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Cannabis libera? Un autorevole no «su tutta la linea» ai Cantone e ai Saviano

agosto 19, 2016 Redazione

Dal «notissimo farmacologo» Silvio Garattini argomenti di scienza e di buon senso contro le tesi strumentali dei fan della marijuana libera

cannabis-ansa

Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), il magistrato scelto dal governo Renzi come «tutor del corso collettivo sulla moralità pubblica» (copyright il Fatto quotidiano), mercoledì ha riportato sulle prime pagine di tutti i giornali il ddl sulla legalizzazione della cannabis in discussione in Parlamento grazie a un’intervista a Radio Radicale in cui, a sorpresa, confessa di avere cambiato idea e di voler sposare la linea dei vari Roberto Saviano: la legalizzazione colpisce la criminalità organizzata e fa bene alla salute. Oggi dalle colonne del Messaggero gli risponde efficacemente il «notissimo farmacologo e direttore dell’Istituto Mario Negri» Silvio Garattini, che per altro sullo stesso tema si è già espresso senza ambiguità a luglio.

[pubblicita_sito]LA SALUTE. «Io sono contrario su tutta la linea alla legalizzazione della cannabis», dice Garattini. Innanzitutto perché, al contrario di quanto sostengono i promotori della canna libera (vedi Walter Verini, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, il quale auspica che per raggiunge l’obiettivo «si parta dalla parte relativa all’uso della cannabis per fini terapeutici che è importantissima e sulla quale le barriere dovrebbero abbattersi per poter camminare velocemente»), secondo il direttore del Mario Negri non è vero che la marijuana sia «utile a migliorare la cura di malattie». In tema di farmaci e terapie, spiega il professore, «non è normale che la legge consenta di tenere per sé piccole dosi di cannabis per ragioni mediche. Se si tratta di un farmaco va trattato come tale, ovvero va prescritto dai medici e distribuito dalle farmacie. Non esiste il “fai da te” che la legge parrebbe consentire in questo caso». Infatti «già ora esiste la possibilità di coltivare la cannabis per ragioni farmacologiche», ma non nell’orto di casa, bensì – e non senza ragioni – «attraverso istituti militari definiti dalla legge».

IL «MESSAGGIO SBAGLIATO». Inoltre la legge, si sa, non è neutra, e questo ddl per Garattini rischia di «mandare un messaggio sbagliatissimo sulla salute soprattutto ai minorenni». Per lo studioso è «assurdo che si parli con tanta superficialità di liberalizzare le droghe leggere». A livello scientifico non si discute, «non è un’opinione» che l’uso di marijuana sia «dannoso soprattutto durante l’età dello sviluppo». E poi, aggiunge Garattini rispondendo a chi sostiene che la cannabis meriterebbe di ricevere lo stesso trattamento di tabacco e alcol, «fumare fa male sempre e allora perché allargare il campo delle possibilità di fumare? Per me è un atteggiamento non solo sbagliato ma incomprensibile».

UN «BUON AFFARE»? Poi c’è l’argomento fisco. Fisco che secondo stime un po’ ciniche potrebbe ricavare dalla legalizzazione della cannabis «un buon affare», arrivano a incassare in tasse «fino a 8 miliardi di euro». Ma per Garattini questo non dovrebbe essere un argomento a favore. Al contrario, allargherebbe quel «chiaro conflitto d’interesse» che di fatto già adesso spinge lo Stato a non agire come dovrebbe davanti ai «circa 70 mila» morti che «fa il tabacco solo in Italia ogni anno». Insomma, proprio come accade per tabacco e alcol, «se lo Stato iniziasse a guadagnare anche sulla cannabis i danni alla salute aumenterebbero e non diminuirebbero».

LA MAFIA. Quanto all’argomento della lotta alla criminalità, il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, riprendendo tesi già espresse il mese scorso, ha risposto al Cantone pro cannabis che «il guadagno che si sottrarrebbe alle mafie è quasi ridicolo rispetto a quanto la criminalità trae dal traffico di cocaina e eroina, in compenso spesso la marijuana è il primo passaggio per arrivare poi all’assunzione di droghe pesanti». Lo stesso Cantone nell’intervista a Radio Radicale riconosce che in realtà «le droghe leggere rappresentano introiti insignificanti per la mafia». E Garattini nell’intervista al Messaggero aggiunge, da profano, una ragionamento di buon senso: «Mah. La legalizzazione comporterebbe l’arrivo di una tassa sulla cannabis e suppongo che la criminalità continuerebbe a venderla sempre a prezzi più bassi di quelli legali».

