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Confessioni di un ex trans. Walt: «Ero malato. Stavo male. Ora sono la prova che Dio è vivo»

aprile 29, 2013 Benedetta Frigerio

La storia di Walt Heyer, che dopo 17 anni di matrimonio cambia sesso e viene «annientato dalla depressione». Fino a quando non incontra un prete

Ti piacerebbe avere disturbi di identità, depressivi, dissociativi, al punto da spingerti alla droga, all’alcol, al suicidio, e sentirti dire che vai bene così? Questo domanda Walt Heyer (nella foto) a chi dice che il sesso non è un dato naturale. «Non si nasce transessuali. Ti accade qualcosa per cui cerchi di fuggire da ciò che sei». A parlare contro chi sostiene che l’identità di genere sia una scelta soggettiva è un ex transessuale americano. E questa è la sua confessione resa a Tempi. Walt Heyer è un ragazzo ventenne quando si sposa. Ma l’essere di sesso maschile lo terrorizza da tempo. Sono gli anni Sessanta. L’idea di potersi trasformare da uomini in donne sta diventando una concreta possibilità grazie alla chirurgia. La vita procede. Carriera, moglie, figli. Tutto ciò non basta più a lenire la segreta sofferenza di Walt. Così, un giorno, abbandona la famiglia, entra in una clinica. E Walt diventa Lara. Lara Jensen. Purtroppo, a parte l’involucro, testa e natura restano quelle di prima. E il dolore, anziché diminuire, cresce. «I medici che incontrai prima dell’operazione e che dovevano valutare il mio stato psicologico diedero un giudizio molto approssimativo: la diagnosi di disturbo dissociativo arrivò solo dieci anni dopo».

Si dice che ognuno deve essere ciò che “sente” di essere.
Il pensiero dominante ci insegna che si è felici scegliendo quel che si vuole. Fosse anche la cosa più terribile. Violenti, talebani e intolleranti, quelli che affermano il contrario? Sì, a detta del politically correct, è così. Eppure sono loro quelli che mi hanno salvato la vita. Perciò io li chiamo caritatevoli, realisti, buoni. Se sono sopravvissuto, e sono finalmente in pace, è grazie a chi mi ha detto che della mia condotta di vita non andava bene nulla. Per colpa mia? No, non c’erano colpe. C’era un trauma che a un certo punto decisi di affrontare. Bene. Quella gente che definiscono retrograda, bigotta e intollerante non mi ha mai mollato e ha lottato con me per la mia felicità.

Come comincia la sua storia, Walt?
Per strane ragioni mia nonna sin da piccolo mi vestiva da bambina e quando mio padre lo scoprì non fece che peggiorare le cose: basò la mia educazione su una disciplina severissima. Vennero poi ad aggiungersi le molestie di mio zio, un adolescente disturbato, che cominciò a toccarmi quando avevo 10 anni. Inconsciamente pensavo che se fossi stato una bambina non mi avrebbero più trattato in quel modo. E così cominciai segretamente a pensare di cambiare sesso. All’età di 15 anni mi sentivo intrappolato. Volevo fuggire dal mio corpo. Lo reputavo la causa del mio malessere.

Però lei si è sposato a 20 anni e sua moglie sapeva.
Sì. Mi disse che non era un problema. Che le andavo bene così. Non volle affrontare la cosa e comunque tutto filò via liscio per un po’. A parte l’ansia che tentavo di curare e dominare con lavoro e alcol. Feci una carriera brillante come ingegnere aerospaziale. Guadagnavo bene ma stavo sempre peggio. Dopo diciassette anni di matrimonio non vedevo soluzioni. E così un giorno presi la decisione di cambiare sesso per via chirurgica.

Cosa è successo, poi?
È successo che invece della felicità sono caduto in una depressione ancora più forte. In una vita fatta di promiscuità e follie. Solo dopo otto anni mi resi conto che non avevo fatto altro che peggiorare le cose. Non ero diventato una donna. E la depressione mi annientava. Ma sentivo che ormai era troppo tardi per tutto.

O forse no.
Mi ricordai che all’università avevo studiato psicologia e che quando le persone hanno una grande pena nella vita diventano depresse o alcolizzate o tossicodipendenti. O tutte e tre le cose insieme. Perciò, dovevo capire da dove veniva la mia pena. Dovevo sapere quale era la verità. E così mi venne in mente che l’unico che poteva conoscere il mio dolore e la mia verità era Colui che mi aveva creato. Perciò feci la cosa più semplice di questo mondo: andai in chiesa a cercarlo. A cercare Dio. E lì trovai uno che mi aiutò per davvero. Un prete. Gli chiesi se avrebbe provato a cambiarmi e lui, sorridendo, mi rispose: «Il mio mestiere è volerti bene, a cambiarti ci penserà Dio».

Ed è stata la svolta della sua vita.
È così, sembrava che Gesù fosse proprio lì, in quella chiesa, in quel prete, ad aspettarmi. Cominciai la terapia psicologica e incontrai la donna che ora è mia moglie. Oggi sono un padre, un marito e un uomo nuovo. Ma sono anche la prova che Dio è vivo. E che i suoi più grandi miracoli sono le ricostruzioni di vite distrutte come la mia. Dio ha il potere di costruire opere usando macerie.

Quanto sono lontane da questa sua esperienza l’iconografia di spensierata normalità che del mondo gay e trans ci mostra il sistema massmediatico.
È un cliché che conosco molto bene, fatto di superficialità e di comode apparenze. In realtà è un mondo di frustrazione, rabbia, dolore che riversa le sue contraddizioni contro le persone che vivono una condizione normale e, giustamente, la difendono. Chi soffre pensa (o per razionalizzare il dolore o perché viene convinto di questo) che la colpa del suo disagio sia della società eterosessuale. Quella che viene erroneamente definita “omofoba”. Perciò la maggioranza dei trans e gay desiderano che sparisca qualsiasi sesso. Dall’altra parte c’è la responsabilità di chi sa, ha studiato ma tace per paura di mettere a repentaglio la propria carriera o per timore di finire in tribunale. Il problema è questo: transessuali, gay e lesbiche nascondono pubblicamente il loro disagio. Quando ero uno di loro ho ascoltato tanto dolore. Ma privatamente non ho mai sentito parlare di amore.

In effetti le statistiche sul tasso di suicidi tra la popolazione di persone transessuali sono agghiaccianti.
Negli Stati Uniti sono il 30 per cento, ma c’è chi rimane vivo, alzando la soglia dei tentati suicidi al 40 per cento. In Svezia tutti coloro che hanno subìto operazioni per cambiare sesso tra il 1973 e il 2003 hanno tentato il suicidio o hanno avuto gravi problemi psichiatrici. Spesso chi ha disturbi di identità sessuale si prostituisce. Sul mio sito web (sexchangeregret.com) mi contattano migliaia di persone all’anno, sento storie terribili di gente che maledice il giorno in cui si è messa sotto i ferri, che soffre e non trova nessuno che li aiuti. Ora faccio quello che ha fatto chi ha salvato me.

