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Così l’aborto ci ha ridotto come il Terzo Mondo: 15 anni di vita in meno “grazie” alle Ivg

dicembre 28, 2013 Redazione

Secondo il demografo Blangiardo, se fosse calcolata non dalla nascita ma dal concepimento l’aspettativa di vita dei paesi del Nord del mondo subirebbe un ridimensionamento tale da avvicinarli all’Africa subsahariana

Ogni volta che – giustamente – si celebra con soddisfazione il costante allungamento dell’aspettativa di vita garantito negli ultimi anni in Occidente dai progressi della medicina e dal miglioramento delle nostre abitudini, ci si dimentica – ingiustamente – di includere nel bilancio «una categoria non marginale» della popolazione che invece, se compresa, ridimensionerebbe notevolmente la positività di questo andamento. Questa categoria ignorata dalle statistiche è, scrive il demografo Gian Carlo Blangiardo in un bell’editoriale pubblicato da Avvenire, «il così detto “popolo dei non nati” per scelta volontaria», ovvero le vittime dell’aborto, quei «soggetti la cui durata di vita, avviatasi all’atto del concepimento, è stata pressoché azzerata “ai sensi di legge” e in ossequio ad un discutibile principio di libera scelta».

CENTOMILA IVG. Secondo Blangiardo «una diversa elaborazione dei dati sulla sopravvivenza, giustamente orientata ad accogliere il principio che la vita abbia inizio con il concepimento, aiuterebbe a interpretare le dinamiche in atto con doveroso realismo». Escludendo i casi di aborto spontaneo, infatti, per  il demografo non si può non considerare gli «attuali più di centomila casi annui (e un tempo persino il doppio) di interruzione volontaria della gravidanza (le così dette Ivg), il cui computo, del tutto escluso dai calcoli ufficiali sui livelli di sopravvivenza», come si può chiaramente desumere anche dai grafici di Avvenire riproposti qui sotto, «porterebbe alla rivisitazione del dato sulla durata media della vita e, in ultima analisi, alla sua stessa lettura con toni assai meno trionfalistici».

UN DRASTICO TAGLIO. Negli ultimi trent’anni, spiega lo studioso, «il processo di allungamento della vita si è sviluppato intensamente e regolarmente e (…) ha interessato tutti e tutte le fasce d’età: dagli infanti ai grandi vecchi, al Nord come al Sud». Se per esempio «un neonato maschio aveva nel 2000 un’aspettativa di vita pari a 76,5 anni», nel 2010 lo stesso individuo al suo decimo compleanno di anni davanti a sé ne aveva ancora di 69,8. In un decennio, cioè, «ha consumato solo poco meno di 7 anni del suo “capitale di vita residua”». Tuttavia, questa «generosa elargizione di un’esistenza sempre più lunga» che ha riguardato tutti non fa i conti con «la presenza di un gruppo di sfortunati che sono stati “esclusi” dai benefici del progresso». Osserva Blangiardo: «Se si considerano circa 5 milioni di Ivg registrate a partire dai primi anni Ottanta, a fronte di 19 milioni di nascite, e si calcola, per lo stesso arco temporale, il dato sulla “speranza di vita al concepimento” – usualmente intesa come misura dell’ulteriore durata (media) della sopravvivenza – si ottengono valori che variano dai meno di 60 anni nel 1980 ai poco meno di 70 attuali». Quando insomma il calcolo non inizia più dalla nascita ma dal concepimento, «l’aspettativa di vita registra un drastico taglio».

