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Cresce il numero degli uteri in affitto anche a causa «delle adozioni dei gay»

luglio 3, 2012 Benedetta Frigerio

Secondo un’indagine di un osservatorio internazionale cresce la piaga della maternità surrogata nei paesi del Terzo Mondo. Un business milionario, dai rivolti tragici

Sono in aumento le madri surrogate che nei paesi del Terzo Mondo vengono reclutate per offrire i loro uteri alle coppie omosessuali. A rivelarlo è Il Foglio di oggi che riporta l’indagine dell’osservatorio internazionale BioEdge. Il portale bioetico ha domandato per iscritto a una serie di cliniche indiane, ma anche nordamericane, quanto l’equiparazione legislativa del matrimonio gay a quello naturale (e relative procedure di adozione) stia influenzando il fenomeno della maternità surrogata. La risposta dei responsabili delle cliniche segnala la crescita del fenomeno «fra le donne bisognose nei paesi in via di sviluppo che si accingono a lavorare per coppie gay in cerca di offerte low cost». Con l’India in testa perché «qui i costi ammontano a un quinto rispetto a una maternità surrogata negli Stati Uniti o in Europa». Si legge, ad esempio, l’ammissione del direttore della clinica della fertilità di Chennai, il dottor Samundi Sankar: «Sì abbiamo un numero consistente di gay che visitano la nostra clinica e abbiamo notato l’incremento delle richieste da parte di coppie omosessuali da quando le loro unioni sono riconosciute dagli Stati». Commenti simili giungono anche dalle cliniche occidentali: Jeffrey Steinberg, direttore dell’Istituto di fertilità di Las Vegas e di Los Angeles, conferma che nelle cliniche per la fecondazione assistita negli Stati Uniti «sta emergendo un trend prevedibile. Da quando sono stati legalizzati i matrimoni gay siamo stati sommersi dalle richieste di donatori di ovuli e di maternità surrogate».

In effetti, già nel giugno scorso, l’incremento delle donne indiane disposte a sottoporsi al trattamento era balzato alle cronache dopo la morte di una di loro. Premila Vaghela, la donna che all’età di 30 anni, dopo ripetuti trattamenti ormonali, non era riuscita a concludere la gravidanza morendo prima di partorire. Il quotidiano inglese The Guardian, fra i pochi a raccontare la morte della Vaghela, aveva sottolineato che la donna era solo una delle tante, riportando i numeri di un’industria che solo in India fattura ogni anno più di 2 milioni di dollari. Le cifre si aggirano intorno ai 25 mila parti di bambini indiani già nati tramite fecondazione artificiale da madri surrogate. E parlano di cliniche che si diffondono sopratutto nelle parti più povere del paese, dove si trovano donne disperate e disposte a tutto a causa dell’indigenza.

La metà dei bambini partoriti in questo modo è destinata a coppie occidentali. Normalmente, poi, queste donne sono sottoposte a infiniti cicli ormonali che le distruggono sia psicologicamente sia fisicamente, senza contare che la maggioranza di loro viene sottoposta a taglio cesareo, così da far coincidere il parto con l’arrivo nel paese della coppia adottiva.

Come rimedio, alcuni giornali occidentali, riportando quasi imbarazzati la notizia, hanno incolpato la mancata «regolamentazione del mercato riproduttivo». Non si capisce, però, come sia sostenibile una posizione che mentre parla di argini legislativi alla maternità surrogata accetta come incontestabile il principio per cui il diritto ad avere figli è da considerarsi assoluto, al di là del sesso e degli impedimenti della coppia.

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71 Commenti

  1. Alex Galvani scrive:

    Ah bè, se è il FOGLIO a scriverlo,
    come dubitare della correttezza di questa ricerca, vero, signora Frigerio?
    Soprattutto: come mai LEI non cita MAI la percentuale di coppie eterosessuali?
    Oh, si, certo, perchè questo non sarebbe un buon motivo per un articolo.
    Per onestà e completezza, ci piacerebbe sapere la percentuale di coppie eterosessuali, sa, per dire che quelle gay sono in aumento significa che sono in aumento su un numero assoluto.
    Non lo sa, vero? Ha solo copiato l’articolo del Foglio, vero?
    Cordiali saluti

    • gmtubini scrive:

      Che diavolo significa “se è il FOGLIO a scriverlo”?

      La consideri una testata inattendibile? E perché? Non avrai mica qualche pregiudizio?

    • Benedetta Frigerio scrive:

      Non cito solo il Foglio se ha visto sono andata alla fonte originale. E ho citato alcune delle dichiarazioni presenti sul portale BioEdge, sono interviste ai direttori di cliniche che facendo soldi su queste cose non hanno interessi a incolpare chi ricorre a tecniche così inumane. Omosessuali o no questa roba degli uteri in affitto è disumana. Ma che società è una che per soddisfare i desideri dei più forti permette lo sfruttamento delle vite più deboli? Mi dica preferisce essere trattato come l’oggetto della soddisfazione di una persona o essere rispettato ed amato da chi per amore è capace di sacrificare se stesso?

      • Alex Galvani scrive:

        Scusi, signora Frigerio,
        lei è la stessa persona che qua su Tempi, la scorsa settimana ha pubblicato una recensione praticamente inginocchiata a un lbro di una ragazza che si dice maltrattata dal padre, per portare in luce il maltrattamento dei genitori omosessuali?
        Cioè, quel che intendo è: proprio mentre Telefono Azzurro, Save the Children e altre associazioni cercano di portare a galla il disadattamento e la violenza nella famiglie eterosessuali.
        Preciso meglio: mentre LORO non fanno di tutta l’erba un fascio, sulle famiglie eterosessuali, ma LEI si?
        No, perchè questo, secondo la SUA definizione qua sopra, è ESSERE TRATTATO COME OGGETTO.
        Accanto a questo, le chiedo di chiarirmi il suo concetto di “oggetto della soddisfazione di una persona”: avere un figlio con metodi naturali, cioè con un rapporto sessuale, è trattare una persona come un soggetto? Ah, si? Perchè?
        A me non basta il tuonare della retorica, signora Frigerio.

        • gmtubini scrive:

          Ma se ti ci crogioli, nella retorica!

          • Alex Galvani scrive:

            Chiedo scusa, ci conosciamo, per caso?
            Perchè io non le ho dato alcuna confidenza, men che meno l’ho invitata a darmi del tu.
            La sua famiglia non le ha mai insegnato l’educazione, vedo…

            • gmtubini scrive:

              Noto che oltre a crogiolarti nella retorica, sei anche scarso di fantasia, visto che mi hai indirizzato due volte il medesimo post in perfetto stile “maestrina elementare”, al quale mi limiterò a rispondere con un copia-incolla riportandoti qui quello che ho scritto di là:

              Caro “misirizzi”, io sono ben lieto di non conoscerti, anche se mi sono fatto una idea di TE leggendo le TUE spocchiose e tediose tiritere a favore dell’ideologia di genere che posti a cottimo da queste parti, dalle quali si evince, senza ombra di smentita, che TU, ahimè, non hai titolo di merito alcuno per insegnare l’educazione a chicchessia e, dunque, io ti do del TU quanto mi pare e piace, con e senza il TUO permesso. Metti anche in conto che della tua TUA disapprovazione e del TUO biasimo io me ne frego altamente, non so se sono stato chiaro.

              • Alex Galvani scrive:

                Non sono io che mi ripeto mancando di fantasia.
                E’ lei che si ripete eccedendo di maleducazione.
                Decisamente la sua famiglia ha dimenticato di darle una educazione decente.
                Peccato per lei, non sa cosa si perde.

                • gmtubini scrive:

                  Oh bravo misirizzi!

