anche a me. Spero che un giorno non si svegli proibendo di coltivare angurie cubiche o di chiamarle angurie.
                      Come spero non si metterà a picchettare sotto le finestre di donne generose che conducono gestazioni senza scopo di lucro per coppie meno fortunate.
                      Uno studio serio ha per lo meno un fattore di impatto e i suoi autori (meglio se più di uno) dichiarano conflitti di interessi, tipo aver ricevuto 700.000$ da un istituto di promozione ideologica.
                      La redistribuzione della ricchezza avviene già oggi con le imposte progressive. Se oggi non si riesce a fare di più è perchè la popolazione è corrotta dall’illusione della ricchezza, che difende assieme agli interessi dell’oligarchia economica. Lo ribadisco senza alcun timore di poter essere smentito: ogni ricchezza che travalica l’utilità personale e comporta una rilevanza politica deve essere considerata immorale. Il fatto che non lo sia è oggi al cuore di problemi sociali in occidente.
                      Mi cita uno studio dal link che trova postato da me tra i commenti in cui i campioni comparati sarebbero diversi tra omo ed etero? Lei ha seri dubbi, so che lei è una persona seria, ma i suoi dubbi lo sono di meno. Io non ho mai chiesto a nessuno di credermi in base alla serietà dei miei dubbi, ma ho sempre aggiunto i motivi (e.g. campione con carcerati e prostitute). Come le dico da tempo, in assenza di elementi, la sua rispettabilissima opinione resta tale e vale in quanto tale.
                      Poi se la sua mera opinione basta a lei, son contento per lei. Ma se millanta “milioni” di conferme, scrive “io ho argomenti seri e concreti, e con evidenze sociali e scientifiche” e si stupisce che referendum con quello irlandese vanno come vanno, temo che la sua opinione non le basti davvero…Infatti la sua definizione di “penuria morale” è una patente del piccolo despota per lei, che così può fare (e far fare) quello che le pare.
                      Altri passaggi funambolici: comparare ovuli ed embrioni (chissà cosa pensa della masturbazione!), paragonare il mero rimborso alimentare al lucro, e infine (perla) cercare la giustificazione alla condanna della gestazione per altri con il rischio della vita della partoriente: se così fosse considerato che il primo parto è più rischioso del secondo, sarebbe meglio far avere un secondo figlio con la gestazione per altri a donne in salute che hanno già partorito, piuttosto che “far rischiare la vita” a donne (e pure ai feti) che non hanno già avuto una gravidanza.
                      Cordata sugli specchi la sua oggi. Stia attento a non scivolare, sa che le voglio bene!

                    • To.ni scrive:

                      Ti ho risposto.
                      Se lo pubblicano …. fallo leggere al senatore.

                • AndreaB scrive:

                  Nessun problema. Ho già bisogno di riposare un po’.

      • SUSANNA ROLLI scrive:

        Fantomatica agenda gender? AH! AH! AH! AH! AH!

  3. Emanuele scrive:

    Mi preme riportare alcune riflessioni stimolate dal nostro amico Michele L.

    1. La visione che ha Michele della gravidanza mi pare decisamente riduttiva. La donna è solo una specie di incubatrice, in attesa di trovare un sostituto tecnologico (grazie ai “miracoli ” della medicina). Un contenitore di esseri umani da donare al miglior offerente.

    Ma la realtà è ben diversa, la madre, durante la gestazione educa il figlio, lo introduce alla realtà. Il suo corpo filtra il mondo esterno e lo comunica al figlio, prima chimicamente, poi tramite i sensi.

    Prestigiosi studiosi (spero che piacciano anche al nostro amico Michele ) hanno mostrato come la vita della madre in questi 9 mesi è determinante per lo sviluppo del bambino, tanto da influenzarne tutta la vita futura. Non solo la vita fisica (salute, metabolismo, etc.) , ma anche quella psicologica.

    Questo perchè il cervello in formazione si struttura su gli stimoli trasmessi dalla madre. Così anche i sentimenti che la madre nutre verso il bambino sono fondamentali e plasmano il suo inconscio.

    • al abd zibibb scrive:

      Se non si vuol capire come si e’ arrivati a tutto cio’, e’ inutile discutere. La inversione dei fini del matrimonio – dalla priorita’ della cura della prole a quella dell’amore tra marito e moglie- e’ la radice del problema.

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Mentre tutti sono sotto l’ombrellone, la Casa varesina presenta le ultime due moto che mancavano all’appello dell’Euro4: le F3 (675 e 800) e la Dragster 800 RR. E con l’occasione…

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La fame del colosso indiano Bajaj sembra non avere fine: dopo aver conquistato il 49% del Gruppo KTM, ora punta a un noto Marchio inglese. Nasce così la partnership (commerciale) Triumph e Bajaj

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Black Jack, come il gioco d’azzardo che coinvolge banco e giocatori. In questo caso, però, il ruolo del casinò viene interpretato dalla Opel e l’oggetto del desiderio non è il classico “21”, bensì la city car Adam in edizione speciale. L’inedito allestimento Black Jack, che esalta l’inclinazione alla personalizzazione tipica dell’utilitaria tedesca, porta in dote […]

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Dopo il successo ottenuto con la 300, Beta allarga ulteriormente la gamma delle enduro “facili”: ora è il momento della Beta XTrainer 250, moto facile per alcune soluzioni ma comunque capace di grandi cose

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