L’AMARA VERITÀ. «Paradossalmente – prosegue il demografo – l’aggiungere al percorso di vita del concepito i nove mesi nel seno materno determina una riduzione di quasi quindici anni nell’effettiva durata media della sua esistenza. Ciò vale allo stesso modo sia per i maschi che per le femmine e si manifesta, senza apprezzabili variazioni, nel corso di tutto l’ultimo trentennio». E il dato non riguarda solo l’Italia: «L’azione svolta dall’aborto nel togliere anni all’aspettativa di vita risulta chiaramente evidente anche alla luce dei confronti internazionali». L’«amara verità», conclude Blangiardo, è che questo calo dell’aspettativa di vita prodotto dall’aborto – che di fatto, assimila i paesi del Nord del mondo a quelli dell’Africa subsahariana, dove tale aspettativa è appunto fino a venti anni inferiore alla nostra – «è il frutto di decisioni consapevoli e di scelte che, peraltro, si dicono libere e rispettose dei diritti fondamentali».

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46 Commenti

  1. luca scrive:

    avete dimenticato di mettere in conto anche le masturbazioni, quelle sono migliaia di bambini uccisi

    • Piero scrive:

      Solita stupidata da lobby LGBTeccetera:
      gli spermatozooi hanno solo meta’ corredo cromosomico, per cui non possono essere un essere umano.
      Cosi’ come gli ovuli…
      Ma dove avete studiato Biologia?
      Ah gia’, domanda inutile la mia, visto quello che fate…

      • luca scrive:

        ma basta, ma stai sempre a pensa ai gay, datti pace. possibile che riesci a infilarli in qualunque cosa tu dica? hai proprio una fissazione!

        • Piero scrive:

          E tu stai sempre a pensare al sesso, sempre quello, solo quello. Non avete altro in testa.
          E’ l’unica ragione della vostra vita.

          • luca scrive:

            pietro scusa ma a differenza del tuo commento il mio era almeno pertinente all’articolo!

            • Piero scrive:

              Ah scusa Luco,
              da quando in qua le se**e sono pertinenti al concepimento?
              Studia un po’ di biologia SERIA, va’!

              • luca scrive:

                ammappa piero tu per biologia seria intendi sapere come nascono i bambini? ammappa che scienziatone che sei…
                cmq come riporta pure mike qui sotto, il punto era: non ha senso fare statistiche sulla durata della vita considerando i non nati, tutto qui.

                • Piero scrive:

                  Ammettiamo che il 6 agosto 1945, per semplicita’, ad Hiroshima ci siano state 100.000 coppie. E ammettiamo pure, per semplicita’, che tutte aspettino un bambino. Diciamo che dopo lo scoppio della bomba, ci siano stati 99.999 aborti, ed una sola nascita. E quello nato fosse campato 120 anni.
                  Tu e il tuo compare statistico qui, sareste corsi a bombardare le citta’ di tutto il mondo perche’ la bomba atomica, secondo voi, fa campare 120 anni…

  2. mike scrive:

    luca ha fatto una battuta che se la poteva risparmiare però forse, se è come penso io, la battuta un po’ ci sta. l’articolo sbaglia bersaglio. più che di accorciamento della speranza di vita si dovrebbe parlare di calo demografico dovuto all’aborto.

    • Piero scrive:

      Tu l’articolo non l’hai evidentemente letto o capito.

      • mike scrive:

        secondo me l’aspettativa di vita non dipende dal numero degli aborti, cioè è assurdo calcolare l’aspettativa di vita considerando pure coloro che non sono nati per aborto causato dall’uomo. quest’ultima cosa la dico perchè l’articolo distingue tra aborto spontaneo e aborto causato dall’uomo. è assurdo, infatti i non nati per aborto restano tali a prescindere dal tipo di aborto. se si considerano gli aborti nel calcolo dell’aspettativa di vita andrebbero considerati tutti i tipi di aborti. capisco che nell’articolo si vuole stigmatizzare l’aborto (e su questo sono d’accordo) ma non capisco che si usino argomenti così assurdi. e risibili.
        qualche nozione di matematica ce l’ho, comunque non serve per capire che un calcolo si fa su cose reali. per cui, se pur un bambino nel grembo della madre è reale nel senso che è qualcuno ed è vita, però sul calcolo dell’aspettativa di vita non ha alcun valore reale. e ciò perché la vita di cui si vuole calcolare l’aspettativa media è solo quella a partire dalla nascita. l’etica è una cosa, ma la matematica anzi la statistica un’altra.

