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Cosa è successo alla cattolica Irlanda? «Denaro straniero è stato investito per cambiare l’opinione pubblica»

maggio 31, 2015 Benedetta Frigerio

Breda O’Brien, editorialista dell’Irish Time, denuncia il clima di violenza che ha dominato la campagna referendaria sul matrimonio gay

Si contano sulle dita di una mano le voci che hanno espresso pubblicamente la loro opposizione alla modifica della Costituzione irlandese. Dopo il referendum del 22 maggio, oltre a dire che «nel nome della Santissima Trinità, da Cui viene ogni autorità e a Cui, come scopo finale, devono riferirsi tutte le azioni sia degli uomini che degli Stati», la Carta recita: «Il matrimonio può essere contratto secondo la legge da due persone, senza distinzione di sesso». Come è avvenuto che la cattolica Irlanda si sia trasformata così?

«NUOVA POLIZIA DEL PENSIERO». Per l’editorialista dell’Irish Times, Breda O’Brien, i sostenitori del “sì” hanno condotto una campagna aggressiva e senza tentennamenti, mentre il fronte del “no”, Chiesa compresa, ha diffuso un messaggio ambiguo. Denunciando il «dogmatismo e l’intolleranza della nuova polizia del pensiero», la giornalista ha descritto la violenza che ha quasi ucciso un bambina di 10 anni, seduta di fianco a un cartello che invitava a votare “no” al referendum. Spinta per terra, la piccola ha rischiato di morire. Un’attivista del “sì”, che distribuiva volantini lì vicino, ha commentato: «Cosa ti aspettavi?», la bambina era pur sempre seduta di fianco a «messaggi che non dovrebbero comparire in pubblico».

LOBBYING. C’è poi un altro fattore indicato da O’Brien che spiega il cambiamento repentino di visione degli irlandesi sul matrimonio: una ricca e capillare operazione di lobbying. La grande fondazione americana Atlantic Philanthropies ha finanziato la Glen (Gay & Lesbian Equality Network), ora trasformata nella «lobby più potente della storia irlandese che ha navigato nei dollari americani». Fra il 2005 e il 2011 Atlantic Philanthropies ha versato nelle tasche della Glen quasi 5 milioni di dollari. Se nel 2005, «la Glen era essenzialmente un’organizzazione di volontariato con un singolo incarico di lavoro sulle strategie dell’Hiv», ora «non fornisce servizi. La sua attività si concentra sulla politica e sul cambiamento delle leggi».

«CAMBIARE L’OPINIONE PUBBLICA». Come la fondazione spiega nel suo ultimo rapporto, «le donazioni pluriennali dall’Atlantic hanno permesso di far decollare il suo lavoro, trasformandola in una macchina di lobbying operante a tempo pieno e altamente professionalizzata» che «lavora all’interno della macchina di governo utilizzando un modello pragmatico di principio che consolida il supporto, conquista i dubbiosi e pacifica coloro che si oppongono». Gli investitori nella causa del matrimonio gay non sono mancati, Secondo O’Brien, anche Yes Equality (che ha condotto la campagna referendaria per il “sì”) «dal 2001 al 2010, ha ricevuto 7.727.700 di dollari e altri 3.829.693 nel 2010 e nel 2013». Qual è il punto? Ancora l’editorialista: «Si tratta di denaro straniero sistematicamente investito per cambiare l’opinione pubblica». Ma «può il denaro americano comprare un referendum irlandese?». Forse sì.

Foto Ansa


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21 Commenti

  1. Emanuele scrive:

    Mi chiedo, da dove vengono in realtà questi cospicui finanziamenti?

    Sappiamo che dietro queste lobby ci sono giganti economici come Goldman Sachs, JP Morgan, Apple, Facebook, Twitter, Starbucks, Nike, Walt Disney, Prada, etc.

    Evidentemente, più che di diritti si tratta di affari, come ha ammesso anche l’amministratore delegato di Goldman Sachs: “è una questione di diritti civili, ma anche di business”.