                  • Alex Galvani scrive:

                    è bello vedere povera gente, umanamente parlando, disperata al punto da sentirsi più forte solo se impone la propria maleducazione, dando del tu a chi pare a loro.
                    Mi dispiace che lei abbia avuto la famigliaccia che le è capitata. Evidentemente sua mamma e suo papà non son stati in gradi di trasmetterle il senso del vivere civile. dopo venti vole che la invito a darmi del lei, ancora ostenta questi giochini del tu, che la fanno sentire il vero maschiaccio della situazione. Che rivincita, caspita.
                    Bè, quando lo imparerà, noi siamo qua.
                    per il momento, addio, burino.

  2. gmtubini scrive:

    Dunque Sua Signoria Illustrissima Alex Galvani (che mi rimprovera d’essermi rivolto alla Sua Augusta Persona con un ignobile TU), si impegna, dall’alto della sua superiore cultura di pedagogo (!), nel tentativo di smontare con sofismi da quattro soldi i fatti esposti nell’articolo di Benedetta Frigerio. Dunque, a parer suo, l’abominevole pratica dell’utero in affitto, ovvero la mercificazione più triviale della maternità perpetrata per il soddisfacimento delle voglie e delle ambizioni delle coppie omosessuali ovviamente sterili, sarebbe meno grave e deleterio nella misura in cui tale abominio viene compiuto anche da coppie eterosessuali accidentalmente sterili, ciò ovviamente senza considerare minimamente che la matrice nichilista ed edonista che sovrintende a questa sconcezza è la stessa in entrambi i casi, ma, inspiegabilmente, questo banale concetto morale pare non faccia breccia nel comprendonio di Sua Signoria, La quale invece pretenderebbe, per completezza d’informazione (ça va sans dire!), di sapere i dettagli sulle frequenze statistiche dei fruitori di questo triste commercio, sperando di negare quello che il buon senso, imperterrito, ci suggerisce: siccome gli omosessuali non possono figliare in modo naturale, è logico che la prole, che essi ambiscono a sfoggiare per placare la loro ansia di normalità, da qualche parte debba pur uscir fuori… La troveranno forse sotto i cavoli?!

    • Alex Galvani scrive:

      aaaaah, il buon senso.
      e io che pensavo che nel XX e XXI secolo avessimo abbandonato il buon indefinibile senso per passare a qualcosa che fosse sia razionale, sia condiviso dagli esseri umani.
      aaaah, ho capito, siamo tornati al medioevo, e me l’ero persa.
      meno male che ho un glossatore a disposizione che spiega a tutti quelli che leggono (ammesso e non concesso che gl’importi qualcosa) come la penso e cosa sia più o meno grave.
      obviously, un glossatore con buon senso, va da sé…

      • gmtubini scrive:

        Tu ti “sei persa” anche la ragione: nel mio post precedente, il “buon senso” lo si applicava “sic et simpliciter” al fatto di evidente constatazione e di incontestabile evidenza che, dal momento che le coppie omosessuali sono naturalmente sterili (a meno che la tua ideologia non si spinga fino al punto da farti credere che da rapporti omosessuali si generi la vita!), da qualche parte i figli, che queste ostentano come auto nuove, debbano pur arrivare, a meno che la razionalità del XX e del XXI secolo (poveri noi!) non ti imponga di credere che questi nascano sotto i cavoli. Dunque sarà difficile che tu ci faccia avere qualche fondato dubbio sul fatto che se aumentano gli uteri in affitto non sia ANCHE per COLPA (nota pure che questa parola “medioevale” l’ho evidenziata apposta per contrariare te!) delle perverse aspirazioni delle coppie gay. Quindi, caro misirizzi, l’unica cosa che qui “va da sé” è la tua comprensione della realtà. Infine, egregio misirizzi, stai pur tranquillo che non ci penso neanche a chiosare le tue solenni bischerate, dal momento che il mio intento è solo quello di risaltarne la ridicola spocchiosa insussistenza, nonché l’artificiosità speciosa dei tuoi ragionamenti che tanto temono e aborriscono il caro vecchio “buon senso”.

        • Alex Galvani scrive:

          hahahahahahahaha.
          Vedo che la sua omofobia non è disgiunta da misoginia… adesso siamo passati al femminile. Evidentemente per insultare una persona gay non c’è niente di meglio che paragonarlo a una donna. Ops.
          Guardi, il suo incipit dice già tutto, non c’è bisogno di aggiunger granché.

          Sulle sciocchezze della COLPA delle coppie gay per gli uteri in affitto, spiacente doverle far presente che è una pratica creata dai suoi colleghi eterosessuali, e che gli eterosessuali sono il 95% degli utilizzatori di questa tecnica. Ops.
          Ah, complimenti per aver sputato, implicitamente, anche sull’adozione, dato che questi figli, come per le coppie omosessuali sterili, arrivano da un’altra parte anche loro, rispetto la coppia etero di genitori che li adotta. Ops.
          Questa è la sua etica? Si accomodi pure, povera vittima innocente.

          • gmtubini scrive:

            Non sai neanche leggere l’italiano. Tu avevi scritto “me l’ero persa” e io ironicamente ho riferito quel mio “ti sei persa” alla “ragione” che, a quanto dicono i dizionari, è un sostantivo femminile. Il fatto che tu abbia tutti codesti metri di coda di paglia non ti fa riflettere nemmeno un pochino?

            • Alex Galvani scrive:

              LE SUE BUGIE mi fanno sorridere.
              Legga qua quel che ha scritto, invece di MENTIRE di nuovo.

              Tu ti “sei persa” anche la ragione:

              Sta palando con me, non con la ragione.
              Vediamo chi è analfabeta e chi bugiardo, ora.
              Il suo tentativo è veramente patetico.
              hahahahahahahahahaha.

              • gmtubini scrive:

                Tu hai dei seri problemi mentali. Che ne è stato della tua ragione? Te la sei persa?

                • Alex Galvani scrive:

                  hahahahahahaha.
                  detto da lei, un omofobo incompetente che cita siti ridicoli, e un maleducato di una certa consistenza, è come ricevere una medaglia al valore.

                  • gmtubini scrive:

                    Immagino tu non abbia difficoltà alcuna a comprendere dove, se dipendesse dal sottoscritto, tu potresti allogare la tua medaglia al valore. Viste le abitudini di cui meni vanto in continuazione, suppongo anche che non dovresti trovare difficoltà alcuna nello stoccaggio. Buonanotte, misirizzi transatlantico. Ricordati di passare al CIM domattina.

                    • Alex Galvani scrive:

                      hahahahahahaha.
                      Lei è palesemente confuso dal suo desiderio e soprattutto dalla sua ossessione sessuale.
                      Spiacente, ma a differenza di lei, io non ho mai parlato nè vantato delle mie “abitudini”.
                      Quindi davvero la medaglia va al posto canonico, non in altri da cui lei è palesemente attratto ogni volta che scrive un messaggio.

                    • gmtubini scrive:

                      La tua ansia di attribuire agli altri turbe sessuali per sentirti meno solo è fuori luogo. In tutta Italia si usa dire “mettitelo in quel posto”. Quindi la tua analisi da tre palle e un soldo riservatela per te.

              • gmtubini scrive:

                Tu, caro professore, avresti tanto bisogno di seguire una lezione sui vari usi delle “virgolette”. Quando colmerai questa tua lacuna ti renderai conto di averla fatta fuori dal vaso anche su questa faccenda. Ciao professore somarello.

                • Alex Galvani scrive:

                  hahahahaha.
                  come le ho detto, se lei è così sfortunato da avere avuto una famiglia umanamente povera che non le ha insegnato l’educazione, quella base che anche gli animali da compagnia imparano presto, non è un mio problema. altro che virgolette.
                  Saluti, signor Burino.

