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Femministe inglesi contro l’aborto selettivo: no alla libertà di scelta se implica «femminicidio». E il maschicidio?

ottobre 10, 2013 Leone Grotti

Un articolo apparso sul Guardian si chiede fino a che punto una scelta deve essere rispettata. «Dobbiamo stare attenti a non diventare feticisti della “scelta”». Una bella intuizione e tante contraddizioni

«Dobbiamo stare attenti a non diventare dei feticisti della “scelta”. (…) Il diritto alla vita di una bambina deve essere la base di ogni posizione femminista e non può essere compromessa da una narrativa pro-choice assolutista». Queste parole, che si possono leggere in un articolo apparso l’8 ottobre sul Guardian, quotidiano inglese da sempre strenuo sostenitore di ogni liberalizzazione etica, aborto compreso, documentano il cortocircuito che l’aborto selettivo sta causando nel mondo femminista e pro choice inglese.

IL CASO INGLESE. Il polverone è stato sollevato dopo che il Daily Telegraph ha dimostrato che in Inghilterra l’aborto selettivo, cioè solo perché il nascituro è femmina, viene praticato senza problemi. La magistratura britannica ha però dichiarato che non interverrà perché perseguire l’aborto selettivo «non è nell’interesse pubblico». Ann Furedi infine, direttrice della più grande clinica abortiva britannica, ha rincarato la dose affermando: «Se le donne non sono felici del sesso dei figli possono abortire (…). O accettiamo fino in fondo ogni scelta della madre, oppure no».

ABORTO SELETTIVO IRRAZIONALE. Arrivati fino a questo punto le femministe inglesi, attraverso il Guardian, si fanno una domanda che non si erano mai poste prima: «Sembra irrazionale appoggiare un sistema che permette alle donne di abortire delle femmine per proteggersi dalla furia patriarcale». Tradotto: come fa un movimento che difende le donne a sostenere l’aborto di bambine solo perché femmine?

«LA SCELTA NON HA VALORE ASSOLUTO». Lo spunto è buono, quello che segue un po’ meno. Il Guardian, infatti, propone di «non rendere illegale l’aborto selettivo perché non funzionerebbe», per le donne sarebbe facile dare un’altra motivazione e perseguire ugualmente il loro obiettivo. «L’unico modo per prevenire la selezione del sesso del feto è proibire a ospedali e cliniche di dire ai genitori il sesso del nascituro». Certo, così si limita la libertà di scelta delle donne ma come ripete il quotidiano inglese «dobbiamo stare attenti a non fare della scelta un feticcio», perché non ha «un valore assoluto».

FEMMINICIDIO E MASCHICIDIO. Per quanto sia un passo avanti che un gigante del progressismo come il Guardian si chieda finalmente fino a che punto è lecito, in nome della libera scelta, uccidere una bambina, non è ancora chiaro perché i dubbi si limitino alle bambine. Perché bisogna impedire il «femminicidio» attraverso l’aborto e non il «maschicidio»? Perché bisogna difendere «il diritto delle bambine alla vita» e non quello dei bambini? Ma soprattutto, perché bisogna difenderlo solo nel caso dell’aborto selettivo e non sempre?

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2 Commenti

  1. mike says:

    se qualche donna che legge è femminista legga bene: care (insomma …) femministe quando capirete che vi stanno prendendo in giro? voi, poi anche gli omosessuali. e secondo me, visto che non c’è due senza tre, anche i musulmani. ah beh in Inghilterra questi ultimi sono trattati bene per cui si moltiplicano, ed il trend è che forse saranno il 51%. e, udite udite, nella loro cultura si pratica l’aborto selettivo delle femmine. per cui alla lunga i musulmani andranno contro il femminismo (anche perché per loro l’uomo comanda). e anche contro gli omosessuali, ma questo mi pare ovvio. insomma svegliatevi! comunque anche i musulmani non li vedo bene. che ne so tutte queste guerre/casini nei loro paesi. se qua sfondano non è che però da loro non si sa più che ci starebbe? quasi che verrebbe da dire che tra i tre litiganti il quarto gode. care femministe ciò che vi accomuna ad omosessuali e musulmani è che servite per dare fastidio alla fede cristiana. comprendete?

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