        • Piero scrive:

          Quello che dici tu equivarrebbe al calcolare, per esempio per misurare le capacita’ di tenuta di strutture difensive durante una guerra, anche la morte del soldato novantenne per cause naturali.
          Oppure la morte di un carrista con un importante difetto cardiaco durante una prova per vedere se le corazze del carro armato resistono ad un colpo di RPG potenziato.

          • mike scrive:

            da mesi frequento il sito e non sono solo le opinioni dei cattolici, o presunti tali, che ogni tanto mi lasciano sbalordito. la risposta che dai è la classica risposta che non dice nulla. piuttosto che parlare oscuro parla chiaro. tipo così: se io posso vivere fino a 50 0 70 anni non dipende dagli aborti fatti nel periodo in cui io nasco, ma da altre cose. legate alle condizioni igienico/sanitarie, alimentari, e pure di calore umano e collaborazione sociale. (infatti è risaputo che lo stress, in una società competitiva dove devi lottare per vivere o anche per sopravvivere quale è la nostra, accorcia la vita). e dal fatto, ovviamente, se mi fanno nascere o anche continuare a vivere dopo il parto. qui mi riferisco ad una aberrante pratica olandese, ossia l’infanticidio moderno chiamato aborto post parto.
            secondo me se su 10 persone io ho commentato altre 9 non lo hanno fatto ma si sono fatte una sonora risata leggendo l’articolo. aggiungo questo: per me vogliono arrivare ad una società dove si contiene in ogni modo l’eccessiva crescita demografica, usando tutti i metodi contrari all’etica e questo è sotto gli occhi di tutti, ma per chi vive l’aspettativa di vita sarà alta. come ho letto in un libro in cui si riportava, ad un certo punto, l’affermazione sul tema di un capo di una società segreta tedesca ottocentesca. il tipo, certo non cristiano, diceva pressappoco così, parlando di ogni nascituro: “non è scontato che debba vivere, ma se gli è concesso di vivere deve vivere bene”. il problema vero non è l’aspettativa di vita, e come calcolarla, ma se tutti potranno vivere. cosa quest’ultima che, a meno di non aver io letto una cosa inventata, certe lobby che esistono da secoli non danno affatto per scontato.

            • Piero scrive:

              Anche io sono sbalordito da almeno la meta’ dei tuoi commenti.
              Tra l’altro non si capisce neppure come sei, non sembri ne’ carne ne’ pesce.
              Un colpo al cerchio ed uno alla botte. Mah…
              Il mio commento e’ chiarissimo, se non l’hai capito mi dispiace per te.
              Si tratta di statistiche su una popolazione, non di ogni singolo individuo.
              Secondo te, quando si dice che la vita media nella c.d. “terra dei fuochi” e’ di 45 anni (per esempio), uno a 46 anni si dovrebbe suicidare? Oppure dovrebbe fare una verifica su tutti i suoi vicini e se e’ maggiore d’eta’, si dovrebbe suicidare?
              E’ la stessa cosa che si fa quando si dice che ci sono molti meno ‘Down’ adesso rispetto a 50 anni fa.
              E grazie al cavolo! Li uccidono nel grembo materno!!!
              Secondo te, una qualsiasi statistica relativa a malattie dei nati vivi come puo’ tenere conto ed evidenziare problematiche relative al parto (per esempio)?
              E’ lo stesso di quando Ahmadinejad diceva “non ci sono omosessuali in Iran“. E grazie al cavolo! Li appendevano alla gru!
              Adesso hai capito?