Cosa, precisamente?
Amore, amicizia, Dio. Anche se sono minacciato. Anche se la legge vuole mettere a tacere chiunque cerchi di offrire un aiuto in questo campo. Anche se il dogma è che essere transessuali non è un problema.

Sappiamo che hai subìto e subisci minacce, censure, boicottaggi sui media.
Sì, l’America è sempre più intollerante con chi vuole anche solo raccontare la propria storia. È vietato ricordare che non c’è evidenza scientifica che sostenga la base biologica della omo e transessualità. E non si possono menzionare gli studi che confermano il fallimento delle operazioni chirurgiche senza essere calunniati.

Ma che interesse c’è a non riconoscere il disagio della persona transessuale?
In America molti trans sono così fragili psicologicamente che non lavorano e sono definiti “disabili”. Il governo li “tiene buoni” elargendo loro assegni di invalidità. Li presi anch’io, ma quando cominciai a guarire e incontrai la mia attuale moglie le dissi che era una cosa folle. Non volevo più dipendere dal governo che mi addomesticava in quel modo. Avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse a essere me stesso. Avevo bisogno di terapie. E di veri amici. Ma gli uomini liberi non piacciono.

Lei sa che la cosiddetta “terapia riparitiva” su omo e transessuali è violentemente contestata dagli attivisti dell’agenda gay e che ovunque, almeno in Occidente, c’è una fortissima spinta alle leggi sull’omofobia e a criminalizzare ogni tipo di dissenso contro quell’agenda.
Questo è appunto merito delle lobby Lgbt, che per decenni hanno perseguito l’obiettivo di occupare gli organi politici, istituzionali, rappresentativi e internazionali per piegarli alla loro agenda. È un’operazione che, come si vede, ha avuto successo.

Perché in Occidente c’è questa costante indifferenza per il matrimonio e la famiglia, mentre c’è un’enorme sopravvalutazione della questione gay, anche se parliamo di percentuali molto piccole delle popolazione?
Il movimento politico gay e transgender è intollerante nei confronti della società eterosessuale perché è intimamente persuaso che il proprio senso di frustrazione terminerà solo con l’eclissi della società tradizionale.

Beh, ci sta riuscendo…
Il problema è che alla fine di questo processo non arriverà nessuna nuova società. Arriverà il disastro.

E da dove si può ripartire, secondo lei, per evitare il “disastro”?
Dalla famiglia. La famiglia deve tornare a essere un luogo di amore vero. Bisogna andare incontro a chi soffre. E occorrono medici che parlino senza paura. Che contestino il sistema omertoso. E che pubblichino i molti dati esistenti che vengono normalmente censurati. Servono poi le testimonianze di chi è cambiato, affinché chi sta male sappia che c’è una via di uscita reale, come la mia. Ero malato, depresso, alcolizzato. Oggi ho 72 anni e sono sanissimo. Mentre la maggioranza di chi ora si trova nella mia condizione di un tempo, statisticamente non arriva alla mia età, muore prima per abuso di alcol, droga e promiscuità, il miglior viatico ad Aids e malattie letali di ogni genere.

E che ruolo può avere il “fattore religioso” nella riconquista della propria integrità?
Spesso ci si vergogna a parlare di Dio, di lavoro su di sé, di terapie, perché si temono ritorsioni. Bene, voglio dire a chiunque sta soffrendo quello che un tempo ho sofferto io: non avere paura, ti insulteranno come adesso insultano me, ma non importa, chi ti insulta è perché non è a posto lui. Perciò io ti dico: vai avanti lo stesso, cerca amici e aiuti medici, anche se lo Stato nega a psicologi e psichiatri la possibilità di curarti. Per questo c’è tanta gente che mi cerca: io non ho licenze professionali e la legge non può ancora colpirmi. Se mi chiudessero la bocca? Nessun problema. Una via d’uscita c’è sempre. La vita è più forte di qualsiasi disastro. Anche quello promosso per via legale e statale.

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70 Commenti

  1. beppe says:

    pronto, erika, c’è qualcuno in casa?

    • Michela says:

      Ma non crederai veramente che Erika è un trans? Erika è un falso dietro cui si nasconde un attivista delle lobbies gay. Sono in tanti che spammano continuamente, non fidarti Beppe. So per certo che molti attivisti hanno preso di mira Tempi per diffondere le loro immondizie qui. Stai all’erta

      • Charlie says:

        La questione non cambia e non ha importanza la loro identità sessuale.
        Veri o presunti, diffondono comunque idiozie.

      • ErikaT says:

        Fondamentalmente di quello che pensi tu mi frega zero, carissima gli uomini non sono solo per le donne genetiche, te piacerebbe?

      • flaccido says:

        se esiste una lobby gay sicuramente è in vaticano!
        la più grande associazione maschilista del mondo nei cui seminari se ne fanno di ogni!

  2. cornacchia says:

    Sarei estremamente grato se mi rispondeste – pacatamente e ragionevolmente – ad una domanda.
    Se la transessualità – ma lo stesso discorso può estendersi anche all’omosessualità – fosse davvero una sensazione psicopatologicamente rilevante, ciò non sarebbe un motivo in più per sostenere chi ne soffrisse?
    E tra i tanti diritti del malato, non esiste forse anche quello di essere supportato nella propria scelta di non tentare un cambiamento, sia che tale cambiamento sia impossibile, sia che lo stesso semplicemente non sia desiderato dall’interessato?
    E, soprattutto, impedire alla persona malata di esprimere la propria personalità non è persino più grave che impedire la stessa cosa alla persona sana?
    Forse che l’orientamento sessuale non è un bene della persona al pari di qualunque altro?

