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I cinque comandamenti dell’ideologia gender

settembre 28, 2015 Mario Adinolfi

Per la stampa «la teoria del gender non esiste». Il ministro Giannini minaccia querele. Eppure è in corso una «colonizzazione ideologica» di scuole e giornali

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – La scuola italiana ha riaperto i battenti all’insegna del cipiglio di un ministro che minaccia «denunce» contro coloro che, dice la Giannini, stanno diffondendo «la truffa del gender». Complimenti. Un regime autoritario non saprebbe fare di meglio. Infatti. Ciò che accomuna il ministro Stefania Giannini, i leader della comunità Lgbt e le grandi testate giornalistiche nazionali è la negazione dell’evidenza. Dicono che «l’ideologia gender non esiste». Per la Giannini è, appunto, «una truffa culturale». E coloro che la diffondono meritano di essere perseguiti, addirittura, per via giudiziaria. Per Repubblica «la teoria del gender è un fantasma che si aggira per l’Italia». Per il Corriere della Sera «è solo una invenzione retorica, un idolo polemico pieno di niente». Eccetera. Con i vari megafoni di tv, giornali, reti militanti, schierati sulla linea delle direttive del ministro “antitruffa”. La causa negazionista lanciata dai gruppi Lgbt sembra aver trovato una sponda istituzionale. Ne prendiamo atto. Il ministro dell’Istruzione si sta pericolosamente avvicinando a sposare il capo di accusa formulato da Aurelio Mancuso, uno degli storici esponenti dell’Arcigay, secondo il quale «l’ideologia gender è una invenzione del Vaticano»? In effetti, secondo papa Francesco «la teoria gender è uno sbaglio della mente umana» che si è radicato in una «colonizzazione ideologica» che ha assunto le forme del lavaggio del cervello riservato «alla gioventù hitleriana». È vero, noi tendiamo a credere più al Papa che a Mancuso. Quanto alla «truffa culturale», dice «truffa» pure Bergoglio, signora Ministro? Vediamo.

Coloro che raccontano l’ideologia gender come una invenzione dei cattolici solitamente subito dopo ammettono l’esistenza (non potrebbero fare altrimenti) dei “gender studies” o “studi di genere”: elaborazioni e testi che in ambito accademico hanno cominciato dagli anni Sessanta ad affermare, con l’obiettivo principale della emancipazione e liberazione della donna, l’indifferenza sessuale tra maschile e femminile. A partire dagli anni Ottanta i “gender studies” si sono evoluti in “gay, lesbian, transgender, queer and intersexual studies”, con l’obiettivo sempre di accompagnare fenomeni di emancipazione e liberazione sessuale e sociale delle categorie indicate. Potremmo dilungarci molto su questi studi accademici puramente ideologici e assolutamente a-scientifici, basterebbe riproporre il documentario Il paradosso norvegese per spiegare quanto questa ideologia sia fondata su basi medicalmente e scientificamente nulle, ma la questione ci porterebbe fuori strada. Oggi qui vogliamo rispondere a una semplice domanda: cosa afferma l’ideologia gender? I “comandamenti” di questa ideologia sono cinque e concatenati tra loro.

Maschio e femmina sono uguali
La finalità originaria dei “gender studies” degli anni Sessanta è affermare l’uguaglianza assoluta tra l’uomo e la donna al fine di liberare ed emancipare quest’ultima dalla “discriminazione”. Negare la distinzione maschile-femminile, considerare “uno stereotipo” che esistano ad esempio mestieri tipicamente maschili e mestieri tipicamente femminili, negare la specificità del ruolo materno rispetto al ruolo paterno, sono gli elementi cardine dell’ideologia che afferma che l’uomo e la donna sono intercambiabili in ogni funzione, che solo una convenzione sociale e una oppressione di tipo storico-culturale ha cementato la donna in alcuni ruoli specifici, in particolare in ambito familiare, e da questo la donna va liberata.

Il sesso biologico è modificabile
L’ideologia del gender vede il sesso biologico come un dato originario modificabile, di fatto transitorio e “liquido”, piegandolo alla scelta del “genere” a cui appartenere, che può essere compiuta a qualsiasi età a partire da dati comportamentali. Gli ideologi del gender incoraggiano dunque il transessualismo come prova di libertà ed emancipazione dell’individuo e sostengono che la definizione dell’essere umano anche a livello burocratico non deve limitarsi alle due sessualità biologiche universalmente riconosciute (maschile e femminile) ma adeguarsi a infinite e fantasiose sfumature del genere, arrivando a contarne fino a 56. I social network come Facebook si sono piegati a questo diktat ideologico, mentre alcune legislazioni nazionali hanno riconosciuto accanto al genere maschile e femminile anche un fantomatico genere “neutro”.

Famiglia naturale? Uno stereotipo
Secondo l’ideologia gender la famiglia naturale composta da padre, madre e figli non è altro che uno stereotipo culturale basato sull’oppressiva azione del maschio sulla femmina ormai rotto dalla liberazione sessuale femminile, accompagnata alla fine della “dittatura del maschio” ormai liberato anch’esso in una sessualità liquida che genera i 56 diversi generi. Dunque, rotto lo schema maschile-femminile, è rotta anche l’idea stereotipata di famiglia. Gli ideologi del gender dunque obbligano a usare il plurale: non esiste più la famiglia, ma “le famiglie”, intendendo ogni aggregato sociale fondato su un generico “amore” che ovviamente arriva a comprendere anche le condizioni dei rapporti a più partner indicati come “poliamori”. Di qui discendono una serie di rivendicazioni politiche e sociali che vanno dal cosiddetto “matrimonio egualitario”, comunemente noto come matrimonio gay, fino al riconoscimento appunto dei rapporti a più partner chiamati “poliamori”, visti anzi da alcuni intellettuali come Jacques Attali come l’inevitabile approdo della società della disintermediazione.

Desessualizzare la genitorialità
Se è uno stereotipo la famiglia naturale, il culmine dell’ideologia gender è inevitabilmente la desessualizzazione della genitorialità. I figli dunque non nascono più dal rapporto sessuale tra un maschio e una femmina, ma possono essere generati artificialmente da qualsiasi aggregato sociale. Viene dunque incoraggiata la fecondazione assistita omologa e soprattutto eterologa, le cui leggi regolatrici più sono prive di vincoli più sono emblema di liberazione. Si sostengono pratiche oggettivamente violente e brutali, come l’utero in affitto, pretendendo però formule linguistiche edulcorate possibilmente in forma di incomprensibile acronimo come gpa (gestazione per altri) o gds (gestazione di sostegno), necessarie in particolare per gli omosessuali maschi notoriamente non provvisti di uteri. La finalità della desessualizzazione della genitorialità, culmine dell’ideologia gender, porta come conseguenza una idealizzazione della omosessualità proposta come modello di liberazione da condizioni sociali oppressive e, in passato, platealmente vessatorie.

Conquistare scuola e mass media
Lo strumento con cui realizzare la “colonizzazione ideologica” denunciata da papa Francesco è la conquista dei luoghi di educazione e di comunicazione. Dunque, scuola e mass media. Decisivo per gli ideologi del gender è drenare denaro pubblico per entrare negli istituti scolastici e formare le menti di bambini e giovani generazioni in particolare all’idea che la famiglia naturale sia uno stereotipo. Dunque falsi corsi contro la “discriminazione di genere” o il “bullismo omofobico” sono i cavalli di Troia con cui agevolmente penetrare nelle scuole di ogni ordine e grado, producendo testi soprattutto per bambini capaci di colpire l’immaginario più fragile e de-formarlo. Allo stesso tempo occupando ruoli chiave nei mezzi di comunicazione, l’ideologia gender punta a formare più complessivamente l’opinione pubblica all’identificazione dei princìpi enunciati con un’idea avanzata di libertà, descrivendo gli oppositori come pericolosi retrogradi, limitatori della libertà altrui motivati da pura malvagità. Le descrizioni manichee delle dinamiche in atto su questo terreno in tutte le società occidentali sono una caratteristica degli ideologi del gender che puntano a creare icone facilmente riconoscibili identificate nel mondo omosessuale e transgender, da contrapporre all’opinione pubblica che a queste forme di fascinazione ancora resiste, intimidendola e attaccando pesantemente persino la libertà d’espressione su questi temi. Di qui legislazioni punitive, arresti di oppositori e obiettori di coscienza, linciaggio mediatico di chi non si adegua al nuovo diktat ideologico.

