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Droga. L’assurdo caso di una legge che non distingue fra “pesante” e “leggera” ma tollera la cannabis vegetale

maggio 7, 2014 Benedetta Frigerio

Pagano (Ncd): «Alla Camera siamo riusciti a salvaguardare il principio della Fini-Giovanardi: tutti gli stupefacenti sono pericolosi. Ma in Senato dobbiamo batterci per eliminare le contraddizioni del testo, o rischiamo un disastro sanitario e sociale»

«Siamo soddisfatti per alcune modifiche apportate al decreto legge “stupefacenti”, ma daremo battaglia in Senato per cambiare le parti del provvedimento ancora inaccettabili e pericolose per l’impatto che avrebbero sulle fasce giovanili della popolazione se passassero così come sono». Sono le parole che il deputato del Nuovo Centrodestra Alessandro Pagano consegna a tempi.it commentando l’approvazione alla Camera del dl sulle droghe, resosi necessario dopo che, a febbraio, la Corte costituzionale si è espressa contro la legge Fini-Giovanardi.

Onorevole Pagano, perché la Consulta ha messo in dubbio la costituzionalità della legge?
Dal 2007 il consumo delle droghe è calato insieme alle morti, come dicono i dati del Consiglio nazionale delle ricerche, ma la Corte costituzionale ha messo in dubbio la forma con cui era stata approvata la norma: l’articolo 4-bis e il 4-ter erano illegittimi perché introdotti in modo disomogeneo, in quanto inseriti in un decreto legge estraneo per materia. La critica dunque non è nel merito della norma, a maggior ragione abbiamo combattuto perché l’impianto fosse rispettato.

La distinzione fra droghe pesanti e leggere è stata abolita?
Ci siamo battuti con Ncd affinché il principio fondamentale della pericolosità di tutte le droghe, senza distinzione alcuna, fosse riaffermato. Siamo riusciti a vincere nell’ambito dello consumo cosiddetto di lieve entità: il magistrato irrogherà la pena della detenzione fino 4 anni senza distinguere tra “leggere” e “pesanti”. Leggo testualmente il testo dell’emendamento 1.700 approvato in Commissione: «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque commette uno dei fatti previsti dal presente articolo per mezzi, modalità, circostanze, qualità e quantità delle sostanze, che sia di lieve entità, è punito con la pena della reclusione da 6 mesi a 4 anni».

Prima gli anni erano 5, quelli necessari per finire in carcere, ora che succederà?
Alla prima condanna si andrà in comunità di recupero, alla seconda in carcere. Il governo ha ragionato così per via della sovrappopolazione carceraria per cui la pena in questo campo va pur giustamente esaminata mediante la riabilitazione in centri di recupero, anche se i dati del Dap del 2012 dicono che c’è stata una diminuzione delle detenzioni in questo ambito.

Nel decreto però ci sono ancora delle distinzioni fra droghe.
Qui sta la contraddizione da correggere, contraria al principio generale della legge che siamo riusciti a salvaguardare e che non fa distinzioni fra pene per l’uso di droga leggera o pesante. Si tratta di un passaggio della norma in cui si dice che l’uso di cannabis vegetale sarà tollerato. L’incongruenza è palese.

Se contraria all’impianto generale come mai è passata questa distinzione?
Il Nuovo Centrodestra e il gruppo Per l’Italia miravano a riequiparare l’uso esclusivamente personale di cannabis di origine vegetale ad alto dosaggio di tetraidrocannabinolo (Thc) alla cannabis di origine sintetica. Il presidente della Commissione giustizia e affari sociali, Donatella Ferranti, si è rifiutata ingiustamente di affrontare una discussione, mentre Forza Italia e Fratelli d’Italia si disinteressavano del dl. Così ora se una persona assumerà una pillola in discoteca con Thc elevato sarà passibile di reato, mentre se fumerà uno spinello con uguali effetti dannosi e nocivi sarà tollerato. Ciò è inaccettabile, perché questo messaggio è un inno all’autodistruzione.

roccella-paganoAddirittura?
Tutte le droghe sono nocive: la prima causa di morte tra i giovani sono gli incidenti stradali, seguita dai suicidi, il cui fattore scatenante è proprio il consumo di stupefacenti. Senza contare i danni irreversibili a livello neuronale e intellettivo che l’assunzione di tali sostanze provoca, specie nei soggetti in fase di sviluppo. I dati nazionali usati in commissione parlano chiaro: nel 2011 i ricoveri ospedalieri causati da intossicazione da droga hanno registrato un 16 per cento dovuto alla cannabis ed il 60 agli oppiacei, soprattutto eroina. Nello stesso anno però i minori ricoverati per intossicazione da cannabis sono stati il 44,2 per cento, il che significa che le canne fanno male al punto da mandare in ospedale e che fanno male soprattutto ai giovani. È dimostrato che quelle di ultima generazione, modificate geneticamente, sono dieci o venti volte superiori in termini di tossicità rispetto a quelle fumate vent’anni fa. Queste droghe distruggono irrimediabilmente le cellule neuronali, abbassando memoria e quoziente di intelligenza e facendo aumentare nei nostri poveri ragazzi le schizofrenie. Questi dati drammatici ci portano a dire che nell’arco di quattro o cinque anni avremo una catastrofe antropologica.

Pensate di avere margini per una battaglia in Senato?
Il fatto che un emendamento del provvedimento ne contraddica l’impianto normativo di base ci fa sperare per una modifica. Altrimenti solleveremo la questione di fronte alla Corte costituzionale.

 

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