    • giovanna says:

      Provo a rispondere per come la vedo io, caro Cornacchia.
      Dunque, mettiamo che un uomo ad un certo punto della sua vita, spesso intorno ai vent’anni , abbia dei problemi mentali, crede di essere un extra-terrestre, oppure un genio del male, oppure un perseguitato politico . In questi casi si parla di schizofrenia, è una malattia grave, ma curabile. L’uomo in questione può incontrare sul suo cammino un familiare o un amico o un medico che gli indichino la strada da seguire, che passa da farmaci e psicoterapia e in tanti casi si riesce a condurre comunque una vita piena.
      Mai capitato , nella mia esperienza, che l’uomo che si crede un agente della cia ( come successo al protagonista di a beatiful mind, film basato su una storia vera), venga supportato nella sua convinzione, lo si convinca che va bene così, che i messaggi che gli arrivano dalla tv solo lui li può decifrare e che se prende una pistola e spara al postino, credendolo un russo, ciò sia lecito.
      Invece , ad oggi, un uomo , che è un uomo al 100%, che, per evidentissimi e gravi problemi psicologici , si creda una donna, viene detto che il problema non c’è , che può diventare una donna imbottendosi di ormoni , che fanno MALISSIMO, e sottoponendosi a dolore operazioni chirurgiche e casomai può solo sottoporsi ad una terapia che l’aiuti nell’imprescindibile cambiamento.
      Ma un uomo è un uomo e quando vedo queste povere persone conciate da donna, con le mani da uomo, con i piedi da uomo, le spalle da uomo, tristissime e bruttissime ( come wladimir luxuria, che in tutti media viene sempre riempito di complimenti per il suo aspetto , ma è orrendo in effetti, ripugnante, direi , per chi voglia dire le cose come stanno ), penso sempre che non abbiano avuto vicino nessuno che abbia voluto loro bene veramente, ma solo gente che ha indicato menefreghisticamente la via più facile, ma non la più vera, di affrontare questo didagio, di non dargliela vinta.
      Questo è quello che penso io, e la testimonianza riportata nell’articolo mi conferma in pieno in quello che riscontro e che sembra diventato impossibile da dire.

      • ne says:

        givanna questo tuo post oltre ad essere intrinsecamente omofobo e offensivo nega anche 50 anni di medicina psicologica. quando la gente transessuale veniva “aiutata” come dici tu, questi finivina con il suicidarsi nella maggior parte dei casi. complimenti ottima cura. quando invece hanno cominciato a raccordare l’aspetto fisico alla sessualità mentale i pazienti sono stati più felici e hanno vissuto a pieno le loro vite, e questo è l’unico obiettivo della medicina

        • giovanna says:

          Vorrei sapere cosa ho detto di offensivo.
          Conosco di vista un paio di uomini che si vestono da donne, non so se siano operati, di sicuro hanno un corpo torturato da vari trattamenti e si mostrano infelici, insoddisfatti, tristi e anche bruttissimi, perchè un uomo conciato da donna è brutto.
          Mentre la retorica di tv e giornali e web è tutto un dire quanto questo passaggio sia semplice ed efficace e mostra persone che l’hanno compiuto molto contente e soddisfatte.
          Devo anche dire che mi è capitato di vedere servizi giornalistici in tv, un pò più approfonditi, che malgrado le premesse favorevoli, non riuscivano a non mostrare la sofferenza profonda e la vita grama dei transessuali che volevano esaltare come modelli di modernità.
          Cioè, siamo attentissimi al benessere degli animali e poi non battiamo ciglia di fronte a cure ormonali a vita, ad operazioni estetiche continue ( non solo genitali, ma naso, bocca, zigomi, capelli ) ed infiltrazioni pericolosissime di silicone o roba simile e non battiamo ciglio di fronte al disagio che,operazione o non operazione, è assolutamente manifesto: basti solo leggere gli interventi nel web.
          Quando parrebbe più umano tentare di accordare il cervello, la psicologia ( perchè dal punto di vista fisico non si riscontra nulla che giustifichi il sentirsi donna ), col corpo che si ha.

          • nr says:

            giovanna hanno provato a fare quello che dici tu e la gente si ammazzava… cerca su google se non credi a me. la transizione è lunga, dura e dolorosa però evidentemente per loro vale la pena e sono loro e loro soltanto a dover decidere

            • giovanna says:

              veramente a me risulta che una percentuale incredibile di suicidi ci sia tra le persone transessuali in genere, sia operati che meno, al giorno d’oggi e non solo decenni fa.
              la fonte la trovi su tempi cartaceo.

    • erwesrdds says:

      guarda che la transessualità è una malattia che si cura con il cambiamento di sesso. in italia una persona può cambiare sesso praticamente coperto dalla mutua…

      questa persona ha portato la sua personale testimonianza, che non prova nulla se non che può succedere una storia come la sua. non significa che questa persona ha la chiave di lettura di tutte le storie di tutti i trans del mondo.
      se vi metto qui la storia di un ex cattolico molto devoto e praticante che un giorno si ravvede e si convince che sono tutte cavolate e diventa ateo prova forse qualcosa? no solo che alcune volte i cattolici perdono la fede… allo stesso modo ci sono delle persone che durante il percorso di transizione cambiano idea e decidono di tornare indietro

  3. ErikaT says:

    E gli ex etero non li mettete??? Padri e madri di famiglia che cambiano vita in senso omosessuale

  4. ErikaT says:

    Adesso cominciate a far articoli sulle trans? Povere noi
    Io su sto sito non ci vengo più

    • Paolo says:

      Eeee vai!!!!!

    • Michela says:

      Verrai, verrai, ma con un altro nome. Vi conosciamo mascherine, sappiamo chi siete, e cosa volete …

      • ne says:

        se erikja non venisse più non solo perdereste una persona speciale, ma anche una persona che arricchisce queste discussioni con un punto di vista finalemente diverso dal vostro.
        credo il vostro primo problema sia proprio questo non vi confrontate con queste questioni, ve ne fate un opinione stando a casa vostra(quindi senza verificare che le vostre opinioni siano ben formate) e andate avanti con queste

        • Michela says:

          Ecco, cosa avevo appena detto?

          • nopmò says:

            che io sarei erika? io sono carlo masi… mi bloccano i commenti sul tuo sito democratico

            • MIchela says:

              Te li bloccano giustamente come ho chiesto alla redazione. Sei infatti un violento, che bestemmiavi nei tuoi articoli e incitavi alla violenza contro i cristiani in tutto il mondo. Sei un profilo finto, un fake, che spargi menzogna, bestemmia e violenza. Che Dio abbia pietà di te

      • fsd says:

        offensiva, ancora offensiva… chissà mai secondo la tua mente malata cosa possono voltere

  5. cornacchia says:

    Non ho detto che una persona non debba essere aiutata a superare il proprio disagio. Ma soltanto se il disagio c’è ovviamente. Alcuni omosessuali stanno bene così e vorrebbero soltanto poter pubblicamente esprimere le proprie relazioni affettive, senza subire molestie e con il rispetto di tutti, anche di chi non le approva moralmente.
    Parimenti, se esiste una cura, deve esistere sempre il diritto di rifiutarla, per qualsivoglia ragione.

    • giovanni says:

      “se esiste una cura, deve esistere sempre il diritto di rifiutarla” Certamente ne hai il diritto, ma non di farne cadere le conseguenze sugli altri, sulla società e sopratutto sugli innocenti: i bambini!

      • nopmò says:

        giovanni il tuo commento rasenta l’idiozia…
        uno la “cura” che fa diventare le persone gay etero le spinge nella maggior parte dei casi al suicidio, cerca su google.
        secondo, chi è che fa le spese della mia omosessualità?