      • Franz scrive:

        Salve.
        Mi scusi, ma Lei è sicuro che il concetto di “buon senso” sia medievale?! Ed è veramente sicuro che il Medioevo sia soltanto un’epoca di barbarie, al contrario di XX e XXI secolo (dove la razionalità dominante ha fatto solo del bene, vero…)?!
        Inoltre, la saccenza e l’arroganza con cui le Sue opinioni vengono esposte ed argomentate – visto che come Lei ha giustamente detto in altri post, di opinioni si tratta – non Le sembrano un tantino medievali, tanto per rimanere a livello della terminologia e docimologia che Lei usa?!
        Emerge anche evidente il fatto che, dal numero di post Suoi sugli articoli della Frigerio, c’è una voglia di rispondere, quasi compulsivamente, a tutti gli interventi su di essi, quasi per paura che qualcuno possa condividere quelle posizioni: si potrebbe tranquillamente parlare di un atteggiamento appunto medievale o, forse, meglio, totalitario (visto che il XX secolo è così incomparabilmente superiore al Medioevo… ahahahah)…
        Cordiali saluti.

        • Alex Galvani scrive:

          Egregio signor Franz,
          mi faccia indovinare: lei è eterosessuale, vero?
          Lo sa come lo? Dal fastidio che prova, mentre scrive, all’idea che qualcuno possa chiederle di motivare quel che pensa su QUELLI come me.
          E’ che proprio non vi riesce di occuparvi delle materie vostre e quando qualcuno vi chiede ragione, vi saltano i nervi (non la sto sfottendo o insultando, sto solo registrando la reazione di alcuni di voi, qua dentro).
          Lo sa perchè commento sempre (o come forse potrebbe scrivere lei “inseguo”) la signora Frigerio?
          Perchè è una persona che dall’alto della sua MAGGIORANZA assoluta del 93-95%, con tutti i diritti al posto giusto, scrive solo ed esclusivamente articoli negativi (e spesso inesatti) sulla MINORANZA sociale del 5-7% a cui manca la possibilità di esercitare i dirriti (quelli della signora Frigerio e i suoi, per intenderci) a cui IO appartengo. Cioè commento i commenti su di me (come gay) della signora Frigerio.
          Questa è la piiiiiiiiccola differenza, tra lei eterosessuale, su cui nessuno mai discuterà la dignità, la capacità educativa, il valore sociale della sua unione, e me, che sono fatto OGGETTO di discussione da gente che di omosessualità (come la signora Frigerio) non sa proprio niente.
          Mi dispiace lei sia piccato che per parlare di me, io esigo dalla gente la competenza.
          E’ lo stesso motivo per cui lei ha scambiato i miei appunti (si, spesso severi) con OPINIONI. Non ho opinioni da condividere, nè le faccio arrogantemente perder tempo a leggere le mie idee, non sono importanti e molto probabilmente, non sono neanche intelligenti.
          Ma quando la signora Frigerio scrive falsità, imprecisioni non casuali sul gruppo sociale minoritario di cui faccio parte, ho TUTTO il diritto di incazzarmi coi saccentoni.
          Cordiali saluti.

          p.s. sorvolo sulla questione medievale per non dilungarmi e annoiarla. Incidentalmente insegno storia e cultura europea in una università americana, qualcosina – come dire – la so.

    • lu8051 scrive:

      E questa volta mi trovo invece d’accordo con il principio di base espresso nell’articolo e cioè nel condannare lo sfruttamente di persone in stato di necessità.

      Spiace però constatare come anche questa volta l’articolo contenga delle imprecisioni (ad esempio attribuendo la citazione al medico sbagliato, forse a causa della troppa fretta) e non perda l’occasione nel puntare il dito contro una categoria, a fronte di un’inchiesta che il sito bioedge definisce come nè scientifica nè esauriente …

      perchè se è la pratica a dover essere condanata (e ripeto di essere più che d’accordo), che c’entra tirare fuori le coppie gay senza uno straccio di numero ?

  3. gmtubini scrive:

    Invece di cogliere un inaspettato assist per invocare (con le lacrime agli occhi) l’adozione di bambini indigenti da parte di volenterose e ricche coppie omosessuali, il team dei misirizzi invoca il “maanchismo veltroniano” con l’intento di redistribuire il peso della responsabilità del triste fenomeno degli uteri in affitto. L’auto-celebrazione della propria superiorità intellettuale “supposta” (di quelle con la glicerina) nei confronti del cristianesimo medioevale e papista, stavolta ha dato pochi frutti e bacati. Speriamo nella prossima occasione.

    • lu8051 scrive:

      GMTubini, ma che dice ? Se il titolo fosse stato diverso, nulla da eccepire. Invece no, e si riportano come fatti delle indagini “nè scientifiche nè esaurienti” ….

      • gmtubini scrive:

        Francamente l’unica cosa che si comprende veramente bene è che le indagini sono “scientifiche” ed “esaurienti” (qualcuno di voi dotti mi spiegherà come un’indagine statistica a campione possa essere veramente “esauriente”) quando concordano con i vostri pregiudizi ideologici, altrimenti ciccia! L’omosessualità fu depennata dalla lista dei disturbi mentali per alzata di mano, ma questa, a quanto pare, sembra proprio che sia una procedura “scientifica” ed “esauriente”!

        • lu8051 scrive:

          A dire il vero è l’autore dell’indagine (il sito citato nell’articolo) che dice che questa indagine non è esauriente. E per come è descritta pare proprio sia stata fatta per alzata di mano.

        • Alex Galvani scrive:

          hahahahahaha.
          Spiacente di rovinare il giochino delle sue bugie.
          L’omosessualità fu esclusa dal DSM nel 1973 dopo una revisione ordinaria che passò attraverso la commissione di revisione, aperta al pubblico, e poi il voto della commissione etica e infine del Board.
          Carol il nostro biguardino, l’alzata di mano di cui parla lei (ovviamente senza saperlo, o forse peggio sapendolo bene) fu la votazione successiva, quella richiesta dagli omofobi che non accettarono la procedura standard. Erano Socarides e Bieber, due psichiatri omofobi che avevan fatto soldi curando i gay, quindi era fonte di arricchimento. Chiesero loro un referendum per alzata di mano. E quando persero anche questo, allora contestarono che quell’ultima decisione (contro la loro mozione) non era valida perchè le decisioni scientifiche non si prendono per alzata di mano.
          Tralascio che dal 1951-1953 vennero pubblicate ricerche (la prima fu di Evelyn Hooker) che dimostravano che c’erano degli enormi pregiudizi nei ricercatori che “casualmente” trovavano patologie negli omosessuali. Bastava, nella ricerca, nascondere chi fosse gay e chi etero, e puff, come d’incanto, i ricercatori non trovavano differenze.
          Spiacente, questa bugia non ha funzionato.

          • gmtubini scrive:

            I tuoi sofismi da quattro soldi mi fanno scompisciare, caro il mio misirizzi transatlantico! Beccati ‘sto bel copia-incolla dal sito Pontifex Roma, che a dirsela tra noi è un po’ troppo fondamentalista anche per me, ma siccome m’hai dato del bugiardo…

            IMPOSTAZIONE DI UN PROBLEMA – 1) Storia della derubricazione dell’omosessualità dal DSM Uno degli argomenti del movimento gay per affermare che l’omosessualità sarebbe “normale” è l’affermazione secondo la quale l’APA, nel 1973, ha cancellato l’omosessualità dal suo manuale diagnostico, il DSM (Diagnostic and Statistic Manual); sulla scia di questa decisione, …

            … l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’ha cancellata dal suo manuale diagnostico, l’ICD (International Classification of Disease), nel 1991.

            Pochi però spiegano che questa decisione non è stato il frutto di un dibattito scientifico, ma di una operazione ideologica.

            Dal 1968 gli attivisti gay manifestavano alle riunioni della “Commissione Nomenclatura” dell’APA, chiedendo e infine ottenendo di partecipare agli incontri. Da quel momento il dibattito scientifico fu sospeso e sostituito da discussioni di carattere politico e ideologico che sfociarono nel 1973 nella decisione di mettere ai voti la questione.