Resistere significa conoscere i princìpi guida di questa «colonizzazione ideologica» in atto, questi 5 comandamenti basati sul falso. Se questa è una ideologia che «non esiste», ora lo potrete con nettezza giudicare da voi. La realtà si può osservare o si può negare. La realtà sotto i nostri occhi, evidente a chiunque voglia vedere, è che questa ideologia marcia prepotente verso la realizzazione dei suoi obiettivi. Noi possiamo metterci in piedi, dritti, silenziosi davanti a questa colonna di carri armati. Oppure possiamo lasciarli passare, un po’ pavidi, un po’ complici. Scegliete voi. Io, per me, ho scelto. Ho due figlie e ho interesse che il mondo che costruiremo per loro sia fondato sulla verità, non sull’ideologia.


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91 Commenti

  1. Cisco scrive:

    Ottima sintesi: l’ideologia di genere esiste, la conferma ne sono le reazioni di Mancuso e della Giannini. Peraltro Judith Butler non lavora per il Vaticano.

  2. Luca P. scrive:

    Caro Adinolfi, hai fatto la migliore sintesi sull’argomento. Semplice, lineare, asciutta e con poca retorica.
    E per chi sostiene che quella gender non sia una ideologia … posso assicurare che nemmeno il nazismo era considerata una ideologia (ma solo un segno del progresso) … almeno fino alla caduta di Hitler.

    • recarlos79 scrive:

      caro luca ma un popolo come può stare unito senza una guida? alla cei di galantino tutto ciò frega niente.
      e poi fu un altro della cei, tale bagnasco a benedire monti e i suoi affiliati.

      • yoyo scrive:

        Francamente sarebbe ora che la si smettesse, nel mondo cattolico, anche con un tipo di polemica interna acida ed inutile. Spingi sempre a parlare male di qualche vescovo. Tanti se lo meritano, ma non serve a niente a nessuno ricordarlo ad ogni piè sospinto, ricordando pure episodi del recente passato in cui tsnti hanni detto cose di cui si sono poi pentiti. Al momento del insediamento Monti godeva di popolarità bypartisan perché si aveva l illusione di uscire dalle sacche delle polemiche antiberlusconiane.

  3. giulia scrive:

    Pure il consumismo non lo trovi in un ben definito “Manifesto del partito consumista” ma vogliamo negare che esista e che si tenti di diffonderlo?!

    • andrea udt scrive:

      @giulia:

      hai l’auto? frigorifero? cellulare? smartfone? tv schermo piatto? hai pure il PC?

      si?

      allora piantala di propagandare il consumismo!!

    • MicheleL scrive:

      E mangiano i bambini! I BAMBINI!!!

      Stretegia di lotta ideologica vecchiotta, ma efficace, soprattutto con soggetti deboli e poco scolarizzati. “Religioni: spaventiamo gente da migliaia di anni”

      P.S. Il Manifesto del Partito Comunista fu scritto da Karl Marx e Friedrich Engels fra il 1847 e il 1848 e pubblicato a Londra il 21 febbraio del 1848. Ma non ricordo quale fosse paragrafo sui bambini al gratin…

      • To_Ni scrive:

        Comunque dalla stessa genie criminale vieni fuori, anche se dirai che non sei comunista (oggi non lo è nessuno a parole) .
        Non mangiate i bambini, ma fate una cosa che gli somiglia: Li frantumate non fisicamente. Un bambino può avere una mamma ed invece si trova te…. con l’autorevole studio che ti dice che non ha da lamentarsi.

        • MicheleL scrive:

          Ed ecco l’ammissione che si sta usando la ritrita strategia sporca della diffamazione di chi la pensa diversamente.
          Gli autorevoli studi sono appunto la a smascherarla. Se aveste argomenti concreti non sareste costretti a inventarvi le frottole terroristiche come quella del gender.
          Ma questo in fondo è sempre stato il modus operandi delle religioni, terrorizzare per comandare.

          • To_Ni scrive:

            Tu con la tua genie vi siete inventati una malattia per condannare all’ostracismo sociale chi non la pensa come voi. Tu hai la lista dei segni rivelatori dell’omofobo da scacciare elaborata da tuoi simili e/o servi simili. Io non ti diffamo, contrariamente a come fai tu al punto che mi imbarazza riportare le oscenità che scrivi. Tu e i tuoi simili cvi comprate i bambini … come se fossero schiavi (quindi non ti ho detto che li mangi … ma non ti discosti di molto come principio)
            I tuoi autorevoli studi te l’ho detto mille volte che sono castelli di carta poggianti su un insulto all’intelligenza. Concretizzati sul sopruso e la persecuzione del dissenso.
            Le religioni, almeno la mia, o si accetta o si rifiuta. la tua oscena religione invece pretende che tutti dobbiamo diventare degli omuncoli obbedienti per plaudire agli scempi della tua immaginazione.

            • MicheleL scrive:

              Impressionante come tutto il suo messaggio sia al rovescio. Devo partire dalla fine.

              E’ la sua religion che non accetta che coppie che non approva siano riconosciute da una società che non approva. E’ la sua religion che si vuole imporre alla società. A lei nessuno impone nulla, lei è libero come tutti gli altri di fare quello che vuole, di amare chi vuole e sposare chi vuole (sposarla).

              Se l’opinione pubblica fosse un insulto all’intelligenza, come è per esempio quando è indottrinata da ISIS o in Russia, basta poco per dimostrare che ci sono delle macroscopiche falle valoriali, come infatti queli stati manifestano gravissime violazioni dei dirtitti umani, omicidi, corruzioni, distruzioni di beni culturali.

              Distruzione che pare vorrebbe operare anche lei in modo del tutto arbitrario, distruggendo studi autorevoli colpevoli di non aderire ai suoi dogmi, anche se del tutto coerenti con la realtà che infatti cercano di analizzare nel modo più chiaro, trasparente e rigoroso possibile.

              Io non ho nessuna genia e lei offende le persone dando loro dei “servi”. Lo dica che Giacomo Ciocca, Ovvero Nicolina Capuano, Bogdan Tuziak, Daniele Mollaioli, Erika Limoncin, Diana Valsecchi, Eleonora Carosa, Giovanni L. Gravina, Daniele Gianfrilli, Andrea Lenzi e Emmanuele A. Jannini sarebbero asserviti e non seri ricercatori e poi non si lamenti se si becca una querela, perchè anche lei se si firmasse con nome e cogome avrebbe diritti all’onore e non ad essere arbitrariamente accusato di essere colluso.

              Io rappresento semplicemente la società civile, quella che a lei non piace, e quella di cui -con il suo comportamento diffamatorio- lei non fa parte.

        • barabba scrive:

          basta che non trova te.

          • To_Ni scrive:

            Non possono trovarmi come trovano un laido compratore di uteri e ovuli. Tu, sei come loro, forse peggio.

      • Cisco scrive:

        @MicheleL

        Oltre al Manifesto, che per tua fortuna non hai mai letto, puoi dare un’occhiata a quello che Engels scrisse a Marx lo in una lettera inviata da Manchester il 22 giugno 1869: «I pederasti iniziano a contarsi e scoprono di formare una potenza all’interno dello Stato. Mancava solo un’organizzazione, ma (…) sembra che esista già in segreto. E poiché contano uomini tanto importanti nei vecchi partiti ed anche nei nuovi, da Rösing a Schweitzer, la loro vittoria è inevitabile. D’ora in poi sarà: “Guerre aux cons, paix aux trous de cul”» (Karl Marx – Friedrich Engels, Opere Complete, vol. 43, Lettere 1868-1870, lett. n.195, pag.349, Editori Riuniti, Roma, 1975)

      • MicheleL scrive:

        Siete talmente ottusi e terrorizzati da confondere pere e cavoli. Io non sono per nulla comunista e quelli che stanno promuovendo il divorzio breve e vivono in cattedrali dale volte dorate finanziate con migliaia di miliardi (di euro) di immobili sottratti alle giovani famiglie sono quelli che vi soggiogano con il terrore del gender-babau

        • Cisco scrive:

          @MicheleL

          Ancora non hai capito che siamo terrorizzati dalla vostra ignoranza e dal non volere che la libertà di educazione debba essere tutelata, sia che si tratti di educazione cattolica sia che si tratti di educazione arcobaleno. Pretendere pure che stiamo a guardare mentre voi pretendete che nelle scuole si insegni che il papa è omofobo è semplicemente patetico.

          • barabba scrive:

            a scuola non si deve insegnare nessuna religione o ideologia. A scuola si insegna che siamo tutti liberi e uguali. La religione si fa in parrocchia o in sinagoga o in moschea o altrove ma soprattutto a casa propria in forma privata.

            • Cisco scrive:

              @Barabba & MicheleL

              A scuola si insegna quello che uno vuole nel rispetto della legge. La religione cattolica e’ facoltativa, e dovrebbe esserlo anche quella arcobaleno.