Foto Ansa

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42 Commenti

  1. Sebastiano scrive:

    a) “…la legalizzazione colpisce la criminalità organizzata…”
    b) “…le droghe leggere rappresentano introiti insignificanti per la mafia…”

    Chi dei due dice il vero?

    P.S. (soluzione: sono la stessa persona….ah ah ah ah)

  2. Morticiadams scrive:

    La sinistra è un pericolo pubblico.
    Purtroppo si accorgono sempre dopo dei casini che creano.

    • Antonio scrive:

      No, la sinistra progressista e balorda è la sciagura assoluta della storia umana, ad essere buoni

  3. Marina scrive:

    Anche Paolo Borsellino si era espresso con un categorico no alla legalizzazione (video originale su Notizie Provita); in particolare (ovvio,vista la sua professione) aveva smontato la tesi secondo cui legalizzare droga aiuterebbe a contrastare la criminalità; questo pensiero lo aveva definito da “dilettanti della criminologia”; gli ideologi di sinistra sempre pronti a pontificare sulla legalità, e che portano sempre ad esempio Falcone e Borsellino, avrebbero di che meditare….ma,si sa, i veri eroi vengono osannati quando fa comodo e subito dopo dimenticati quando dicono qualcosa che contrasta il pensiero unico.
    Comunque mi pare che siano in molti ad essere contrari alla legalizzazione delle droghe leggere; spero non sia solo una mia illusione.

    Saluti.

    • Menelik scrive:

      Sono moltissimi, Marina, ma purtroppo il rapporto tra cittadini e rappresentanti al governo non è lineare: al governo la percentuale di chi vuole la droga libera è molto più alto di quella tra la gente comune.
      Diciamo che i politici non rappresentano il volere della media degli Italiani.

      • Giobbe scrive:

        Sembrano in tanti anche perché nonostante Tempi sostenga che i commenti sono liberi in realtà censura i commenti che vanno contro l’ideologia proibizionista (anche se non contengono insulti ma solo perplessità per argomenti un po’ spuntati). Questa è la loro idea di democrazia morale. Si è liberi di fare e di dire solo ciò che è giusto (per loro, naturalmente). A me sembra che in questo modo non ci si apra ad un dibattito reale però probabilmente loro pensano di difendere in questo modo la salute dei giovani.
        Me ne dispiaccio

        Buona giornata

        • Menelik scrive:

          Fino a prova contraria, Tempi dispone di un antispam automatico che mette in coda di moderazione i post che contengono “parolacce” che non farebbero ridere nemmeno un bambino di otto anni.
          Pochi minuti fa ha messo in coda di moderazione una mia risposta a Renato perchè probabilmente ho scritto “boi@@e” anziché stupidate.
          Tutto ciò è francamente ridicolo.
          Alcuni post sono infestati da un troll multifake che esordisce con linguaggio disgustoso e offende chiunque.
          Lui riesce a passare i suoi post, noi no.
          Lascia stare la “democrazia morale” va’, che la Redazione è fin troppo di manica no larga, ma sbracciata con alcuni che io sbatterei fuori in men che si dica, perché vengono qui solo ad offendere, importunare e cercare di seminare zizzania, non per dialogare e scambiare idee.
          Solo per importunare, ed il sistema glielo permette.
          Riguardo all’atteggiamento della gente nei confronti della droga, è molto negativo, perché chi tocca due fili scoperti della corrente, la volta dopo sta in guardia: ecco da dove viene l’atteggiamento negativo della gente comune nei riguardi delle droghe……anche della cannabis, che in quanto a rinco***onire il cervello non ha nulla da invidiare alle altre polverine bianche.
          (Speriamo che con le stellette me la passa sto antispam da osteria).

          • Giobbe scrive:

            Hai ragione Menelik,
            Ritiro le accuse alla redazione di Tempi. Anche se il filtro antispam sembra essere almeno a volte un ostacolo alla discussione, sotto sono riuscito a pubblicare quello che volevo dire sull’articolo. Mi dispiace di essere saltato a conclusioni affrettate, purtroppo sentire una persona che dovrebbe esibire opinioni autorevoli come Garattini proferire un’enorme falsità riguardo agli usi medici della cannabis (che purtroppo ho potuto conoscere da vicino) mi ha alquanto indispettito. Da tali persone mi aspetterei posizioni meno ideologiche, poi si può sostenere tutto, ma non negare l’evidenza del valore terapeutico della cannabis per più di una patologia(purtroppo spesso grave e intrattabile con altri farmaci).
            Poi tutti d’accordo sulla lotta alle tossicodipendenze ma senza caccia alle streghe.

