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I “cattolici del sottobosco” vogliono farci credere che san Francesco era Che Guevara

marzo 15, 2013 Aldo Vitale

Eccoli qui i “quelli che la sanno lunga”, subito pronti a trasformare il poverello d’Assisi in un pauperista. Ma se lo conoscessero veramente, cambierebbero idea

Eletto Papa Francesco, un gesuita con lo spirito riformatore di un francescano, quindi, si presume, un pastore fedele alla dottrina della Chiesa che vuole evangelizzare il mondo con l’ardore di un mistico, tanto da avviare il suo Pontificato pregando, come per ricordare al mondo cattolico che così si prega e a quello anti-cattolico che anche i cattolici pregano!

Davanti a queste eccelse qualità, ottime intenzioni, ferventi devozioni, si staglia, invece, uno scenario oscuro.

Appena nota l’elezione di un Papa “venuto dalla fine del mondo”, infatti, sembra che una specifica creatura sia venuta fuori dall’ignoto; strana creatura, dai contorni imprecisi, dalle sembianze grottesche, una creatura ibrida, chimerica, che assomma su di sé i caratteri, spesso in palese contraddizione, di tante altre bestie del creato: si parla di ciò che può essere definito come “cattolico da sottobosco”.

Chi è, dunque, il “cattolico da sottobosco”? È un cattolico che ama definirsi, in genere, “non praticante” (come se potesse esistere davvero; sarebbe come ammettere un campione olimpico che non ha abbia mai vinto nulla), che volteggia in tondo sulla Chiesa senza mai farvi posa, che costruisce raffinate critiche e dotte disquisizioni su qualcosa di cui all’un tempo si sente parte, ma a cui non vuole aderire; che si sente cattolico, ma nutrendo una incrollabile diffidenza verso la Chiesa, la sua dottrina teologica e soprattutto morale; che non prega, considerando gli atti di devozione come vecchi retaggi para-superstiziosi, ma che prontamente critica chi dovesse mancare di spiritualità all’interno del clero; che non pratica i sacramenti, ma che pretende il sacerdozio per le donne, la comunione per i divorziati, il matrimonio, anche quello religioso, divorziabile; che si straccia le vesti per il malcostume dei sacerdoti, attaccati al sesso, talvolta quello perverso della pedofilia, al denaro, al potere, ma che caldeggia l’abolizione del celibato, cioè del rigore ascetico del sacerdozio cattolico; che vorrebbe in cuor suo appartenere alla Chiesa, ma senza l’obbedienza; che ritiene che in tema di fede (dimensione che interpreta in modo assolutamente non privato, ma addirittura psico-intimistico) ognuno abbia il diritto di pensare ciò che vuole senza nessuna guida teorica, senza alcuna direzione teologica, insomma senza differenze tra ortodossia ed eresia e comunque senza eventuali conseguenze nel secondo caso.

Ecco perché il “cattolico da sottobosco” guarda alla figura di San Francesco d’Assisi con speranza e con fiducia, portandolo in giro, dentro e fuori la Chiesa, come esemplare prototipico di santità, di veracità dello spirito, di rottura con la corruzione ecclesiastica, di recupero dell’autenticità del messaggio evangelico, di vera, inossidabile, profonda imitatio Christi, tuttavia, deformandone spesso la figura e descrivendolo addirittura come un rivoluzionario, una specie di Che Guevara ante litteram.

Ma è proprio così? Sicuramente no, altrimenti si farebbe di San Francesco più di quanto il santo d’Assisi pensava di sé, e perché San Francesco non è di certo l’unico aderente all’imitazione di Cristo, tranne che si voglia negare che esistano altri santi oltre il “porziuncolo di Dio”.

Altri grandi esempi di vita monastica, spirito riformatore e carisma mistico, del resto, sono stati, tra le centinaia, San Benedetto, San Tommaso d’Aquino, San Pier Damiani, Santa Caterina, Santa Brigida di Svezia, Santa Faustina Kowalska.