              • MicheleL scrive:

                Sono d’accordo, ma nessuno infatti è obbligato ad andare agli interventi ideologici che talvolta le associazioni gay fanno nelle scuole in un panorama di plurarlità delle idee.

                La buona scuola non propone dogmi, ma descrive come esistano delle diversità e quali ragioni vi sono per discriminarle, oppure no.
                Vede, mentre il programma ministeriale è deciso da una maggioranza espressione democratica, il vaticano, dove si decidono gli insegnati di religione, è una monarchia assoluta teocratica elettiva.

          • MicheleL scrive:

            A scuola si deve insegnare cos’è l’omofobia come cos’è il razzismo. Poi l’alunno giudicherà se la chiesa cattolica è omofoba e se i mormoni sono razzisti.

            • Cisco scrive:

              @MicheleL

              Esatto: il punto e’ che alla domanda “cosa e’ l’omofobia?” la risposta e’ diversa a seconda che in cattedra ci sia Scalfarotto o Papa Francesco.

              • MicheleL scrive:

                Ciocca, Giacomo, et al. “Italian Validation of Homophobia Scale (HS).” Sexual Medicine (2015).

                • To_Ni scrive:

                  Pulisciti il c ….. sono stati scritti da tuoi cloni quindi valgono una cicca.

                  • MicheleL scrive:

                    Bene, lei che non è un bullo vuole insultare il Dott. Giacomo Ciocca e la sua equipe?
                    Ovvero Nicolina Capuano, Bogdan Tuziak, Daniele Mollaioli, Erika Limoncin, Diana Valsecchi, Eleonora Carosa, Giovanni L. Gravina, Daniele Gianfrilli, Andrea Lenzi e Emmanuele A. Jannini?

                    Avanti, dica cosa pensa di loro con la stessa decente eloquenza che riserva a me, prego, prego…

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    Chissà come mai, codesto gentile invito ad insultare personalmente la gente mi ricorda tanto i puerili e pusillanimi tentativi di intimidazione di un mio vecchio compagno di classe mentalmente disturbato che si compiaceva di provocare le reazioni dei compagni per poi andare frignare dalla maestra.
                    Ma sicuramente mi sbaglio.
                    Tu a dire il vero ti sei dimostrato in tante occasioni una persona di grande spessore morale…

        • To_Ni scrive:

          Grande fantasista. Se vai in qualsiasi Associazione gay e dici che sei contrario ai divorzi brevi ti cacciano a pedate.
          Tu hai sublimato il tuo essere comunista .

  4. MicheleL scrive:

    Enorme e sfaccaito esempio dell’argomento fantoccio. Creare un avversario che non esiste ed accostarlo a quello vero per far credere di aver vinto mentre si abbatte (facilmente) il fantoccio.

    -Maschio e femmina NON sono uguali, sono diversi e nella differenza possono contribuire alla società senza discrminazioni e pregiudizi. Alcune donne sono più forti fisicamente di alcuni uomini, alcuni uomini sono più sensibili di alcune donne, occorre che chi è diverso dalla norma non ne sia soffocato. Oggi accade che molte donne sono molto più intelligenti, intreprendenti e talentuose di quanto non venga fatto loro credere, ma non sono valorizzate. Accade anche per alcuni uomini. I numeri sono sotto gli occhi di tutti.
    Maschio e femmine hanno potenzialità che non devono essere frustrate.

    Il sesso biologico NON è modificabile. Il sesso biologico purtroppo per alcune persone non corrisponde al genere percepito. Si tratta di una condizione che si risolve -purtroppo- con metodi chirurgici e farmacologici. Gli altri metodi, inclusi quelli con forte stampo religioso, falliscono, mentre quelli chirurgici e farmacologici hanno migliori risultati.

    La famiglia è naturale quando c’è amore. Questo è il requisite essenziale. Nessuno vuole fare classifiche, ma ogni nucleo familiare che si allarga alle relazioni esterne alla coppia va considerato famiglia. La poligamia non è presa in considerazione, mentre si riconosce il modello di famiglia allargato che per altro è sempre esistitio. La natura ha previsto che sesso biologico e orientamento sessuale siano distinti in taluni casi e ciò è confermato dal fatto che tali realtà sono famiglie buone quanto le altre, come emerge dalle indagini più serie effettuate. Gestazione per altri e fecondazione assistita sono realtà tangenti e riguardano allo stesso modo anche le sole coppie eterosessuali. Anche nella malaugurata ipotesi in cui questa lotta contro l’uguaglianza e il rispetto per la diversità avesse il sopravvento come accade in quasi tutti gli stati illiberali e dittatoriali, la spinta verso questi approcci da parte delle coppie eterosessuali rimarebbe. Occorre dare risposte concrete che valgano in assoluto, non ricordarsi del problema solo quando riguada “i diversi”

    La conquista della scuola è già una realtà delle scuole private ideologiche. Il “rischio” per queste ideologie di perdere la loro formidabile posizione di influenza culturale è molto forte e altrettanto lo è stata la reazione. Fioriscono momenti di disinformazione in cui si propinano i concetti fasulli di questo articolo contro una azione molto blanda di corretta informazione per rassicurare i genitori. Si corre il rischio di annullare campagne necessarie contro bullismo, omofobia e misoginia -che sono emergenze sociali- pur di mantenere lo status-quo di subordinazione della donna e di primato sul capro espiatorio della diversità, lementi chiave per la gerarchia morale maschilista e anacronistica in declino, che non rinuncia di accalesri di personaggi come Adinolfi per non sporarsi le mani con una strategia scellerata:
    Ecclesia abhorret a terrorumque

    • Pepito scrive:

      MicheleL
      La differenza sostanziale tra te e il “personaggio” Adinolfi è che lui argomenta guardando la realtà. Tu la neghi e così facendo argomenti a vanvera.

      • yoyo scrive:

        E ha pure cannato la frase latina, cambiando una vocale e mettendo una congiunzione che non centra, per dire una cosa che, oltre che falsa, è stupida.

        • MicheleL scrive:

          Quando non si hanno altri argomenti ci si atteggia a maestrini o maestrine con la pennuccia rossa.

          • Samvise Gamgee scrive:

            Chi di boria ferisce, di boria perisce!
            Tu non fai letteralmente altro nella vita che atteggiarti a bamboccio saputello strafottente e bugiardo, quindi la maestrina con la penna rossa è la tua nemesi perfetta!
            Vai a vagare, va’!

      • MicheleL scrive:

        Cosa ritiene che dovrei argomentare? Chieda e le sarà dato. Si informi da solo e farà un favore a sè stesso.

        • Massimo scrive:

          Non si scrive sè stesso! O sè o se stesso!
          Non ti piace la realtà
          Non vai forte in latino
          Non ti piace nemmeno la grammatica, vedo…
          Ce li avevi i genitori a raccomandarti di studiare?
          Saluti,
          Massino

          • MicheleL scrive:

            Ed ecco un altro maestrino a corto di argomenti.

            • Samvise Gamgee scrive:

              L’argomento è la tua ignoranza, che purtroppo ti rende assai poco “autorevole”.
              Specie se a fartela notare sono quelli che tu chiami ” gli ultimi”.

              • MicheleL scrive:

                E’ vero, sono molto ignorante. Mi mescolo agli ultimi, non ho mai detto di non essere uno di loro. Ma a differenza di lei, io non faccio affermazioni a vanvera, ma ricerco fatti con riferimenti verificabili e studi autorevoli. Perchè non c’è nulla di male ad essere gli utlimi, il problema è pensare di essere i primi, quando non lo si è affatto.

                D’altra parte, se non è d’accordo con quello che ho scritto, dica cosa, argometi, lasci che lo faccia anche io e vediamo chi ha ragione. Le persone mature fanno così, si confrontano sulle cose concrete.

                • Giannino Stoppani scrive:

                  Non ha fatto un’affermazione a vanvera, caro mio, ha solo usato il tuo stesso metodo per appurare la verità: dar retta alle persone che altre persone considerano autorevoli (come gli attivisti del blog gay che dicono quanto sono validi gli studi fatti dai gay sui gay).
                  Dal momento che scrivendo le tue concioni le riempi di strafalcioni, è evidente che tu non sei autorevole e che da te non può venire nulla di buono.
                  A me sembra un’argomentazione dalla logica ineccepibile, e il fatto che tu non lo riconosca ti rende ancor meno “autorevole”, caro mio.