        • Sebastiano scrive:

          Beh, pensare di difendere “la salute dei giovani” permettendogli di farsi le canne solo perché sarebbero “di stato” mi pare una grande corbelleria (uso tale termine edulcorato per non incorrere nell’antispam da osteria, come dice il buon Menelik).

          • Sebastiano scrive:

            Intanto pure a me hanno messo in coda una risposta a Boris (eppure era linda e innocua)

      • Marina scrive:

        Effettivamente mi pare proprio che ha ragione.

  4. angelo scrive:

    Se le droghe diventano libere (leggere o pesanti che siano), lo Stato ci guadagna sopra.
    Quindi, siccome lo Stato siamo noi, tutti diventiamo automaticamente spacciatori di droga.
    Già siamo stati resi complici di un omicidio con la legge 194 dell’ aborto.
    Adesso pure spacciatori no grazie!

    • Antonio scrive:

      infatti è una mentalità becera e cialtrona. Passa il messaggio per cui basta pagarci su le tasse e quasiasi cosa diventa legale, permessa, garantita… Fermo restando che, nello sciagurato caso venisse legalizzata questa porcherìa da centro sociale, lo spaccio illegale della malavita non finirebbe affatto, essendo il loro prodotto esentasse e piu’ economico per gli sbandati e la teppa chene fa uso

  5. Renato scrive:

    L’uso delle droghe leggere va depenalizzato per evitare di appesantire la giustizia e arricchire gli avvocati a causa di mere inezie che mettono nei guai persone innocenti (oltretutto, i danni alla salute di tantissime altre sostanze che ingeriamo MANGIANDO o RESPIRANDO o BEVENDO ACQUA sono di pari o maggiore gravità…tradotto: l’imperante salutismo a senso unico dei Garattini zerbini di Big Pharma è frutto di ignoranza o bieca ipocrisia o propaganda “padronale”).

    La liberalizzazione delle droghe in genere, se non affossa la criminalità, potrebbe se non altro assicurare proventi non disdegnabili allo Stato, sottrarne altri alla mafia e lasciare nelle tasche dei cittadini “drogati” e non drogati un bel pò di quattrini da spendere nell’economia “pulita”, spingendo consumi più “virtuosi”.

    Liberalizzazione o meno, a quanto pare, la droga è sempre in giro, per tutti i gusti e a portata di mano di tutte le età, con l’aggravante che le sofisticazioni del mercato illegale sono spesso e volentieri causa di serissimi danni alla salute (ci si preoccupi di questo piuttosto! Si prenda fiato, bando ai pregiudizi accecanti e si valuti lucidamente la complessa questione, anche se è difficile farlo senza vere esperienze in merito di droghe).

    Ma al di là di tutto, il vero crimine è proibire la coltivazione di marihuana, una pianta miracolosa e utilissima in agricoltura, nell’alimentare, nel settore dei materiali, nella cosmetica, nell’energia ecc ecc ecc.
    Una coltivazione che non richiede antiparassitari, pesticidi, di una semplicità alla portata di tutti e che, in definitiva, sgancerebbe tante persone da questo sistema psicopatico, oltre a preservare tanti consumatori da contatti col mercato clandestino e criminale. Oltre a preservarli dalla schiavitù di doverla comprare anche dallo stato…

    Sia mai, l’autoproduzione…questo si che fa c…re sotto le elites…

    • Menelik scrive:

      Appesantire la giustizia?
      Ma dove, quando mai?
      Adesso se un ragazzotto viene beccato con un pezzettino di fumo o di mariuhana per alcuni spinelli e basta non fa nemmeno un giorno di galera, fa solo un giretto alla caserma dei carabinieri, gli fanno la ramanzina, avvisano i genitori e la sera dorme a casa nel suo letto.
      Paradossalmente fanno di più i presidi delle scuole e i professori dando una sospensione ad aggravante.
      L’ho già scritto qualche mese fa, sono testimone diretto di quanto ho scritto sopra, è capitato ad un mio studente di seconda qualche giorno prima delle vacanze di Natale.
      Ho visto il pezzo sequestrato sul banco davanti al carabiniere che redigeva il verbale: un blocchetto di haschisc grande circa mezzo dito, dunque alcuni spinelli, più di 3-4.
      Nota: il ragazzo, di cui potrei fare il nome da quanto lo conosco, era recidivo: era, infatti, la seconda o terza volta che veniva beccato, diciamo che i carabinieri quando hanno fatto la retata andavano a colpo quasi sicuro.
      Sorvolo sul rendimento scolastico del ragazzo e su quanto era stonato o addormentato durante le lezioni.
      Lo scorso inverno (lo scrissi già anche questo), avvenne un presidio dei soliti autonomi e anarchici fuori da una scuola romana per una retata antidroga: all’interno della scuola, infatti, un ragazzotto era stato beccato con un certo quantitativo di fumo, dei soldi arrotolati in tasca e gli agenti in borghese hanno visto chiaramente che l’arrestato stava vendendo un pezzo di fumo ad un altro.
      Dunque siamo in flagranza di reato di spaccio, non detenzione come nel caso sopra di cui sono testimone.
      Anche qui il ragazzo se la cavò in quattro e quattr’otto, non credo nemmeno sia stato in galera, solo in questura e poi a piede libero.
      Quello che è notevole è che l’imputato era già stato beccato tempo prima, con la bellezza di MEZZO CHILO DI FUMO. Bene, il giudice ha accettato la tesi dell’avvocato difensore che 500 GRAMMI DI FUMO ERANO AD USO PERSONALE. Dunque a casa a piede libero.
      Qualche mese dopo degli agenti in borghese l’hanno beccato in flagranza di spaccio.
      …………………
      In quanto a Big Pharma….lascia perdere i sogni e stai coi piedi per terra che le speculazioni dei padroni del vapore sono ben altre e su quelle i movimenti antagonisti tacciono, probabilmente perché sono d’accordo.
      In quanto alla droga in giro “per tutti i gusti e a portata di mano di tutte le età”, guarda che il mondo non è fatto solo di metropoli e la gioventù non è tutta allo sbando.
      Nei paesi che conosco, e con la cui gente ho a che fare quotidianamente, la droga è una rarità.
      Se la usi tutti i giorni, ti devi necessariamente trasferire nelle città intorno (in particolare a Perugia).
      Perché nei piccoli centri non hai approvvigionamenti costanti ed è molto più facile essere beccati dai carabinieri.
      Oltretutto l’atteggiamento della gente è molto negativo su tutte le droghe, e le rifiuta in blocco.
      L’unica droga moralmente ammessa è la morfina e congeneri quando hai un cancro.
      Tutto il resto è sinonimo di vizio che deturpa la personalità e rende difficile la vita in società.
      Il resto che hai scritto della cannabis, si riferisce SOLO alla canapa da fibra, che anche qua veniva coltivata senza alcun danno per la società, nessuno era drogato, e la canapa da fibra non è stupefacente.
      Nella piana a 2-3 km da qua c’erano ettari coltivati a canapa, e la gente era sana, nessuno si drogava.
      La canapa industriale è un mondo, la canapa da droga è un altro mondo.
      Consiglio: non farti abbindolare dai luoghi comuni che si vorrebbe imporre, e che la gente GIUSTAMENTE rifiuta.
      Oltretutto, ne potrei anche parlare per esperienza diretta, perché negli anni 70 quelle sostanze le ho usate anch’io, quando facevo il freackettone, molti anni fa.
      Credimi, è l’errore più grosso che può fare un giovane.
      Hai la vita davanti, non sciuparla con queste boiate che scardinano l’esistenza e ci metti anni a recuperare, se ci riesci.

      • Renato scrive:

        Già il suo linguaggio e gli argomenti toccati e come vengono toccati denotano inesperienza (diretta e indiretta), a dispetto di quanto si arroga e come prevedevo nel mio precedente scritto.
        Faccio solo un esempio: “ragazzotto”. Innanzitutto, io mi riferivo a tutti i consumatori, anche se, implicitamente, solo a tutti i maggiorenni, per non parlare di ultra 40-50-60 enni (si, ci arrivano, e meglio di molti altri, ma si conoscono solo i “ragazzotti”…).

        Molto interessante inoltre questo negare l’appesantimento della giustizia, intendibile non solo ai fini dell’occupazione o meno delle carceri (anche per pochi giorni).
        Nega anche l’appesantimento delle forze dell’ordine oberate dai doveri di controllo, pattugliamento ecc con relativo spreco di risorse pubbliche?

        Non mi interessano i casi in cui il “ragazzotto” magari ben coperto se la fila liscia. Mi interessa ben altro, ahimé già successo in passato e che costituisce la regola (senza arrivare ai morti in galera…non “ragazzotti”, ma Uomini con la U maiuscola. Non la gente meschina e malvivente con cui i non addetti ai lavori credono di avere a che fare e che rappresenta la maggioranza in ogni caso.

