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Eutanasia Olanda. Sopprime la madre stanca di vivere: assolto (la legge non conta se si uccide “per amore”)

maggio 21, 2015 Leone Grotti

Per i giudici Albert Heringa ha violato la legge, ma se non avesse ucciso la donna 99enne, «avrebbe dovuto vivere con il senso di colpa». Applausi in aula

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Quando i giudici della corte d’appello olandese di Arnhem hanno letto la sentenza, scagionando completamente Albert Heringa, l’aula di tribunale è stata investita da un applauso fragoroso. «Sono felicissimo», ha dichiarato all’uscita l’uomo, sotto processo per l’uccisione della madre di 99 anni.

LEGGE VIOLATA. Albert Heringa ha 74 anni e nel giugno del 2008 ha ucciso sua madre Marie, detta “Moek”. Non l’ha fatto per odio, ma per amore, «perché soffriva troppo». La madre non era affetta da malattia terminale, ma era cieca e ormai stanca di vivere. Il suo medico si era rifiutato di concederle l’eutanasia, perché i già ampi criteri previsti dalla legge del 2002, più volte modificati, non autorizzavano l’uccisione della donna. Così ci ha pensato il figlio, violando la legge che prevede esplicitamente che sia un medico a compiere l’eutanasia o a somministrare i medicinali per il suicidio assistito.

olanda-eutanasia-albert-heringa1L’ULTIMO DESIDERIO. Albert (foto a destra) ha preparato con la massima cura un cocktail mortale di farmaci, avvelenando la madre, dopo averle chiesto se voleva vivere o morire. Tutti questi passaggi sono stati ripresi dallo stesso Albert in un filmato, diventato poi un documentario trasmesso dalla televisione olandese con il titolo L’ultimo desiderio di Moek. I giudici d’appello, nell’assolvere Albert, ne hanno apprezzato «l’assoluta trasparenza».

PROCESSO DI PRIMO GRADO. Il pubblico ministero, pur lodando «l’intenzione giusta» dell’uomo, ha chiesto che venisse condannato non tanto per omicidio, ma per aver trasgredito la legge che disciplina l’eutanasia. In primo grado, Albert è quindi stato riconosciuto colpevole, anche se non gli è stata comminata alcuna pena. Per questo motivo, il pm olandese ha fatto ricorso, chiedendo in appello almeno una pena simbolica di tre mesi di carcere con la condizionale.

DETTAGLI TRASCURABILI. Mercoledì 13 maggio, la corte d’appello ha completamente scagionato l’uomo, non imputandogli la violazione della legge perché «ha agito in una situazione di massima urgenza» e perché ha rispettato tutti i criteri della legge, somministrando il giusto cocktail di farmaci. Che il signor Heringa non sia un medico e che abbia anzi ignorato il parere del dottore della donna (fondamentale a rigore di legge), secondo il quale “Moek” non poteva ottenere l’eutanasia, sono stati ritenuti dettagli trascurabili.

«COMPITO DEI MEDICI». La procura olandese ha risposto alla nuova sentenza dei giudici con un comunicato: «L’assistenza al suicidio secondo le condizioni fissate dalla legge sull’eutanasia è e resta, agli occhi della procura, un compito esclusivamente riservato ai medici». Ecco perché i magistrati ricorreranno alla corte suprema, anche se il verdetto ormai sembra scontato.

SENSO DI COLPA. Da quando l’omicidio è stato compiuto nel 2008, la mentalità che vede nell’atto di uccidere una persona più o meno sana una cosa buona e compassionevole si è diffusa e ampliata in Olanda. Da almeno quattro anni non è più necessario essere affetti da una malattia terminale per essere uccisi, né soffrire fisicamente. La sofferenza psicologica è accettata come motivazione sufficiente per morire e basta non avere più voglia di vivere per accedere all’iniezione letale.
Non è un caso se nel 2013 si è registrato, rispetto al 2002, un aumento delle vittime di eutanasia del 156 per cento (come minimo). Prova di questa mentalità, infine, è una frase dei giudici della corte d’appello: se Albert Heringa non avesse ucciso sua madre, «avrebbe dovuto vivere con il senso di colpa fino alla fine dei suoi giorni». Fortunatamente, invece, l’ha uccisa.