            Ebbene sì: l’omosessualità fu derubricata dai manuali statistici grazie a una votazione (5.816 voti a favore e 3.817 contro)!

            Questa votazione avvenne nonostante il parere contrario della maggioranza degli psichiatri americani che si espressero attraverso un sondaggio indipendente (CFR H. L. Lief, Sexual Survey no.4 current thinking on homosexuality, Medical Aspects of Human Sexuality, 11 (1977) 110-111; CFR Socarides C. W., The Sexual Deviations and the Diagnostic Manual, American Journal of Psychoterapy, 32 (17 ) 414-426).

            Nel DSM IV rimase la voce “omosessualità egodistonica” (che fu tolta poi nel 1987), espressione che in generale designa soggetti spinti verso uno stato depressivo a causa di un conflitto con il proprio io.

            Il noto psichiatra Irving Bieber commentò la votazione del 1973: “Non si può davvero sostenere che la nuova posizione ufficiale riguardo l’omosessualità sia una vittoria della scienza. Non è ragionevole votare su questioni scientifiche come se si trattasse di mettere ai voti se la terra sia piatta o rotonda”.

            La voce «omosessualità», dunque, è scomparsa dal DSM. Questo cambiamento non è nato da nessun tipo di ricerca psicologica, che potesse spiegarlo e giustificarlo. La psichiatria ha cancellato l’omosessualità dai suoi manuali sotto la spinta intimidatoria di due fattori politici: l’ideologia della Rivoluzione Sessuale e i movimenti per i diritti delle minoranze.

            Oltre alle pressioni politiche, la commissione nomenclatura dell’APA ha cancellato l’omosessualità dai suoi manuali per eliminare fattori di discriminazione sociale nei confronti delle persone omosessuali. Ciò è stato sottolineato anche da alcuni noti attivisti Gay (CFR Simon LeVay, Queer Science (Cambridge, Mass.: MIT Press, 1996), p.224).

            È interessante la posizione di Robert Spitzer, che nel 1973 era presidente della “Commissione Nomenclatura” dell’APA. Egli, in seguito a una ricerca compiuta nel 2001 e confermata nel 2003 sull’efficacia della terapia riparativa, afferma di aver cambiato idea in merito alla possibilità di cambiamento dell’orientamento sessuale. In una dichiarazione rilasciata al “Wall Street Journal” il 23 maggio 2001, egli afferma: “Nel 1973, opponendomi all’opinione prevalente dei miei colleghi, appoggiai la rimozione dell’omosessualità dalla lista ufficiale dei disordini sessuali.

            Per questo motivo ottenni il rispetto dei liberals e della comunità gay, anche se ciò fece infuriare molti dei miei colleghi […] Ora, nel 2001, ho mutato opinione e questo ha fatto sì che venissi presentato come un nemico della comunità gay e così la pensano in molti all’interno della comunità psichiatrica e accademica. Io contesto la tesi secondo cui ogni desiderio di cambiamento dell’orientamento sessuale di un individuo è sempre il risultato della pressione sociale e mai il prodotto di una razionale motivazione personale”.

            2) Contraddizioni scientifiche nate dall’operazione ideologica della Commissione Nomenclatura dell’APA:

            A) Nai manuali diagnostici dell’APA è tuttora presente il DISTURBO DELL’IDENTITA’ NEI BAMBINI.

            IL DSM -IV -TR, Criteri diagnostici, traduzione italiana, Masson, Milano 2004, disturbo F64.2: Per esempio: “nei bambini (…) avversione verso i giochi di baruffa e rifiuto dei tipici giocattoli, giochi e attività maschili; nelle femmine (…) marcata avversione verso l’abbigliamento femminile tradizionale”.

            Come si può vedere, il disturbo descritto è altamente predittivo di un futuro sviluppo dell’omosessualità.

            Il Manuale Diagnostico dell’APA ha creato una contraddizione di fondo, infatti esso considera i disordini dell’orientamento sessuale una patologia nel bambino e, poi, considera il loro esito conclusivo nell’adulto (come l’omosessualità) una condizione normale.

            Nella natura umana non esiste il terzo sesso omosessuale in grado di autoriprodursi. Nessun omosessuale è mai nato da una coppia di omosessuali. Tutti gli esseri umani sono eterosessuali: alcuni eterosessuali hanno un problema di tipo omosessuale.

            B) IL DSM-IV-TR ( citato) considera ancora come disturbo sessuale un persistente e intenso disagio riguardo all’orientamento sessuale (vedi DSM: disturbo F52.9).

            Ma questo disturbo non ben specificato è proprio quello dell’omosessualità “egodistonica” che veniva citata nel DSM-III, Criteri diagnostici, traduzione italiana, Masson, Milano del 1983, disturbo 302.00, ossia quella degli omosessuali che non si riconoscono nell’identità gay.

            CAMBIARE ORIENTAMENTO SESSUALE E’ POSSIBILE E LA LIBERTA’ DI CAMBIARE ORIENTAMENTO SESSUALE E’ UN DIRITTO:

            “L’associazione psichiatrica americana dovrebbe smettere di applicare una logica del doppio peso nel senso di scoraggiare la terapia di riorientamento, mentre attivamente consiglia la terapia di gay-affirmative per confermare e solidificare un’identità di gay” (Robert Spitzer -Presidente della Commisione Nomenclatura APA che decise la derubricazione dell’omosessualità dal DSM).

            Pubblicato un importante studio del Prof Robert Spitzer che dimostrata l’efficacia dellaTerapia di Riorientamento sessuale.

            The results of a study conducted by Dr. Robert L. Spitzer have just beenpublished in the Archives of Sexual Behavior, Vol. 32, No. 5, October 2003,pp. 403-417.

            Robert Spitzer, docente di psichiatria alla Columbus University di New York, prestigioso psichiatra dell’ APA (Associazione psichiatrica italiana) fu tra gli esperti che sollecitarono una revisione critica degli studi sull’omosessualità: egli era PRESIDENTE del comitato della nomenclatura del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders dell’Associazione Psichiatrica Americana. Grazie alla sua autorità scientifica le tendenze omosessuali furono cancellate come – disordine – dal manuale dell’American PsychiatricAssociation e vennero riclassificate come condizione normale.

            I risultati attuali degli studi di Spitzer sfidano il presupposto comunemente ritenuto che un orientamento omosessuale è “chi uno è”, cioè una parte intrinseca dell’identità della persona che non può essere mai cambiata.

            Lo studio ha attratto particolare attenzione perché il suo autore, un eminente psichiatra, è considerato come campione storico dell’attivismo gay.

            È la terapia di riorientamento nociva?

            Per i partecipanti al nostro studio, nota Spitzer, non c’erano prove di danno. “Al contrario”, dice, “hanno segnalato che era utile in una varietà di casi cambiare l’orientamento sessuale in se”.

            “E proprio perché il suo studio ha trovato beneficio considerevole e nessun danno”, Spitzer ha detto, che “l’associazione psichiatrica americana dovrebbe smettere di applicare una logica del doppio peso nel senso di scoraggiare la terapia di riorientamento, mentre attivamente consiglia la terapia di gay-affirmative per confermare e solidificare un’identità di gay”.

            Ancora, Spitzer ha scritto nella sua conclusione, “i professionisti del settore medico-sanitario mentale dovrebbe smettere di muoversi nel senso di sconsigliare la terapia che ha, come obiettivo, un cambiamento nell’orientamento sessuale. In molti pazienti, se con consenso, informati circa la possibilità che saranno delusi se la terapia non riesce, può fare funzionare una scelta razionale per sviluppare il loro potenziale eterosessuale e la minimizzazione delle loro attrazioni omosessuali indesiderabili”.

            La terapia di riorientamento è scelta soltanto dai clienti che sono guidati da senso di colpa – che è conosciuto popolarmente come “omofobia”?