        In quanto a Big Pharma, quello che deve smettere di sognare e di credere alle favole soprattutto è proprio Mr. Manelik, visto che si beve le dabbenaggini prezzolate dell’establishment (S. Garattini) letteralmente cagato addosso ogni qualvolta scorge qualsiasi possibilità di autoprodursi medicamenti e salute (come insegna non solo la marihuana e le sue proprietà benefiche – se ben usata – ma tantissime altre sostanze bandite).

        Le alternative serie in campo energetico non sono un mistero neanche per me. Ma non è il caso di parlarne qui, né è il caso di specificare chi sono io e se faccio parte di codesti immaginari “movimenti antagonisti”.

        I posti e i paesi in cui non si riesce a reperire facilmente la marihuana sono veramente pochi. Chi non riesce è solo perché non vuole, generalmente. E non lo dico per esperienza diretta ma proprio perché è un FATTO che solo chi è cieco non può vedere.

        L’uso improprio di droghe leggere deturpa la personalità al pari dell’uso improprio di caffé, zucchero, grassi idrogenati, vaccini tossici, alcol, farinacei di pessima qualità mangiati in quantità, carne (bio o non bio, è sempre un alimento acidificante e cancerogeno), bevande gassate e dolcificate, vita al chiuso e senza sole diretto, sedentarietà, nervosismo, stress e tutti gli stati negativi della mente. Tutto ciò ha oltretutto degli effetti fisici devastanti, non solo “deturpamento della personalità”, forse molto più della marihuana. Deturpamento della personalità evidentissimo anche nella stragrande maggioranza di individui che non usano marihuana. E anche questo è sotto gli occhi di tutti, specialmente dei lettori di questo blog.

        Ma la gente vede solo la “droga”. Anzi, solo la marihuana! Che caso…

        “La canapa industriale è un mondo, quella della droga è un altro mondo”, dice Manelik. Chissà però perché nessuno conosce gli usi innumerevoli della canapa; chissà perché al massimo si conosce l’uso tessile; chissà perché ci han fatto dimenticare questi usi (come quello alimentare, dell’olio di semi); chissà perché questi usi faticano ad essere implementati.

        Sorvolerei sull’esortazione affettuosa finale. Proprio fuori pista…mi perdoni…meglio far finta di nulla…

        • Sebastiano scrive:

          “…carne (bio o non bio, è sempre un alimento acidificante e cancerogeno)…”
          Mah, qualche sospetto mi viene…

    • Sebastiano scrive:

      “…L’uso delle droghe leggere va depenalizzato per evitare di appesantire la giustizia…”
      (e uno si domanda: e allora, se il motivo è questo, perché non depenalizzare anche altri reati che “appesantiscono”)?

      “…i danni alla salute di tantissime altre sostanze che ingeriamo MANGIANDO o RESPIRANDO o BEVENDO ACQUA sono di pari o maggiore gravità…”
      (e sempre quello si domanda: perbacco, ci toccherà il digiuno totale e pure in apnea?)

      “…La liberalizzazione delle droghe in genere, se non affossa la criminalità, potrebbe se non altro assicurare proventi non disdegnabili allo Stato…”
      (ancora quello: ma significa che, già che ci siamo, possiamo fare la cresta sui droghini?)

      “…il vero crimine è proibire la coltivazione di marihuana, una pianta miracolosa e utilissima…”
      (e quello, infine: adesso ho capito! questi sono gli effetti delle canne…)

      • Giobbe scrive:

        Beh, insomma, l’autorevolezza dell’opinione si ridimensiona decisamente quando vengono dette certe falsità da far tremare la terra sotto i piedi tipo questa: “secondo il direttore del Mario Negri non è vero che la marijuana sia «utile a migliorare la cura di malattie»”. Capisco che per molti addetti medici e farmacologi un po’ in là con gli anni il sistema endocannabinoide non sappiano nemmeno cosa sia ma queste dichiarazioni mi sembrano un insulto e mancanza di rispetto nei confronti di chi soffre ancora e di chi soffre un po’ meno perché si sta curando anche con la cannabis o con suoi derivati. Forse Garattini non sa che un malato oncologico grazie alla cannabis può affrontare molto meglio i cicli di chemio oltre a gestire i dolori della malattia con risultati migliori e riducendo drasticamente l’assunzione di oppiacei ben più dannosi e capaci di dare molta più dipendenza (e questo purtroppo lo dico per esperienza personale). Forse non conosce malati di fibromialgia che ritornano ad avere una vita non dico normale, ma più vicina alla normalità senza patire nessuno dei danni che va sbandierando il professore. Forse non conosce malati di sclerosi multipla che senza cannabis non possono fare a meno della sedia a rotelle. Forse non conosce bambini affetti da sindrome di Dravet che spesso vengono salvati dall’uso di cannabis quando gli altri antiepilettici non funzionano e possono, oltre ad avere salva la vita, avere uno sviluppo cognitivo normale. Oppure potremmo parlare dei malati di glaucoma o di retinopatia pigmentosa. Invece, magari, visto che Garattini non si occupa di questi ambiti allora dovremmo sostenere che questi usi non esistono? Ripeto, lo trovo offensivo.