              • luca scrive:

                piero purtroppo non sei in grado si seguire un ragionamento logico e tanto meno di capire neanche le cose più elementari della statistica… e per quanto riguarda mike è un moderato, non è un colpo al cerchio e uno alla botte, semplicemente non estremizza

                • mike scrive:

                  più o meno è vero, sono moderato. anche se più passa il tempo più non lo so. per ora hai ragione.

                • Piero scrive:

                  Certo tu invece eh? La logica fatta persona eh?

                  • luca scrive:

                    piero sono laureato in matematica, forse è meglio se taci

                    • Piero scrive:

                      Sì certo come no, e magari con 110 e lode e bacio in fronte vero?
                      Mamma mia come si e’ ridotta l’universita’ italiana…
                      Ma tasi tu che dici soltanto corbellerie!!!

                    • luca scrive:

                      a piero certo con 110 e lode, alla laurea triennale ora sto facendo la specialistica… sei solo un poveretto se ti sorprende perchè se lo vuoi sapere sono un matematico molto dotato mentre tu non solo non capisci la matematica (poco male) ma non riesci a seguire la logica di un discorso

              • mike scrive:

                NO! mi sa che tu devi andarti a prendere una boccata d’aria fresca. un conto è calcolare l’aspettativa di vita media. un altro fare la media di quante persone ci sono o non ci sono, che è quanto dici riguardo ai down, ai nati con problemi al parto e agli omosessuali iraniani; gli esempi precedenti non ho capito cosa c’entrino e non me può fregare di meno. visto poi che parli dei gay iraniani… oggi pensavo una cosa: io non sono favorevole alle nozze gay e alle adozioni gay, ma credo che gli omosessuali nel chiedere quanto chiedano abbiano una forma mentis che in nuce è più sana di altri, certi cattolici compresi. loro credono che da sempre la civiltà stia facendo loro un torto, per cui chiedono che sia fatta loro giustizia. che sia concesso loro quanto finora è stato negato. io credo che quanto credano e quindi chiedano non sia il vero, ed il perché eccetera l’ho spiegato più volte ed ora non lo ridico. ma credo pure che il loro modo di agire, in fondo, è sano: credono di subire una ingiustizia per cui vogliono giustizia. noi cattolici invece non di rado prendiamo per buone, se non proprio aiutiamo a diffondere, le più assurde cose. boh forse deriva dal fatto che l’obbedienza si insegna anche nel cristianesimo. e pure che a forza di dire che i misteri (tipo il peccato originale) debbano restare tali, l’intelligenza non sempre ci si attiva.

                • Piero scrive:

                  Q.E.D.

                  • mike scrive:

                    QED che significa? non te la prendere se ti dico che ti diverti ad imitare la sibilla. vabbè… ma che sei qualcun altro sotto mentite spoglie, tipo jim Morrison che sarebbe divenuto barry manilow?

                • luca scrive:

                  mike io non ho mai letto quello che pensi riguardo i matrimoni gay,
                  come mai pensi che la mia convinzione di avere negato il diritto di lasciare i miei beni a chi voglio io in caso di morte, che la persona che ha diviso la vita con me possa se non ne ha una sua avere la mia pensione, che la persona che vive con me possa ereditare il contratto di affitto alle condizioni in cui lo conducevo io, avere per la persona che amo e con cui voglio vivere riconosciuta la cittadinanza, poter assistere la persona che amo all’ospedale ed avere per questo giorni da poter prendere al lavoro e mille altre cose in realtà sia appunto sbagliato?,
                  e come mai pensi che invece il resto del mondo occidentale sia arrivato alla conclusione che infondo queste richiesta sono ragionevoli mosse da una coppia sia essa etero o gay