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14 Commenti

  1. Sgarru scrive:

    Non meravigliamoci. la civiltà occidentale è ormai nella fase da basso impero. declino inarrestabile. di cosa è fatto questo declino? di questo atteggiamento contro natura che noi consideriamo progresso. fra qualche secolo ci studieranno sui libri di storia. inevitabile!
    L’uomo non può essere eterno, nè lui nè le cose che fa. Ce n’è solo Uno di eterno, ma l’uomo ha sempre cercato di fare da solo, come fanno i bambini.

  2. saras scrive:

    Povera donna. Chissà come si deve essere sentita di peso, chissà che paura ha provato o che rassegnazione disperata. Indifesa come un bambino… colui cui lei ha dato la vita per amore, gliela toglie… “per amore”. Ma cos’è l’amore?

    • gladio scrive:

      Povera Olanda, non psserà questa generazione che della sua cultura e del suo benessere non rimarrà
      ” pietra su pietra”; Farà la stessa fine del tempio di Gerusalemme, di quei luoghi cioè, da cui Dio è stato scaraventato fuori dalla finestra.

  3. To_Ni scrive:

    Queste sono le discussioni che vengono costantemente ignorate dai personaggi presenti su questo sito fautori dei diritti all’autodeterminazione in nome della dignità bla bla. Discussioni sulle quali canagliescamente non si sentano chiamati in causa facendo finta di non capire che quello che accade in certi (a detta loro) paradisi di civiltà (Belgio, Olanda ) non sono altro che le logiche conseguenze delle premesse ravvisabili nel loro stesso pensiero. Lo stesso punto di partenza: il dire che c’è una vita che non è degna di essere vissuta e che ci debba essere un impiegato “statale” che deve realizzare il “diritto”. Il resto è questione di tempo e verrà da se.

    • Michele L scrive:

      Qual’è la ragione di queste contraddizioni? Chi ha alimentato per secoli la mancanza di senso critico, la mera adesione allo status quo senza maturare gli strumenti intellettuali, filosofici, per capire le conseguenze delle nostre scelte?
      Se oggi abbiamo società che promuovo il matrimonio per gli omosessuali e il divorzio breve, oppure l’accesso all’eterologa e il “diritto” all’aborto allo stesso tempo, è perchè abbiamo società che hanno disimparato e riflettere. Sono passate dal dogmatismo religioso al dogmatismo individualista, ma il problema non sono mai stati né il valore della religione, né il valore del singolo, ma piuttosto l’approccio acritico e dogmatico. Ecco perchè a lei che fa di tutta l’erba un fascio, cercando di assimilare matrimoni gay ad eutanasia, io le rispondo che si può benissimo indicare un progresso senza dover abbinarvi tutte i possibili errori che contemporaneamente una non comprensione dei valori sociali possono produrre.

      • To_NI scrive:

        Errore: gli strumenti intellettuali e filosofici per capire le conseguenze delle nostre scelte la Chiesa li ha, li ha sempre avuti, e li avrà sempre.
        (rispondo in questo modo ad una tua affermazione indimostrata di direzione opposta). Non dimentico che tu sei quello della lapalissiana definizione di “religione” (ovveroo … i tuoi dogmi non li vedi)

        Il “sola fide” con ci può essere rimproverato, abbiaamo combattuto una eresia su questo punto. La ragione è un elemento fondamentale per credere (….”non potremmo neppure credere se non avessimo una anima razionale” S. Agostino). I dogmi cattolici meritano conoscienza, sono delimitati in ambito religioso, e chi è ignorante questo non lo capisce. Le altre valutazioni, quelle morali in particolari (che includono le valutazioni sul tuo matrimonio) sono semplicemente razionali. Io li adotterei anche se fossi ateo dato chee si sostengono da sole senza aver bisogn di credere in Dio.

