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Il caso Eschliman, licenziato dal suo giornale per aver criticato la “bibbia gay”. Sul suo blog personale

luglio 31, 2014 Benedetta Frigerio

Caporedattore del Newton Daily News, è stato cacciato per le sue opinioni ritenute “omofobe”: «Compromettono la nostra reputazione». Il giornalista ha sporto denuncia per «discriminazione religiosa»

Bob-EschlimanHa scritto che è in atto una «dittatura gender», giocando con le parole e scherzando sull’azione da “Gaystapo” dagli attivisti Lgbt che hanno pubblicato la Queen James Bible, una versione della bibbia modificata «per evitare interpretazioni “omofobiche”». Per questo Bob Eschliman, quarantenne caporedattore del quotidiano dell’Iowa Newton Daily News, è stato licenziato. Il giornalista, che ormai da due anni aveva assunto l’incarico di responsabilità all’interno del giornale, ha espresso le sue opinioni sul suo blog personale e fuori dall’orario di lavoro, ma questo non è servito a salvargli la carriera.

LA FRASE CONTESTATA. Tutto è cominciato quando il giornalista ha scritto che gli autori della bibbia arcobaleno «vogliono rendere la loro natura peccaminosa “accettabile a Dio”». Accusato di “omofobia” da esponenti della comunità gay, il 6 maggio Eschliman è stato licenziato dal gruppo Shaw Media, proprietario della testata, perché – si legge nell’editoriale di spiegazione pubblicato dal Newton Daily News – con le sue opinioni «ha compromesso la reputazione del giornale e la sua capacità di condurlo».

«IO DISCRIMINATO». Per tutta risposta Eschliman, dipendente del quotidiano da 16 anni, ha denunciato il gruppo per «discriminazione religiosa», sicuro di essere stato allontanato «per la mia identità di cristiano evangelico che crede nelle Sacre Scritture e nella visione biblica del matrimonio». Il giornalista inoltre ha chiarito che i suoi datori di lavoro erano a conoscenza del blog, tanto che al momento dell’assunzione «mi dissero che non c’era alcun problema»: se voleva condividere le sue opinioni personali con il pubblico Eschliman poteva farlo. Anzi, ha spiegato l’ex caporedattore, «i miei datori di lavoro ci hanno sempre incoraggiato a usare i social media a livello personale e so di molti altri dipendenti che lo fanno». Il giornale «non ha mai avuto una politica proibitiva rispetto ai blog personali, a Twitter, a Facebook o ad altri social network».

DUE PESI E DUE MISURE. Shaw Media media nel frattempo ha messo le mani avanti spiegando già a maggio che «qualcuno che ci criticherà e citerà erroneamente i diritti di Mr. Eschliman garantiti dal Primo emendamento» ma così come «lui ha il diritto di esprimere la sua opinione, anche noi abbiamo il diritto di selezionare i redattori che crediamo rappresentare al meglio la nostra compagnia». Resta il fatto che il giornalista è stato buttato fuori per idee esternate come proprie, e non attribuibili alla testata: «Sono stato licenziato solo per aver mostrato e parlato sinceramente delle mie convinzioni religiose sul mio blog personale e fuori dall’orario di lavoro», ha rimarcato spiegando le ragioni della causa legale avviata. Con un’aggiunta preoccupante: l’editore Shaw Media, ha rivelato Eschliman, «mi ha detto che in futuro non assumerà più nessuno che abbia convinzioni religiose simili alle mie».

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38 Commenti

  1. Galcian79 scrive:

    Situazione controversa.
    Faccia causa alla testata, si faccia risarcire svariati milioni di dollari e poi si faccia assumere dalla testata Tempi.
    Di più posso offrirgli soltanto la mia sincera solidarietà.

  2. Carlo2 scrive:

    @ Eric: ovviamente non hai letto l’articolo, dato che c’è scritto chiaramente che le frasi incriminate sono state postate sul blog personale di Eschliman e fuori dall’orario di lavoro, non sulla testata per cui lavora, contrariamente a quanto – mentendo – affermi tu. Quindi mi aspetto che, come scrivi tu stesso, “ti unisca al nostro sdegno”.

    La differenza rispetto alla vicenda dell’insegnante sta nel fatto che, secondo la versione della scuola, le sono stati chiesti chiarimenti non “per quel che si presume sia”, bensì rispetto a “lamentele espresse da alcuni genitori, alunni e colleghi, riguardo ad alcune sue affermazioni in classe”, ossia sul posto di lavoro (ove è tenuta ad attenersi al progetto educativo della scuola).
    Prima di cavalcare questa faccenda, aspetta almeno di avere qualche certezza riguardo a come siano davvero andate le cose.