    È infatti curioso che ditte come Apple, che producono in Cina con manovalanza sfruttata e priva delle minime tutele sulla salute e sindacali, si preoccupi dei diritti umani di altre persone… si vede che i gay occidentali comprano iphon, gli operai asiatici, no.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Sì, ma la strategia di marketing che sta dietro a certi “investimenti” è di ben più ampio respiro e implica una destrutturazione mirata a cambiare il soggetto economico che decide i consumi (e risparmi): dalla famiglia (struttura collegiale e meno influenzabile) all’individuo (che per natura, una volta isolato dalla famiglia, tende a fare del proprio ombelico il centro dell’universo mondo, e dunque, a consumare senza ritegno).

      • Raider scrive:

        Bravo, Giannino. Il progamma è quello. E non è l’unico punto. Per restare ai processi di comunicazione, anni ci hanno spiegato che il èpubblico si può influenzare, condizionare, manipolare: per acquistare, quali prodotti acquistare, quali messaggi e comportamenti associare al prodotto – non solo commerciale, è chiaro -, come indirizzare gusti, consumi, opinioni, coscienze… E’ quello che viene fatto continuamente nel caso di genderismo, nozze a adozioni gay, iniziazione all’omosesasulità in età pre-scolare: e aggiungo, anche in tema di immigrazione e società multiculturale e multirazziale (cioè, in pratica l’omologazione prossima ventura sui tratti antropici di mr. Obama, la Kyenge e le sue figlie, i ilgi di Bill De Blasio).
        Oa che l’operazione è riuscita anche in Irlanda, l’operazione consiste nel convincere che non c’è stata alcuna manipolazione: non fosse riuscita nell’intento, a manipolare la volontà popolare – a espropriarla – ci avebbe pensato qualche assise ristretta di Custodi e Padroni della Legge.

      • Emanuele scrive:

        Giannino e Rider, avete colto bene il punto: distruggere la famiglia per incrementare i consumi. Sembra un’assurdità ma è così. Infatti è in famiglia che si impara il senso critico, a distinguere ciò che è necessario e ciò che è superfluo, a dividere le cose con i fratelli, a trovare il compromesso tra quello che vogliamo noi e quello che vogliono gli altri. I primi no dei genitori insegnano a saper rinunciare e a saper aspettare.

        Tutto ciò è contrario al consumismo. Industriali e pubblicitari ben conoscono questi meccanismi e per questo temono la famiglia. Del resto la storia insegna che tutti i regimi hanno contrastato la famiglia, cercando di allontanare i bambini il prima possibile (Balilla, gioventù Hitleriana, scuole di stato, etc. ) Per insegnare loro le dottrine di regime. Oggi si è capito che è inutile organizzare scuole, molto più semplice distruggere la famiglia e lasciare i ragazzi a se stessi.

        La cosa più assurda di oggi è che i partiti di sinistra, storicamente critici verso il consumismo, sono oggi i migliori alleati di chi vuole distruggere l’unico argine ai consumi sfrenati: la famiglia.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Sembra paradossale l’atteggiamento della sinistra se ci si dimentica che la sinistra è tutt’ora marxista nell’anima.
          E i marxisti considerano la famiglia l’istituzione “borghese” e capitalista per eccellenza.
          Insomma, la famiglia è sotto assedio.

  2. yoyo scrive:

    Emblematico le episodio della bambina. Sono disposti proprio a tutto!