        Caro Michele L, trovo inutile il fatto che ti arrampichi con l’accusa che mi rivolgi di “far di tutta un erba un fasci”. Raccontola ad un altro. Tralascio il fatto che dietro il tono pacato dei tuoi post sono sinceramente convinto che sei prepotente ed illiberale. Io ti posso dire che dalle discussioni avute qui, da quello che leggo, da tutte le informazioni che ho trovato (guardando nel “ventre della bestia” ) che “l’assimilazione” è credibile e dimostrabile. Certo che se si devono spendere energie solo per calunniare le persone di omofobia non c’è interesse a dimostre certe evidenze.

        • Michele L scrive:

          Pressochè tutta la filosofia, almeno da Kant in avanti, evidenzia i limiti delle religione rispetto ad (altre) filosofie. I suoi dogmi ne sono la principale limitazione. Sant’Agostino fu grande filosofo, ma quei milleseicento anni non sono una bazzecola e si sentono tutti.
          Non ho mai dato una lapalissiana definizione di religione, ho detto che è lapalissiano che l’obiettivo della religione sia di tenere le persone in sua balìa, e ribadisco che basta il dizionario per verificarlo.
          Le obiezioni ai matrimoni omosessuali non sono quasi mai atee (e quando lo sono sono piuttosto fiacche), si basano su un assunto di “fede” irrazionale, ovvero che la natura pretenda la differenza dei sessi per la creazione di un legame solido tra due persone, mentre questo non è vero e basta la ragione a verificarlo.
          Il problema religioso (legato poi al concetto di balìa), è che parte dal presupposto che l’uomo da solo non può governare la sua vita, è peccatore alla nascita e abbisogna di una guida costante (guarda caso una guida che si costituisce nel potente ordine religioso. Potente di quel potere che ciò che l’uomo desidera oltre ogni cosa).
          Questo limita la capacità di discernere del singolo, induce all’ottusità, alla necessità di avere un sistema dogmatico perchè ogni passo logico è inibito. Ed ecco che da lì si diramano le aberrazioni, come quella che vede la donna subordinata all’uomo, l’omosessualità osteggiata (con i dogmi sessuali) oppure le derive abortistiche o dell’eutanasia per il dogma della libertà personale. Si tratta sempre di dogmi superflui e funzionali al potere di certuni; dogmi da combattere, entrambi, con onestà. Quella stessa onestà che mi fa riconoscere alla filosofia religiosa l’innegabile pregio di basarsi su valori come quello della vita umana e che rende nel mio modo di vedere le cose, la religione come uno dei flussi che contribuirà alla formazione del sistema filosofico che guiderà il mondo in futuro, ma non prima che si sia liberata dai vincoli che non servono al bene comune, ma a conservare il potere di alcuni uomini avidi di esso.

          • To_Ni scrive:

            “l’obiettivo della religione sia di tenere le persone in sua balìa, e ribadisco che basta il dizionario per verificarlo.” Ecco questa mi pare una sciocchezza dogmatica, una generalizzazione. Dovresti specificarmi su quale di dizionario (dizionario di tecnologia delle costruzioni? Della storia del movimento dei giocatori di briscola? storia dell’uncinetto?) perché nei miei dizionari non li trovo. (il tono su questo punto sicuramente ti sembrerà indisponente, ma non cogli il sotteso dispregio e l’offesa verso la mia sensibilità insita nella tua superficiale cognizione di religione?)

            “L’uomo da solo non può governare la sua vita” per me è un dato indiscutibile , chiamalo dogmatico, ma è quanto di più comprovato esista. Trovo che hai molto più difficoltà a dimostrare razionalmente il contrario.

            Le obbiezione al matrimonio omosessuale , quelle atee, sei tu che le giudichi fiacche ….tu (ma vale il detto latino sopra citato)!