Se San Francesco d’Assisi si spogliò dei suoi beni, San Benedetto si lanciò completamente nudo sui fittissimi rovi per resistere e vincere la tentazione diabolica, mentre San Tommaso d’Aquino intratteneva lunghe conversazioni, con immenso stupore e timore dei suoi confratelli che sentivano più voci e persino risate provenire dalla sua cella nel cuore della notte, con San Pietro e San Paolo per la risoluzione di problematiche teologiche poi ridotte per iscritto nella sua Summa Theologiae.

Quanto dunque è effettivamente francescano il “cattolico da sottobosco”?

Prendendo qualche esempio e qualche riferimento dagli scritti del santo di Assisi si scopre che il “cattolico da sottobosco” pensa di essere spiritualmente un francescano, ma è ben lungi dall’essere anche soltanto un banale eretico.

Circa l’obbedienza al Papato ed alla Chiesa, infatti, così intimava, nel suo “Piccolo Testamento”, ai suoi frati il santo d’Assisi: «Sempre siano fedeli e sottomessi ai prelati e a tutti i chierici della santa madre Chiesa».

San Francesco inoltre esortava a non disprezzare i chierici anche quando essi fossero peccatori: «Beato il servo che ha fede nei chierici che vivono rettamente secondo le norme della Chiesa romana. E guai a coloro che li disprezzano. Quand’anche, infatti, siano peccatori, tuttavia nessuno li deve giudicare, poiché il Signore esplicitamente ha riservato solo a se stesso il diritti di giudicarli»; difendeva il celibato (che oggi si vorrebbe abolito da parte di molti “cattolici da sottobosco” che dicono di ispirarsi al santo d’Assisi) tanto da scrivere che «tutti i frati, ovunque siano o vadano, evitino gli sguardi impuri e la compagnia delle donne»; esortava ad accertare con cura la ortodossia teologica di coloro che volevano far parte dell’ordine francescano, infatti scrisse che «se alcuni vorranno intraprendere questa vita e verranno dai nostri frati, questi li mandino dai loro ministri, ai quali soltanto e non ad altri sia concesso di ammettere i frati. I ministri, poi, diligentemente li esaminino intorno alla fede cattolica e ai sacramenti della Chiesa»; prevedeva sanzioni per chi si allontanava dall’ortodossia teologica e morale, tanto da scrivere che «tutti i frati siano cattolici, vivano e parlino cattolicamente. Se qualcuno poi a parole o a fatti si allontanerà dalla fede e dalla vita cattolica e non se ne sarà emendato, sia espulso totalmente dalla nostra fraternità».

San Francesco, inoltre, ordinava da un lato la povertà, ma non l’ingenuo pauperismo, diversamente da quanto oggi molti ritengono errando del tutto, tanto da disporre perentoriamente che «i calici, i corporali, gli ornamenti dell’altare e tutto ciò che serve al sacrificio, devono essere preziosi».

Inoltre ordinava la sottomissione e la fedeltà alla Chiesa, cioè alla sua gerarchia, alla sua dottrina teologica e morale; scriveva infatti: «Nessun frate predichi contro la forma e le prescrizioni della Santa Chiesa e senza il permesso del suo ministro»; sanciva il massimo rigore con riguardo alle ordinazioni sacerdotali (che oggi il “cattolico da sottobosco” vorrebbe estendere alle donne) scriveva: «Nessuno sia ricevuto contro le norme e le prescrizioni della santa Chiesa».

Più che un rivoluzionario, più che un sobillatore, più che un “rovesciapapi”, San Francesco era il santo della povertà materiale come espressione della povertà spirituale, cioè dell’umiltà, virtù che conduce, se davvero presente, in primo luogo alla sottomissione e all’obbedienza alla Chiesa cattolica, specialmente se si ritiene di appartenere ad essa.

Sembra, insomma, che il “cattolico da sottobosco” predichi beni su qualcosa che in effetti ignora del tutto.

Grazie a questo tipo di strano francescano che è il “cattolico da sottobosco”, dunque, si comprende che c’è tanta differenza tra l’essere francescani e il pensare di esserlo, quanta ne esiste tra il conoscere effettivamente il pensiero di San Francesco e il pensare di conoscerlo.