        • Giobbe scrive:

          Forse Garattinii non conosce le sperimentazioni in corso in Inghilterra e Israele dove i fitocannabinoidi sono sperimentati come antitumorali al posto o come integrazione della chemioterapia.
          Per tutti questi motivi mi sembra che Garattini pecchi o di grave disinformazione o di grave mancanza di rispetto verso chi si cura o chi si potrebbe curare grazie alla cannabis. E in tutto questo non si sta certo pensando di fumare spinelli, si sta pensando a come rendere fruibile un farmaco per molti pazienti essenziale ma che attualmente è difficilissimo (e anche qui parlo purtroppo per esperienza personale) ottenere da parte di chi ne ha bisogno.
          Infine dal punto di vista farmacologico la tossicità della canapa è poco più che un’ipotesi concettuale, praticamente non esiste dose mortale, dose che invece non è difficile assumere con droghe legali tipo alcool e caffè. Detto questo, se si vuole fare prevenzione alle tossicodipendenze forse bisognerebbe acquisire credibilità agli occhi dei ragazzi, ma che credibilità ha uno stato che permette la libera o quasi vendita di sostanze molto più pericolose della cannabis? Sarebbe più coerente puntare sulla proibizione di vino e tabacco. Dati alla mano, sono queste le sostanze che incidono di più sulla salute delle persone.

          • Menelik scrive:

            Gentile signor Giobbe, non mischiare i farmaci a base di cannabinoli con gli spinelli.
            Visto e considerato che la gente comune non accetta la liberalizzazione di questo tipo di droghe AD USO LUDICO, cioè PER SBALLARE, per ANDARE VIA DI TESTA (ho fumato anch’io e non poco, purtroppo, molti anni fa, e non raccontiamoci le ca@@ate), allora proviamo a cambiare strategia: l’olio di canapa come biodiesel….funziona poco come fuorviante da ciò che vogliamo veramente, cioè sballare liberamente come fossimo ad Amsterdam, e allora proviamo con le medicine, ed ecco la cannabis terapeutica.
            Io sono d’accordo con la cannabis terapeutica.
            Guarda, sono completamente d’accordo.
            Però……farmaci a base di cannabinoli INSERITI NELLE TABELLE STUPEFACENTI, CATEGORIA 1 (come gli oppioidi), e vendibili solo ed esclusivamente con RICETTA NON RIPETIBILE, come gli altri stupefacenti.
            Sicuramente la stragrande maggioranza dei medici sarebbe d’accordo, e anche Garattini alla fine.
            Io sono d’accordo con la reintroduzione della canapa da fibra: pensa che qua a casa ho ancora parecchi pannoni di canapa da lenzuola di età variabile da fine 800 agli anni 40, ereditati.
            Ho anche i copriguanciale di canapa.
            La coltivazione della canapa industriale mi vede non favorevole, ma favorevolissimo.
            Ma dilla tutta, però, da spinellatore ad ex.
            Voi volete la reintroduzione del canapone perché è molto facile tra le file di canapone inserire delle piante di canapa da droga, visto che oggi l’ingegneria genetica di quel tipo di pianta ha fatto passi da gigante, modificando la dimensione delle piante e anche la percentuale di resina, che la rende molto più psicoattiva di quella degli anni 70, i classici verde marocco e rosso libanese.
            Dai, diciamo la verità.
            Il canapone vi serve come scudo a quell’altra canapa, l’unica che volete veramente.
            Idem se i farmaci a base di cannabinoli, farmaci eccellenti e sui quali non dovrebbero esserci pregiudizi, venissero somministrati solo su ricetta non ripetibile, non vi interesserebbero più, quanto ci scommettiamo?