    • Galcian79 scrive:

      Credo che difficilmente le due vicende si possano mettere sullo stesso piano.
      Shaw Media non è finanziata dallo Stato.

      • cosimo scrive:

        scusi sig. Galcian79 , secondo lei tutto quel che è finanziato dallo STato deve essere rigidamente neutrale e senza identità (mi pare che sia questo il ragionamento sotteso). Mi spiega come mai le editorie politiche, i partiti, le associazioni di varia tendenza (comprese quelle lgbt) lo sono sotto forma di sgravi contributivi o contributi diretti eppure hanno una identità molto ben precisa? Non è che è lei che fai due pesi e due misure? Per la scuola neutralità senza identità per tutto il resto ognuno come la pensa con i finanziamenti statali?

      • Carlo2 scrive:

        @Galcian: pensavo di esswere stato chiaro, ma mi sarò spiegato male: sono il primo a sostenere che le due vicende siano completamente diverse (anche se per motivi diversi da quelli che porti tu)

        E’ stato Eric a metterle sullo stesso piano (scrivendo tra l’altro cose false), ed io gli ho risposto. Spiegalo a lui e a Raffaele che le due cose non sono confrontabili.

  3. Bifocale scrive:

    Un po’ come succederebbe alla Frigerio se scrivesse un articolo nel quale non demonizza e parla male degli omosessuali (tranquilli, da questo punto di vista su Tempi ha una carriera ssicurata).

    • giovanna scrive:

      che linguaggio da parrucchiera ! parla male degli omosessuali !
      poveri omosessuali, ridotti a cotanti falsi e interessati paladini !
      casomai Tempi pubblica coraggiosamente qualcosa che non è appiattito totalmente sull’ideologia gay !
      intanto in home page sul corriere la lacrimevole storia della figlia di Vecchioni che ha comprato una bambina alla romana e ora che si separano la compratrice non è tutelata ! non le ridanno manco i soldi indietro ! del padre, naturalmente non si fa menzione !
      che vita piagnucolosa, quella del gay !
      ( proprio non vi date pace che Tempi, insieme a pochissimi altri, non si adegui al vostro totalitarismo piagnucolone ! )

      • Giannino Stoppani scrive:

        Che significa la frase “linguaggio da parrucchiera”?
        E’ l’equivalente in vestina rosa del “linguaggio da bar” o fa riferimento ad un particolare modo di esprimersi delle acconciatrici?

        • giovanna scrive:

          Ma sì, l’equivalente di linguaggio da portinaia o linguaggio da prima media, chiedendo scusa a parrucchiere, portinaie e bambine di prima media ! Che magari non è detto che “parlino male ” di nessuno né che dicano che quello o quell’altro “parla male ” di quello e quell’altro e manco che frignino ! Buuuu, la mia vicina ha parlato male della sorella di mia cognata…buuuu e io faccio la spia…:-)

          • Giannino Stoppani scrive:

            Pensavo fossi caduta nella trappola infida della parrucchierofobia. :-)
            Mi pareva interessante però notare che una che fa un mestiere come l’acconciatrice per signora e si intrattiene con la cliente anche per tempi lunghetti, deve pur chiacchierare di qualcosa per evitare che il cliente medesimo si tedi, tuttavia generalmente cerca di arginare le malelingue per scongiurare il pericolo che la cliente si senta il prossimo bersaglio.

    • Toni scrive:

      Si però ti lamenti se una suora licenzia una professoressa lesbica (tra l’altro non essendoci certezza dell’accaduto) . Li tiri in ballo la vita privata della lesbica è differente dall’attività professionale, la discriminazione e tutte le altre belle cose …. che mostrano la tua sfasatura visiva .

      Se Tempi ti censurasse….. sempre, ti piacerebbe?
      Scrivere (privatamente) che modificare 8 versi della bibbia è una merdata …. è criticabile in qualche luogo senza rischi, ed a quali condizioni?.(questa per me è una domanda fondamentale … sapere se si può dire che pure i gay fanno cxzzxtx)
      Se lo facessi io, che lavoro con lo stato, meriterei il licenziamento?

      • Toni scrive:

        Ma che razza di algoritmo blocca un post moderato come il mio indirizzato a Bifocale?
        Che ci moderate?