Il Papa, Papa Francesco compreso, serve proprio a questo, cioè a correggere chi sbaglia, a recuperare chi finisce fuori strada, ad insegnare a chi ignora.

Si spera che il “cattolico da sottobosco” possa finalmente imparare qualcosa.

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32 Commenti

  1. beppe says:

    purtroppo è una pia illusione. il cattolico da sottobosco legge repubblica. e pensare di capire la chiesa ( figuriamoci amarla) con simili letture è una follia. evidentemente sono dei ”non praticanti”soprattutto della ragione.

  2. giuliano says:

    il mito di Che Guevara resiste perchè alimentato dalla stampa mondiale progressista padrona del 99% dei media. Essi presentano la figura del rivoluzionario come liberatore dei poveri e degli sfruittati, in realtà era un cinico e vile assassino comunista a capo dei campi di concentramento cubani dove uccideva e torturava i prigionieri

  3. IO says:

    Questo articolo arriva dopo una serie di commenti che probabilmente non vi sono piaciuti. Per quanto mi riguarda io NON SONO UN CATTOLICO DEL SOTTOBOSCO. Io non giudico chierici e non mi sento superiore a nessuno. Almeno cerco. E cerco di vivere il vangelo ogni giorno, nella mia famiglia e nel mondo. Voi invece, che sapete tutto, che sapete cosa alcuni membri della Chiesa al pari vostro, pensano e vogliono, vi sbagliate nel vostro sogno di potere. Comunione e Liberazione dovrà fare i conti con questo Papa, almeno questo io mi auguro Affinchè vi si indichi la porta del Tempio, fuori! E non perchè il Papa è il Che, ma perchè avete fatto della casa del Signore un postribolo dove anche la mafia ha potuto infilarsi. E non è Repubblica.. è la mia visione delle cose dovuta alla frequentazioni di amici e familiari che credono nel messaggio di Don Giussani, e non nel vostro agire nel sottobosco della politica, nel sottobosco delle banche e delle tangenti, nel sottobosco dell’intelligenza e della pietà. Perchè siete lontani dal dare del TU a Cristo, CL può dare del tu a Formigoni e al denaro di Daccò. Questo modo di usare la fede di molti allontana tantissimi dalla Chiesa, e per quel che può valere siete colpevoli, andando contro al principio stesso dell’annunzio cristiano. E non è nemmeno una visione pauperistica che spero da una nuova Chiesa. E’ attenzione ai più deboli. Cosa che voi sistematicamente non fate preferendo gli uomini dell’appalto milionario, l’uomo lontano dalla carità, riempiendovi la bocca come sepolcri imbiancati. Dovrete fare penitenza, perchè siete coresponsabili della sfascio. I poveri sono un mito, i poveri non sono oggetti di meditazione. E San Francesco lo sapeva. Credo che il primo passo sia il dialogo, invece di nascondere i post che vi danno fastidio aprite una discussione. I miei errori verranno alla luce facilmente e potrò cercare di sbagliare di meno in futuro. E forse capiterà anche a voi qualcosa del genere.

    • IO says:

      i poveri non sono un mito.. scusate

      • Nicola says:

        Intando prego per me peccatore e prego per te che sei giusto.
        E ti invito a Roma il 18 maggio, e li sentiremo il giudizio di Francesco su CL.
        LA SALUTO CON AFFETTO CARO IO

    • Edo says:

      E Porto Franco come te lo spieghi? E il banco alimentare come te lo spieghi? E Casa Cilla come te la spieghi? Illuminami, per fav, perché non ho nessuna problema ad ammettere, purtroppo, che alcuni appartenenti al Movimento hanno usato il Movimento per scopi personali, ma da lì a dire che tutti i ciellini sono lontani dalla carità ce ne passa.
      A proposito tu che caritativa fai? Io Porto Franco a Torino, aiuto in latino e greco. Tu?