                  • mike scrive:

                    e che te devo dì? io credo che il matrimonio sia tra uomo e donna. poi per la pensione eccetera non so. magari per quelle cose si inventino nuovi istituti giuridici. ma il matrimonio è tra uomo e donna. ma poi, e rispondo alla seconda domanda, il mondo occidentale non è che ci è arrivato ma ce lo stanno facendo arrivare. ma mai sarà fino in fondo, come dimostra che fanno entrare i musulmani che sono la cultura che forse più di tutte vi tratta male. secondo te ha senso legiferare sulle nozze gay poi far entrare i musulmani? in parole povere vi stanno usando, voi e anche i musulmani. se ho capito il piano è come la dama: come voi non servite più (contro il cristianesimo che il bersaglio principale di molte cose che accadono quello è) vi scatenano contro i musulmani entrati in europa. pure i musulmani ad un certo punto non serviranno più ed intanto si fa casino nel mondo arabo così la retroguardia i musulmani europei non ce l’avranno più. così l’islam sarà finito, anzi cambiato. sull’aborto, sugli omosessuali (l’islam sarà reso più tollerante, e a ciò contribuiranno i ribelli arabi; non mi stupisco se fra poco si dicono tolleranti almeno verso la pratica omosessuale) e sulla teologia di fondo. non più un dio ma un qualcosa tipo il tao, come nel resto del mondo. rifletti su tutte le cose che stanno accadendo nel mondo e comprendi che vi stanno usando. è incredibile che non riusciate ancora a capirlo.

                    • luca scrive:

                      mike a parte che sarei felicissimo di avere un qualunque istituto giuridico che mi dà i diritti e doveri di cui abbiamo parlato, ma in pratica sarebbe dire: facciamo un matrimonio ma non chiamiamolo matrimonio per far felici i cristiani. insomma sarebbe chiamare lo stesso documento con due nomi diversi… io cmq ci sto.

                      per quanto riguarda i mussulmani, guarda che uno stato equo deve difendere tanto loro quanto me quanto voi… solo non deve favorire nessuno sopra gli altri. le leggi non devono essere fatte per accontentare una o l’altra religione. la religione te la vedi da solo nel tuo luogo di culto, fuori di li siamo tutti uguali e abbiamo pari diritti e doveri. facile no?
                      per me i cattolici e i mussulmani sono nel pieno diritto nell’odiare i gay, mica possono tutti essere simpatici a tutti. quello che invece non va bene è che queste “antipatie” diventino leggi. tutto qui. se tu non mi vuoi a casa tua va bene, ma uno stato non dovrebbe fare delle leggi sulla base di questo!

                  • beppe scrive:

                    la storia della pensione mi sta sul gozzo. perchè solo a voi questo privilegio?

                    • luca scrive:

                      beppe, no parliamone, ma perchè la tua pensione non andrà a tua moglie?
                      a parte che io sono per le pensioni private e quindi tutto si risolverebbe con un contratto tra te e il gestore del tuo fondo pensioni. cmq,se io ho una bella pensione perchè io andavo a lavorare mentre lui era a casa a prendersi cura delle faccende domestiche mi sembra giusto che continui a usufruire della pensione, come farebbe se fosse una donna… che cambia?

  3. AndreaB scrive:

    Buonasera, l’articolo mette chiaramente in evidenza, sotto un altro punto di vista, certamente interessante, l’enorme danno sociale compiuto dall’aborto. Un diritto? No, una sconfitta… Per il bambino e per la madre che lo portava nel grembo, ma soprattutto, per la vita.

    • Piero scrive:

      Gia’.
      E pensare che c’e’ invece qualche buontempone, evidentemente dotato di poco intelletto, che invece si permette pure di fare battute.

      • luca scrive:

        e capirai pietro come se fossi stato io ad eseguire quegli aborti. cmq secondo me il danno avviene al momento del concepimento di quei bambini abortiti non tanto all aborto… discorso lungo e complesso e non sono neanche sicuro della mia opinione infondo

        • leo aletti scrive:

          Luca fai bene a non essere della tua opinione.

