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A Parigi il primo “Salone del matrimonio gay” è un fiasco. Espositori: «Non c’era un cane, rimborsateci»

giugno 24, 2013 Leone Grotti

C’era tutto l’occorrente per organizzare matrimoni gay. Erano attese 7 mila persone, ma ne sono arrivate 150. Per gli organizzatori di chi è la colpa della «catastrofe»? Degli «omofobi»

Era prevista la partecipazione di 7 mila visitatori e invece il primo “Salone del matrimonio gay” ha attirato al massimo 150 persone in due giorni. Un fiasco totale. Gli organizzatori di Gayvox, smarriti, hanno dato la colpa agli «omofobi» ma gli espositori sono in rivolta e chiedono di «essere rimborsati».

«FUTURI SPOSI GAY». Sull’onda dell’entusiasmo per l’approvazione della legge sul matrimonio gay, lo scorso fine settimana al Parc Floreal di Parigi è stato aperto il primo “Salone del matrimonio gay”, spazio espositivo che ha riunito decine di negozi – fiorai, wedding planner, gioiellieri, sarti, agenzie per viaggi di nozze – con lo scopo di organizzare il matrimonio alle coppie omosessuali in procinto di sposarsi. «Un salone dedicato ai futuri sposi gay – annunciava il sito – perché l’organizzazione di un matrimonio è un processo lungo e complicato, che necessita di tempo e organizzazione».

«NON C’ERA UN CANE». Peccato che l’immenso spazio espositivo sia rimasto deserto per tutti e due i giorni, tanto che i negozianti hanno parlato senza mezzi termini di «catastrofe». «Non c’era un cane», si lamenta il responsabile della gioielleria Comptoir La Fayette. «In 40 anni di mestiere non ho mai visto niente del genere. Ho investito 30 mila euro per essere qui e ho venduto solo un paio di fedi. Per di più a una coppia eterosessuale!». Anche Johanna, che ha creato la società organizzatrice di eventi Eden Day, è infuriata: «È una catastrofe, neanche un contratto. Contavo su questo salone per cominciare la mia attività. Ma in tutto ho visto cinque persone e parlando con gli altri espositori ho capito che anche loro hanno visto gli stessi cinque e dalle domande che facevano si è capito che non volevano affatto sposarsi».

«DOVE SONO GLI SPOSI GAY?». Il Dj Emmanuel Attiach, di 1dream1event, ha fatto firmare una petizione a tutti i negozianti: «Ci avevano promesso dalle 5 mila alle 7 mila persone. Dove sono i Vip, dov’è Manuel Valls (ministro degli Interni che aveva promesso di partecipare, ma che si trova in Qatar, ndr)?». Dove sono insomma tutti i presunti sposi gay? Sandra Bibas, organizzatrice del Salone, ha dato la colpa agli «omofobi» e a una trentina di persone arrivate per disturbare e impaurire i possibili partecipanti. Ma i responsabili della sicurezza, assonnati all’entrata del Salone, assicurano di non aver visto proprio nessuno: né visitatori né disturbatori. Alla fine dell’evento, molti espositori si sono chiesti se «valeva davvero la pena di organizzare un salone solo per gli omosessuali». La domanda è retorica.

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13 Commenti

  1. Cisco scrive:

    Ma di cosa hanno bisogno di diverso i gay rispetto agli etero per organizzare un matrimonio, a parte un assessore che riesca a non ridere dichiarandoli marito e moglie? Valeva la pena organizzare una manifestazione ad hoc? Quei cattivoni degli omofobi si sa che avrebbero impaurito gli ospiti facendo le linguacce all’ingresso ed esponendo il logo della Manif pour tous!

    • Paolo scrive:

      Sapessi le risate che mi faccio io leggendo o vedendo certe cose…se gli assessori riescono a non ridere durante le manifestazioni confessionali di sicuro non rideranno (qualora abbiano siano dotati di minima intelligenza) davanti ad una nuova famiglia.

      • Esaki scrive:

        il riso alla tua maniera sta sulla bocca degli stolti.

      • H.Hesse scrive:

        Paoletta, siamo contenti che tu ti diverta.
        Anche noi ci scompisciamo quando leggiamo le tue baggianate.
        Ultima della serie… Le “manifestazioni confessionali”!
        AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

  2. Andrea scrive:

    Le notizie che leggo su questo sito provenienti dalla Francia mi rallegrano la giornata. Prima il battesimo nella nave rifatto perche’ quello fatto da Hollande portava “sfiga”. Ora una mostra di pura bandiera politica si e’ rivelata un flop. Ben gli sta a questi mercanti adoratori di mommona.

  3. Luke scrive:

    Evidentemente, al di là della balle propagandistiche delle lobby gay, che descrivono un impellente desiderio di migliaia di matrimoni su matrimoni negati, la realtà dimostra che ai fatti son quattro gatti quelli che si “sposano”, tutt’al più gli indottrinati, gli stessi capi delle associazioni gay o i promotori e gli organizzatori dei Pride e delle leggi varate. Le persone più ideologiche, le stesse che vediamo tutti i giorni schiaffati in televisione ad aggredire e a fingere vittimismo. Stile Concia, Luxuria o Vendola.
    Non c’è nessuna coda, nessuna fila in attesa da anni.
    Non c’è nessuna emergenza civile negante presunti “diritti umani” o che altro.

  4. giovanni scrive:

    Ecco cosa succede a fidarsi dei f…. può succedere soltanto che lo prendi ……..

  5. giovanni scrive:

    è stato un flop perchè gli organizzatori hanno aperto solo l’ingresso principale…mentre lo sanno tutti che loro vogliono entrare dal retro

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