      • IO says:

        Edo, non ho detto o non volevo dire questo. Anzi. So per certo che la maggioranza dei ciellini è persona seria, di cuore e quasi sempre capace sopra la media. Conosco iniziative meritevoli e soprattutto l’afflato con cui moltissimi aiutano il prossimo. Ma questo è ancora più scandaloso quando pochi potenti, capaci della potenza della menzogna, sfruttano questo capitale umano immenso per raggiungere il potere, il denaro e posizioni di forza nella politica. Credo che il giudizio non deve essere su CL. Ma su coloro che hanno usato CL. E sono tanti, e hanno fatto guai non solo nella casse della Lombardia, ma anche scatenando la rabbia di molti verso la Chiesa stessa, e verso i cattolici. ps dici che dovrei scriverti qui cosa faccio e dove per aiutare il prossimo? Hai bisogno di questo per rispettarmi?

        • Edo says:

          No, ma allora non usare il voi, perché così intendi tutti i ciellini senza distinzione. Conosco anch’io gente così, ma non per questo sparo a zero sul Movimento in sé, come del resto hai detto tu stesso: “Credo che il giudizio non deve essere su CL. Ma su coloro che hanno usato CL”.

          • IO says:

            hai ragione. Devo essere più attento. Ma devi convenire che il comitato d’affari che ha usato CL deve andare via al più presto. Le differenze nella Chiesa fanno solo bene. Non il malaffare, non la vergogna. Ciao

        • Andrea says:

          Scusami caro “Io” ma non capisco con chi ce l’hai su… Cito:
          “Comunione e Liberazione dovrà fare i conti con questo Papa, almeno questo io mi auguro Affinchè vi si indichi la porta del Tempio, fuori!”
          Ma dopo dici:
          “So per certo che la maggioranza dei ciellini è persona seria, di cuore e quasi sempre capace sopra la media. Conosco iniziative meritevoli e soprattutto l’afflato con cui moltissimi aiutano il prossimo. Ma questo è ancora più scandaloso quando pochi potenti[…]”
          Io sono probabilmente un ciellino “tiepido” non ho potere, faccio un lavoro come tanto altri, ma non credo neppure di essere un “esterno compiacente”. …Al di là della evidente contraddizione che spero non si possa riferire al comune solito tentativo di staccare Giussani dal Movimento e il Movimento della Chiesa così come si tenta di staccare Cristo dalla Chiesa e poterlo manipolare come si vuole …Giudicare vuole dire affermare la Verità contenuta nella realtà, anche di un uomo, e chiedersi cosa faccio io per far sì che essa si affermi. Per questo culmine della Giustizia è la Misericordia, perché c’è sempre un’altra possibilità.
          Sono stato fuori …letteralmente fuori dal Movimento per 5 anni frequentando comunque e sempre la Chiesa … e l’ho incontrato di nuovo per uno che su di me ha avuto lo stesso sguardo di Gesù. Non me ne ero andato perché scandalizzato da qualcosa, ma perché lo scandalo che ero a me stesso, da me stesso non era perdonabile… in me non trovava … Misericordia… Pace… Giustizia… Ed è lì! Toccando il fondo in un grido simile a quello di Gesù in Croce che mi sono accorto (il riferimento non è a te, ma spero non ti offesa se uso il tuo pseudonimo per spiegarmi…) che avevo tolto un pezzo del mio rapporto con Dio… La reciproca libertà di aderire e chi-amare a sé (vocazione). Si era pian piano staccato passando da D-io a io… C’è voluto un altro “Io”, cosciente di essere tutto costituito D-a e D-i un Altro…
          Movimento sì…Movimento no è come dire (con importanza diversissima ovviamente) Chiesa sì o Chiesa no: è una modalità con cui Gesù incontra ogni singolo uomo. Forse che Dio ami meno i miei amici Giapponesi Buddisti che sono venuti a trovare mio figlio malato ieri sera? NO caro mio! una di loro mi ha detto “ha proprio ragione Giussani: il cuore dell’uomo è uguale in tutti” … Bella forza “Ex uno Verbo omnia…” come dice l’Imitazione di Cristo. Questo non vuol dire che tutto e uguale a tutto e una cosa vale l’altra… Altrimenti cosa sarebbe venuto a morire in croce per cosa? Abbiamo la responsabilità di quello che ci è stato mostrato e che abbiamo “visto e udito”. Nella fedeltà “parrà sua nobiltade”. Stai sereno CRISTO VINCE! E grazie per aver evidenziato il tuo disagio che faccio mio, nella speranza di essere sempre così disponibile al Mistero da far sí che chi mi incontra conosca e sia attratto ad Amare Lui, nella forma che Egli sceglie per ognuno: questo è il senso del mio vivere avendo incontrato Cristo nella forma storica del Movimento. Tutto il resto rischia di essere il tentativo di spostare il problema verso gli altri per non vedere dove si è noi. Buona settimana Santa nella morte al sé autarchico (e evidentemente inesistente) e Buona Pasqua di Gesù Risorto (Destino di felicità dentro IL rapporto con Lui). Un abbraccio. Andrea.