            Sulla filosofia purtroppo penso che da Kant (in particolare la filosofia morale di questo la trovo inconsistente ….Nietzsche ha delle ragioni quando lo pesta nell’Anticristo ) in poi si è costruito una concezione emotivista, un essere umano privo di scopo, un sistema d’argilla. Tanto che penso che se ha torto il cristianesimo ha ragione Nietzsche. Non esistono altre
            alternative.

            Non capisci a mio avviso che il tuo sistema è dogmatico al punto da pensare che il credere ad una verità è di per se un dogma. Del resto, “nessun è buon giudice un causa propria”.
            Se io credo in una “verità” ne consegue che la reputo vera a dispetto di quella degli altri (lo stesso fai tu, ma non l’ammetti)) . Il punto è come queste verità devono interagire rimando se stesse e non pregiudicandosi l’un l’altra. Mentre dal tuo punto di vista sembra quasi che hai stabilito quale è l’unico metro di discernimento. Per me si traduce (almeno tenendo presente le tue discussioni passate) in una omologazione livellante. Tradotto: mettere a pari tutte le verità, spuntandole , e pensare di aver raggiunto uno scopo. Questo è il motivo perché ti vedo illiberale.

  4. ftax scrive:

    Adesso sappiamo in quale nazione nascerà il prossimo Hitler…

  5. Silvia scrive:

    Di che cosa vi meravigliate? Anche qui si incomincia a dire che ci sono troppi anziani. E so di sicuro che le ASL non forniscono certi trattamenti antitumorali (ovviamente costosi) a persone al di sopra dei 75 anni.

  6. Nino scrive:

    Angelo o diavolo, assassino o samaritano? da quello che capisco nel processo non è stata messa in discussione la volontà della donna di non voler più vivere ma il fatto che l’eutanasia non sia stata eseguita da un medico, pur essendo stata eseguita “correttamente”.

    Io mi chiedo cosa si possa provare in quel tipo di situazioni, e sono contento di non avere una risposta.

    • To_Ni scrive:

      Non avevamo dubbi su di te … e la tua risposta era già scritta.

      Un Nino “in quel tipo di situazione”? Angelo o diavolo? … Sicuramente una sintesi per non scontentare nessuno ( … “contento di non avere una risposta”).
      Ma a ben osservare, no …. Nino è una volpe, …. il Nino accenna che la volontà della donna (che Nino evidentemente rispetta) per lui è certificata, anzi, “non è stata messa in discussione”, quindi : voleva morire. L’ipotesi che certe volontà sono determinate da sciagurati familiari che ti hanno creato il male di vivere, o che non hanno fatto nulla per allevialo, non sono contemplate.

      Insomma il solito Nino …. adorabile e mite Nino il … padre di famiglia

    • giovanna scrive:

      Untuoso Nino, avrai letto qualche articolo gay in olandese gay che dice il contrario, ma la legge in Olanda pare non autorizzi l’eutanasia solo perché uno vuole morire, ma ci devono essere criteri precisi , non presenti in questo caso. Dunque, non si parla solo del fatto che la donna non è stata uccisa dal medico, ma dal figlio, ma del fatto che non era una malata terminale o sofferente in modo insopportabile.
      Non so cosa ci guadagni, untuoso Nino, con queste tue inutili e pidocchiose e noiosissime precisazioni, oltre al fatto di renderti ridicolo e/o guadagnarti la tua sporca pagnotta.

      E per fortuna non sono né tua madre, né tua figlia, ti venisse in mente di sperimentare cosa si prova a scherzare con la morte….anche se probabilmente, come dice Toni, certi pensieri di morte vengono più facilmente a vivere vicino a gente della tua risma….che darebbe volentieri una spinta ad un aspirante suicida sul ponte…come ha fatto questo sventurato figlio. Cioè , magari tu ti porresti il dubbio, e solo dopo daresti la spinta, con la mano untuosa.
      ( che umanità disastrata, ma disastrata parecchio )

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