        • Edo scrive:

          Luca dice: “cmq secondo me il danno avviene al momento del concepimento di quei bambini abortiti non tanto all aborto”. Sulla prima parte, “il danno avviene al momento del concepimento di quei bambini abortiti”, spezzo almeno una lancia a sua favore, perché è come se dicesse, almeno credo, che il danno avviene quando un ubriaco beve, si siede al volante e inizia a guidare, non solo quando ha ormai investito o ucciso qualche pedone. Bisogna, quindi prevenire, non curare, e su questo penso che siamo tutti d’accordo.
          Non sono d’accordo sulla seconda parte, “il danno avviene non tanto all’aborto”, perché sembra che Luca consideri l’aborto come una conseguenza inevitabile di una gravidanza indesiderata, ma come uno, se inizia a guidare ubriaco, non deve per forza investire delle persone, così una donna che abbia concepito un figlio non voluto non deve per forza ucciderlo. Secondo me, ovviamente, non deve ucciderlo e basta, ma, sempre che io abbia ben interpretato il pensiero di Luca, penso che lui, a differenza di tanti altri, abbia la consapevolezza che l’atto sessuale possa portare alla nascita di un bambino e che quindi non debba essere compiuto a cuor leggero.
          Chiedo scusa a Luca se ho stravolto il suo pensiero.

          • luca scrive:

            ripeto sono molto confuso sull’aborto. penso ad una ragazza stuprata che non vuole portare con se 9 mesi di ricordo dello stupro o altre situazioni estreme… non sono convinto su come la penso in questi casi.
            negli altri casi se non vuoi un figlio usa dei contraccettivi e fine!
            persino io ho dei dubbi sul diritto all’aborto…

            • AndreaB scrive:

              Buonasera, penso che una ragazza che decida di tenere un bambino frutto di una violenza, se si tratta di un atto dettato dall’Amore, eserciti il potere piu’ raro ed importante al mondo, quello di trasformare con un atto eroico, il male in bene. Molto piu’ spesso pero’, una donna decide di abortire perche’ e’ lasciata sola con il suo bambino, spesso perche’ si sente costretta, spesso per paura… Che tristezza vedere quelle madri che dopo avere abortito, piangono e si disperano vedendo la loro compagna di stanza che allatta il suo bimbo, ma soprattutto vedendo quello sguardo di profondo amore che li avvolge come una perenne carezza.

  4. Giovanna scrive:

    L’unico aborto etico è quello degli omosessuali: io rivendico il diritto a non dover ospitare invertiti dentro il mio utero!

  5. no8permille scrive:

    Ma tanto voi cattolici credete nella vita eterna, Anno più, anno meno.

    • viviana scrive:

      e si i cavoli sono i tuoi che non credi a niente :) io infatti vivo tranquilla sapendo che sono eterna tu un po’ di meno ti conviene godertelo quel poco che hai perchè presto non avrai più nulla e devo dire che quando sono stata atea era un vero schifo senza speranze paura della morte e dopo è finita… brrrrrrrr mamma mia ho compassione per te 😀

      • luca scrive:

        perchè i miei messaggi che vengono messi in attesa di moderazione vengono sistematicamente rimossi?

        viviana/giovanna se tu avevi problemi mentale da atea non significa che tutti gli atei hanno problemi mentali… sei solo tu che eri un po sciroccata. noi atei la vita ce la godremmo ma dobbiamo sempre fare i conti con voi che rompete le scatole. mi pare che la vostra religione dice di dover diffondere il verbo non di imporlo… va bè sarà…
        cmq sono sorpreso che tu pensi che andrai in paradiso, perchè stai sicura di una cosa, se esiste un dio in paradiso gente come te non ce la fa entrare di sicuro!
        vedi alcuni non hanno bisogno di punizioni e premi per essere buoni, gente come me il bene lo fa e basta

      • no8permille scrive:

        Ah sì, beh io credo nello scudo dell’invisibilità e nei viaggi nel tempo. Non sai cosa ti perdi.

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