Google+

«Dio non è uno spray». Con una sola parola papa Francesco ha fregato il diavolo

aprile 29, 2013 Berlicche

Berlicche non crede più alla vulgata di Bergoglio immigrato sempliciotto: il Pontefice ha spazzato via nichilismo e panteismo con una immagine geniale

Mio caro Malacoda, non sottovalutare Papa Francesco. Non credere alla vulgata dell’immigrato sempliciotto che parla piemontese e torna nel paese dei nonni, usa un linguaggio alla portata di tutti, parla più con i gesti che con i ragionamenti, bacia bambini e ammalati e oltre alle persone ama anche la natura.

Dietro c’è del pensiero profondo. La semplicità è la conquista di chi sa combattere battaglie difficili, di chi nel duello invece di esaltare l’avversario sa individuarne il punto debole e ha l’arte sublime di esporlo al ridicolo. Ti faccio un esempio concreto e nello stesso tempo “alto”, una questione culturale che impegna il confronto secolare ma attualissimo tra concezione religiosa e laica del mondo. Non basta dire: credo in Dio, o negarlo. Perché il pensiero laico, che pur vive di trionfi quanto alle sue conseguenze (divorzi, aborti, eutanasia, matrimoni omosessuali, bambini in provetta, manipolazioni genetiche… si vive praticamente come se Dio non esistesse) non altrettanto può dire dei suoi successi teoretici. Il caso classico in cui l’espulsione dell’ipotesi di Dio dalla vita inciampa in aporie e contraddizioni è la questione della natura. L’affermazione di un naturalismo assoluto e senza trascendenza si combina con la negazione dell’esistenza di una natura data e soprattutto di una sua legge. La contraddizione, una volta innescata, si avvita su se stessa: si riconosce dignità di esistenza e dovere di rispetto a tutto ciò che è “naturale” in natura proclamandone l’intoccabilità, mentre si esalta il diritto di ogni artificio e intrusione, come se fosse la cosa più naturale del mondo, in quel livello della natura che è l’uomo.

Ci sono due posizioni intellettuali e morali dietro questo modo di pensare e agire: il nichilismo e il panteismo. La prima può spiegare significativamente l’idea dell’onnipotenza della tecnica su quel nulla che è l’uomo (cioè di alcuni superuomini su altri uomini), ma ha qualche difficoltà a comprendere l’amore per la natura e per “l’ambiente” se non relegandolo alla sfera del sentimento. Alla bisogna si presta meglio il panteismo, un laicismo che si veste di religiosità confondendo in questo caso sì i semplici con l’affermazione non che Dio è in tutto, ma che tutto è Dio. Questa piccola variazione semantica dà totale libertà, nel senso di assenza di legami, alla religiosità del singolo, la rende eterea, inafferrabile… e inutile.

Ecco, Papa Bergoglio ha detto tutto questo con una parola, “spray”. Efficace, riconducibile a un’esperienza quotidiana e facilmente memorizzabile: Dio non è uno spray. Riascoltalo: «Possiamo domandarci: “Abbiamo fede?”. “Sì, sì: io credo in Dio”. “Ma in quale Dio tu credi?”. “Mah, in Dio!”. Quante volte sentiamo questo “in Dio”. Un dio diffuso, un dio-spray, che è un po’ dappertutto ma non si sa cosa sia». Una cosa detta a braccio durante una predica? Vai a leggere pagina 97 del suo libro-intervista: «Un Dio che mi aspetta e mi ama, non un qualcosa di vago. Il panteismo nell’aria, tipo spray, non funziona. Alla lunga ha bisogno di plasmarsi un idolo e finisce così per adorare un albero, o per vedere Dio in un albero», o nella scienza, o nella tecnica o nella politica.

Diffida dei semplici, sono intelligentissimi.

Tuo affezionatissimo zio Berlicche

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

4 Commenti

  1. fdsfdsfdsg scrive:

    bisogna applaudire ogni cavolata che dice questo qui?

  2. ne scrive:

    parliamo di cose più interessanti: ma i cani ci vanno in paradiso? perchè se non ci vanno io volgio andare all’inferno con il mio cane, in caso contrario bisogna che cerchi di capire come fare ad andare in paradiso… so solo che qualuncue cosa ci sia dopo voglio stare con il mio cane e mio marito

Tempi Motori – a cura di Red Live

La seconda generazione della supercar elettrica tedesca porta al debutto il sistema di guida autonoma destinato nel 2017 alla nuova ammiraglia A8.

Il Concorso d’Eleganza comasco è uno degli auto show più esclusivi al mondo e, anche quest’anno, ha ospitato prototipi straordinari. Ecco le più belle concept del 2015.

La concept tedesca s’ispira alla CSL del 1972, puntando alla massima leggerezza grazie al massiccio ricorso al carbonio. Il 6 cilindri benzina è abbinato a un inedito modulo elettrico.

La concept dell’atelier milanese adotta un V8 4.2 Maserati da 405 cv. Pesa 1.000 kg e si ispira alla storica 450S Coupé Costin/Zagato del 1957. Scocca in carbonio.

La Lambo di serie più potente di sempre? Eccola. Con 750 cv, trazione integrale, ammortizzatori magneto-reologici e sterzo adattivo. Impressionante, sorprendentemente reattiva. E non solo per piloti. Costa 327190 euro tasse escluse

Speciale Nuovo San Gerardo