  4. Giovanni Cattivo scrive:

    Pensatela come volete, ma pensatela sempre allo stesso modo. Una suora ha diritto ad informarsi sulla vita privata di un insegnante della sua scuola prima di rinnovare il suo contratto (almeno questo è successo certamente a Trento)? Un pasticcere bigotto può rifutare la torta ad un matrimonio gay? Un fotografo baciapile può rifiutare il servizio fotografico? Due albergatori biascicaostie non vogliono gay nel loro B&B? E cosa ci trovate di strano nel fatto che un giornale con linea editoriale laica non voglia beghini tra i giornalisti?

  5. Filomena scrive:

    Dobbiamo difenderci dalla violenza gay che ha preso il potere in occidente. Prima che i gay chiudano gli oppositori nelle camere a gas urge una riscossa civile contro il nuovo nazismo

  6. ftax scrive:

    Alla fine Bob Eschliman può essere ancora contento.
    La sua geniale sintesi del fenomeno LGBT bucherà la Rete: GAYSTAPO!

  7. Giovanni Cattivo scrive:

    Qualunque cosa facciano i laici i bigotti riescono a far peggio :-)

    Tim Torkildson, social media strategist, è stato licenziato dalla Nomen Global Language Center, una scuola di inglese nello Utah, dopo aver messo sul blog un post di spiegazione della parola “omofonia”.

    Come riporta il Guardian, l’ormai ex dipendente voleva chiarire il significato di “omofonia”, cioè la relazione tra due parole che hanno significato diverso ma stessa pronuncia. Invece è stato rimosso dal suo ruolo di capo dei social media perché il preside ha creduto che il post potesse dare l’impressione di voler promuovere l’omosessualità.

    • giovanna scrive:

      Di solito, queste ricerche affannose dell’impiegato Giovanni per dimostrare le sue teorie, vengono smentite il giorno dopo.
      O sono panini col pollo omofobo , oppure ricerche serissime come quella di Melbourne che chiedeva ai compratori gay di bambini se la merce si trovava bene con loro o simili.
      E continuare ad insultare i credenti chiamandoli bigotti , ti mette sullo stesso piano di quelli che chiamano gli omosessuali con nomi non tanto carini: contento tu
      Tanto, la pagnotta te la guadagni stando comodamente seduto al computer, dei figli degli altri , e forse anche dei tuoi, chissene.
      Ma i lgbtxyz non ti mandano un pochino in ferie ? Cercare in rete tutte le notizie più inverosimili e insulse ti deve stremare un bel po’ !

        • Giovanni Cattivo scrive:

          Rameto, lascia perdere Giovanna è l’intermezzo comico di questo sito, comicità da farsa alla francese, ma cosa pretendi…Le sue gag migliori sono che qualcuno ci paga per postare qui e che io e te siam la stessa persona che cambia nick. Oggi la sua serotonina viaggia a passo di arica. aspettati venticnque righe di lamenti e ululati.

          • rameto scrive:

            Ah…..va be’.

            • Toni scrive:

              Il preside dice che non è vero… che pensi?

              • rameto scrive:

                Che mente! Visto che lo scambio di battute e risposte è stato postato sul blog e il preside dice testualmente “Now our school is going to be associated with homosexuality,”

                • Toni scrive:

                  Si…. ma lo dice Tim Torkildson…. il preside nega! Tim è la bocca della verità? Capisco che fai il tifo …. io no!

                  • rameto scrive:

                    Non faccio nessun tifo. Lo scambio di corrispondenza è stato pubblicato on line, cioè reso pubblico, e tutti hanno potuto leggere ciò che ha scritto il preside, che poi è la frase che ho messo tra virgolette proprio perchè parole sue, scritte di suo pugno….o forse sarà stato un hacker? Nega ma mente. Che poi qua non si tratta ne di omofobia ne altro, semplicemente il preside, che dirige una scuola di lingua inglese, ha avuto paura che la parola OMOFONIA, potesse essere scambiata per qualcosa che riguardasse i gay.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Dunque possiamo dedurne che chi ha licenziato Eschliman è affetto dallo stesso grado di ignoranza mista a pirlaggine di chi ha licenziato codesto Torkildson?

