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Egitto, scontri al Cairo. I morti sono 278. E nel Paese bruciano le chiese Foto

agosto 14, 2013 Redazione

La polizia sgombera i Fratelli Musulmani accampati in protesta e scoppia la battaglia. Violenze nel resto dell’Egitto, dove sono stati dati alle fiamme 22 edifici cristiani

Al Cairo la conta dei morti prosegue e il numero delle vittime cresce di ora in ora. La protesta contro il colpo di Stato militare dalle piazze della capitale egiziana si è allargata a tutto il Paese. Nella mattina di mercoledì 14 agosto sono iniziate le operazioni di sgombero delle due piazze del Cairo, Nahda Square e Rabaa el-Adaweya, dove si erano accampati i Fratelli Musulmani e i sostenitori dell’ex presidente Mohamed Morsi in protesta contro la sua deposizione e detenzione: la polizia però ha usato la mano pesante, prima lanciando fumogeni, poi aprendo il fuoco sulla folla. Nel pomeriggio un reporter francese di France Press, che ha avuto la possibilità di contare i corpi radunati in tre obitori provvisori allestiti in città, ha parlato di 120 morti. Ma sono cifre, ovviamente, provvisorie, che possono cambiare da un momento all’altro e continueranno a salire nelle prossime ore. Alle 19 i dati ufficiali del ministero della Salute egiziano confermavano 150 vittime. In tarda serata è arrivato un nuovo aggiornamento: 278 vittime, di cui 43 tra le forze dell’ordine. Ben più ampia, invece, è la stima fatta dai Fratelli Musulmani, che denunciano più di 2 mila morti e 9 mila feriti. Le violenze di oggi hanno portato alle dimissioni del vicepresidente ad interim Mohammed ElBaradei.

CHIESE BRUCIATE IN TUTTO IL PAESE. In poche ore poi la protesta si è estesa anche al resto del Paese, con scontri e violenze in altre città: almeno 17 morti a Foyoum, dove i militanti pro-Morsi hanno assaltato i commissariati di polizia. Si registrano incidenti anche ad Alessandria. E si ha notizia anche dell’assalto a tante chiese cristiane. AsiaNews parla di 22 edifici religiosi attaccati dai Fratelli Musulmani. A riferirlo è il portavoce della Chiesa cattolica egiziana, padre Rafic Greiche, che specifica che le chiese colpite sarebbero 7 cattoliche e almeno 15 copte: l’episodio più grave a Minya, nel centro-nord dell’Egitto, dove un edificio di culto copto è stato attaccato da migliaia di persone e dato alle fiamme. L’intervento massiccio della polizia non ha impedito la morte di 8 persone, oltre al ferimento di altre 30. Bottiglie incendiarie sono state lanciate invece contro una chiesa di Sohag, 500 chilometri a sud del Cairo, mentre un altro rogo sarebbe stato provocato presso una chiesa anglicana di Suez: «Stanno lanciando pietre e molotov contro la chiesa», è il messaggio scritto dal reverendo Mouneer Hanna Anis sul sito della diocesi. «So anche che ci sono altri attacchi a chiese ortodosse a Minya, Sohag, così come ad un’altra chiesa cattolica a Suez. Per favore pregate e chiedete di pregare per la situazione infiammabile in Egitto». Anche su Twitter circolano foto di chiese in fiamme e incendi appiccati presso gli edifici cristiani (in questa pagina ne abbiamo pubblicate due).

ATTACCHI AI COPTI. Le comunità cristiane sono da tempo le vittime della vendetta islamista: già all’indomani della caduta del governo di Morsi si verificarono diversi assalti a chiese e comunità copte, accusate dai Fratelli Musulmani di avere sostenuto e agevolato la presa di potere dell’esercito ai danni di Morsi. Intanto nella capitale la battaglia tra i sostenitori dei Fratelli Musulmani e la polizia è andata avanti per tutto il giorno. Nahda Square è stata sgomberata in fretta, e gli scontri si sono concentrati quindi a Rabaa, dove dai palazzi circostanti i cecchini sparavano ai militanti pro-Morsi, che a loro volta rispondevano con armi da assalto. Dopo ore di combattimento, i Fratelli Musulmani hanno iniziato ad abbandonare la piazza con le mani alzate, in segno di resa.

Su Twitter circola anche l’immagine che riproduciamo qui sotto. Arriva da Assiut, città sul Nilo. Un gruppo di suore si nasconde sui tetti dopo che la chiesa di St. George è stata data alle fiamme. In città sono stati distrutti anche diversi negozi gestiti da cristiani.

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2 Commenti

  1. Franco says:

    Concordo in toto con Tony Scotto e non solo Obama ma anche il resto dell’ipocrita Europa che all’improvviso si era accorta che Moubarack era “il cattivone da eliminare”. Per non parlare poi di quel manipolatore di James Cameroon che per un pugno di voti si venderebbe la madre in streaming con un esaltatissimo Zuckemberg che spacciava come liberatore di popolo facebook. Dove sono tutti sti buffoni ora che grazie a facebook sono tracciabili tutti e tutto? E dove sono quelli che osannavano alle rivoluzioni di primavera? A fare lo stesso teatrino con la Turchia….ecco dove sono. Prima o poi l’ipocrisia e il vuoto morale e sprituale propinato da Euro/USA dovrá essere fatto pagare …”maestri del mondo” dei miei stivali e diffusori e adoratori del nulla.

    • marzio says:

      Franco ha ragione, i governi occidentali si sono ridotti ad appoggiare i fondamentalisti islamici in tutto il Medio Oriente, quindi.pensiamo a chi stiamo in mano.Il problema non sono quindi solo l’islamista morsi o i mercenari terroristi che combattono Assad,i problemi grossi sono anche qui da noi……

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