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Colpito da un fulmine, è uscito dal coma. Per i medici andava lasciato morire, ma la famiglia lotta per lui

aprile 17, 2014 Leone Grotti

Francia. Robin è stato colpito da un fulmine a 14 anni, è rimasto in coma per otto mesi. I genitori hanno fatto cinque scioperi della fame perché possa fare fisioterapia. La madre: «Non voglio l’eutanasia»

robinSono passati sette anni da quando Robin Richard è stato colpito da un fulmine. Una scarica pari a circa 400 mila volt l’ha attraversato dalla testa ai piedi il 29 marzo 2007, a 14 anni, mentre andava in bicicletta con suo fratello nel comune francese di Trent durante una gita proposta dalla sua scuola, il Collège Simone de Beauvoir di Vitrolles.

IL COMA E IL RISVEGLIO. Nonostante il colpo terribile, Robin è sopravvissuto. Caduto in un coma profondo, i medici hanno subito consigliato ai genitori di «staccargli la spina» e lasciarlo morire perché «irrecuperabile». I genitori si sono opposti a più riprese, decisi a «combattere per la vita di nostro figlio» e dopo otto mesi Robin si è svegliato tra lo stupore dei dottori.
Da allora i genitori di Robin, Annick e Bruno, combattono contro gli ospedali e il governo francese perché il figlio possa fare una fisioterapia adeguata per recuperare quante più funzioni del corpo possibili.

robin-4_scalewidth_460I MIGLIORAMENTI. L’impresa non è delle più semplici, anche se da quando è uscito dal coma Robin ha fatto piccoli progressi grazie al solo lavoro costante dei genitori: non parla ma capisce quello che gli si dice, riesce a tenere la testa dritta, a sedersi e a realizzare piccoli movimenti con le gambe e le braccia. I genitori affermano che per migliorare ulteriormente dovrebbe entrare in un programma di riabilitazione speciale, ma il massimo che hanno ottenuto dalla sanità francese è due ore di fisioterapia a settimana. Secondo i dottori non ha senso tentare ulteriori terapie perché «non c’è speranza che migliori».

robin-franciaQUATTRO SCIOPERI DELLA FAME. Dopo aver scritto un libro su loro figlio, Robin. Le jour où le ciel se déchira (il giorno in cui il cielo si è squarciato), e avere realizzato quattro scioperi della fame davanti alla sede del ministero della Sanità per essere ascoltati, il ministro della Salute di Sarkozy, Xavier Bertrand, ha dato ascolto alla famiglia e nel 2012 ha permesso di trasferire il ragazzo da Marsiglia a Parigi, dove è stato operato alla bocca, rimasta sigillata da quel 29 marzo 2007.
Il ministro promette anche a Annick e Bruno di far svolgere a loro figlio un programma di fisioterapia «eccezionale». Si era però alla vigilia del voto nazionale e dopo l’elezione di François Hollande, e il conseguente cambio di ministro alla Sanità, il progetto è saltato.

libro-robinLETTERA A HOLLANDE. I genitori hanno così intrapreso un nuovo sciopero della fame e scritto una lettera a Hollande: «Signor presidente, abbiamo provato a contattare voi e il ministro Touraine in tutti i modi e non ci avete neanche mai degnato di una risposta. Che cosa dobbiamo fare per essere ascoltati? Scioperi della fame, salire su una gru, immolarci, diventare dei terroristi?».
Per Annick, «i medici insistono che Robin non può fare progressi solo perché così non sono obbligati ad assumere altro personale per fare la fisioterapia necessaria». Intervistata, ha dichiarato ai media francesi: «Robin continua a combattere per vivere. Io sono arrabbiata con i dottori perché non danno a Robin ciò di cui ha diritto: cure mediche».

«MIO FIGLIO È VIVO». Nonostante quello che è successo, Annick non ha perso la sua fede: «Io credo in Dio. Quando mio figlio è stato colpito da un fulmine ho gridato a Lui tutta la mia collera e la mia rabbia. Ma ho capito che se avesse voluto portarmelo via, l’avrebbe già fatto. Ecco perché non penso all’eutanasia: mio figlio è vivo».

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3 Commenti

  1. Ellas says:

    Francia, GB e altri sono la fabbrica della morte umana e della vita animale. Viva i cagnolini e i disabili nell’inceneritore.
    Che bella l’umanità! Per tutti i dottori della morte deve essere stato uno shock, che il ragazzo si riprenda.
    Forse giocare più a calcio, ma per qualcosa che si perde potrebbe guadagnarne un’altra.
    Chi sono ste persone per decidere della morte di un individuo?
    La società di oggi è deleteria: vuole sessualità fluide, persone fisicamente perfette, e gli handicappati vadano pure a morire.
    Come handicappata mi sento proprio offesa. Non sono messa come lui, e sono abbastanza sana, ma sapere (o meglio continuare a sapere) che siamo scarti e orriblie.

    • trigemino says:

      I”scarti”degli uomini sono la Sapienza di DIO……..

      • Marco says:

        A ELLAS…voi handicappati siete la luce di Gesù in Terra e esempio per noi che siamo ricchi di salute ma poveri in spirito…Gesù disse di nn preoccuparci dei giudizi del mondo perché prima di odiare noi ha odiato Lui…per Dio sarete come è giusto sempre i primi. Al mondo ci sono anche coloro vi stimano, e tanto anche, per la vostra voglia di vivere e il vostro coraggio. Continuate così e lasciate perdere chi vi emargina perché siete preziosi per tanti altri, e nn è commiserazione ma stima vera.

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