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«Il diavolo esiste e bisogna parlarne. Oggi si diffonde attraverso ideologie, individualismo e relativismo»

maggio 11, 2015 Benedetta Frigerio

Intervista all’esorcista padre Cesar Truqui: «Il diavolo separa sempre e contrappone un Gesù buonista a una Chiesa cattiva, che non lascerebbe all’uomo la libertà di fare ciò che vuole»

Cresce il numero di persone che chiedono aiuto agli esorcisti. E sempre più sacerdoti sono interessati a sapere come si esercita questo ministero, complice anche la predicazione di papa Francesco. Il mese scorso, presso l’università romana dei Legionari di Cristo, Regina Apostolorum, si è tenuta la X edizione del corso “Esorcismo e preghiera di liberazione”. Fra gli organizzatori c’era padre Cesar Truqui, esorcista che vive fra Italia e Svizzera e che ha spiegato a tempi.it le forme più palesi con cui il demonio agisce nella nostra società. E come «è semplice prevenirlo. Se ci credi».

«Tanti pensano che il diavolo sia un mito», ha detto papa Francesco in una delle molte prediche a Santa Marta in cui ha parlato del demonio. Sotto quali forme si presenta oggi?
Il demonio agisce sempre allo stesso modo. Non ce ne accorgiamo se non siamo allenati a combattere. Il modo più subdolo è la tentazione: il santo viene tentato nella sua santità, il peccatore nel suo peccato. Questo è il modo più comune. Ce n’è poi un altro molto diffuso ai nostri giorni: si chiama relativismo. Gesù nel Vangelo di Giovanni definisce il diavolo come il “padre della menzogna”, perché ci convince che dobbiamo essere noi a decidere cosa sia bene e cosa male. Ci persuade che non esista un bene oggettivo. Oggi questa visione è imposta globalmente e non a caso Benedetto XVI parlava di “dittatura del relativismo”: data l’impossibilità di stabilire con sicurezza cosa sia bene e male per tutti, è qualcun altro a scegliere cosa è lecito e cosa no, cosa è reato e cosa no.

È giusto parlare del diavolo? Anche ai giovani e ai bambini?
L’esperienza di un amico, prete di una parrocchia di montagna frequentata da molti bambini, spiega bene perché è importante parlarne. Durante il catechismo, lui parte dal racconto della Creazione contenuto nel primo libro della Genesi e poi, quando arriva al terzo, spiega la caduta dell’uomo tentato dal demonio, che definisce così: una semplice creatura che si è ribellata a Dio. Nascondere l’esistenza del diavolo mette in pericolo la fede, perché senza una comprensione di chi sia e della sua opzione che porta alla dannazione, non si può nemmeno comprendere l’incarnazione e la Chiesa per salvarsi.

Perché?
Se non esiste il diavolo, perché Dio si sarebbe dovuto incarnare? Nella prima lettera di Giovanni si legge che Gesù è venuto per distruggere le opere del demonio. Questo passaggio è fondamentale per capire il mistero salvifico di Cristo. Il mio amico parroco spiega poi come si fa a sconfiggere il male, parlando loro degli angeli o di Maria, la creatura più umile, chiamata a sconfiggere quella più superba. I bambini non hanno paura, anzi capiscono perfettamente che basta stare dalla parte di Dio onnipotente, contro cui nessuna creatura può nulla.

Secondo il Papa, il demonio cerca di distruggere la famiglia che «non è mai stata così tanto sotto attacco». Come la colpisce e perché?
La nostra società è stata sedotta tramite le ideologie, stili di vita e pensiero individualisti. Si crede, ad esempio, che se non mi piace più mio marito, divorziare mi farà stare meglio. Dimenticando le conseguenze sui figli e sulla società. Questa mentalità contraria alla famiglia è congeniale al diavolo: lui sa bene che un uomo solo e senza punti di riferimento è manipolabile e instabile. Ancora oggi, che ho più di 50 anni, solo pensando a mia madre e mio padre, che si amano da sempre, trovo conforto e coraggio. Al contrario, i figli dei separati sono più fragili e incerti. C’è poi un demonio specializzato nell’attacco alla famiglia, citato anche nel racconto di Tobia, si chiama Asmodeo. In tanti esorcismi si fa presente. Lo ricordo in quelli di padre Gabriele Amorth e padre Francesco Bamonte, a cui ho assistito. Mi viene in mente una coppia di ragazzi molto unita che voleva sposarsi, nonostante lei dovesse sottoporsi ad esorcismo per liberarsi. Il demone era infuriato e intimava a padre Amorth di impedire il matrimonio altrimenti avrebbe ucciso la ragazza. Ovviamente era una minaccia del mezognero, infatti non avvenne.