          • IO says:

            Credo di aver risposto prima. Ho scritto di getto e poi ho corretto. Credo fermamente che i vertici di Cl abbiano cercato di fare del movimento un club di affaristi, un ascensore per i soldi e per il potere. Credo che i ciellini dovrebbero per primi scacciare i malevoli e i senza cuore che gestiscono il movimento. Nessun scollamento fra Giussani e il popolo ciellino, ma fra Giussani e i vertici degli ultimi venti anni. Grido vergogna, e ho scritto pensando a Tempi come alla voce dei potenti di Cl. Poi ho pensato che non è così. Ma Tempi ha difeso gli indifendibili, i mascalzoni e i peggio. Amicone ha scritto senza pensare a che danni si faceva alla chiesa e al vostro movimento. La Fede è un dono, ma anche la capacità critica e di rinnovamento. Questo volevo dire. Un abbraccio e un augurio a te, per tutto.

            • Bruno says:

              Ma secondo te chi sono i vertici di CL?
              No perchè da quel che scrivi mi pare che tu non ne abbia la minima idea.

              • IO says:

                facciamo così. Indica tu i vertici di CL e tutti i politici che hanno avuto responsabilità di governo regionale o nazionale appartenenti a Cl. E poi parliamo.

                • Bruno says:

                  Il vertice di CL è fatto da un’assemblea di persone presieduta da Carron.
                  Degli altri, di alcuni ricordo i nomi, di altri no, ma non mi risulta che vi siano dei politici.

                  • IO says:

                    no no… volevo dire.. facciamo uno sforzo. Rimaniamo in Lombardia ti va? Dimmi gli esponenti politici di Cl e coloro i quali hanno avuto vantaggi su grandi opere perchè parte di compagnia delle opere. Di questo si tratta. Non le guide religiose, ma l’aspetto politico.

            • Andrea says:

              Si scusa. Tra una casa e l’altra ho scritto a spezzoni e non ho visto la correzione in corsa.
              Comunque “tutti i vertici di questi ultimi 20 anni” datosi che non sono 20 anni che Don Giussani è tornato a Dio, comprende anche lui: impostore, connivente o incapace? Così non lasci alternative. Ma ridico che come ha detto Carron “se qualche motivo pur lo dobbiamo avere dato”, la responsabilità, a pagare dazio, come sempre non può essere collettiva. Io mi sento carico della responsabilità di ciò che porto, sono un uomo e so che certamente sbaglio su molte cose. …Dio mi perdoni. Ma su ciò che vale la pena no! Egli solo corrisponde a TUTTO il desiderio dell’uomo, senza lasciare indietro neppure il suo male. “Vedi Madre! io faccio nuove tutte le cose” Nel film “Passion” a Gesù viene fatta dire questa cosa nel momento in cui tutto sembra veramente schiacciare l’umano: intuizione grandiosa del regista! Tutto è ri-nnovato anche se fuori appare uguale. Io ho incontrato qui qualcuno che piano piano, lo capisco, sta cambiando il mil cuore. Ti auguro la libertà di incontrarLo, se non ti è già capitato, in qualsiasi forma esteriore egli si manifesti, rispondente però a TUTTO il tuo umano. Se resta fuori qualcosa … No bbuono! Grazie della tua passione.