  3. Una Cubista in Pensione scrive:

    prove di interazione continuano (senza insulti). Degli investimenti di denaro straniero non sapevo nulla. Però gli eccessi ci sono, c’erano anche in Francia con il mariage pour tous. Voglio raccontare una cosa carina di quelli pro-famiglia in Francia: a un certo punto una parlamentare dell’UMP francese aveva portato in aula una scarpa ballerina dicendo che l’aveva persa mentre manifestava “pro-famiglia” a causa di una carica della polizia (inviata dal Ministro degli interni Valls). Con la ballerina esibita in Parlamento aveva sollevato la questione dell’habeas corpus, cioè del rispetto per l’integrità fisica di chi manifestava contro il governo. Poi la risposta (è tutto documentato su Le Monde) fu divertente: molte donne simpatizzanti del Mariage pour tous (sauf le Président?:)) postarono su Twitter immagini di ballerine dicendo quant’era bello perdere una scarpa manifestando “per l’amore” a Parigi.. e la cosa non si tradusse in un grandissimo successo per la parlamentare. Però quella è un tipo di battaglia quasi poetica (ferma restando la serietà di tutti i temi in ballo, compreso l’habeas corpus).. che in Italia non vediamo. Fossimo sempre capaci di discutere di temi seri con quella leggerezza..

  4. Alberto Mariotti scrive:

    L’articolo è interessante, ma non c’è lobby che tenga: il problema è l’educazione ricevuta e l’uso della ragione imparato. Secondo me la propaganda sfonda laddove c’è una ragione debole.

  5. xyzwk scrive:

    Si puó discutere del fatto che i mezzi a disposizione per fare “propaganda” dovrebbero essere dati in eguale misura a tutti coloro che vogliono convincere delle proprie idee, ma non sul fatto che una propaganda sia giusta e una meno giusta. Si vorrebbe forse far credere che la Chiesa non fa propaganda o meglio proselitismo? Che dire per esempio della pubblicitá sulle tv di stato dell’ otto per mille o dei manifesti all’entrata delle chiese dove si dice che il buon cristiano deve devolvere l’obolo dalla dichiarazione dei redditi? Se questi denari effettivamente servissero solo per aiutare i poveri non ci sarebbero problemi ma con gli aiuti si fa passare un certo tipo di messaggio che fa leva sul bisogno, e questo non é peggio che fare campagne con i soldi che provengono da donazioni fatte da chi ha interesse a portare avanti le proprie istanze sia pure di segno diverso?

    • yoyo scrive:

      Sarebbe interessante capire cosa intendiate per proselitismo. Quando difende i valori la Chiesa non fa proselitismo, applica la ragione.

      • xyzwk scrive:

        Questo lo dici tu, in realtà porta avanti una ideologia come tante altre piú o meno condivisibile e piú o meno ragionevole a seconda da chi la considera. Ma non era questo il punto in questione, se i principi del cristianesimo sono più o meno giusti o più o meno basati sulla ragione, ma il modo con cui si cerca di diffonderli, che di fatto é lo stesso usato da altri per portare avanti altri principi o altre ideologie.

        • To_NI scrive:

          Ho un post in moderazione, da troppo tempo.

          Non è quello che dici tu il punto della questione. L’accusa di proselitismo che dici tu non ha senso. Non vi è nulla di più facile che fare il pieno di consenso , basta appiattirsi, diventare dei perfetti conformisti e dare quello che la moda del momento chiede : vuoi aborto…. ok , si dice che “non uccidere” (il comadamento) si intende dopo il nono mese dal concepimento….almeno per ora…poi si vede…. magari lo si stabilisce insieme alla multinazionale di genetica migliorata o dell’ultimo mega anticoncezionale

          Tu preferisci questo metodo di diffusione …. vero?

          Il fatto di essere fedeli a se stessi, di dire la verità senza compromesso ed ipocrisia, lo avverti come troppo hard … o intollerante

          Io penso che non avete la più pallida idea di cosa è un vero essere umano…. preferite l’abbozzo, l’omuncolo, obbediente ma copulante e consumante. Ma mi posso sbagliare: Perché non lo dici tu come dovrebbe essere la Chiesa per essere di tuo gradimento?

        • Giannino Stoppani scrive:

          Caro coacervo d’incognite, che la Chiesa faccia proselitismo è un dato di fatto e pure in linea con le disposizioni del suo Capo: “Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura” (Mc 16:15)
          Che tale proselitismo, in norma e regola, venga fatto coi metodi spregiudicati e menzogneri usati dalla propaganda delle ideologie umane, è una bischerata sovrumana, poiché per quanto riguarda la religione cristiana, il fine, per quanto altissimo, non giustifica certi mezzi.

