Google+

«Il Premio Strega non avrà valore finché decideranno le case editrici»

aprile 19, 2012 Daniele Ciacci

Martedì scorso la mancata assegnazione del Pulitzer ha fatto scalpore. Per Ermanno Paccagnini, docente di Letteratura contemporanea all’Università Cattolica, in Italia non sarebbe mai successo. «Il Premio Strega – dichiara a tempi.it – è sorretto dalle case editrici, che usano ragioni extraletterarie e minano la qualità del prodotto».

Il Comitato esecutivo del Premio Strega ha selezionato la rosa dei dodici candidati che parteciperanno al concorso. È di due giorni fa la notizia del mancato conferimento del premio Pulitzer alla narrativa, il più importante riconoscimento letterario degli Usa. Nessuna delle opere finaliste – tra cui svettava Il re pallido di David Foster Wallace – era all’altezza di ricevere la preziosa medaglia. Tempi.it discute dei due premi con Ermanno Paccagnini, professore di Letteratura contemporanea all’Università Cattolica e giurato del Campiello.

Perché non è stato assegnato il Pulitzer alla Letteratura?
In realtà, le vicende sono più complicate di quel che sembrano, e bisogna conoscerne i tanti contenuti. Il mancato riconoscimento è legato non tanto al valore dell’opera in sé, ma alle caratteristiche del Pulitzer in quanto tale, sempre atto a premiare opere vicine all’attuale situazione americana. Secondo quanto ho sentito dagli esperti, il problema è che non ha convinto la lontananza dalla realtà. Almeno, questo è quello che mi è capitato di leggere.

Cosa pensa dello Strega?
Ho un’opinione negativa, almeno fin quando rimarrà il vizio di forma che vuole che le case editrici stesse decidano quali libri del loro catalogo partecipano. Di conseguenza, la scelta è viziata da una serie di ragioni extra-letterarie che minano la qualità. Spesso è capitato che le schede di presentazione dei libri fossero compilate dalle stesse case editrici e non dagli “amici della domenica”. Poi può esserci la fortuna, avvenuta in certi casi, che il vincitore sia anche un valido scrittore, ma è raro. Se la case editrici di medie dimensioni propongono il testo migliore, per le grandi aziende le scelte sono strettamente di mercato.

Ci vorrebbe una giuria popolare?
Il meccanismo dei premi è sempre balzano. Non basta una giuria popolare per riuscire a decretare l’oggettiva qualità di un testo. Una giuria di tal fatta può ribaltare le graduatorie previste, ma può anche valorizzare le opere brutte. Ogni tanto spunta qualche testo miracolosamente bello e apprezzato dal popolo. Certo, proponendo a una giuria popolare dei titoli preselezionati da una giuria di “addetti ai lavori”, limiti la scelta a opere ritenute valide. Al contrario, se la giuria è unicamente di “tecnici” – di letterati e di editori – c’è il rischio opposto, ovvero che si creino valutazioni che hanno come radice altro rispetto al merito.

twitter: @DanieleCiacci

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.

L’Osservatore Romano

L'Osservatore Romano

Tempi Motori – a cura di Red Live

La Corsa si arrabbia, passa in visita al reparto OPC e ne esce più cattiva che mai. 207 cv e 0 - 100 km/h in 6,8 secondi sono il suo biglietto da visita. In vendita da Giugno a 21900 euro.

La crossover francese è proposta in due allestimenti speciali caratterizzati dalla verniciatura satinata e da una dotazione di serie decisamente ricca. Prezzi da 23.310 euro.

RS, Renn Sport, ovvero il turismo sportivo secondo BMW. Questa sigla storica torna a campeggiare su una sport touring dedicata a chi guida la moto stradale a 360 gradi. Base di partenza la naked R1200R, con interventi mirati all'uso più ampio della moto. Costa 14.650 euro chiavi in mano, ma… come sempre, alcuni optional obiettivamente irrinunciabili fanno lievitare un po' il prezzo

La sportiva americana celebra i successi della “sorella” da gara adottando di serie il pacchetto Z07 Performance. Ai freni carboceramici Brembo si accompagna il V8 6.2 SC da 659 cv.

La concept tedesca anticipa lo stile delle future berline VW e adotta un sistema propulsivo ibrido plug-in da 245 cv che le consente di scattare da 0 a 100 km/h in 8,6 secondi percorrendo oltre 43 km/l. Lo Chauffeur Mode programma la vita del guidatore.

Speciale Nuovo San Gerardo