                  • MicheleL scrive:

                    Gli studi non sono fatti solo da gay, ma anche da gay, come da neri, ebrei, mancini, donne (persino donne…Pensi! 😀 )

                    Lei si illude che siano di parte, ma non ha mai potuto provarlo, come io ho fatto (non con farina del mio sacco, ma di atuorevoli professori, come Sherkat) per gli “studi” di Regnerus e Sullins.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Non sono io che mi illudo che i tuoi studi e i tuoi studiosi siano di parte.
                      Lo sono. Punto.
                      Basta informarsi un pochino, neanche tanto.
                      Ad esempio il professor Crouch è un simpatico padre gay che ha svolto uno studio tanto “autorevole” su un campione di convenienza (ovvero non probabilistio!) reclutato tra volontari gay raccolti con l’aiuto delle associazioni che perorano i diritti gay e quindi in realtà non suscettibile di alcuna generalizzazione (mi dicono che ben 59 dei tuoi 80 autorevoli studi hanno questo difettuccio di poco conto)
                      Tutta gente obbiettiva e autorevole alla quale è stato domandato un parere spassionato sull’amata prole.
                      Eh, ma il simpatico padre gay ha usato mille accorgimenti statistici per annullare gli effetti del coinvolgimento ideologico degli intervistati.
                      Come no, infatti ha usato come campione di controllo due studi fatti per altri scopi, in modo da pararsi il sedere da eventuali sorprese che potessero risultare sgradite alla sua famigliola gay.
                      Insomma, ma chi vuoi intortare.
                      P.S.: hai voglia a far finta di non essere Filomeno redivivo se ne riprendi tutte le storiche fisse, come quella del mancinismo.
                      P.P.S.S.: fai bene a corredare i tuoi commenti con le faccine sorridenti, così anche noialtri si capisce quanto bisogna ridere di quelle che vorresti fossero battute.

                    • MicheleL scrive:

                      Ha notato che mentre il reverendo Sullins è l’unico autore del suo “studio”?
                      Crouch ha lavorato con Elizabeth Waters, Ruth McNair, Jennifer Power ed Elise Davis. Tutte lesbiche?

                      E se le famiglie sono state relcutate come mai i risultati non sono migliori di quelli etero ma molto simili? Gli studi di controllo coprono gli stessi aspetti di quelli osservati da Crouch, in che modo sarebbero serviti (la cito) “pararsi il sedere da eventuali sorprese che potessero risultare sgradite alla sua famigliola gay.”?

                      La metodologia è stata oggetto di uno studio a parte: Crouch SR, Waters E, McNair R, Power J, Davis E: ACHESS–the Australian study of child health in same-sex families: background research, design and methodology. BMC Public Health 2012, 12:646
                      Quali falle avrebbe la metodologia?

                      Le dicono? Chi le dice che 59 studi su 80 sarebbero fatti da omosessuali? Chi sono questi omosessuali?

                      Coraggio, ha fatto il primo passo. Ora para gli occhi…Non si fissi sul ditto!

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Il solito strabismo grossolano.
                      Sullins non ha fatto altro che riaggregare i dati del National Health Interview Survey (NHIS), risultato di 75.000-100.000 interviste all’anno realizzate un campione probabilistico rappresentativo delle famiglie americane (quello sì!).
                      Insomma uno studio con metodologie trasparenti realizzato su un dataset pubblico a disposizione di tutti come, ad esempio, lo sono i dati ISTAT.
                      Insomma, non essendo un propagandista ma un “autorevole” sociologo, a Sullins non gli serviva un team di complici per creare una cortina fumogena di rispettabilità scientifica, visto che l’oggetto e metodo sono sotto gli occhi di tutti.
                      Quindi la tua odiosa insinuazione che avrebbe fatto tutto da solo è solo ridicola.
                      “se le famiglie sono state reclutate come mai i risultati non sono migliori di quelli etero ma molto simili?”
                      Perché i gay ideologizzati hanno barato descrivendo una situazione migliore di quella che è?
                      Perché i gay ideologizzati che hanno barato descrivendo una situazione migliore di quella che è hanno pure un reddito familiare molto più alto della media di quello delle famiglie del campione di confronto?
                      Insomma. perché effettivamente un bambino vive meglio col suo babbo e la sua mamma invece che con due barbuti esaltati?
                      Vedo anche che mi domandi quali falle avrebbe una metodologia che usa campioni di convenienza invece che probabilistici e che conta di salvare le apparenze rabberciando i bias conseguenti usando come campioni di controllo quelli raccolti da studi condotti per altre finalità, in cui putacaso è azzerata la turbativa ideologica.
                      Comprati un libro di statistica inferenziale e studia.
                      Così forse la finisci di calunniare a vanvera.
                      P.S.: come ti è già stato fatto notare a suo tempo, pretendere che i tuoi ottanta autorevoli studi fatti da gay sui gay per dimostrare quanto è bello esser genitori gay, anche nella remota eventualità fossero minimamente obbiettivi, scientificamente non valgono una cicca, in quanto, per ragioni di mera strumentalizzazione politica, pretendono di descrivere un fenomeno la cui manifestazione avrà effetti apprezzabili solo a lunghissimo termine. Un po’ come pretendere di prevedere il tempo meteorologico per tutto l’anno a venire guardando fuori della finestra.

                    • MicheleL scrive:

                      Io non ho insinuato che Sullins ha fatto tutto da solo, l’affermato con forza e lo ribadisco. Dove sono le altre autorevoli voci? Da un lato ci sono centinaia di ricercatori, dall’altra Sullins e chi? Regnerus? Cameron?

                      Sullins se la cava perchè infatti lavora per una università religiosa (sic!), mentre da Regnerus il suo dipartimento ha preso formalmente le distanze quando le sue manipolazioni sono state smascherate.

                      Sullins ha usato una banca dati ampia, certo e questo è un pregio. Come è un pregio il campione di controllo di Crouch. Ma mentre Crouch ha pubblicato uno studio sulla metodologia, che quindi è statisticamente validata ( Crouch, Simon R., et al. “ACHESS–the Australian study of child health in same-sex families: background research, design and methodology.” BMC public health 12.1 (2012): 646.)

                      Sullins non ha corretto per gli errori di classificazione della banca dati NHIS che ha usato, per cui delle famiglie con genitori eterosessuali instabili sono classificate erroneamente come omosessuali ( Sexual Orientation in the 2013 National Health Interview Survey: A Quality Assessment ). Inoltre non ha verificato se e quanto tempo questi bambini hanno vissuto in famiglie in crisi eterosessuali prima che il genitore omosessuale divorziasse ottenendo la custodia (realtà in declino, ma stiamo parlando di dati fino al 1997), critica non mia ma del Prof. Michael J. Rosenfeld della Stanford University.

                      Abbie Goldberg, professore alla Clark University di Stanford ha poi fatto notare che dal 1997 la situazione delle famiglie omogenitoriali in USA è cambiata enormemente, rendendo i dati vecchi di quasi 20 anni obsolete, soprattutto alla luce del problema sopra menzionato.

                      Ma Sullins va valutato non tanto in quanto prete cattolico, questo non ha molta importanza, come non ha importanza che Crouch sia un genitore gay (anche se non è l’unico autore del suo studio), ma alla luce di altre “furberie” in passato.

                      Infatti Sullins non è nuovo a funambolici tentativi di classificare le famiglie omogenitoriali, perchè se ne è uscito con uno studio in cui cerca di legare un disturbo dell’attenzione nei bambini -che è ampiamente ereditabile- all’orientamento dei genitori, e un altro in cui cerca di dimostrare che il lesbismo è legato a criticità familiari. Ma questi studi li ha pubblicati dove? Su riviste della Science Domain International, che fa parte di quelle nella “Beall’s list of predatory publishers” ovvero giornali che a pagamento pubblicano qualsiasi cosa.

                      Ed ecco il bel quadretto che esce per Sullins.
                      Come vede, faccio nomi autorevoli, fatti verificabili. Non come lei che pensa che basti la sua opinione nel dire che Crouch avrebbe taroccato i dati, mentre non ha uno straccio di prova. Crouch ha usato un campione ampio, attuale e statisticamente significativo (v. studio). Ha lavorato in una equipe che ha avuto il controllo su tutti i dati e non ha alcun interesse ad essere sbugiardata internazionalmente, come è accaduto a Regnerus (altro che ha architettato tutto da solo).