    • Gmtubini says:

      Vorrei tanto sapere chi è che, secondo te, propone una sorta di trattamento sanitario obbligatorio per gli omosessuali.
      A me pare, invece, che il problema sia esattamente il contrario: l’OMS ha deciso (con una votazione ideologizzata) che l’omosessualità non è una malattia e a chi vive la propria condizione con disagio viene spiegato che la colpa del suo malessere è tutta della società omofoba.
      Il problema non è il diritto a rifiutare le cure (vorrei anche vedere che questo non fosse garantito!) ma al contrario a poterne ricevere, visto che ogni tentativo da parte anche di eminenti studiosi di praticare qualche terapia di questo genere viene immediatamente stigmatizzato e messo alla berlina dall’establishment fedele ai diktat del movimento lgbt.

      • ne says:

        guarda leggiti questo articolo che ti chiarisce le idee sugli effetti di queste “cure”http://www.giornalettismo.com/archives/128768/%E2%80%9Cterapia-riparativa%E2%80%9D-ovvero-come-portare-un-gay-al-suicidio/

    • ne says:

      solo che è difficile parlare di cura per una cosa che malattia non è…
      e bisogna viglilare suglki effetti di queste presunte cure, che in america hanno provocato un numero impressionante di suicidi

  6. qw says:

    questo articolo voi lo leggete come una legge generale applicabile in ogni circostanza per le persone transessuali, mentre è la testimonianza di una storia, una vicenda personale che ha solo carattere personale. questa persona ha cambiato idea e ora ha conquistato la fede. questo non significa che questo tizio ha la verità in tasca. lui sta bene ora? buon per lui ne sono lieto, ma non significa che questa formula sia applicabile ad altre persone.

    se un cattolico perde la fede e dopo che la perde arriva a pensare che la religione è una cavolata e sta benissimo senza voi cosa ne concludete? che tutti i religiosi dovrebbero seguire il suo esempio? no se ne conclude che lui ha avuto quel percose, am è una cosa solo sua

  7. cornacchia says:

    @ GMTubini
    Io ritengo che, se davvero si persegue come unico obiettivo il benessere individuale (e mi pare che su questo siamo d’accordo), allora all’omosessuale e/o transessuale e/o eterosessuale – o, più semplicemente, persona – va attribuito sia il diritto di tentare di modificare il proprio orientamento sessuale (e, in questo caso, la società deve sostenerlo nella sua volontà), sia il diritto di conservarlo e di manifestarlo pienamente (e, in questo caso, deve rispettarlo nella possibilità di manifestarlo nei limiti della normalità).
    Non mi sembra certo una tesi da estremista, ma da liberale.

    • giovanna says:

      Scusa se mi intrometto, ma mi sembra incontestabile che oggi il problema sia proprio che viene ostacolato fortissimamente proprio il primo caso che citi tu, cioè anche una persona omosessuale che prova profondo disagio ( e a me, nella mia semplicità di casalinga non sembra affatto strano che un uomo provi disagio a non innamorarsi di una donna, ma senta attrazione per un uomo ) viene di fatto impedita sia nell’esternarlo sia tantomeno di curare il disagio e gli interventi aggressivi e violenti che in generale si riscontrano appena si affronta questo problema lo dimostrano appieno.
      Nell’articolo si evidenzia come addirittura si preferisca seguire la via più traumatica e dolorosa, invece che accordare la propria psicologia al proprio sesso, perseguire un cambiamento sessuale impossibile.
      E anche in questo caso mai letto da nessuna parte che qualcuno sia stato accompagnato e sostenuto in un percorso psicologico ad accettarsi per come è, un uomo, mentre abbondano testimonianze entusiaste di come sia moderno e facile prendere la strada delle mutilazioni genitali e delle devastanti cure ormonali.
      Quindi la tua tesi liberale caro Cornacchia, è da ribaltare esattamente.

      • pallo says:

        GIovanna, io non so se sia una malattia o meno ma posso dirti quello che è sucesso ad un mio compagno di giochi. Circa 15 anni fa ebbe un figlio/a che aveva l’apparato genitale non “definito”, i chirughi, dopo consulto, lo hanno “definito” in base ad una analisi ed alla facilità di intervento ed è diventata una bimba.
        Se fra 5 anni si sentirà un uomo cosa gli puoi dire ? Se sicura di poterlo biasimare ?

        • Ugobagna says:

          Si Pallo, è proprio il caso di cui si stava discutendo, grazie per il prezioso contributo, ora puoi andare a perdere tempo altrove…

    • Gmtubini says:

      Il problema è che, come sottolinea Giovanna, se si parla di adeguare il corpo alla mente va tutto bene, se invece qualcuno vorrebbe fare il contrario si trova tutta la comunità “scientifica” ideologicamente benpensante che lo mette alla gogna.
      Del resto avrai notato che anche se ho impostato la questione sul piano solamente teorico, c’è chi ha subito obiettato che le “terapie riparative” portano dirette al suicidio, come se l’alternativa, per così dire “ufficiale”, fosse tutta solo rose e fiori.
      Il guaio è che non è affatto vero che l’intolleranza in questa delicata faccenda stia da una parte sola, anzi, mi pare proprio che i cosiddetti “perseguitati” ne siano letteralmente pervasi.

    • nopmò says:

      se non fosse che le terapie riparative spingano spesso al suicidio dei pazienti sarei d’accordo con te…

      • Gmtubini says:

        Carlomasi, guarda che scrivere venti volte la stessa cosa, anche cambiando nickname, mi pare che sia di per sé indicatore di un certo disagio, come le tue bestemmie e gli insulti dei giorni scorsi che la redazione ha avuto la bontà di eliminare.
        Nel merito, lo sappiamo bene che le cosiddette “terapie riparative” vi stanno sullo stomaco anche solo come possibilità astratta, quindi è superfluo ribadirlo con la storia dei suicidi (immagino che degli omosessuali che non ricorrono a tali “terapie” invece non se ne ammazzi neanche mezzo, eh?!).
        Tanto più che da queste parti abbiamo più volte appurato che l’attivismo LGBT non si perita affatto ad usare la menzogna spudorata come mezzo di propaganda.