              • IO says:

                Grazie Andrea. E’ molto bello e interessante quello che scrivi. Grazie. E voglio aggiungere una cosa al tuo discorso, ma forse sarò più banale… Gesù edifica la chiesa su un uomo. Questo vuol dire che Gesù stesso accettala scommessa, accetta il possibile errare e perdona ancor prima che l’errore si manifesti. E edifica su Pietro che era il debole e traditore, e irascibile, cioè su un uomo che ha messo in mostra i propri difetti. Penso spesso a questo passaggio come ad una richiesta. Gesù ci chiede di mostrare i nostri errori, i limiti, le angolature sporche del nostro carattere, e di non averne paura nè vergogna. Ci mostra che accettando il limite umano possiamo accedere ad un edificio che altrimenti sarebbe inaccessibile. Questo mi dà conforto e speranza, e coraggio nell’affrontare il mio limite, cercando su questo coraggio di edificare un cuore nuovo ogni giorno. Ma Gesù credo ci inviti a vivere l’errore con ingenuità.Dobbiamo farci come bambini. E i bambini sbagliano con il cuore puro. Perchè non sanno. Gesù ci perdona perdona perchè non sappiamo, perchè ignoriamo il più delle cose, la loro inestimabile complessità. Perchè al fondo del disegno non potremo mai arrivare. Ma quando il cuore non è puro? Quando il cuore non è di un bimbo ma di un lupo? Cosa contraddistingue i fedeli? Colore che inquinano, che rubano, che sfruttano, amano l’uomo come ci ama Lui? Non dobbiamo odiare Formigoni o altri non Cl che hanno messo in imbarazzo la Chiesa italiana in questo conclave.. dobbiamo riuscire ad amarli, perchè sono schiavi del peccato, e dobbiamo dare tempo affinchè si liberino, ma devono farlo. Distruggere la moralità di una comunità è odiare il proprio fratello, anche se chi distrugge dice di essere nella luce e in verità dimostra solo le tenebre. “Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!”
                Grazie a te della tua passione

  4. Davide says:

    si bravi suonatevela e cantatevela da soli… la verità è che vi brucia perchè il vostro Scola non ce l’ha fatta… non che il livello dei cardinali fosse decente ma il vostro candidato era pessimo… comunque continuate a criminalizzare i credenti che si sono allontanati ( o spesso sono stati allontanati) dalla chiesa cattolica e rimarrete in 4 gatti… cosa che a me farebbe solo un gran piacere… Complimenti comunque per i luoghi comuni di cui l’articolo è infarcito e dell’odio e dell’arroganza di fondo che trasuda

  5. Davide says:

    “Le donne sono naturalmente ianadatte per compiti politici. L’ordine naturale ed i fatti ci insegnano che l’uomo è un uomo politico per eccellenza, le Scritture ci mostrano che le donne da sempre supportano il pensare e il creare dell’uomo, ma niente più di questo”
    Annamo bene… E questo sarebbe l’innovatore… nella chiesa non esistono progressisti e conservatori ma solo cordate di potere…

    • gmtubini says:

      Sarebbe interessante che tu dicessi anche da quale contesto è tratta codesta frase della quale i cialtroni anticlericali come te hanno fatto un gran copia-incolla nelle ultime ore.
      Sai, perché, come si suol dire, nella Bibbia si trova scritto anche che “non c’è Dio”…

    • Charlie says:

      E’ un’opinione come un’altra.
      Certo non politicamente corretta.

      Se si pensa che voglia svalutare la specificità femminile, mi sembra una considerazione superficiale.

      Certamente sarebbe ancora più utile conoscere esaustivamente la sua opinione sui carismi della femminilità.

      Oggi nel mondo occidentale l’imperativo è ipervalutare le donne, a prescindere.
      Vedi la storia delle ” quote rosa “.
      Gli uomini sono diventati dei soprammobili posizionati dalle donne a loro capriccio dove li ritengono più carini.