            Al contrario, Spitzer conclude che, nel fatto, “la capacità di fare una tal scelta dovrebbe essere considerata fondamentale dell’autonomia e dell’autodeterminazione del cliente”.

            Il Professor Spitzer ha seguito un gruppo di 200 omosessuali fortemente motivati che si sono sottoposti volontariamente ad un percorso di riorientamento. Il risultato è stato sorprendente: le pulsioni omosessuali si sono spente e gli individui sono tornati ad una eterosessualità funzionante. Spitzer ha anche riconosciuto la validità scientifica dell’approccio di Joseph Nicolosi per il riorientamento degli omosessuali non gay che, liberamente, sono motivati a percorre la strada del cambiamento.

            Spitzer ha dichiarato, nel commentare la sua ricerca: “clearly goes beyond anecdotal information and provides evidence that reparative therapy is sometimes successful”. (Nicolosi ed il NARTH sono consulenti della America Medical asociation).

            Perché gli orientamenti sessuali possono essere mutati?

            Perché nel cervello umano vi sono aree che rispondono unicamente al codice genetico, ma vi sono “zone plastiche”, che possono modificarsi. Le aree che vengono modificate dalle abitudini, dall’apprendimento, sono quelle frontali e le zone anteriori dell’area temporo-parietale.

            La enorme capacità del cambiamento comportamentale, in ambito psicologico, è stata sperimentalmente verificata negli studi sul condizionamento di Pavolov, in quelli sul condizionamento operante di Skinner e in quelli sull’apprendimento vicario di Bandura.

            Se oggi Freud chiedesse qual è la sede dell’inconscio, potremmo rispondere che si trova nei lobi frontali collegati con il sistema limbico. Essi sono la sede della cognitività e dell’apprendimento, come pure della creatività e dei sogni. Ma i lobi frontali sono modificabili dall’esperienza, così come può subire l’influenza dell’ambiente e modificarsi anche il sistema limbico – cioè gran parte di quello che, un tempo, veniva indicato come “rinencefalo” -, il complesso di strutture encefaliche che occupano la parte mediale e ventrale degli emisferi, del quale l’ipotalamo è uno degli elementi centrali e che è implicato nel comportamento sessuale e in varie emozioni.

            Ogni esperienza nuova, a lungo ripetuta, ogni attività cognitiva e ogni apprendimento svolge una vera e propria azione biochimica sull’encefalo plastico e modifica le strutture biologiche cerebrali.

            In Italia, per esempio, questo è stato dimostrato dagli studi dello psichiatra ateo Vittorino Andreoli, padre della psichiatria Italiana (“La terza via della Psichiatria”).

            INTOLLERANZA DELL’APA

            Ex Presidente dell’APA , Perloff, membro della commisione Gay e lesbiche, contro l’intolleranza dell’APA che, condizionata dalle lobby mafiose gay, vuole impedire la libertà di cambiare orientamento sessuale.

            L’ex Presidente della American Psychological Association, Robert Perloff, è stato lo speaker principale all’annuale conferenza del NARTH, che si è tenuta a Washington DC il 14 dicembre 2004.

            NARTH: Associazione per la ricerca e la terapia dell’omosessualità.

            Il dott. Perloff è professore emerito di gestione aziendale e di psicologia presso la scuola di specializzazione di economia e commercio Joseph M. Katz, Università di Pittsburgh.

            La relazione dell’ex presidente dell’APA intitolata “liberi di scegliere”, ha ricevuto una standing ovation dai partecipanti alla conferenza. L’incontro al Wyndham Hotel di Washington ha visto la più grande affluenza di pubblico di tutte le conferenze del NARTH.

            Il dott. Perloff ha iniziato la sua conferenza sottolineando l’importanza dell’auto-determinazione del cliente, principio fondamentale di tutte le professioni che si occupano di salute mentale. Egli ha dichiarato:

            “Sono qui come paladino del diritto di scelta (…) Credo fermamente che la libertà di scelta dovrebbe governare l’orientamento sessuale di una persona (…). Se gli omosessuali scelgono di trasformare la loro sessualità in eterosessualità, questa risoluzione e decisione spetta solo a loro, e non dovrebbe essere manipolata da gruppi di interesse, inclusa la comunità gay (…)”.

            A sostegno del manifesto del Narth ha concluso:

            “Il diritto individuale all’auto-determinazione della sessualità – o autonomia sessuale – è, sono felice di vedere, insito nella dichiarazione d’intenti del NARTH: Narth rispetta la dignità, l’autonomia e la libertà d’azione del cliente. Tutti gli individui hanno il diritto di affermare un’identità gay, o di sviluppare il loro potenziale eterosessuale. Il diritto di cercare una terapia per cambiare il proprio adattamento sessuale è considerato ovvio e inalienabile. Sottoscrivo pienamente il manifesto del Narth precedentemente menzionato”.

            Facendo notare che egli era un membro della divisione gay e lesbiche dell’APA, il dott. Perloff ha rinnovato il suo appoggio alle questioni gay e lesbiche.

            Tuttavia, ha con forza dichiarato la sua opposizione ai tentativi della comunità gay all’interno dell’APA di impedire agli psicoterapeuti di accettare clienti desiderosi di sviluppare il loro potenziale eterosessuale.

            Il dott. Perloff ha espresso i seguenti motivi per la sua posizione:

            1. “L’individuo ha il diritto di scegliere se desidera diventare eterosessuale. E’ una sua scelta, non quella di una lobby mossa dall’ideologia”;

            2. “Scoraggiare uno psicoterapeuta dall’impegnarsi con un cliente che desidera cambiare, per motivi che spiegherò, è contro la ricerca, contro il sapere e antitetico verso la ricerca della verità”;

            3. “Negare ad un cliente l’opportunità di intraprendere un’esperienza psicoterapeutica è potenzialmente dannoso nei confroti del cliente stesso, che può benissimo avere problemi emotivi e blocchi nella salute mentale indipendenti dal suo orientamento sessuale”.

            Il dott. Perloff ha rilevato la quantità crescente di ricerca che contraddice il concetto popolare che non è possibile cambiare il proprio orientamento sessuale.

            Egli ha concluso:

            La ricerca sul cambiamento sessuale è, quindi, un vero e proprio lavoro in corso, una questione aperta, e gli sforzi di dichiarare che il cambiamento è “destinato al fallimento” e che è “inutile” sono irresponsabili, reazionari e intellettualmente carenti.

            Quando gli è stato domandato dell’opinione della American Psychological Association riguardo la sua presenza al Narth, il dott. Perloff ha rivelato di aver ricevutopoco tempo prima una telefonata d’avvertimento da un ex membro del consiglio di amministrazione dell’APA.

            Questo collega psicologo “mi disse che un gruppo di membri dell’APA era molto preoccupato” del fatto che io avessi “il coraggio e la scorrettezza politica” di fare un discorso al Narth (definito come una combriccola di “farabutti”).

            La risposta del dott. Perloff al suo interlocutore è stata:

            “Se l’APA o una qualsiasi delle sue lobbies mafiose cercheranno di muovermi accuse etiche, affronteranno una causa tale che non ne avranno mai affrontata una simile prima d’ora”.

            Egli ha elogiato il Narth per la sua posizione, che considera rappresentativa della netta maggioranza degli americani a causa del sostegno popolare per il matrimonio tradizionale che è stato espresso nelle recenti elezioni nazionali.

            Il dott. Perloff ha incoraggiato il Narth ad accrescere il numero dei suoi membri e a continuare ad esporre le sue opinioni. Egli ha dichiarato che la libertà di scelta è “un diritto forte e incontestabile inerente il comportamento umano, specialmente in una società democratica come la nostra, in cui la libertà di espressione è garantita dalla costituzione degli Stati Uniti”.