  8. SARA says:

    in Russia Putin può permettersi di dire ke di gay e lesbike non ne vuole sapere xkè la cultura russa non si tocca,nei paesi arabi c’è l’esecuzione sul posto per queste cose e….tutti stanno zitti! ma se io in europa mi azzardo a dire ke x me sti comportamenti sono contro natura e non li condivido senza condannare o assolvere nessuno…aiuto…..APRITI CIELO !!!! sono omofoba o razzista o idiota
    ke mondo ipocrita

    • ne says:

      sara anche nel medio evo potevi dire queste cose. e se permettiamo a te dire certe cose su i gay dobbiamo permettere ad altri di dire cose simili su ebrei, negri e donne… e alla fine arriverà chi le dice sui cristiani.
      fino a che una minoranza sarà perseguitata tutte le minoranze potranno essere perseguitate

    • fsd says:

      sara complimenti, sei riuscita a rappresentare in pieno il disagio dei cattolici moderni che semplicemente vorrebbero come in russia gli omosessuali fuori legge

      • Gmtubini says:

        Fds-Carlomasi,
        ti avverto che del post di Sara hai capito poco o nulla: rileggi e sarai più fortunato.

  9. Gmtubini says:

    Il signor Carlomasi (il noto bestemmiatore che ora posta in incognito per non essere rimosso) ha avuto l’accortezza di linkarci un articolo che riguarda dei tentativi di riparazione fatti negli anni settanta dagli esiti sconfortanti, ma dove però tra i commenti, si può leggere la seguente testimonianza di Antonio:
    “per chi vuole cambiare la cura di Nicolosi funziona davvero ma solo per quelli convinti di cambiare ,io ce l’ho fatta ,il mio problema risaliva ad un trauma infantile ,non di violenza ma piuttosto dell’avere violato l’intimità dei miei genitori ,con l’analisi e l’autoanalisi ho capito che quell’evento inconsciamente mi aveva segnato (ricordavo l’evento ma prima volevo solo cancellarlo),infatti la cosa che mi mancava era il “perdonare ,scusarmi con mio padre “da li tutto è cambiato la mia vita sessuale ora è etero e provo grande attrazione per la donna naturalmente ,posso parlare con ragazzi senza provare le idee strane
    ragazzi non fatevi ingannare dai media! chi vuole può cambiare veramente!”
    Quando si dice che il diavolo fa le pentole…

  10. cornacchia says:

    @ Gmtubini e Giovanna
    Infatti, sono d’accordo che se ci sono persone che vogliono adeguare la mente al corpo devono essere aiutate in questo percorso. Ma è evidente che ogni libertà, per poter essere tale, deve consentire il percorso inverso, cioé anche un eterosessuale deve avere la possibilità di diventare omosessuale se lo vuole. E, da questo punto di vista, agognare una società interamente eterosessuale, in cui la visibilità dei gay è esclusa, comporta un condizionamento in un solo senso, mentre la libertà, appunto, dovrebbe comportare la pari possibilità di atteggiarsi in un senso, quanto nell’altro.

  11. Beatrice says:

    Non so se pubblicherete il mio post, io ci provo. Sono Beatrice Ulmi una donna transessuale operata e donna anche per lo stato italiano che in base alla legge 184/92 mi ha cambiato i documenti con l’indicazione del sesso femminile e rettificazione del nome. Non sono una prostituta ma lavoro come dirigente in una grande multinazionale telefonica. Sono sposata civilmente con mio marito e come tutte le donne sterili ho fatto domanda al tribunale minorile di Firenze per un adozione internazionale. Credo di vivere una vita completamente normale con un lavoro una famiglia e in futuro spero dei figli adottivi. Vorrei sapere cosa c’è per voi di tanto trasgressivo nella mia vita. Sono una donna normale che vive nella società come tante altre donne. Il problema è chi non conosce le persone transessuali non sa che la maggioranza non fa la prostituta ma adegua semplicemente il suo corpo alla sua identità. Non immaginate quante volte avrete avuto a che fare con una persona transizionata e non ve ne siete accorti. Ci sono dottoresse, avvocati, dirigenti di azienda, commesse, poliziotte etc etc. Viviamo nel mondo senza andare in giro con cartelli “ero un uomo” al collo, ma raggiunta la nostra piena identità viviamo normalmente. Molte di noi sono addirittura sposate con uomini che hanno accettato il nostro cammino. Il nostro rapporto è totalmente eterosessuale anche se sterile. Spero di non avervi scandalizzato ma sappiate che la storiellina che le transessuali sono tutte prostitute, malate psicologiche, infelici e che si suicidano non è proprio vero. Ripeto la maggioranza delle operate non solo sono serene ma felici della scelta che hanno fatto. Non capisco tutto questo vostro astio nei nostri confronti…un abbraccio

    • giovanna says:

      Cara Beatrice, sinceramente nessuno ha parlato di trasgressione, ma dello stupore di come la via del cambiamento di parte del corpo sia considerata imprescindibile per un uomo che si senta donna, quando ai più sembrerebbe logico invece che mutilarsi ed imbottirsi di ormoni , di tentare di accordare la psicologia col corpo, che comunque rimane al 100% fatto di cellule maschili, dalla punta dei piedi alla punta dei capelli.
      Daltra parte si curano psicologicamente gli obesi, gli schizofrenici ( che spesso credono di essere un altro da quello che sono ), i depressi, i nevrotici, non vedo perchè debba essere considerato scandaloso che si possa curare un uomo che crede di essere una donna, un uomo fatto e finito che invece si sente donna.
      Se tu sei contenta così ( ma sinceramente hai scritto in un modo così asettico e distaccato che mi hai trasmesso un senso di malessere , ma sono pareri, evidentemente ), se il tuo fisico non ha risentito di cure ormonali pesantissime ed interventi chirurgici che tosti è dir poco, se è contento il tuo uomo , nessuno ti dice niente, diciamo che il pensiero va a gente più sfortunata di te.
      Per quanto riguarda i bambini, non so se sia legale che tu possa adottare, immedesimandomi in quei bambini, già tanto provati dalla vita, potrei considerare più adatta l’adozione da parte di un uomo e una donna meno carichi di problemi di quanto il vissuto tuo e di tuo marito inevitabilmente comporta.
      D’altra parte, le tue righe confermano appieno l’assunto dell’articolo, che si vuol far passare come normale una situazione che normale non è e aggiungo che un transessulae si vede benissimo, anche se l’educazione impone di non fare commenti, per esempio io non sono abituata a fissare nessuno, ma un uomo rimane un uomo, anche se depilato e con il seno aggiunto, anche se non credo che alla fine questo sia il meno.
      Poi,diciamo che ho parlato per prima dell’aspetto fisico perchè per esempio in tv si fanno tanti complimenti al nuovo aspetto di tanti transessuali ( ammetterai che sono trattati come fenomeni da baraccone ), quando invece è solo ipocrisia, la bruttezza salta agli occhi in tutta evidenza e non è la bruttezza il problema principale, ma questa ipocrisia dilagante.
      La questione dei suicidi è stata tirata in ballo in qunato si è sostenuto in alcuni commenti che quando si è tentata la strada di una terapia psicologica questa ha portato al suicidio, mentre sembrerebbe proprio il contrario dalle statistiche.
      Poi, ripeto, se tu sei contenta veramente così, nessuno ti impedisce nulla, come in effetti è stato per te, ma magari non è detto che la tua strada sia forzata per tutti gli uomini che non avendo nessun problema biologico di identità maschile, si sentano invece donne.
      Beatrice, nessun astio, casomai compassione sincera, ti saluto, stammi bene.