Quali sono oggi i mezzi principali usati dal diavolo per indebolire la fede?
Le ideologie, la tecnologia e tutti i mezzi audiovisivi per la forza di propagazione che hanno e per le idee che oggi veicolano. Il mezzo più potente è internet. Perché se la tv è più facilmente governabile e spesso si guarda insieme, internet è uno strumento che si usa da soli: nella solitudine davanti al proprio pc si può avere accesso a tutto senza limiti o controllo.

Per quanto riguarda le ideologie, quelle contemporanee non negano l’esistenza di Gesù, ma lo separano dal magistero della Chiesa, dal creato, dalla natura. Come mai?
È più facile separare e distorcere l’immagine di Dio, che negarne l’esistenza. Il diavolo separa sempre e contrappone un Gesù buonista a una Chiesa cattiva, che non lascerebbe all’uomo la libertà di fare ciò che vuole. A chi pone questa dicotomia bisogna proporre di leggere il Vangelo seriamente, per capire chi è Cristo. Solo così scompare l’immagine buonista di Gesù che tanti dipingono. Lui, infatti, è misericordioso con i peccatori, tanto quanto è intransigente con il male e il peccato da cui cerca di liberare l’uomo. C’è poi un altro errore che deriva da questo: pensare che se accantonassimo la verità per accogliere le persone, riempiremmo finalmente le chiese. Invece è vero il contrario. Oggi è ben visibile che più la Chiesa diventa “mondana”, più il mondo se ne allontana.

«Il diavolo c’è e dobbiamo combattere contro di lui (…). Non è un semplice scontro, no, è un combattimento continuo», ha detto sempre il Papa. Quali mezzi abbiamo per combatterlo prima di ricorrere agli esorcisti?
Per accorgerci delle tentazioni quotidiane, crescenti e diffuse a causa del contesto sociale, e per superarle, i mezzi sono quelli che ci ha lasciato Gesù, venuto a salvarci per stare con Lui: in fondo è semplice prevenirlo, basta la frequenza ai sacramenti dell’Eucarestia e della Confessione, la preghiera quotidiana e il Rosario.

Insieme alle forme di male comune, crescono anche i casi di possessione che richiedono l’esorcismo. Come mai?
Sicuramente aumentano le sette, ma sopratutto la superstizione e un vuoto dati dall’ateismo. Le persone sono così spinte a cercare risposte da maghi, fattucchieri, indovini o nei riti esoterici in generale. Questi sono più pericolosi della droga o del libertinaggio e nella Bibbia sono proibiti da Dio stesso, perché lì agisce solo il diavolo. Ad esempio, se ne parla nel Levitico (19,26): «Non praticate né la magia né la divinazione». Ma anche nel Deuteronomio (18,10-12.14.20): «Nessuno pratichi la divinazione o cerchi di indovinare il futuro, nessuno eserciti la magia, né faccia incantesimi, o consulti spiriti e indovini; nessuno cerchi di interrogare i morti. Chiunque fa queste cose è considerato dal Signore una vergogna. A causa di tali pratiche vergognose il Signore, vostro Dio, scaccerà quei popoli davanti a voi. I popoli di cui state per occupare il territorio ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma a voi il Signore, vostro Dio, non permette di agire così. Se un profeta avrà la presunzione di dire in mio nome qualcosa che non gli ho comandato di dire, o parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà essere messo a morte». Poiché in questi atti agisce solo il diavolo, Dio non può intervenire nel momento in cui vengono compiuti, altrimenti ci sarebbe contraddizione. Ricordo che anche le pratiche diffuse come la New Age e il Reiki sono altrettanto pericolose, dato che tramite queste si invocano gli spiriti.

Sono queste le cause del bisogno crescente di esorcisti?
Sì, ma c’è anche una grave carenza: sebbene l’esorcismo sia un ministero sacramentale, in seminario non se ne parla, non viene insegnato. I sacerdoti si accorgono però del bisogno crescente a cui non sanno come rispondere. Per questo il corso di sei giorni che abbiamo chiuso alla fine di aprile, vede una partecipazione sempre maggiore di preti e laici. Quest’anno c’erano ben 150 sacerdoti.

Che effetti ha la predicazione di Bergoglio?
Per noi latino-americani la sua predicazione è normale. Parla del diavolo naturalmente, come un parroco che ha davvero a cuore le sue anime. Un occidentale percepisce queste cose come lontane purtroppo, ma l’insistenza del Papa ha effetti positivi, perché svela come stanno le cose.

Foto Ansa


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3 Commenti

  1. Nicoletta scrive:

    Io credo che c’è e va rispettato

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