      • giovanna says:

        Che poi, quella frase, di cui nessuno cita o conosce la fonte, così pare, viene portata al pubblico ludibrio in un paese come l’Italia in cui il presidente della Repubblica è sempre stato una donna, premier femminili in maggioranaza, anche in queste elezioni tutti i leader di colaizioni e partiti erano donne, per non parlare dei vertici di qualsiasi importante istituzione..tutte donne..o no?

    • San Francisco says:

      La falsa agenzia del Papa «misogino»​ (da Avvenire di oggi)

      Gli spacciatori di fango, nella foga di inzaccherare papa Francesco, sono andati a rimestare nel 2007. Ripescando un fantomatico lancio dell’agenzia di stampa argentina Telam, l’allora arcivescovo di Buenos Aires diventa autore di un’esternazione dal sorprendente tono misogino: «Le donne sono naturalmente inadatte per compiti politici. L’ordine naturale e i fatti ci insegnano che l’uomo è un uomo politico per eccellenza (…). Abbiamo avuto una donna come presidente della nazione e tutti sappiamo cosa è successo». Nelle ultime ore, innumerevoli siti han fatto a gara nel rilanciarla. Pure alcuni quotidiani italiani, con corredo di commenti indignati. E ci mancherebbe altro: cosa sarà passato per il capo di Bergoglio? Nulla. Mai detto nulla del genere. Né l’agenzia Telam aveva mai lanciato quella notizia.

      Una bufala, sulla cui origine è caccia grossa, roba da filologi dell’immondizia. Al momento, il falso (datato 4 giugno 2007) sembrerebbe opera di un’organizzazione anticlericale messicana. La patacca fu ripresa dal quotidiano del Costarica “El Clarin” e da altri organi d’informazione, ma senza troppo clamore. Fino all’approdo in Italia, a opera di un anonimo utente del sito Yahoo Answer, tal “Bumper Crop”. Ripreso oggi con entusiasmo da chi non vedeva l’ora di spargere fango sul nuovo Pontefice. In effetti, sarebbe dovuto apparire curioso, anche al più inesperto dei cronisti, che l’agenzia argentina non citasse in quale circostanza quelle parole sarebbero state dette o scritte da Bergoglio. Ieri l’agenzia, da noi interpellata, cascava dalle nuvole. E la frase attribuita a Bergoglio pare “parafrasata” (è solo un’ipotesi) con astuzia dal capitolo 14 della Lettera ai Corinzi di san Paolo.

      Le successive supposizioni dei commentatori – a chi si riferiva? Alla Peron, alla Rousseff, alla Kirchner? – a questo punto sono un puro esercizio retorico. Bergoglio non ce l’aveva e non ce l’ha con nessuno. È solo una colata di fango, facile da smascherare… ma che lascerà la sua traccia putrida nel web per sempre. Purtroppo.

    • H.Hesse says:

      Insomma Davide, la tua solenne cantonata sulla supposta misoginia del nuovo papa dimostra due cose:
      1) C’è gente che non esita ad inventarsi di sana pianta balle stratosferiche per mettere in cattiva luce l’avversario “politico” di turno (sì, perché per i seguaci delle ideologie mondane la Chiesa è un partito e il papa è un nemico da abbattere).
      2) C’è gente che le suddette balle se le beve e contribuisce a diffonderle mettendo in campo tutta la propria stoltezza,.

  6. pippo says:

    Figa ma invece di volteggiare nei bassi, leggete Bergoglio ai suoi preti: «Guardare la nostra gente non per come dovrebbe essere ma per com’è e vedere cosa è necessario. Senza previsioni e ricette ma con apertura generosa. Per le ferite e le fragilità Dio parlò. Permettere al Signore di parlare… In un mondo che non riusciamo a interessare con le parole che noi diciamo, solo la Sua presenza che ci ama e che ci salva può interessare»

  7. paolo says:

    ma perchè non impieghi più utilmente il tuo tempo!!!!!

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