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Entro il 2030 in Danimarca non ci sarà più nessun bambino affetto da Sindrome di Down

febbraio 22, 2012 Benedetta Frigerio

Dal 2004, il governo danese ha reso la diagnosi prenatale gratuita per individuare i feti che presentano la Sindrome genetica ed eliminarli. Secondo il quotidiano locale Berlingske, grazie a questa iniziativa entro il 2030 la Sindrome di Down sarà scomparsa, nascendo ogni anno il 13 per cento di bambini in meno colpiti dalla malattia.

La Danimarca ha annunciato che entro il 2030 raggiungerà l’obiettivo di diventare uno Stato «Down Syndrome free». È stato infatti premiato Niels Uldbjerg, professore danese di ginecologia, che ha progettato l’eliminazione di feti difettosi. Il quotidiano Avvenire il 5 gennaio scorso aveva dato la notizia della spinta in avanti del governo danese, che già nel 2004 aveva stabilito come un diritto l’eliminazione dei “difettosi” rendendo per questo gratuito il ricorso alla diagnosi prenatale.

Secondo il quotidiano danese Berlingske, infatti, proprio grazie al perfezionamento della diagnosi prenatale entro il 2030 la sindrome sarà scomparsa. Uno studio pubblicato nel 2011 dimostra che nel 2004 è nato il 61 per cento di bambini in meno con la Sindrome di Down rispetto agli anni precedenti e dal 2005 i casi di neonati colpiti dalla malattia genetica sono scesi del 13 per cento ogni anno. Si stima quindi che entro il 2030 non ci sarà più nessun bambino Down.
twitter: @frigeriobenedet

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4 Commenti

  1. paolo delfini scrive:

    COMINCIANO CON I BAMBINI DOWN, I PROSSIMI CHI SARANNO? VEDO CHE LE IDEE DI HITLER SONO BEN VIVE NELLA CIVILE DANIMARCA

  2. paolo delfini scrive:

    CHE FOLLIA!

  3. sere scrive:

    non ho capito una cosa, però. la diagnosi prenatale è gratuita.
    ma dopo l’avvenuta diagnosi le persone sono obbligate ad abortire? o caldamente invitate a farlo?

  4. Mappo scrive:

    Dopo i bambini down si potrebbe pensare di utilizzare questa tecnica per altre categorie: Gli zingari? No Vendola ha detto che sono nostri fratelli. Gli omosessuali? No se no chi creerebbe quei begl’abiti per le signore dell’alta borghesia radical chic milanese. Forse gli ebrei? No, a loro ha detto che ci pensa Ahmadinejad. Be’ allora ci sarebbero i cattolici…..Questa sì che sarebbe un’idea, magari si potrebbe aprire un dibattito sulle pagine di Repubblica e del Fatto, magari con Augias e Odifreddi come moderatori, le conclusioni poi potremmo affidarle a Don Sciortino di Famiglia Cristiana.

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