                      Inoltre, le faccio notare, ci sono altri 70 e passa studi in accordo a Crouch, mentre Sullins va a braccetto con Regnerus…
                      L’unico numero che ha sparato? 59? Che sarebbe il numero di studi condotti da “omosessuali”, da dove salta fuori?
                      Comunque complimenti per lo sforzo.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      “Io non ho insinuato che Sullins ha fatto tutto da solo, l’affermato con forza e lo ribadisco.”
                      Dato che Sullins si è servito da un dataset raccolto ed elaborato da un istituto, tu ma affermi e ribadisci una scemenza.
                      Il resto è solo fango sparso a macchina.
                      P.S.: ma com’è che tutta ‘sta canaglia che sorte fuori dalle fogne per fare le bucce allo studio di Sullins non fiata sull’uso del convenience sample da parte di Crouch che è nientemeno che ridicolo? Non sarà mica la vecchia storia della trave e della pagliuzza?
                      P.P.S.S.: L’università del Texas, dopo che la canaglia fascio-gay l’ha sollecitata a forza di intimidazioni a prender posizione contro Regnerus, ha dovuto ammettere in un comunicato ufficiale riguardo allo studio condotto dall’autorevole professore che “nessuna indagine formale può essere giustificata sulle accuse di cattiva condotta scientifica presentate contro il professore associato Mark Regnerus riguardo al suo articolo pubblicato sulla rivista ‘Social Science Research'” e poi che “Non ci sono prove sufficienti per giustificare un’inchiesta”, e infine che “la questione si considera chiusa dal punto di vista istituzionale”. Ma senza dubbio questo vuol dire “prendere le distanze”.

    • valeria scrive:

      Concordo! Questo articolo é infingardo e mi dispiace per chi si fa beffare cosí facilmente! Si fa beffare chi é di parte ovviamente! Non si intravede una sana conoscenza degli argomenti, solo una manipolazione conscia degli studi di genere, con relative grosse baggianate come l’indifferenziazione dei sessi, volutamente confusi con i generi. Ottime subdole strategie che giocano sull’ignoranza e che vogliono mantenere tale condizione d’ignoranza.

      Ps: di cuore devo dire a questi “giornalisti” ingannatori “Vergognateviii!!” Gli ignoranti si possono giustificare, voi no!

    • To_Ni scrive:

      Er patacca delle famiglie : “La famiglia è naturale quando c’è amore.” (tradotto …ammucchiamo pure e ci amiamo!!!) Ma fammi il piacere, quando abbandoni gli “autorevoli” diventi grottesco
      :-)

      • MicheleL scrive:

        Lei non ama sua suocera? Non ama i suoi cognati? Ho detto famiglia, non matrimonio.

        • To_Ni scrive:

          Tu quando parli di famiglia non ti riferisci a mia suocera o ai miei cognati. Non ti riferisci a nessuna suocera e a nessuna cognata.

          • MicheleL scrive:

            E invece sì. Vede To_Ni che pretende -per avere ragione- di creare fantocci, dire cosa pensano e poi accanircisi?

            To_Ni, io sono qui. Non la dove lei pensa ci sia il gender-babau

            • MicheleL scrive:

              *là. Prima che qualche maestrino (non lei To_Ni, so che su questo è superior) arrivi a dirottare la discussione su futilità come i criteri che il mio autocorrettore inglese applica a quello che scrivo quando mi scoccio di ripassarlo su italiano.

              • Giannino Stoppani scrive:

                Ah, Ah, Ah!
                L'”autocorrettore” e per di più “inglese”!
                Se sei tanto pieno di boria compressa da risultare incapace persino di assumerti pienamente la colpa di cose insulse come le sgrammaticature, figuriamoci fino a che punto sei in grado di ammettere di aver torto su cose più serie!
                Altro che “tra gli ultimi, con umiltà”!
                Ah, ah, ah!
                Parafrasando il Redentore: se il tuo “autocorrettore inglese” ti fa cadere nel peccato escludilo.

                • MicheleL scrive:

                  Penso che il Redentore avesse altro da fare che occuparsi dei correttori automatici. Al contrario di lei.

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    La triste verità è che tu sai solo copia incollare “autorevoli studi” senza far caso minimamente a quel che ti si dice.
                    E se nel celebre versetto che ti ho parafrasato il Redentore si occupasse proprio di te?!
                    Chissà, forse un giorno capirai…

                    • MicheleL scrive:

                      Non è triste. E’ vero che io ho ben poca autorevolezza quando non cito fonti autorevoli. Mi confronto con idee, ma cerco sempre di salire sulle spalle di un gigante -con rispetto- riportando fedelmente cosa ha detto a suffragio di quello che scrivo

                      Lei invece è così infervorato che non solo parafrasa le sue divinità, ma lo fa per ragioni futili e strumentali, perdendo del tutto il nocciolo della questione.

                      Spero che un giono sia lei a capire che questo fissarsi sul dito serve veramente a poco…

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Lo vedi che non lo capisci quel che ti si dice e procedi per conto tuo?
                      Suvvia fai uno sforzo e vinci l’autismo.
                      Qual è il versetto che ho parafrasato?
                      P.S.: anche quella che ho citato io è una “fonte autorevole” da ben duemila anni…

    • Michele scrive:

      – Se le teorie gender si propongono come “movimenti di liberazione” che fanno leva sull’autodeterminazione dell’individuo allora se ne deduce che tutto ciò che non dipende da questa volontà (ad es. il sesso biologico) è in secondo piano, anzi un ostacolo, ai fini della costruzione dell’identità di genere. E’ vero che i gender theorists fanno del sesso uno dei caratteri costitutivi dell’identità di genere, ma è ancor più vero che affermando il primato della libertà volontaristica il sesso biologico finisce per perdere qualsiasi rilevanza, se non quella di ostacolo all’esplicazione dell’autodeterminazione. Da qui l’affermazione di Adinolfi che maschio o femmina poco importa.

      – Se il sesso biologico non è modificabile, non si capisce perché un transgender si sottoponga alla riassegnazione di sesso, la quale sarebbe nient’altro che un misero palliativo alla propria condizione. C’è di più: a ben vedere, anche le teorie gender, pur staccando il gender dal sex, alla fine non ne possono fare a meno: i transgender, infatti, percepiscono una disarmonia con il proprio sesso biologico e chiedono venga rettificata. Che senso avrebbe questa rettifica se l’identità di genere fosse polimorfa (come si sostiene nei gender studies) anziché duale? Il sesso, cacciato dalla porta, rientra dalla finestra.

      – Se la famiglia naturale esiste quando c’è amore, perché escludere poliamorosi (peraltro riconosciuti nel manifesto del Roma Pride 2015) o incestuosi? In base alla nostra personalissima concezione dell’amore? In tal caso si avrebbe una discriminazione, a maggior ragione ingiusta se si proclama di non voler fare classifiche.
      Inoltre, come questo “amore” potrebbe avere rilevanza giuridica? Per poter dire che non tutti i rassemblements di persone sono famiglie, occorre reintrodurre “classifiche” basate su una particolare visione dell’amore. E chi non “ama” come vogliamo noi? Peggio per lui, verrebbe da dire…

      – E’ vero che gestazione per altri e fecondazione assistita sono più diffusi tra gli etero, non fosse altro che per la percentuale assolutamente maggioritaria di costoro nella società. E’ altrettanto vero, però, che per un omosessuale queste pratiche sono le uniche che gli permettono di avere un figlio “proprio”, con tutto ciò che ne consegue in termini di legittimazione sociale. Parlare di “omogenitorialità” è impossibile in assenza di utero in affitto e fecondazione assistita, mentre si può parlare tranquillamente di (etero)genitorialità in loro assenza.

      – Nella concezione moderna dello stato, anche quello democratico, la legalità è il comando di chi detiene il potere ed il potere è la capacità di imporsi sugli altri (con le elezioni o con altri mezzi). Pertanto non stupisce che chi è al potere cerchi di imporre la propria concezione del mondo (in questo caso le teorie gender), mentre chi questo potere subisce cerchi di svincolarsene ed assumere a sua volta il potere.
      Per quanto riguarda la scuola pubblica, basterebbe considerare che ogni governo, di destra o sinistra, nel corso degli ultimi 20 anni ha fatto la propria riforma, cercando, com’è ovvio, di fare passare la propria visione. E basti questo per smettere di parlare (per chi ancora lo fa) di una pretesa “neutralità” della scuola pubblica.

      • MicheleL scrive:

        -Esatto. Adinolfi -da gran scorretto ipocrita- vuole far credere che l’idea della buona scuola sia quella di cancellare le differenze tra maschio e femmina, mentre essere dovrebbero essere valorizzate, soprattutto quelle femminili. Cio non toglie che alcune persone nascano maschio ma abbiano potenzialità famminili.

        -Lei non pare voler capire, lei sta giudicando. Se volesse capire si informerebbe e allora scoprirebbe cosa significa essere una donna nel corpo di un uomo. Se domani lei si svegliasse con due seni e una vagina cosa farebbe? Farebbe spallucce e prenoterebbe dall’estetista per andare a cercarsi un fidanzato? Ecco, una persona transessuale si sente come lei quel mattino, tutti i giorni.

        -Nessuno esclude i rarissimi casi di “poliamorosi”, ma la società ha altri interessi, ovvero difendere le donne dalla discrimininazione. La poligamia rappresenta oggi un serio rischio per le donne e infatti non se n’è discusso in nessun paese che avanza verso il superamento di stereotipi di genere.