                    • rameto scrive:

                      Si, esatto. Sono entrambi dei pirla come dici tu, con una sottile ma importante differenza, Torkildson è una vittima di una “guerra” combattuta tra chi è pro e chi contro i gay, e in parte ne è vittima anche Clarke Woodge, il preside della scuola, visto che ha paura della paura omofonia e pensa che qualche pirla possa scambiarla per qualcosa che ha a che fare con i gay. Eschliman invece in parte è vittima, e in parte è una persona senza idee e senza palle visto che scrive parole come gaystapo, senza sapare una mazza cosa esattamente era la gestapo, come e per chi agiva, tendendo a mettere sullo stesso piano un’accozzaglia di dementi paludati e infervorati da un ideologia e un gruppo di persone normali, al cui interno ci saranno sicuramente dei dementi, ma non perchè gay ma perchè facenti parte della razza umana.

                    • Toni scrive:

                      @ Rameto

                      Sinceramente…. non conosco l’inglese, ho fatto delle traduzioni con Bing, ed ho inteso che non si tratta di corrispondenza , ma della versione del dialogo riportata dal Tim in un suo blog. Ho sbagliato?

                      Se è vero quello che dici tu il preside è indifendibile.

                      Eschliman – gaystapo ti faccio considerare che si tratta di una battuta (che può piacere o meno) ed i gay dovrebbero prenderla sportivamente dato che a chiunque muova loro delle obiezioni (indipendentemente dalla consistenza) sono equiparati ai nazisti-fascisti-negrieri del sud ecc.
                      Un caso significativo è Adam Smith (se non scrivo male il nome) … che a casa, privatamente su facebook,, ai suo amici, confida che non obietta nulla su i matrimoni gay “civili” ma non ritiene giusto la loro celebrazione in “chiesa” (c’era questo tema in Inghilterra). Ha rischiato il licenziamento, ha avuto una fortissima riduzione dello stipendio ed è stato naturalmente azzannato dalla comunità gay (con rara eccezione di un esponente a cui la cosa ha fatto particolarmente schifo e l’ha difeso pubblicamente e forse in tribunale).

            • Giovanna scrive:

              Guarda Giovanni multiplo, se passi tutto il tempo a cercare notizie farlocchi sui siti gay pure gratis, non ho parole !
              Eddai, sìì sincero, che la pagnotta lgbtxy te la guadagni onestamente, onestamente in senso gay, naturally !
              Cioè con minacce, insulti e offese ai malati di mente, ormai un must ,un gay-must !
              Vista poi la tua vantata esperienza di approfittare fisicamente di colleghe malate in crisi psicotica, direi che i conti tornano.

    • Toni scrive:

      Non è vero … nessuno fa peggio di voi. E per quanto ti riguarda per te è più giusto dire che tu preferisci vedere quello che ti conviene.

      Nella vicenda di Tim Torkildson c’è la sua parola e quella del preside … che nega. Non è un dettaglio da poco. Ti può piacere o meno ma è cosi.

      Ma tu preferisci credere quello che ti conviene.

      Tu sei peggio dei bigotti perché sei pronto a giurare il falso contro chi odi.

      Ti propongo la stessa domanda che faccio da tempo a Bifocale:

      Scrivere (privatamente) che modificare 8 versi della bibbia (o la Divina Commedia… perché gli imbecilli hanno pensato pure questo) è una merdata (lo penserei anche se fossi gay) …. è criticabile in qualche luogo senza rischi, ed a quali condizioni?.(questa per me è una domanda fondamentale … sapere se si può dire che pure i gay fanno cxzzxtx)

      • Giovanni Cattivo scrive:

        Certo che si deve poter dire senza rischi! Come si deve poter insegnare in una scuola paritaria anche se si è uniti civilmente ad una persona del tuo sesso o non si può essere cacciati da un B&B perché si è gay.

        • Toni scrive:

          Per la scuola paritaria, ricordo che c’è la parola della suora con la parola della professoressa. Del resto sei tu che hai affermato che tutti sono innocenti fino a prova contraria. Poi nella vicenda della scuola paritaria entrano altri elementi che si intersecano (proposta formativa della scuola, la legge, richiamo costituzionale, norme concordatarie) . Vediamo come va a finire.
          Sull’altro esempio ho forti dubbi sulla pertinenza degli stessi. Ti faccio un esempio: se vado in una macelleria musulmana , posso pretendere il diritto di acquistare delle salsicce di maiale? Se da pasticciere cristiano, a due clienti musulmani e che mi chiedono una torta con stilizzate 2 torri e la scritta w11set se mi rifiuto di farla …. discrimino? Se ad una festa dell’unità, anni 70, avessi chiesto di aprire uno stend cattolico che mostrasse i crimini contro l’umanità sovietici… al rifiuto potevo sentirmi un discriminato?
          In sostanza viviamo in un sistema così aperto che le salsicce di maiale posso comprarle in altre macellerie.
          Rispettando il credo mio e quello degli altri.