    • To_Ni scrive:

      Credo che abbia iniziato un buon ragionamento (il “si può discutere”) per mortificarlo subito dopo. Io che sono abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno la cosa mi fa comunque piacere. Tu vedi che c’è qualcosa che non va. Certo vedi la propaganda “giusta” ma glissi che quando scende in campo multinazionali i cui bilanci fanno impallidire quelli di certi stati. Non trovi ridicolo paragonare una simile potenza con i manifesti dell’8 per mille e lo spot Tv (che dato il clima di avversione creato, quanto sono positivi)
      Ma teniamo per buono che tu sinceramente credi che la propaganda, in questo caso “è giusta”: non avverti come una minaccia un potere così grande che può potenzialmente sovvertire per incisività, estensione, onnipresenza, l’opinione di intere nazioni. E che può spingersi con le buone e le cattive (Irlanda) ad annientare la stessa idea di opposizione (facendola diventare quasi un tabù) .

      PS : Sul proselitismo nella Chiesa ti faccio osservare che se lo scopo fosse fare grandi numeri, avere consenso, ed avere successo la cosa sarebbe facilissima: basta che accettasse l’aborto, l’eutanasia il matrimonio gay…. diventare alla moda nessuno troverebbe difficile essere cristiano. In condizioni facilitate , a credere a Dio, non ci vuole niente.
      Le tue stesse obiezioni alla Chiesa, fanno parte di una confezione che è sempre la stessa, e che sospetto fanno parte delle stessa confezione. Sarebbe il caso di verificarla.

    • To_NI scrive:

      Gentile Redazione, ho un post di ieri in moderazione. Cosa, dato il contenuto, che mi sembra sproporzionato.

  6. Raider scrive:

    Si può combattere contro il Pensiero Unico difendendo l’Occidente e lo si difende anche criticandolo in maniera intransigente, senza perciò essere in partenza e poi, sempre dritto così contro questo o contro quello. In generale, è preferibile vivere in un Paese che permette di criticarne la corruzione, piuttosto che in luoghi che impongono presunte virtù rivoluzionarie o millenarie (vedi l’iraniano “Ministero delle virtù”, ma è solo un esempio: di giacobinismo alla rovescia, ma sempre questo è: Pensiero Unico). Sui “popoli nuovi”, con la Russia che solo ora vede una ripresa demografica, ma che vede in crescita la minoranza islamica: sulla Cina e l’India degli aborti selettivi di bambine, con un surplus di più di cento milioni di maschi per il primo Paese e cento e passa milioni per l’altro (che faranno, verranno in Occidente – sarà troppo tardi, fra qualche decennio, poche donne in età fertile e disponibili – a cercare sfogo: o si dirigeranno verso l’Islamistan e l’Africa?), non occorre dire altro.
    Sta a noi difendere noi stessi, l’Italia: la famiglia, i bambini e la nostra identità di popolo, che non sono un incidente della storia, ma una preziosa eredità che non può essere svenduta a Ue, multinazionali, finanza globale, immigrazione indiana, cinese, musulmana.

  7. già scrive:

    giganti economici come Goldman Sachs, JP Morgan, Apple, Facebook, Twitter, Starbucks, Nike, Walt Disney, Prada,

    Molti dei nominati sono ebrei

  8. Raider scrive:

    Li si combatte tutti, non in quanto ebrei più o meno osservanti o qualsiasi altra cosa siano. Le potenze globali emergenti sono arabe, russe, cinesi: ci sono di mezzo tutti. E sono più o meno d’accordo e tutti in grado e certamente, sono interessati a fare dell’Europa terra di conquista. Al di là di intese sotterranee o alla luce del sole, sta ai popoli dell’Europa reagie. Se non vorranno o non sapranno farlo, è inutile prendersela co gli altri. Infatti, per cominciare, occorrebbe prendersela con la classe dirigente/diligente che ci ritroviamo.

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