            • Alex Galvani scrive:

              hahahahahaha.
              questa è stupenda! stupenda!!!!!!!
              un sito ANTI-GAY per dimostrare che non era una decisione ANTI-GAY quella di ri-rubricare di nuovo i gay come MALATI MENTALI.
              Ma lei pensa di essere il primo a citare quella buffonata di ricostruzione di Pontifex? Lei sopravvaluta la sua intelligenza, caro signore.
              E infatti, se fosse stato minimamente intelligente, si sarebbe accorto che stavo aspettando la citazione di questa fonte delirante e disonesta, e nel mio messaggio ci sono le parti mancanti a quella ricostruzione. Per esempio, la frase di Pontifex sulla votazione per alzata di mano. Se fosse stato minimamente intelligente, avrebbe visto che che è stata tagliata… E non per caso, ma per disonestà, perchè tacendo CHI ha proposto la votazione per alzata di mano (cioè Socarides e Bieber), poi può brillare la invalidazione di Bieber. Altrimenti si farebbe la figura patetica di uno che vuola la rivincita, e quando perde, frigna che la partita non è valida.

              Ma è questo il tipo di etica cattolica che la guida?

              • gmtubini scrive:

                Se tu avessi letto il mio post con un minimo di attenzione, sapresti che io non mi faccio guidare dall’etica cattolica di Pontifex Roma e l’articolo te l’ho riportato perché quello che avevo in mente non sono riuscito a ritrovarlo (era interessante, perché rendeva conto particolareggiato delle pressioni esercitate dagli attivisti gay sui votanti e delle insolite modalità di voto). In ogni caso non vedo perché tu, dopo averci scassato gli zebedei con i tuoi commenti contenenti dosi industriali di propaganda gay, non ti debba sorbire un po’ di propaganda anti-gay . Comunque, carissimo il mio misirizzi transatlantico, il fatto è che tu ancora sposti l’attenzione sui dettagli perché non ti va di ragionare della sostanza: può una votazione a maggioranza considerarsi un metodo scientifico degno di questo nome? No.

                • Alex Galvani scrive:

                  hahahahahahahahaha.
                  Ho letto tutto, invece, purtroppo per lei.
                  E’ che lei è così prevedibile, come ogni altro omofobo che posta articoli scritti da altri, e quando lo beccano… “eh bè, ma l’articolo non è esattamente quel che intendevo io”. Ma intanto chi ha postato articoli che mentono siete voi…
                  Lo vuole l’elenco dei suoi colleghi? Perchè tanto dite tutti le stesse cose, e vi fate beccare tutti sugli stessi articoli. Magari fondate un gruppo di supporto.
                  Non è colpa mia se è lei che ha scelto di postare quello perchè non ha trovato di meglio. Lavori meglio, vedrà che nessuno la contesta.

                  P.s. Prendo nota con gioia che ha appena ammesso che lei non sta parlando di cose reali, vere, sincere, ma di PROPAGANDA ANTI-GAY, cioè di ideologia (l’altro nome sociologico della propaganda) contro una minoranza.
                  Contento lei di farla, contenta la sua etica…

                  • gmtubini scrive:

                    Mi ripeto: a questo punto è evidente che tu hai dei seri problemi mentali! Secondo per non farmi “beccare” faccio un copia incolla con un intero articolo di cui tra l’altro cito la fonte? Massì, caro il mio misirizzi transatlantico, tu sei solo un povero stolto.
                    Buonanotte caro, ricordati di passare al CIM domattina.

                  • gmtubini scrive:

                    Te lo riposto perché non ci siano equivoci.
                    Mi ripeto: a questo punto è evidente che tu hai dei seri problemi mentali! Secondo TE per non farmi “beccare” faccio un copia incolla con un intero articolo di cui tra l’altro cito la fonte? Massì, caro il mio misirizzi transatlantico, tu sei solo un povero misero stolto.
                    Buonanotte caro, ricordati di passare al CIM domattina.

                    • Alex Galvani scrive:

                      hahahahahahaha.
                      Che burlone che è. Quando viene beccato, inizia a spostare il bersaglio.
                      Lei posta un articolo che è un delirio, persino dopo che io ho già postato la contestazione di quello stesso articolo.
                      E allora, e solo allora, lei adduce la scusa patetica che comunque non era la fonte originaria che lei voleva?
                      I fatti sono questi:
                      1) ho commentato la sua ricostruzione falsa della derubricazione,
                      2) lei ha postato un articolo ridicolo di un sito anti-gay che era già stato smontato dal mio intervento precedente (la roba delle alzate di mano e la mancanze non casuali nella ricostruzione)
                      3) l’ho beccata facendole notare che quell’articolo l’avevo già smontato prima e quindi quello era un tentativo patetico.
                      4) e lei che ha fatto? la volpe e l’uva: ha detto che non era comunque l’articolo che voleva postare.
                      Si, questi significa essere beccati. Questi sono problemi suoi caro signore, non certo miei.
                      Contenta la sua coscienza di queste figuracce con uno della mia risma, contenti tutti.

                  • gmtubini scrive:

                    L’assioma tra “propaganda” ed “ideologia” esiste solo nella tua mente bacata, inoltre io, non essendo un sociologo, do al termine “propaganda” il suo significato comune di “diffusione”. Delle cose “vere e sincere” tu non ne hai la benché minima idea visto che, focalizzando puerilmente altrove la tua attenzione, hai evitato di rispondere alla banale domanda: “può una votazione a maggioranza considerarsi un metodo scientifico degno di questo nome?”

                    • Alex Galvani scrive:

                      hahahahahaha.
                      vabbè, vedo che la MALEDUCAZIONE che la sua famiglia le ha insegnato, non riesce a tenerla a bada. Evidentemente manca non solo di educazione, ma anche di freni inibitori sociali. Praticamente gli animali sanno controllare meglio questi impulsi aggressivi.
                      Le ho già chiesto, con cortesia, di non permettersi confidenze con me, perchè fortunatamente per me, lei non fa’ parte della mia vita.
                      Ma vedo che, secondo la macchietta che continua a interpretare (spero per i suoi cari che sia solo una posa, perchè se è davvero così, madresanta, poveretti loro), lei imperterrito non trova niente di meglio che ostentare la BURINITA’ che è la caratteristica della sua vita. Facciamo che non ho più niente da dirle finchè non finge almeno di essere civile.
                      Buona fortuna, visto il tipo, ne ha davvero MOLTO bisogno…
                      Addio burino.

    • Alex Galvani scrive:

      Eh lo so, ha perfettamente ragione!!!
      Potevamo fare come scrive lei. Ma di frignoni e piagnoni, qua dentro, ce ne sono già in eccedenza, a vedere le sue parole, quelle della Frigerio e altre graziose personcine che esprimono generosamente le loro “opinioni” sulla dignità e le capacità degli altri.
      Noi invece preferiamo discutere, chiedendo conto ai moralisti del suo gruppo cosa loro fanno per non essere accusati delle stesse cose di cui accusano abbondantemente noi. Dunque, il pianto e le grida per il terribile politicamente corretto (che vi impedisce di vomitare letame sulle minoranze), o sul relativismo, li lasciamo a voi, che siete dei professionisti.

  4. Alex Galvani scrive:

    Sono senza parole!!!
    Sono andato a leggermi la cosiddetta “ricerca” (“ricerca”, ad essere veramente generosi), a questo url (www.bioedge.org/index.php/bioethics/bioethics_article/10135).
    E questo è il pensiero (pazzesco) di apertura:
    “We sent emails to a number of IVF clinics in the US and India asking whether they were preparing for a rising demand for surrogate mothers because of the legalisation of same-sex marriage”.
    Cioè la ricerca è una serie di email a cliniche indiane e americane per domandare se si stiano preparando alla crescita delle richieste di uteri in affitto dopo la legislazione sul matrimonio.
    La domanda non è: quali numeri e quale percentuale (gay) sul totale.
    Non c’è un solo dato in quella ricerca.
    Quindi è come se ci fosse questo scenario: ieri c’erano 2000 richieste di cui 2 da coppie gay (cioè lo 0,1%), e oggi sono 20 (cioè l’1%). Si, certo, l’aumento è del 1000%.
    Il problema è che il numero 20 in realtà è solo l’1% del totale.
    L’altro 99% è etero. E questa buffonata, lei, signora Frigerio, la chiama ricerca?
    E legga bene anche l’ultima frase, quella che ammette che non si conosce niente del tema, frase che lei casualmente si è dimenticata di citare.