          • Giovanni Cattivo scrive:

            personalmente credo che si debba essere licenziati solo per giusta causa o goistificato motivo oggettivo e MAI

  8. Lucillo scrive:

    La dittatura omosessualista avanza a grandi falcate. Occorre organizzarsi al più presto se non vogliamo che questi fanatici dell’antiumanesimo ci tolgano financo l’aria da respirare.

  9. Giovankativo scrive:

    @ Toni
    Personalmete penso che si possa essere licenziati solo per giusta causa o giustificato motivo oggettivo, come prevede l’art 18 dello statuto dei lavoratoiri.E MAI per le proprie preferenze politiche, religiose, sessuali, culturali o sportive. Questo in generale.

    Se facciamo delle eccezioni per gli enti di tendenza le facciamo a ragion veduta senza largheggiare. Intanto devono valere solo per enti no profit( e infatti è così) problema: cosa significa no profit? Un partito, un sindacato, una chiesa, un’associazione culturale sono sicuramente no profit per definizione, ma una scuola o un giornale lo sono molto meno al contrario dei primi vendono un servizio, caratterizzato fin che si vuole, ma sempre un servizio, tanto che io posso iscrivere le mie figlie ad una scuola cattolica senza essere credente, magari solo perchè ha buoni insegnanti o, tipico il caso dell’asilo, perchè non c’è altro nelle vicinanze. Mentre sarebbe del tutto assurdo che uno si iscriva a Forza Nuova se è coimunista o alla CGIL se è un’imprenditore.
    No profit nel senso che non si distribuiscono utili lo sono anche le cooperative.

    Che un’ente di tendenza abbia il diritto di esigere un’adesione al suo programma ideologico che vada oltre alla diligenza del buon padre di famiglia nell’esecuzione dei compiti lo trovo giusto, ma con ragionevolezza. Del resto questo è per certi versi vero dappertutto. Io lavoro in un’azienda che si occupa di customer satisfation ed è uno degli osservatori privilegiati per vedere la pochezza della nostra classe imprenditoriale, non ha senso arrabattarsi in ricerche e formazione del personale per ottenere una migliore soddisfazione del cliente se non spendi abbastanza in personale ed attrezzature per dare un prodotto o un servizio decente. Però se le cose che vedo sul lavoro le scrivessi su un blog privato farebbero bene a mandarmi via. Ma per nessuna ragione possono imputarmi le mie idee politiche.

    Venendo a noi si tratta di decidersi, se una scuola paritaria ha il diritto di licenziare un professore che sul suoi blog privato difende i diritti dei gay un giornale ha il diritto di fare il contrario, una linea educativa non è diversa da una linea editoriale. Secondo me entrambi i comportamenti dovrebbero essere permessi, ma almeno si usi un solo peso e una sola misura. Se poi non sei neppure una azienda no profit di tendenza allora le tue convinzioni con il tuo lavoro non devono entrarci niente. E’ assurdo che una comune azienda commerciale non paghi ai suoi dipendenti l’assicurazione sanitaria per contraccezione ed aborto o che un normale albergo non accetti gay tra i suoi ospiti. Il caso della macelleria halaal è fuorviante, quelli la salsiccia proprio non ce l’hanno e non esiste nessuna norma che obblighi i macellai ad avere l’assortimento completo delle carni, ma se vendi un prodotto o un servizio devi vemderlo a tutti.

    • Giovanni Cattivo scrive:

      Dimenticavo se a un pasticcere chiedono una torta celebrativa dell’attentato alle Torri Gemellle lui deve chiamare i Carabinieri. Una cosa sono le idee un’altra l’apologia di reato. Per il terzo esempio vale quello che ho scritto su partiti, sindacati, chiese

      • Toni scrive:

        Credo che nella scuola paritaria cattolica entrano altre elementi che doverosamente devono essere presi in considerazioni e che vanno aldilà della semplice presenza di buoni insegnati. La legge che le istituisce garantisce la natura “identitaria” connesso con un proprio progetto educativo .
        Alle scuole paritarie private, incluse ovviamente le scuole cattoliche, “è assicurata piena libertà per quanto con cerne l’orientamento culturale e l’indirizzo pedagogico-didattico”, che è libertà di darsi un progetto educativo che può indicare “l’eventuale ispirazione di carattere culturale o religioso” (legge 62/2000 art. 1, comma 3). Su tale progetto gli alunni con gli “insegnati” hanno “accettato” di aderire . E’ chiaro che l’Amministrazione pubblica, che esercita funzione di controllo su una scuola paritaria deve vigilare che il progetto educativo non sia difforme con i principi costituzionali, e che il piano dell’offerta formativa sia conforme agli ordinamenti previsti dalle norme vigenti. Ma andare oltre a ciò è eccesso di potere.
        Il tenere un insegnamento od anche una pubblica condotta di vita in contrasto con tale “ispirazione” , pertanto, può costituire giusta causa di licenziamento (non mi riferisco solo ad un scuola paritaria cattolica, come è ovvio)

        Sull’episodio dell’insegnante e la suora, trattandosi di parola contro parola, se c’è abuso non sono io identificarlo, sono sempre estremamente prudente . L’abuso deve essere dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio … e su Tempi tanti giudizi espressi nella discussione sono da giustizia sommaria. In questa diatriba inoltre c’è l’elemento della scadenza del contratto che gioca un ruolo non indifferente.

        Sugli esempi che dire: ottima la tua osservazione sulle macellerie, e credo che nessuno cercherebbe una bislacca legge che imponesse un egualitarismo nella macellazione anche se in questo mondo (che un poco bislacco lo è) potrebbe trovare una logica anche questa ipotesi se i destinatari non fossero i musulmani.

        Ti faccio notare nelle mense scolastiche e nelle carceri si è attenti alle esigenze alimentari dei musulmani… lì la loro coscienza si rispetta …. stesso principio potrebbe trovare applicazione anche in altre situazioni, ma figurati. Poi conosci la storia del porcellino della banca Fortis….. e dell’opera di Mozart annullata a Berlino per proteste dei musulmani …. credo che la coscienza degli altri si rispetta se hai paura.

        Ti faccio una domanda credi che se Eschliman fosse stato musulmano ed i gay avessero alterato il Corano…. sarebbe stato licenziato’? Avrebbero sbandierato la linea editoriale? Permetti di dirti che in questi anni ho accumulato indizi gravi e concordanti che mi portano a dubitare fortissimamente?

        Se vendi un prodotto o un servizio devi venderlo a tutti …. d’accordo, ma con distingui: troverei discriminante che la pasticcera non venda torte alle lesbiche… un poco meno il fatto che venda una torta di matrimonio perché viola la propria coscienza e credo religioso. Stessa cosa per l’albergatore bb, che ha rifiatato ospitalità una camera matrimoniale, ma non due camere separate.

        Personalmente non vorrei nessuna legge con la quale lo stato imponesse a chiunque una morale che va contro la propria coscienza. Poi ripeto, nel nostro sistema la torta che vuoi … trovi dove puoi comprarla.

        Ma se c’è una legge che forza la coscienza credo che sia straordinario farsi un baffo della legge…. costi quel che costi. Se una legge mi imponessi di impinguare determinati capitoli del bilancio dedicati all’aborto o all’eutanasia … sì, lo ammetto, violare la legge per me diventa bello e vitale.

        Trovo differenza nell’equiparare il progetto educativo ad una linea editoriale, e che in merito a quest’ultimo bisognerebbe addentrarsi molto sul significato di laicità …. ma non vorrei approfittare molto della tua pazienza e poi non mancheranno occasioni su Tempi.

        Dimenticavo sull’esempio della torta ai musulmani : non ho detto che stilizzate c’erano le torri gemelle, come non ho messo l’anno dell’attentato… i miei due musulmani non sono scemi, e si difenderebbero molto bene dall’apologia di reato… ma io, in coscienza, la torta non la farei lo stesso.

        • Giovanni Cattivo scrive:

          Discriminare una persona per l’orientamento sessuale è contrario all’art 2 della Costituzione e a diverse convenzioni internazionali firmate dal nostro paese. Ogni legge o patto in contrasto è illecito Possiamo dire che bisogna tener conto di altre esigenze, ma allora vale per tutti, scuole , giornali, associazioni, chiunque da una linea politica culturale o religiosa alla sua impresa ha diritto di .impicciarsi della vita privata dei suoi dipendenti e delle loro idee. A me pare una follia.

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