      • Beatrice says:

        Cara Giovanna ti posso assicurare, anche se ti sembrerà inconcepibile, che io sono serenissima, non ho nessun malessere in riferimento alla scelta fatta! Sono realizzata nella famiglia e nel lavoro. Ho una madre che mi è vicina, due suoceri che mi adorano ed un marito meraviglioso. Se ti stupisce che unA transessuale può essere felice mi spiace per te che ti ho distrutto un pregiudizio. Cioè che tutte le transessuali stanno male… Ti volevo rispondere solo ad alcune affermazioni che hai fatto. Per quanto riguarda le transessuali si parla di DISTURBO DI IDENTITA’ DI GENERE. La prima cosa da chiarire è appunto che si parla di identità non di sessualità, infatti la transessualità è completamente un altra cosa dall’omosessualità che appunto è una scelta sessuale. La persona trans è come se nascesse con un anima femminile rinchiusa dentro ad un corpo che non sente suo. Di solito questo bisogno esplode già in tenera età. Ti faccio un esempio semplice semplice. Prova per un attimo a chiudere gli occhi e pensa di essere davanti ad uno specchio dove con il tuo cervello ti ritrovi di colpo un corpo maschile davanti. Come ti sentiresti? Cosa proveresti se ti dicessero che da oggi ti devi mettere dei vestiti maschili perchè il tuo corpo è da uomo? Penso che impazziresti! E faresti di tutto per cambiarlo! Ti posso assicurare che la scelta obbligata per una persona che si ritrova in un corpo sbagliato è quello di adeguarlo non di cambiare la sua anima!!! E’ più importante l’anima del corpo! Secondo punto che volevo chiarire. Sappi che legalissimo che una trans diventata donna per lo stato italiano e sposata civilmente possa chiedere, e alcune l’hanno già fatto, un adozione. Per lo stato ripeto sono una donna come tutte le altre! Ed i carichi dei problemi miei saranno più o meno quelli di tante altre donne.Ultimo punto la passabilità! Ti posso assicurare che la sottoscritta come tante altre siamo “invisibili” a tutti voi. Io vado nelle aziende tutti i giorni, parlo con amministratori delegati e nessuno dico nessuno si è mai accorto come dici te che ho i cromosomo XY! Fattene una ragione , ci sono molte transessuali che non sono uomini vestiti da donne! Cmq so benissimo che non cambierò i tuoi PREGIUDIZI dovuti ad una cultura più che rispettabile. Io sono contenta se tu sei felice rispetta però la MIA felicità nel senso che non ti permetto assolutamente di dare per scontato un mio malessere! Con tanta gioia nel cuore Beatrice

        • giovanna says:

          ucci ucci, sento odor di erikucci !
          ma che vuol dire che l’anima è più importante del corpo?
          che uno può avere un corpo maschile e un’anima femminile? maddai !
          Pensa chi si crede Napoleone, si guarda allo specchio e vede Napoleone, non per questo gli facciamo conquistare un impero , anche se ha l’anima di Napoleone !
          Si potrà avere una testa che si crede dolorosamente femmina, una psicologia che si crede assurdamente femmina, non giochiamo con le parole per dimostrare l’indimostrabile.
          Scusami, eh, se sei vera, su google non mi è sembrato tanto tanto, magari sono poco delicata ,
          ma già sarai circondata da tanti ipocriti, io non sono ipocrita.
          Poi, a me non dispiace affatto che tu sia felice, ma posso non crederci?
          O perlomeno posso non rilevarlo dalle tue parole , che mi appaiono forzate, forzatissime?
          Posso non credere che non si riconosca che hai un corpo da uomo nonostante tutte le operazioni possibili ?
          Perlomeno questa è la mia esperienza, mai incontrato un uomo che si potesse camuffare a tal punto da donna , bastano i piedi o le mani o il naso o i fianchi inesistenti e nemmeno in tv, nonostante fossero chiamati belle, anche bellissime, ho mai visto un uomo trans d’aspetto gradevole, sempre un qualcosa , più di qualcosa, di stonato, di inquietante, di ambiguo, di disturbante.
          Poi,conosco l’azione degli ormoni, che devi prendere continuamente, non è una passeggiata di salute, non si stà bene, a mio parere è da pazzi somministrare ed accettare bombardamenti simili.
          E posso sperare che non ti diano mai un bambino in adozione, anche se è legale?
          Sono fiori delicati, delicatissimi, da affidarsi a persone quanto più possibili sensibili e serene, bambini già fortemente traumatizzati dalla vita, senza ritrovarsi con due genitori con una storia così pesante da reggere. Perlomeno un bambino che scopra, perchè prima o poi lo scoprirà, che la mamma è un uomo e se gli viene nascosto è un’ombra enorme, dai, ma quanto devono penare nella vita questi bambini ? Tu hai fatto la tua strada, non tentare di coinvolgere degli innocenti nel tuo marasma dell’anima, abbi un pò di pietà.
          Infine, tu sarai anche felice, ma negare che la transessualità, come ampiamente dimostrato dalla statistica, come da testimonianze a quintali , porti ad una infelicità e ad un disagio e a una vita molto faticosa per la maggior parte delle persone trans, mi sembra ingeneroso nei confronti delle tante tue sofferenti compagne di sventura.
          Scusami, eh, se sei vera sono stata pesante, non era una cosa personale, ma quando sento puzza di propaganda mi infastidisco alquanto.
          Con la propaganda le persone ci crepano.
          Ciao.

          • Beatrice says:

            si sono vera e come tutte le persone intransigenti tu sei stata pesante. ciao rimanete nel vostro marasma baciotti!