    • gmtubini scrive:

      Anche se non ci occupiamo di traviare la gioventù americana come dici di fare tu, un po’ d’inglese lo sappiamo anche noi e, leggendo l’articolo su bioedge.org si capisce a sufficienza per sostenere che ciò che scrive Benedetta Frigerio è più che veritiero, e che i tuoi sono solo sofismi da quattro soldi che hanno il solo scopo di screditarlo agli occhi dei tuoi compari.

      • Alex Galvani scrive:

        hahahahahahaha.
        lei è divertentissimo, dico davvero.
        non rido così con gente seria, ma solo con i comici.
        per scrivere le sue stoccatine da moralista del venerdì sera, deve saltare a piè pari quel che ho scritto.
        quindi ripeto la domanda, caro avvocato della signora Frigerio, lei nel frattempo si arrabatti per non rispondere a queste questioni, le sue risposte non sono mai molto precise in ogni caso:
        1) è vero o falso che nell’articolo originale c’è scritto che erano degli emails mandati alle cliniche, in cui NON si chiedeva il rapporto tra etero e gay per l’utero in affitto, ma solo se c’erano incrementi di coppie gay?
        2) è vero o falso che quell’articolo NON riporta alcun dato, nessun numero, per cui non si può sapere se l’incremento è da 1 a 2 o da 1 a 20000000?
        3) è vero o falso che Frigerio ha evitato di scrivere la frase finale di Bioedge, che dice che COMUNQUE di questo tema, nessuno ne sa niente, neanche se sia positivo o negativo?
        E ora vediamo…

        • gmtubini scrive:

          Massì, hai ragione, caro misirizzi transatlantico, le coppie gay i loro figli li trovano sotto i cavoli.

          • Alex Galvani scrive:

            Bene,
            sono contento che abbia deciso di NON rispondere per la terza volta consecutiva.
            E’ un buon segno, di onestà per silenzio assenso, almeno.

            • gmtubini scrive:

              Risposta pretesa dal tedioso misirizzi transatlantico:
              1) Il rapporto tra etero e gay non ha alcun senso se non per esigenze tue di “maanchismo”. Ai direttori delle cliniche, infatti, è stato chiesto se si aspettavano un aumento delle richieste di uteri in affitto in seguito all’approvazione dei matrimoni gay e quelli hanno risposto (più o meno) di si, anche sapendo che i figli non si trovano sotto i cavoli. Sarebbe come chiedere ad un economista di quantificare gli “animal spirits” degli operatori.
              2) I dati che tu chiedi sono superflui rispetto al contenuto dell’articolo che rende conto di quanto detto al punto 1). A te interessa solo redistribuire la colpa sugli eterosessuali. nell’articolo originale però si può reperire un bel 50% che sarebbe la percentuale di coppie omo sul totale di quelle che si rivolge ad una di queste cliniche (controlla pure tu il nome che non ne ho voglia) che non coltiva cavoli.
              3) In ogni caso basta che ci sia un utero in più affittato a una coppia gay che si possa dire, senza tema di smentita, che il fenomeno è aumentato a causa delle unioni gay.

              • Alex Galvani scrive:

                hahahahahahahah.
                Che patetico tentativo di sviare la questione.
                Adesso lei si fa addirittura le domande e si dà le risposte come Marzullo.
                hahahahahahahahaha.
                Sfortunatamente, le domande erano altre (è vero o falso).
                Ed è triste, per lei stesso, che non abbia neanche la forza di rispondere a tre miserrime domandine.

                • gmtubini scrive:

                  Poverino!

                  • Alex Galvani scrive:

                    Esatto, patetico nel non poter rispondere a domande semplici, inventandosi risposte che tergiversano invece di chiarire.
                    E vabbé, crescerà anche lei, come abbiam fatto tutti.
                    Certo, lei ha limiti oggettivi. Ma si capisce che se ne farà una ragione prestissimo.

                    • gmtubini scrive:

                      Ai tuoi quesiti io ho risposto, anche se tu sostieni puerilmente il contrario, in barba al fatto che chiunque se ne possa agevolmente accertare. Tu invece, sempre più puerilmente, ihai evitato di rispondere alla questione iniziale che sottintende al mio post indirizzato a Lu8051 dal quale ha preso la stura il tuo sproloquio sulla questione marginale della votazione per alzata di mano: “può una votazione a maggioranza considerarsi un metodo scientifico degno di questo nome”, e, aggiungo (nella vana speranza di evitare un’altro dei tuoi sproloqui) a prescindere dalle modalità in cui si è svolta e da chi l’ha indetta?

  5. gmtubini scrive:

    Prima che tu ti disturbi a fare altre tediose valutazioni sul mio grado di alfabetizzazione, riposto il mio commento un po’ più corretto, eliminando, tra l’altro, l’orrendo apostrofo inserito tra “un” e “altro”.
    ***
    Ai tuoi quesiti io ho risposto, anche se tu sostieni puerilmente il contrario, in barba al fatto che chiunque se ne possa agevolmente accertare. Tu invece, sempre più puerilmente, hai evitato di rispondere alla questione iniziale che sottende al mio post indirizzato a Lu8051 dal quale ha preso la stura il tuo sproloquio sulla questione marginale della votazione per alzata di mano: “può una votazione a maggioranza considerarsi un metodo scientifico degno di questo nome”, e, aggiungo (nella vana speranza di evitare un altro dei tuoi sproloqui) a prescindere dalle modalità in cui si è svolta e da chi l’ha indetta?

    • Alex Galvani scrive:

      hahahahahaha.
      vabbè, vedo che la MALEDUCAZIONE insegnatale dalla sua famiglia, non riesce a tenerla a bada. Evidentemente manca sia di educazione, sia di freni inibitori sociali.
      Praticamente le bestiole in stalla sanno controllare meglio questi impulsi aggressivi.
      Vuole risposte da me, come farebbe un maestrino che sa di aver ragione? Conosce lo strumento: le ho già chiesto, con cortesia, di non permettersi confidenze con me, perchè fortunatamente per me, lei non fa’ parte della mia vita.
      Ma vedo che, secondo la macchietta che continua a interpretare (spero per i suoi cari che sia solo una posa, perchè se è davvero così, madresanta, poveretti loro), lei imperterrito non trova niente di meglio che ostentare la BURINITA’ che è la caratteristica della sua vita. Facciamo che non ho più niente da dirle finchè non finge almeno di essere civile.
      Buona fortuna, visto il tipo, ne ha davvero MOLTO bisogno…
      Addio burino.

      • gmtubini scrive:

        Caro professore di storia e cultura europea, “fa” ovvero la terza persona del verbo “fare”, in italiano si scrive senza l’accento (anche se, a dire il vero, tu hai messo l’apostrofo, ma sei scusato perché, evidentemente, non hai i dieci euro necessari per comprarti una tastiera italiana).
        Nonostante tu tenti di svicolare accampando scuse puerili precedute dalla tua solita risatina isterica (è proprio da dotto professore far cominciare i propri dottissimi scritti con onomatopee da liceale rintronato), ancora non hai risposto alla mia banale domanda: può una votazione a maggioranza considerarsi un esempio di metodo scientifico degno di questo nome, e, aggiungo (nella vana speranza di evitare l’ennesimo dei tuoi sproloqui) a prescindere dalle modalità in cui si è svolta e da chi l’ha indetta?