        Il problema dell’incesto invece è identico a quello eterosessuale, se lei non lo capisce il problema temo sia suo. Qual’è l’interesse sociale nel ribadire un rapporto che è già normato e non aggiunge nulla socialmente, non unisce due famiglie?

        Vorrei poi commentare questa sua frase

        “Inoltre, come questo “amore” potrebbe avere rilevanza giuridica? Per poter dire che non tutti i rassemblements di persone sono famiglie, occorre reintrodurre “classifiche” basate su una particolare visione dell’amore. E chi non “ama” come vogliamo noi? Peggio per lui, verrebbe da dire…”

        Ed è esattamente quello che accade oggi: gente come Adinolfi (dopo un divorzio e un matrimonio a Las Vegas), ha deciso che certi amori sono di serie B per ragioni del tutto arbitrie e pregiudizi (non come nel caso di poligamia e incesto, dove le ragioni ci sono e gliele ho accennate) e chi non “ama” come vuole chi serve Adinolfi…Peggio per lui!

        -Le lesbiche restano in cinte anche senza mezzi tecnici e gli omosessuali hanno alle volte figli con donne che non se ne vogliono occupare. In ogni caso ciò non toglie che il problema della gestazione per altri e della fecondazione assistita vada affrontato e non usato come clava contro una minoranza, quando riguarda tutti.

        -Pare che lei non consideri la possibilità che gli altri siano persone ragionevoli. Il mondo non si divide in quelli che hanno ragione e gli altri. Si arriva ad una decisione condivisa e si crea un sistema a maggioranza più ampia possibile ma che può variare. Se lei non è d’accordo su un punto con me non mi darà torto anche quando propongo di fare una cosa che è nel suo programma politico: l’ostruzionismo è un atteggiamento scellerato che adottano per esempio Giovanardi o Calderoli, che cercano di distruggere il dialogo.

        Io infatti cerco di argomentare quello che penso, non pretendo come fanno molti qui di avere ragione insultando il mio interlocutore.

        La scuola pubblica è neutra perchè è espressione della maggioranza che è appunto variabile. La scuola privata (che in effetti è la scuola del vaticano) è espressione del potere vaticano: c’è del bene, ma la subordinazione femminile e l’omofobia sono due nodi che ormai da tempo sono venuti al pettine.

        • Giannino Stoppani scrive:

          “Se domani lei si svegliasse con due seni e una vagina cosa farebbe?”
          Io contatterei un esorcista!
          Ma che vuol dire sentirsi donna nel corpo di un uomo?
          Se uno ha il corpo di un uomo è un uomo!
          Ma davvero nessuno si domanda si fa ad odiare tanto la realtà da escludere che il problema risieda nel “sentirsi donna”?

        • Michele scrive:

          – Ma come si fa ad affermare di valorizzare le differenze femminili, e quindi di sesso (è il sex ad essere maschio/femmina), quando si afferma che il sesso ha poco o punto rilievo sull’identità di genere che conosce uno spettro di posizioni, mentre la differenza sessuale è duale? Occorre affermare, e in contraddizione con quanto sostengono le teorie gender, che in realtà il sex ha un peso alquanto rilevante e determinante sul gender. Mentre i “genderisti” affermano il contrario. Per questo Adinolfi, con ragione, afferma che se le differenze sessuali sono irrilevanti, maschio e femmina (che sono caratterizzazione del sex, e non del gender) pari sono.

          – Cerco di ragionare in maniera logica, e vedo che lei, inconsapevolmente, conferma il mio ragionamento. Se uno/a si ritiene donna nel corpo di uomo (in realtà avrebbe dovuto dire maschio, senza contare i problemi di questo dualismo cartesiano, ormai smentito dalle neuroscienze, mi risulta) ed intende rettificare il proprio sesso biologico (nella misura del tecnicamente possibile ad oggi), allora quest’ultimo è effettivamente di rilevanza preponderante per la propria identità. Ed è proprio ciò che i “genderisti” negano.

          – Lei continua a confondere poliamore con poligamia. Credo sia chiara la differenza dopo che gliel’ho fatta notare in alcuni post settimane fa (e come riconosce coerentemente il Roma Pride). Non c’è in esso discriminazione delle donne, che hanno un ruolo paritario (ed è proprio questo che lo differenzia dalla classica poligamia!) e si può ben immaginare un’unione poliamorosa tra persone dello stesso sesso, ove non c’è quindi supremazia dell’uomo sulla donna. Insomma, ha fatto un buco nell’acqua.
          Quanto all’interesse sociale (mancante, a suo dire) in incesto e poliamore, le faccio notare che se incestuosi e poliamorosi chiedono tutele pari agli altri, non solo nulla ledono a lei o a me, ma, vedendo rafforzata la propria situazione dal riconoscimento sociale e giuridico, vivono meglio e fanno vivere meglio la società nel suo complesso.
          Non riesco proprio a capire come gli stessi argomenti che lei porta a favore delle unioni gay, vengano ottusamente e illogicamente esclusi quando si tratta di incesto e poliamore, benché perfettamente sovrapponibili.
          E concludo che la contraddizione sta dalla sua parte, non quella di Adinolfi. Quest’ultimo non istituisce differenze in base all’amore (basta leggere il commento al 2° “comandamento”), a differenza di lei che parla di amore come requisito essenziale. E’ lei che istituisce amori di serie A e serie B negando, sulla base della sua (e di chi la pensa come lei) concezione di amore, pari diritti a chi vive un altro amore ed introducendo surrettiziamente un preteso interesse sociale, che a ben vedere neppure supporta la sua tesi. Una concezione totalitaria ed un coacervo di contraddizioni difficilmente dipanabili.

          – Lesbiche e gay che fanno figli naturalmente con uomini e donne sono costretti a negare se stessi e la propria “natura”. Se fossero coerentemente lesbiche e gay dovrebbero procreare solo artificialmente. Il suo argomento finisce per confermare la superiorità della coppia etero su quella omo: i primi non hanno bisogno di negare se stessi per procreare, insomma ai secondi mancherà sempre qualcosa che agli etero non manca.

          – Non si tratta di distinguere tra persone ragionevoli e no. Si tratta invece di affermare, sulla scorta della filosofia politica liberaldemocratica (la vostra), che nel campo dell’etica e del diritto la ragione non ha voce in capitolo per fondare i valori, perché questi ultimi sono rimessi alla decisione della coscienza soggettiva, non possono essere quindi ultimamente giusti/buoni o ingiusti/malvagi. Questo è il risultato a cui è giunta la concezione liberaldemocratica dello stato e del diritto (in Italia Bobbio e Scarpelli), giusto per ricordarlo ai “laici”, come lei è, che non conoscono quelli che dovrebbero essere i propri autori di riferimento.
          L’unica “giustizia” possibile è quella convenzionale di chi si aggrega ad un progetto politico ed ha forza tale di imporsi sugli altri. La scuola pubblica è uno dei “canali” tramite il quale la volontà di chi ha il potere raggiunge e plasma la società.
          Lei stesso alla fine lo riconosce: se la scuola è neutra, lo è perché espressione della maggioranza, qualunque essa sia (ché altrimenti non sarebbe più neutrale in quanto dovrebbe discriminare tra progetti migliori e peggiori), ed è aperta così ad essere veicolo di qualsiasi “valore” che il potere decide di imporre.

          • MicheleL scrive:

            -Si valorizzano le aspirazioni della persona, senza pregiudizi. Ovviamente maschi e femmine sono diversi, ma questa diversità non deve mai essere pregiudizio, perché deprime le eccezioni e questo non è giusto. Siamo tutti abbastanza intelligenti per capire che una donna può fare l’ingegnere benissimo, un uomo può essere un eccellente ballerino, e anche se questo non è la norma, chi ha queste aspirazioni non deve essere vittima di pregiudizio ma poter dimostrare ciò che vale e ricevere un compenso adeguato. Nessuno nega le differenze, ma si evidenzia che esistono eccezioni, che oggi non sono accettate.
            – In taluni casi, ma –come si è detto e come si cerca di comunicare nelle scuole- non è la norma. Soprattutto, questo è importante per la singola persona e siccome questo pertiene al suo intimo, perché dovrebbe importare cosa preferisce fare per sentirsi a suo agio nel suo corpo? Se lei domani si svegliasse in un corpo di donna cosa farebbe?
            Nessuno ha mai detto che l’identità di genere non è importante, si dice che può non corrispondere con il sesso biologico. Imporre un pregiudizio al prossimo significa distruggere ottusamente delle potenzialità.
            – Lei continua a confondere interesse personale e sociale. Se lei vuole convivere con dieci donne e avere con tutte una relazione nessuno glielo impedisce. Ma oggi la società percepisce un rischio molto forte da ciò: gelosie e subordinazione delle donne. E’ lei che deve convincere la società che non esiste il problema e poi potrà convincere la società che è anche nell’interesse comune agevolare tali relazioni. Io credo che non sia possibile, per ragioni storiche e antropologiche, ma lei può provare. Infatti gli omosessuali questo hanno fatto: hanno superato un pregiudizio e hanno dimostrato che le loro unioni sono ponti tra famiglie e nuclei amicali formidabili come quelle eterosessuali. Quindi esiste interesse sociale, che infatti diventa norma.
            Le relazioni tra consanguinei sono già normate. Nessuno impedisce a un fratello e a una sorelle di avere una relazione sessuale se lo vogliono, ma questo non è nell’interesse sociale, perché non aggiunge nulla alla società. I problemi per altro di poligamia e incesto sono comuni a eterosessualità e omosessualità e non si capisce (o meglio è chiara la capziosità) perché ci si ricordi di loro solo ora.
            – Un donatore di sperma può permettere ad una coppia di lesbiche di avere un figlio. Anche chi da un figlio in adozione invece di abortirlo compie una scelta che va rispettata. Lei non ha il diritto di imporre a gay e lesbiche come essere tali “coerentemente”, spero se ne renda conto.
            La coppia etero è più fortunata di una omo dal punto di vista della filiazione. Anche una coppia di laureati è “migliore” statisticamente di una di analfabeti, ma perché dovremmo fare queste classifiche? Non tutte le coppie etero hanno figli. Sono coppie inferiori? Cui prodest? Al vaticano, forse, per esibizionismo culturale.
            – Un giudizio non può prescindere dal riscontro fattuale, alla luce di una base valoriale comune più ampia possibile. Escludere la ragione del processo decisionale è –letteralmente- da pazzi. I pregiudizi, i dogmi, non dovrebbero avere spazio nel dibattito politico e di fronte ad un contrasto ci si dovrebbe rivolgere alla realtà delle cose, verificandola e migliorando le nostre deduzioni sulle conseguenze delle nostre decisioni. Di fronte al dubbio si rispettano le convinzioni di tutti, ma di fronte ai fatti si abbandonano i pregiudizi.
            Quanto alla scuola, le faccio presente che esiste un’ora di religione, non c’è pericolo che la voce che lei esprime sia zittita, mentre ad oggi, quando si osserva la società, pare chiaro che le voce di chi si oppone alla subordinazione della donna, all’omofobia e al bullismo è molto debole. Ritornando quindi ai fatti, occorre comunicare alcuni di essi, che non sono noti ai più: l’omosessualità è una realtà che merita rispetto, anche le famiglie omosessuali possono rappresentare un nucleo adatto alla crescita di figli. L’identità di genere va rispettata, le donne non devono essere discriminate, così come non deve essere discriminato chi si sente donna o uomo in un corpo che non corrisponde alla sua identità di genere. Questi fatti discendono dall’osservazione della società, delle persone e dei fatti ed è giusto che in una scuola li si evidenzino, assieme alle contraddizioni rispetto a pregiudizi nutriti da secoli e che oggi sempre più paiono anacronistici ed errati.

            • Giannino Stoppani scrive:

              “Ma oggi la società percepisce un rischio molto forte da ciò: gelosie e subordinazione delle donne”
              Guarda che codesto è un pregiudizio.
              E poi il tuo quasi omonimo parlava di un poliamore tra uomini…
              E in più la legge non può sindacare sulla volontà dei cittadini, ovvero se a dieci di loro va bene poliamarsi e sottoscrivono davanti a un sindaco i due o tre impegni previsti dalla tua sottospecie di matrimonio…
              Su questa questione sono mesi che ti arrampichi sugli specchi e non hai fatto neanche un millimetro, anzi stai scivolando sempre più in basso.

              • MicheleL scrive:

                L’espressione libera delle urne va sempre rispettata, non è un pregiudizio, è appunto giudizio della popolazione. Si può contribuire a tale espressione di opinion con il dialogo, come infatti cerco di fare.

                Non mi arrampico su nessuno specchio, è lei e mi pare anche Michele che confondete l’interesse dei singoli con quello sociale (in modo polemic e capzioso). Se lei o Michele volete vivere in una commune nessuno ve lo vieta, ma le leggi che promuovono il progresso sociale non si stabiliscono nelle piazze, o nelle associazioni, ma in parlamento che è espressione del dialogo democratico cui tutti hanno il diritto a partecipare.

                P.S. io non sostengo nessuna sottospecie di matrimonio, sostengo un matrimonio identico a quello che c’è già.

                • Giannino Stoppani scrive:

                  Ma io non confondo affatto l’interesse dei singoli con quello sociale.
                  Sono coloro che promuovono il matrimonio gay che lo fanno.
                  Il matrimonio serve alla società per dare un nome, cognome e codice fiscale agli ancorché eventuali figli della coppia che si sposa.
                  Per questo la società si interessa tanto a una faccenda strettamente privata, specie oggi che la donna tende ad essere economicamente indipendente.
                  Ma se la coppia è gay, può andare a letto quanto gli pare e di figli non ne sforna neanche mezzo e neanche per sbaglio…
                  Sicché per sdoganare questa unione come interessante per la società ti tocca inventare che alla società interessi pure che due stiano insieme per finalità di semplice mutua assistenza.
                  Il che ti porta diritto a dover almanaccare da mesi per non dover ammettere che a un siffatto genere di sodalizio (che esclude la filiazione biologica) possa riguardare pure cani e porci (è un modo di dire!).

                  • MicheleL scrive:

                    Se Il matrimonio serve alla società per dare un nome, cognome e codice fiscale agli ancorché eventuali figli della coppia che si sposa, perchè non lo si celebra semplicemente dopo la nascita del primo figlio?

                    E se un figlio non nasce in un matrimonio, non ha diritto al codice fiscal? E poi equitalia come fa?

                    Ci provi a dire a chi non ha intenzione di avere figli che non hanno la sua autorizzazione a chiarire che la loro è una relazione seria e non una mera simpatia.
                    Da secoli e secoli i matrimoni si celebrano a prescindere dalla fialiazione proprio perchè chiariscono alle famiglie (in senso allargato) di origine degli sposti che fanno sul serio, che su quel legame ci si può contare, costruire relazioni.

                    Lei in ossequio al vaticano si taglierebbe le mele (dopo averle lavate allo champagne, immagino) per fare un dispetto ai gay e mantenerli nel ruolo conveniente di capro espiatorio. Taglierebbe ponti sociali, ignorerebbe seri legami, tutto perchè così dal vaticano possano continuare a tuonare contro i gay, perchè in effetti, dopo aver mollato anche sui divorziati, il repertorio sul balcone della modesta residenza sanpietrina inizia ad essere scarsino.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      “Se Il matrimonio serve alla società per dare un nome, cognome e codice fiscale agli ancorché eventuali figli della coppia che si sposa, perchè non lo si celebra semplicemente dopo la nascita del primo figlio?”
                      Il ganzo è che c’è da scommettere che questa ti pare pure una obiezione intelligente.
                      Ad ogni modo eccoti la risposta:
                      Perché quando fu istituito il matrimonio, non c’era la Bruzzone e l’analisi del DNA, per cui, per aver una ragionevole certezza su chi fosse il babbo (Mater semper certa est!), prima ci si sposava e dopo si andava a letto insieme (pensa che non pochi lo fanno ancora!).
                      Sulle altre obiezioni non vale la pena neanche soffermarsi tanto sono puerili, in quanto pretendono di cambiar la norma a forza di ipotesi di eccezioni (della e se mio nonno avesse le ruote?).
                      Ma la cosa che mi preme domandarti veramente è la seguente:
                      ma tu lo sai cosa s’intende, nel vernacolo toscano, per “mele”?
                      Te lo domando perché sarebbe un’operazione alquanto laboriosa asportarsele per far dispetto a qualcuno!

    • MicheleL scrive:

      Lei pensa di liquidare i progressi degli ultimi 100 anni con una Battuta. Cosa ci sarebbe di grottesco in “uguaglianza e rispetto per le diversità”?
      Europa e USA sono passati per disperazione e di schiavitù, le stesse che oggi ci sono negli stati in cui non c’è “uguaglianza e rispetto per le diversità”.
      Se pensa che l’occidente sia in decline, può sempre emigrare dove le cose le piacciono di più…Dove vorrebbe andare?

  5. Heil Adinholf scrive:

    Adinholf, pluridivorziato con baby moglie sottomessa sposata a Las Vegas. Questo si che è un modello positivo di famiglia.