  12. cornacchia says:

    @ GMtubini
    Ti è sfuggita la mia risposta. Ciao

    • Gmtubini says:

      Hai ragione Cornacchia!
      Ti rispondo qui.
      Premesso che la società liberale al cento per cento che tu prospetti, ovvero quella rispettosa delle opinioni e del sentire di tutti è di gran lunga preferibile alla dittatura totalitarista del politicamente corretto, secondo il quale certe opinioni e certe idee diventano illegittime, io, a dire il vero, ho un’idea personale un po’ arcaica che si basa sulla distinzione tra bene e male.
      Pur considerando il comportamento omosessuale intrinsecamente come un male e non vedendo, pertanto, il motivo per il quale esso debba essere promosso e incoraggiato dalla società, non comprendo neanche il motivo per cui detto male, qualora riguardi strettamente il comportamento individuale e non nuoccia a nessun altro, debba essere perseguitato dalla società umana. Di questo tipo di male e su chi lo commette, a mio parere, si deve occupare solo il giudizio di Dio.
      Se poi però il comportamento individuale è tale da minacciare di nuocere al più deboli…

      • Beatrice says:

        Vi posso fare una domanda che è collegata proprio al discorso che hanno postato adesso Cornacchia e Gmtubini. Voi avete mai conosciuto una donna transessuale? Non sto parlando di prostitute!!! Questa domanda ve la faccio perchè mi capita sempre quando una persona viene a conoscenza del mio cammino che mi dicano che non pensavano che una trans potesse essere una persona “normale”! Il problema è che tutti gli strumenti di comunicazione passano il concetto trans=prostituta quando questo non è assolutamente vero! Io mi chiedo, come fate a sentenziare su una cosa che non conoscete? Posso essere daccordo che quando uno viene da una cultura che stigmatizza una situazione anche se non la conosce si affida a chi secondo logica ne dovrebbe sapere di più, però mi chiedodove trovate questa sicurezza nel giudicare anche pesantemente altre persone senza conoscere minimamente l’animo, i pensieri anche le ferite che può aver passato. Sarà proprio per questo che io sottoscritta visto quello che ho passato nella mia storia non riesco più a giudicare nessuno ma affido il mio e i loro cuore a Dio….semplicemente! Invece in voi vedo una sicurezza, una fermezza di giudizio che quasi quasi vi invidio! Sarete uomini senza macchia sicuramente! Beati voi!

        • giovanna says:

          Cara Beatrice, non sei l’unica al mondo, sia la fredda statistica sia le esperienze della stragrande maggioranza degli uomini che si credono donne dicono che un uomo che si crede donna e per questo crede di non avere altre alternative alla mutilazione e alle cure ormonali ha una vita grama.
          ma tu te ne freghi, tu sei contenta di ammazzarti di ormoni e gli altri pazienza, anzi già che ci sei pensi di adottare un bambino già duramente provato dalla vita.
          Io, tutto questo, lo chiamo un grande egoismo ed il fatto che sia collegato con la tua patologia non lo giustifica, perchè ci vanno di mezzo degli innocenti.
          Grande compassione per la tua storia, ma intransigenza massima, per quello che vale, contro la propaganda volta a giustificare le proprie scelte, sacrificando gli altri.
          Cioè, te lo ripeto l’ennesima volta, non ti giudico, ma se permetti ti compatisco, ma se permetti ho un giudizio negativo sul tentativo di proselitismo che nella maggior parte dei casi è provato porti all’infelicità.
          ( ti ho già detto che conosco di vista , per lavoro, due transessuali, escludo siano prostitute, ma sono tristissimi, sperduti, e fanno una tristezza infinita, uno alto 1,90, uno pelato con la panciona, vestiti da donna, con la voce una via di mezzo tra un uomo e una donna, non si è sempre giovani, non sono tutte rose e fiori , pensa anche agli altri quando fai propaganda , concedi agli altri un’alternativa alla distruzione del corpo)

          • fsd says:

            Giovanna, uno non hai nè capito nè risposto alla domanda di beatrice, sei superficiale e offensiva come sempre e pensi di conoscere lo stato d’animo di beatrice senza conoscere nulla di lei. inizio a pensare che c’è veramente del marciume nella tua anima e questo marciume ti sta corrodendo da dentro

            • giovanna says:

              Caro ciccio, Beatrice ha chiesto se qualcuno avesse mai conosciuto una persona transessuale ed io ho risposto, anche se capisco che la mia risposta, sebbene sincera, possa non essere gradita.Al contrario tuo non mi azzarderei mai a fare commenti sull’anima altrui, ma solo sulle posizioni espresse, se ancora possibile in questa ondata di totalitarismo ideologico.
              Approfitto per aggiungere che questa enfasi di Beatrice nel ricordare che non tutti i transessuali si prostituiscono non risponde ad una preoccupazione dell’articolo sopra, né a quella dei commentatori, non è stato espresso da nessuno un giudizio morale sulla prostituzione, è ovvio che si tratti di un aggravio di dolore per molti, non l’addosserei come una colpa e mi sembra che nessuno l’abbia fatto.
              E comunque non prenderei tanto alla leggera la fine che fanno, in percentuali elevatissime ,rispetto al resto della popolazione, le persone transessuali; non direi che siccome io conduco una vita normale me ne frego altamente dei suicidi e della vita sulla strada di tantissimi transessuali.

              • Beatrice says:

                Giovanna meno male ti sei risposta da sola! “grande compassione ma intransigenza massima…..” Di definisci da te intransigente e per me questo vuol dire pregiudizio! Soltanto le persone intransigenti non si mettono mai in discussione….percui è palese che discutere con te è inutile. Ti hanno inculcato un comando e tu non lo metti assolutamente in discussione! Ti senti libera così?Contenta te contenti tutti! Baciotti!

                • Beatrice says:

                  Giovanna ti elenco i temini con cui hai descritto le transessuali in questi pochi commenti che hai postato a dimostrazione della tua intransigenza….ah ah
                  1 povere persone conciate da donna
                  2 tristissime e bruttissime
                  3 orrende
                  4 ripugnante
                  5 corpo torturato
                  6 infelici, isoddisfatti, tristi e anche bruttissimi
                  7 sofferenza PROFONDA
                  8 vita GRAMA
                  9 senso di MALESSERE
                  10 fenomeni da baraccone
                  11 la bruttezza salta agli occhi
                  12 compassione sincera
                  13 stonato, inquietante, ambiguo, disturbante!!!
                  14 marasma dell’anima
                  15 infelicità e disagio
                  16 ti compatisco
                  17 tristezza INFINITA
                  18 INTRANSIGENZA MASSIMA!!!!!!
                  19 (questa è la più bella!!!) ” a me non dispiace affatto che tu sia felice…..MA POSSO NON CREDERCI??” ah ah ah ah miticaaaaaaaaaaaa

                  • Beatrice says:

                    Ultimo giochino Giovanna! Provo ad usare le tue parole per descrivere la tua anima ferma ed intransigente…
                    Cara Giovanna tu sei una povera persona, tristissima e bruttissima, orrenda e ripugnante, infelice, insoddisfatta ed anche bruttissima, con una sofferenza profonda, una vita grama e un senso di malessere. Sei un fenomeno da baraccone, la tua bruttezza salta agli occhi! Proco compassione sincera per te in quanto sei stonata, inquietante, ambigua e disturbante!!! Avrai un marasma nell’anima, sei infelice e disagiata. Mi fai una tristezza infinita….a me non dispiace affatto che tu sia felice ma posso non crederci? Baciotti!