        • Alex Galvani scrive:

          hahahahaha.
          come le ho detto, se lei è così sfortunato da avere avuto una famiglia umanamente povera che non le ha insegnato l’educazione, quella base che anche gli animali da compagnia imparano presto, non è un mio problema. E da me non riceverà alcuna risposta.
          Ce l’ho eccome, la risposta. Ma dica grazie al suo essere un povero burino, se non la ottiene.
          Saluti, signor Burino.

          • gmtubini scrive:

            Nonostante tu tenti di svicolare accampando scuse puerili precedute dalla tua solita risatina isterica (è proprio da dotto professore far cominciare i propri dottissimi scritti con onomatopee da liceale rintronato), ancora non hai risposto alla mia banale domanda: può una votazione a maggioranza considerarsi un esempio di metodo scientifico degno di questo nome, e, aggiungo (nella vana speranza di evitare l’ennesimo dei tuoi sproloqui) a prescindere dalle modalità in cui si è svolta e da chi l’ha indetta?

            • Alex Galvani scrive:

              hahahahaha.
              glielo ripeto: se lei è così sfortunato da avere avuto una famiglia umanamente povera che non le ha insegnato l’educazione, quella base che anche gli animali da compagnia imparano presto, non è un mio problema. altro che virgolette.
              Saluti, signor Burino.

              • gmtubini scrive:

                Nonostante tu cerchi di evitare il confronto dimostrando robuste dosi di astio, spocchia intellettuale mal riposta e una incredibile dose di piccineria, non rinunciando alla canonica risatina onomatopeica da povero mentecatto, ancora non hai risposto alla mia banale domanda: può una votazione a maggioranza considerarsi un esempio di metodo scientifico degno di questo nome, e, aggiungo (nella vana speranza di evitare l’ennesimo dei tuoi sproloqui) a prescindere dalle modalità in cui si è svolta e da chi l’ha indetta?

                • Alex Galvani scrive:

                  bla bla bla bla.
                  inizi a comportarsi da persona civicle, non si conceda confidenze che nessuno le ha mai dato, vedra’ il mondo le sorridera’. Essere nato in una famiglia burina non la giustifica per niente.

                  • gmtubini scrive:

                    Nonostante tu cerchi di evitare un confronto ostentando una incredibile dose di piccineria nonché di affettata ignoranza in forza alla quale tu, quanto mai ottusamente, ritieni offensivo il nobilissimo attributo di “contadino”, e nonostante la tua dottissima attitudine a produrre onomatopee da scuola primaria, ti propongo (per l’ennesima volta) la solita domanda: può una votazione a maggioranza considerarsi un esempio di metodo scientifico degno di questo nome, e, aggiungo (nella vana speranza di evitare l’ennesimo dei tuoi sproloqui) a prescindere dalle modalità in cui si è svolta e da chi l’ha indetta?

                    • Alex Galvani scrive:

                      bla bla bla bla.
                      spiacente, non ho tempo da perdere coi burini maleducati come lei.
                      lei è purtroppo fuori dalla discussione.
                      torni pure nella stalla
                      addio

      • lu8051 scrive:

        A prescindere dall’oggetto della discussione, trovo divertente che QUI si invochi il “metodo scientifico”….

        comunque GMTubini, quelle che riportano sia bioedge sia tempi, nei modi e nei contenuti, sono opinioni, magari non totalmente campate per aria, ma sono e restano opinioni. Per avere un dato “più certo” andrebbe fatta un’indagine con metodo, che come dichiarato da BioEdge non è stato fatto.
        Dire che “basta che ci sia un utero in più affittato a una coppia gay che si possa dire, senza tema di smentita, che il fenomeno è aumentato a causa delle unioni gay” è vero solo se il numero delle coppie eterosessuali che si rivolgono a queste società è rimasto costante. Avete quindi questa informazione ?

        Il problema (dello sfruttamento delle persone in stato di necessità) sicuramente esiste e non da oggi e non solo per gli uteri in affitto. Ma come in altre occasioni si approfitta di questo argomento per alimentare la solita polemica ossessiva.

        • gmtubini scrive:

          Non mi risulta che Tempi sia una di quelle riviste scientifiche che accolgono le pubblicazioni dei ricercatori, né tanto meno mi pare che la signora Frigerio abbia presentato le conclusioni scritte nel proprio articolo come verità scientifica statisticamente dimostrata, con percentili, gaussiane e tutto l’ambaradan di corredo. Ci sono delle cliniche in cui si pratica la simpatica consuetudine di affittare uteri, ai loro direttori o addetti stampa o portinai è stato domandato se si aspettavano un incremento dei loro sporchi affari in seguito alla diffusione nel globo dell’istituto del matrimonio omosessuale: ebbene costoro hanno detto sostanzialmente di sì. A questo punto la mia domanda è la seguente: è logico che si perseguiti la signora Frigerio, anche accusandola di mentire (non ho voglia di rileggermi tutto il malloppo e spero tanto di sbagliarmi), sostanzialmente perché costei non ha fatto riferimento una inesistente indagine statistica scientificamente accettabile sull’argomento? E’ coerente che questa esagerata e fuori luogo richiesta di rigore scientifico venga da chi non batte ciglio per la derubricazione dell’omosessualità dal novero dei disturbi mentali per effetto di una votazione a maggioranza? E, infine: come può una votazione a maggioranza (a prescindere da chi siano i suoi promotori e dalle modalità con cui essa ha luogo – questa precisazione la debbo mettere per forza, sennò il misirizzi transatlantico ci incastona una polemica di cento pagine!) essere seriamente considerata un esempio di applicazione del metodo scientifico?

          • lu8051 scrive:

            No, nessuno si aspetta da Tempi rigore scientifico. Dal mio punto di vista bastava presentare le informazioni con una maggiore cautela: una richeista nè esagerata nè fuori luogo. Ma a quanto pare la linea editoriale e strategica di Tempi è un’altra.
            E non mi risponda con “e allora la votazione a maggioranza ….”, perchè allora anche lei fa del “maanchismo veltroniano”.

            • gmtubini scrive:

              Caro Lu8051, tu hai ragione, la richiesta di una maggiore cautela non è né esagerata né fuori luogo, in questa ottica ho intenzione di proporre al direttore de “Il Fatto Quotidiano” di cambiare il nome in “Il Tatto Quotidiano”. Scusami ma ha prevalso l’amore per la battuta facile!

          • Alex Galvani scrive:

            patetico e ridicolo!!!
            “né tanto meno mi pare che la signora Frigerio abbia presentato le conclusioni scritte nel proprio articolo come verità scientifica statisticamente dimostrata”
            Ah no? Strano.
            Sin dalla prima frase, perentoria e chiarissima, la Frigerio ha scelto un linguaggio che definirei scientifico:
            “Sono in aumento le madri surrogate che nei paesi del Terzo Mondo vengono reclutate per offrire i loro uteri alle coppie omosessuali”.
            Certo, il problema è che bisogna saper leggere e allo stesso tempo avere onestà intellettuale. Caratteristiche di cui lei è completamente carente.

            • gmtubini scrive:

              Nonostante tu cerchi di evitare un confronto ostentando una incredibile dose di sciocca piccineri ti propongo (per l’ennesima volta) la solita domanda: può una votazione a maggioranza considerarsi un esempio di metodo scientifico degno di questo nome, e, aggiungo (nella vana speranza di evitare l’ennesimo dei tuoi sproloqui) a prescindere dalle modalità in cui si è svolta e da chi l’ha indetta?

            • gmtubini scrive:

              Guarda che l’unico veramente “patetico” e “ridicolo” sei tu, che, anche se scrivi “qual’è” con l’apostrofo come un somarello da libro cuore, pretendi di affibbiare il crisma di pretenziosità scientifica ad un articolo giornalistico sulla base delle tue ridicole impressioni linguistiche (nientemeno!).

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