    • paola scrive:

      Stai zitto, troll michelel, fantoccio e pettegolo.

      • MicheleL scrive:

        Quanto vi piacerebbe che il mio pensiero fosse solo mio…Lo confesso, sono andato io in Irlanda a votare un milione di volte a favore del matrimonio egalitario!

        • paola scrive:

          Il tuo pensiero, fantoccio, potrà anche essere maggioritario, ma QUI hai bisogno di sdoppiarti, triplicarti, moltiplicarti, soprattutto per insultare e offendere e minacciare e spettegolare, in sintesi per dar sfogo ai tuoi istinti più bassi.

          • MicheleL scrive:

            Io offendo? La invito a leggersi le ingiurie e le minacce anche di violenza che mi vengono riservate qui, a messaggi del tutto educati.

            Se ho tanto bisogno di sdoppiarmi allora avrei argomenti deboli. Lo provi, dica qualcosa di pertinente e vedrà che sarò io a risponderle. Badi che non ho nessun problema ad avere molte persone contro, so sostenere le mie idee. E se qualcuno le condivide, discuta anche con questa persona, invece di sottrarsi completamente al dialogo.

            • Giannino Stoppani scrive:

              Chi semina raccoglie.
              A me, che ti conosco bene, anzi, sicuramente meglio di quello che tu speri, pare invece che il tuo raccolto sia assai scarso.
              Certo tu speri che chi si dimostra un cosi disumano concentrato di ipocrita malafede possa meritare sorte migliore della pacata indifferenza che raccatta da parte di coloro che interpella sognando di dar loro i suoi supposti “scacchi dialettici”
              E invece si deve accontentare della compassione di noialtri commentatori, che gli replichiamo mossi più da pietà che da altro.
              Poverino!

        • Paolo2 scrive:

          Michele L., ma del campionato del Milan di quest’anno che mi dici…..?
          Ho l’impressione che finisca come l’anno scorso, che ne pensi?

        • To_Ni scrive:

          Che fai, difendi un pettegolo? E dici pure che è uno che la pensa come te? Non c’era bisogno di questa informazione, era dato per scontato.

  6. Daniele scrive:

    Ben svegliati, signori!

    Sono anni che noi seguaci del sacro Gender – sempre sia lodato – vi stiamo lentamente colonizzando, senza che ve ne siate mai accorti.

    Abbiamo agito a livello subliminale disseminando film e telefilm di coppie gay ben dissimulate: Stanlio e Ollio, Batman e Robin, Thelma e Louise, Starsky e Hutch. Abbiamo generato incertezza sessuale in generazioni di bambini introducendo nei cartoni animati personaggi sessualmente ambigui come Lady Oscar, Sailor Moon e i Teletubbies. Abbiamo tinto di rosa i due giornali italiani più maschili, la Gazzetta dello Sport e il Sole 24 Ore. Abbiamo messo magliette rosa ai vincitori delle tappe del Giro d’Italia. Abbiamo introdotto i parrucchieri unisex. Abbiamo fatto vincere Miss Italia a una ragazza dai capelli corti e dai tratti sottilmente mascolini. Inoltre, vi siete mai domandati come mai l’aereo che ha sganciato la bomba atomica si chiamava “Enola Gay”?

    Quando vi desterete dal vostro torpore, noi avremo già conquistato il mondo! 😉

    • MicheleL scrive:

      LOL! 😀

      • To_Ni scrive:

        Non riconosci neanche i tuoi amici quando vogliono fare gli ironici ….sei messo male.
        Daniele sa quanto ha riflettuto prima di riportare tutti i suo idoli (i Teletubbies li adora come possibile modello di comunità babygay).
        L’ideologia gender è una cosa seria e capisco che non dove “esistere”

        • MicheleL scrive:

          To_Ni, ma cosa dice? “LOL :D” è un commento neutro. una risata. Come può pensare che non condividessi il post di Daniele? Persino Cisco ne ha colto l’ottima vena ironica.
          Ha creato di me un altro fantoccio, saltando a conclusioni tutte sue ed avulse dai fatti e dalla realtà.
          Come il gender-babau di cui -viceversa- lei si è lasciato molto docilmente convincere. Quanto è forte la sua necessità di estremizzare le cose?

    • Cisco scrive:

      @Daniele

      Finalmente un post simpatico, finora la nota lobby sembrava una seriosa setta di accoliti in perenne adorazione di Mieli e Scalfarotto. Ma non puoi negare che quello che dice Adinolfi sia vero, al massimo puoi andarne fiero. La Gazzetta lasciamola rosa, che è un ottimo stereotipo di genere femminile: piuttosto inizierò a preoccuparmi se dovesse diventare di colore arcobaleno e iniziasse a parlare di gare tutto fuorché maschili e femminili…

    • SUSANNA ROLLI scrive:

      Siamo su un binario morto?!?

  7. giulia scrive:

    Andrè, compito per casa:leggere altre 2 volte che forse una non ti basta!
    Nella mia frase non troverai nulla che dica che io sia pro o contro il consumismo, parlavo del fatto che pur non essendo “scientificamente teorizzato” esista comunque!
    E giusto per la cronaca, parli con una che ha ancora il tubo catodico, nokia3310 e jeans di quasi 15 anni… tirchia di sicuro, ma consumista proprio no!

    • andrea udt scrive:

      @giulia era battuta. magari infelice, ma una battuta.

      il problema e’ sta roba gender scatena l’isteria collettiva.

      da una parte quelli che evocano hitler per ogni scemenza, dall’altra quelli che due donne o due uomini per crescere un bambino e’ la stessa cosa.

      da una parte pensano che si voglia gayzzare gli studenti, all’estremo opposto quelli che basta parlare di sesso ed il pargolo e’ formato ed educato.

      discuterne e’ impossibileb

      • SUSANNA ROLLI scrive:

        Andrea Udt, ciao!!
        al dunque -per far prima. Se tu avessi un bimbo, lo manderesti all’asilo ad “imparare” -sotto insegnamento, non spontaneo- il GIOCO DEL DOTTORE?
        Parli di isteria…io al solo pensiero che questo potrebbe accadere! -ma dicono che già succede in alcuni posti- soprattutto ai miei figli -va da sè; piu’ isterici coloro che l’hanno ideata ‘sta scemenza!! Che si pretende, la pacatezza e la discussione? Ma con chi scusa!! Ci voleva la Piazza San Giovanni piena per far capire a chi doveva capire, che poi alla fine non ha capito un bel niente lo stesso?, e cioè che il figlio è mio e lo educo come mi pare -non tu Stato? Ma qui non si sta mica parlando di patatine fritte o del maiale che non piace ai musulmani alla mensa scolastica!!
        Se siamo qui a scrivere, è perchè ne stiamo proprio discutendo, e con la foga giusta proporzionata alla gravità della questione!!
        Grazie.

  8. Sardofero scrive:

    Ohps, mi ero sbagliato.

    Ma si. Ha ragione la ministra: la teoria gender non esiste, infatti Elton John è solo un cantante che vorrebbe cantare Russian davanti a Putin.

    Buonanotte.

    P.s. anche gli allegati pdf scaricabili dai link MIUR\UNAR
    Sono solo fiabe leggendarie per bambini (sigh)

  9. Raider scrive:

    Il discorso sul gender è falsato dal fatto che si parte dal sesso biologico, per cui i sessi sono due: e poi si pretende che, se si vuole che il sesso definisca l’individuo, una perfetta conformità fra genere sessuale e individuo sessuato: differenze socialmente sancite ribattezzandole ‘stereotipi’ – come se fossero state arbitriamente fissate per ‘orientare’ quel che è già così com’è.
    Siccome questa completa uniformità è assurda, questa assurdità è fatta ricadere dai sostenitori del gender non su se stessi, che la esigono per contestare la premessa assurda da cui partono, ma su chi riconosce le differenze sessuali senza, perciò, postulare alcuna uniformità di attitudini o di comportamenti.
    Questo espediente dialettico non rimane, come è ovvio, isolato o senza effetto: e si assiste, così, al salto mortale logico: siccome gli stereotipi esistono, i gay possono sposarsi. Tanto varrebbe dire: siccome ci sono due individui che vogliono sposarsi, si sposino. Vero è che lo stesso principio, per cui ogni richiesta è legittima se non lede diritti altrui e alle corte, ogni desiderio crea diritto, dovrebbe riconoscere i matrimoni fra un numero indefinito di soggetti a sessualità variabile di ora in ora: ma, almeno, finirebbero discussioni senza il cui unico scopo è mandare in galera o fare interdire chi è contrario ai matrimoni e adozioni gay e iniziare i più giovani e indifesi all’omosessualità, per la gioia dei pedofili che si esaltano alla lettura di Mario Mieli.

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