                    • giovanna says:

                      Senti cocca, mica siamo all’asilo ! Tu non mi conosci, non sai nulla di me, quindi quegli aggettivi sono senza senso, magari sono bruttissima, embè, mica vorrei avere falsi complimenti dal mondo intero, se avessi ammesso di pesare 120 kg, mica avrei preteso i complimenti, i più mi avrebbero messo in guardia sulla mia salute.
                      Ma tu hai detto di essere un uomo che è diventato donna e conosco delle persone come te e non posso che confermare tutti quegli aggettivi, pur nella compassione, sono assolutamente realistici per chiunque sia minimamente sincero.Un uomo con due spalle da uomo, coi piedi da uomo, con le mani da uomo, con la stempiatura da uomo, perchè non si è sempre giovani, con la voce metà-metà, vestito da donna, dovrei dire che è gradevole? Luxuria per te è gradevole? E’ orrido ! Ma, ripeto, non è quello il problema, il problema è l’ipocrisia che non consente di dirlo.
                      Te lo vuoi mettere sulla capa che non si tratta di giudizio morale, anzi compatisco sinceramente chi abbia questo enorme dolore, ma di vedere la realtà come è?
                      Prova a rileggere l’articolo sopra, tu saresti stata senz’altro tra quelli che avrebbero condannato all’infelicità quell’uomo, negando la possibilità di cambiamento , di cura psicologica/psichiatrica, gli avresti detto che era bellissima e veramente se stessa, mentre lui soffriva come un cane.
                      Tu raccontati pure che le persone transessuali non sono tristi, non sono bruttissime, non conducono una vita grama, ma sarà così per te personalmente, non per le tue compagne di sventura, di cui te ne freghi, visto che il suicidio e la prostituzione sono assai significative per questo gruppo di persone.
                      Poi, passiamo alla parte delle elementari, se sai leggere ho detto che sono intransigente verso l’atteggiamento di chi minimizza questa sofferenza, condannando a questa strada di distruzione del corpo anche altri disgraziati ( oppure è una grande fortuna essere uomini e credersi donne ?), propagandando menzogne su menzogne, volendo persino crescere un bambino abbandonato. Ma che testa hai?
                      Nei tuoi confronti nè transigo, nè non transigo, non eri tu l’argomento, ma penso di potermi permettere di commentare molto negativamente le tue affermazioni che ledono il diritto di altri di gridare al mondo una sofferenza che nessuna dose di ormoni massiccia e nessuna mutilazione del corpo potrà alleviare facilmente , anzi.

                    • giovanna says:

                      Poi, visto che insisti coi baciotti, ti dico che non mi è mai capitato in una discussione sull’attualità nel web, e sono anni che mi ci appassiono, che una donna concludesse con “baciotti”, giusto tu ed Erika.

                    • giovanna says:

                      E anche un’altra cosa.
                      Hai estrapolato le mie parole più forti ( e per te inconsuete nel politically correct dilagante, ma che poi appena ti volti ti ride dietro) dal contesto, ti faccio solo un esempio.
                      Non mi sarei mai permessa di dire che un transessuale è un fenomeno da baraccone, ho invece detto che mi sembra palese che i transessuali siano trattati come fenomeni da baraccone in tv, non credo che puoi affermare il contrario. Cioè da una parte i media blandiscono, esaltano, sembrano incoraggiare, ma in realtà non c’è vera partecipazione umana, piuttosto un mostrare un fenomeno da circo.
                      Non ho detto che un trans è un fenomeno da circo, ma viene trattato così proprio da chi falsamente gli dice che ora è veramente se stesso, perchè in fondo, pur nella tragedia degli ormoni e delle mutilazioni, per gli altri è la più facile, più facile che accogliere il dolore.

      • cornacchia says:

        Anch’io distinguo il bene dal male, ma, tuttavia, non credo che il discrimene possa essere individuato nell’attrazione sessuale, ma nel modo in cui viene vissuta. Ribadisco di essere contrario ai matrimoni ed alle adozioni per gli omosessuali e favorevole al rispetto delle loro libertà.

        • Beatrice says:

          Su Giovanna non ti alterare così, il mio voleva solo essere un giochinoda asilo! Sii serena nel tuo essere bigotta ed intransigente in fondo è quello che senti e che vuoi! Non ho mai avuto la minima intenzione di farti cambiare idea perchè so che è IMPOSSIBILE! Percui amiche come prima e continua pure a compatirmi, ti posso assicurare che la mia serenità non ne risentirà ASSOLUTAMENTE! A dimenticavo tanti baciotti!

          • Beatrice says:

            Ah un altra cosa Giovanna! nell’assicurarti che sono vera ti sottolineo che ho messo nel mio primo post nome e cognome! Vivo a San Giovanni Valdarno (Ar) e lavoro alla Wind! Come vedi non mi nascondo assolutamente anzi se vuoi venire aprendere un caffè a casa mia sei invitata se il tuo senso del bello te lo permette.

            • giovanna says:

              Ah, Beatrice, come sei buona, come sei rispettosa…alla fine, prima o poi, l’intolleranza profonda viene sempre fuori, e anche una certa, forse apparente, non saprei, superficialità e banalità, ma se ti fa stare meglio continuare a darmi della bigotta (non so su quale base, visto che di religione non abbiamo parlato affatto ) e dell’intransigente
              ( quando ti ho ripetuto un tot di volte che per me puoi fare quel che vuoi, ma ritengo una crudeltà fare propaganda trans , dati i risultati accertati in termini di dolore e di disagio che questa provoca ), dando a questa parola un significato moralistico completamente fuori luogo, fai pure.
              Continuerò a compatirti, se non ti dispiace, ma non per l’aspetto fisico, che è l’ultimo dei tuoi problemi e anche l’ultimo dei miei, per me è insignificante,nel caso dei trans è solo un’evidenza di un qualcosa di falso, ma per quel marasma dell’anima che hai descritto così bene.
              Scusami, ma i baciotti non riesco a contraccambiarli, sono una donna, non hello kitty.
              Ciao.

  13. Artemide says:

    Sbaglio o la persona in questione risulta sposato/a con una lesbica? Visto tutto il male che ha detto degli omosessuali direi che non ha ancora le idee del tutto chiare…

  14. James says:

    Caro David, vabbè che porti il nome di un noto fromboliere…
    1) Io non appartengo a CL
    2) Io non sono un “professorone” (deo gratias)
    3) Tu, se credi, come pare ritenga Grillo, che sia ragionevolmente possibile realizzare una forma efficace ed efficiente di democrazia diretta telematica in uno Stato moderno con sessanta milioni di cittadini, secondo me sei effettivamente un ignorante, uno scemo e ovviamente un boccalone di prima categoria, con rispetto parlando, s’intende .

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