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Centrafrica. Sono davvero “milizie cristiane” a compiere crimini orrendi? «No, gli anti-balaka sono animisti e uccidono per vendetta»

febbraio 5, 2014 Leone Grotti

Intervista al missionario Aurelio Gazzera: «Gli anti-balaka portano amuleti, non hanno niente di cristiano. I musulmani non dovevano appoggiare i Seleka»

Musulmani mutilati, scannati, evirati, uccisi a colpi di machete, «scene di assoluto orrore», come le ha definite Human Rights Watch. «L’orgia di spargimenti di sangue», di cui si legge ogni giorno in Centrafrica, è oggi dovuta alle violenze degli anti-balaka che da tutti i giornali del mondo vengono definiti «milizie cristiane». Ma è così? «No», spiega a tempi.it padre Aurelio Gazzera, da anni missionario nel paese africano a Bozoum e instancabile pacificatore. «Hanno così tanti amuleti indosso che di cristiano non hanno proprio niente. Sono animisti e se uccidono i musulmani non è per motivi religiosi».

CHI SONO GLI ANTI-BALAKA. Gli anti-balaka, termine solitamente tradotto con “anti-machete”, ma che in realtà significa “antidoto”, non sono certo nati nel 2013 per opporsi alla coalizione islamista Seleka, che al seguito del presidente golpista Djotodia ha saccheggiato e depredato il paese (soprattutto i cristiani «in modo terrificante») fin dal marzo scorso. Gli anti-balaka in realtà sono nati intorno alla metà degli anni Ottanta come gruppi di autodifesa per contrastare i “Zaraguinas”, banditi che derubavano i viaggiatori approfittando dell’assenza di efficaci forze di sicurezza.

«SONO ANIMISTI». «Può anche essersi unito qualche cristiano a loro – spiega Gazzera – ma gli anti-balaka sono comuni cittadini che per diventare tali devono passare per un rito animista che li renderebbe invincibili alle aggressioni e impenetrabili da colpi di arma da taglio e da fuoco. Ecco perché portano tantissimi amuleti». Nate come gruppi di autodifesa, queste milizie «tendono a sostituirsi allo Stato ma il governo deve intervenire e fargli capire che questo non è il loro compito».

PERCHÉ I MUSULMANI. Oggi quasi tutto l’ovest del paese è stato liberato dalla piaga dei Seleka, che restano ancora in parte a Bangui e nell’est «creando gravi danni». Gli anti-balaka «hanno preso il loro posto ma sono indisciplinati, armati, con loro è impossibile ragionare e fermarli è molto difficile», racconta il missionario. Negli ultimi due mesi queste milizie hanno attaccato soprattutto i musulmani: «Non lo fanno per la religione, innanzitutto, ma per vendicarsi di quello che hanno subìto negli ultimi mesi e per rubare. Molti musulmani infatti hanno sbagliato ad appoggiare i Seleka e ora si ritrovano senza protezione».

«SERVE UNO STATO FORTE». Anche lunedì 3 febbraio almeno 70 persone sono state uccise dagli anti-balaka a Boda. «La situazione è ancora molto calda», ammette Gazzera. «Le cose vanno meglio dove ci sono i soldati delle forze internazionali, ma dove sono assenti è ancora un disastro. Abbiamo bisogno di uno Stato forte che fermi le milizie e ricostruisca i villaggi distrutti dai Seleka. Ma ancora non vediamo niente di tutto questo».

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5 Commenti

  1. Giovanni says:

    Portano amuleti? E che cavolo significa? La stragrande maggioranza dei critiani e dei musulmani africani continua a praticare riti animisti e a credere nella stregoneria e negli spiriti tradizionali. Magari chiamndoli demoni o djinn.

    Che il conflitto in Centrafrica sia politico e non religioso, etnico o “tribale” come spesso definiamo le guerre di quel continente non stento a crederlo, ma è ipocrita togliere o mettere il cappello della religione a seconda delle convenienze.

    Gli anti balaka sono cristiani quanto i loro avversari sono musulmani, cioè molto relativamente, come del resto, succede dappertutto in Africa.

    • Alberto says:

      Con questo ragionamento allora posso dire che tu, che ti chiami Giovanni – nome cristianissimo – sei cristiano e vai a messa tutti i giorni. Suvvia, non puoi generalizzare. Credo che la situazione in centrafrica sia molto più complessa di quello che credi, e credo anche che questo Padre Gazzera “da anni missionario in Africa e grande pacificatore” ne sappia un po’ più di te e di me, se non altro perchè sta dando la sua vita per aiutare quella gente. Tu fai qualcosa per loro? io no, purtroppo, e lo ammetto senza vergogna, ma almeno mi fido di quello che dice uno che ha dato la vita per gli altri.

      • Giovanni says:

        A parte il fatto che vado in Africa per conto di una ong da 25 anni, io non ce l’ho affatto con Padre Gazzera.
        Rilevo solo che quando si parla di crimini dei musulmani questi sono definiti come islamici senza tante distinzioni. Se si tratta di cristiani si cavilla sugli amuleti e i gri gri.
        Poi, ripeto, in questi scontri la religione, come l’etnia, c’entrano sempre molto meno di quello che ci fanno credere i media. Ma vale per tutti.

        • Finn says:

          Oddio…fare un golpe, massacrare e saccheggiare i cristiani e cercare di imporre la sharìa…non ti pare che questo cozzi con la tua idea?

          • Giovanni says:

            No spesso la religione, come il gruppo etnico sono mezzi, non fini. Mezzi in mano ad imprenditori politici che li sfruttano, come del resto è successo anche da noi in Ex Jugoslavia

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