            • Sebastiano scrive:

              “…ti piace vincere facile…”

            • Giobbe scrive:

              Innanzitutto seppur antiproibizionista non mi trovo spesso d’accordo con chi sostiene la mia stessa causa e quindi, dato che sono una persona sola, trovo che il “voi” con cui ti rivolgi a me e alle mie posizioni sia o eccessivamente ossequioso o scorretto.
              In secondo luogo il mio intervento è stato scatenato da un’affermazione che non sta ne in cielo ne in terra proferita dal Prof. Garattini e che purtroppo mi sembra dia la cifra di come molti presunti esperti facciano valutazioni sulla base di posizioni pesantemente ideologiche dimenticandosi di porzioni consistenti di sapere scientifico a loro sgradite. Oltre a ciò, essendo stato vicino a un paziente che faceva uso di cannabis a scopo terapeutico ( e ti posso assicurare che quello che tu chiami sballo era a lui veramente sgradito) mi sono sentito profondamente offeso dalle affermazioni di Garattini che da oggi per me non rappresenta più un parere autorevole (sino a che almeno non farà marcia indietro riguardo agli usi terapeutici della cannabis).
              Nel mio calvario però mi sono informato, avendo una discreta dimestichezza con le pubblicazioni scientifiche e ho scoperto cose piuttosto interessanti.
              Questo mi ha permesso di formarmi una certa opinione anche sull’uso della cosiddetta canapa ludica.
              L’accusa che tu muovi alla mia posizione mi sembra francamente assurda. Non me ne frega nulla di nascondere canapa in mezzo ad altra canapa (per la cronaca, la raffinata varietà di canapa italiana, quella delle tue lenzuola e dei tuoi guanciali, è ad oggi proibita-quindi attenzione, lo 0,2% di thc lo supera quasi sicuramente- e i contadini romagnoli pare proprio la fumassero al posto del tabacco quando non avevano soldi per le sigarette). Quello che non tollero è che ci si scagli contro la canapa, sballo o non sballo, quando si tollerano sostanze illegali molto più pericolose come l’alcool, come le sigarette. Lo stato mi sembra proprio abbia perso il lume a tal proposito. E sino a che non correggerà questa stortura credo che difficilmente potrà avere la credibilità per dissuadere dall’abuso di canapa i soggetti più a rischio (i minorenni per intenderci). Perché bisogna essere chiari: per gli adulti la cannabis è una sostanza tra le più sicure al mondo. Certo non va presa prima di guidare o di fare altre operazioni di precisione ma ripeto è più pericoloso bere alcool, mangiare spesso gorgonzola o essere obesi per intenderci. Questo non lo dico io ma tutta una serie di studi fatti da centri di ricerca in svariate parti del mondo.
              La tossicodipendenza, dall’idea che mi sono fatto, la si contrasta con percorsi di inclusione sociale e aiuti psicologici (o proibiamo anche il sesso visto che ci sono i sessodipendenti). Ma cosa fa il proibizionismo se non marginalizzare i consumatori e arricchire le mafie. Guardiamo i dati per favore. Gli stati non totalitari che hanno avuto una diminuzione del consumo giovanile di cannabis sono stati quelli che hanno legalizzato per gli adulti.
              Poi certo possiamo dire che ci sono i buchi nel cervello ma la verità è che quelle sono modificazioni morfologiche dovuto al neurotrofismo dei fitocannabinoidi che spesso non dicono nulla riguardo a presunti danni alla psiche. Se pensiamo di convincere i ragazzi a stare lontano da queste sostanze dando informazioni fuorvianti o ingannandoli a fin di bene secondo me falliremo. Sempre.

              • Menelik scrive:

                In quanto al “voi” ti prego di accettare le mie scuse, cerca di inserire la cosa nel giusto contesto: in questo blog-forum, purtroppo, c’è un’invasione di pochissimi troll, disturbatori di mestiere, che si infilano dentro creando un’infinità di fakes con mail fasulle allo scopo di insultare e cercare alla lunga di far chiudere il sito.
                Gli altri utenti, di conseguenza, partono un po’ prevenuti, ed io non faccio eccezioni.
                Infatti ho sempre sostenuto che, se fossi il moderatore, sarei dal ban facile.
                Ban facile per chi non è interessato a nessuna discussione, ma viene qui solo per importunare la gente e convincere i “passanti” a cercare un altro blog.
                Spero di essermi spiegato.
                Ma veniamo a noi.
                La coltivazione del canapone da fibra.
                L’ho già detto, mi vede molto favorevole.
                Io ho sempre sostenuto la validità delle biomasse non solo per usi industriali (come la produzione di tessili nel caso della canapa), ma anche energetici: fossi un plenipotenziario al ministero agricoltura e foreste, l’Italia avrebbe un’industria forestale di prim’ordine e daremmo molti meno soldi agli sceicchi, dunque a terroristi come l’isis.
                Ma non mi torna lo 0,2% che dici: le cultivar presenti oggi sono varietà selezionate per massimizzare la produzione di fibra o biomassa energetica e dal contenuto in cannabinoli estremamente basso, tale da rendere pressoché impossibile l’uso come stupefacente (per avere una “dose” si dovrebbe assumere un volume di materia vegetale quasi impossibile da gestire per inalazione o ingestione; si farebbe prima a sballare col papavero rosso normale dei campi).
                Ma veniamo all’alcol: purtroppo oggi si sta perdendo la cultura del bere, e per le giovani generazioni il vino è un agente sballante come le pinte di birra per gli Inglesi.
                Sono d’accordo sul fatto che etanolo e tabacco uccidono alla lunga, e rendono dipendenti.
                Però è altrettanto vero che tu puoi bere un bicchiere di vino o mezzo senza sballare, lo stordimento etanolico non è ricercato nella maggior parte dei consumatori di vino almeno nelle realtà rurali e paesane italiane.
                Ma esiste chi si arrotola uno spinello SOLO per l’aroma delle resine della canapa da droga? Lo sappiamo sia io che te: non esiste. Chi si fa la canna, lo fa per farsi, cioè per l’effetto stupefacente, per ammirare le immagini colorate che si formano nella mente quando ti concentri in te stesso dopo aver fumato, magari ascoltando musica.
                Diciamolo francamente: è un piccolo trip.
                L’acido è un trip grosso, enorme, non è facile da gestire per il cervello.
                La cannabis è un trip minore, ma sempre trip resta.
                Capisci la differenza tra il bicchiere di vino e uno spinello?
                Bene, adesso figurati un chilum o un bong, che consentono di assumere quantità di principio attivo molto maggiori in poche boccate, praticamente quasi come il “flash” delle pere, solo che qui lo inali e non lo inietti in vena.
                Adesso pensaci: uno sballo che ti stacca dalla realtà in poche decine di secondi e ti proietta in una realtà frutto della tua mente, con allucinazioni non visive ma di pensiero che va a velocità supersonica, con immagini fantasmagoriche, irreali, viste ad occhi chiusi e con euforia ed eccitazione di pensiero che contrasta con la letargia del corpo, è droga leggera secondo te?
                E poi riguardo al consumo giovanile negli Stati che l’hanno legalizzata “per gli adulti”, prendiamo la realtà a noi più vicina: Amsterdam.
                A fine anni 70 ci sono stato varie volte. Non c’erano i coffee shops, ma il consumo era incredibilmente elevato, almeno per gli standard italiani.
                E di mala ce n’era eccome, in quantità industriale, mala che gravava sui traffici illeciti. Di tutto, tutto ciò che passava per la Guayana Olandese veniva sdoganato come merce olandese, pensa un po’ che pacchia per i trafficanti olandesi che rifornivano mezz’Europa !!
                Adesso Amsterdam nell’era dei coffee shops: cannabis e funghi sono liberi (oggi i funghi non più, almeno quelli secchi, ma chiunque abbia a che fare con la cannabis ti sa trovare anche i funghi e i cactus).
                Bene, l’Olanda ha forse smesso di essere il crocevia europeo delle altre droghe? NOOO !!!!! E lo sai bene anche tu.
                L’Olanda è la nazione che è entrata per prima nel girone delle designer drugs, è stato il centro di PRODUZIONE e smistamento per anni, e questo in piena era di coffee shops, con cannabis funghi e cactus liberi.
                Tra l’altro, saprai anche che l’Olanda è stata la prima nazione che è venuta in contatto col tristemente famoso Krokodyl, la forma di desomorfina russa che causa cancrene e dermatiti irreversibili.
                Giobbe, te lo dico col cuore in mano, perché da come scrivi pari un bravo ragazzo:
                APRI GLI OCCHI, LA VITA HA TROPPO VALORE PER ESSERE SCIUPATA COSI’.
                QUELLE SONO TRAPPOLE PER LA MENTE, CHE RICHIEDONO UN TRIBUTO PESANTE ANCHE PER IL TUO CORPO.
                Quando entri in quelle cose, vivi come un condannato a morte, e nel corso del tempo te ne accorgi e ti danno una sofferenza interiore che è indescrivibile con le nude parole.
                PENSACI.
                Ciao

                • Giobbe scrive:

                  Gent.le Menelik,
                  Ti ringrazio per la tua preoccupazione per le mie sorti e per le tue scuse che accetto volentieri. Io veramente credo di poter accettare qualsiasi posizione a riguardo dei cannabinoidi purché non si dicano falsità come quella detta nell’articolo da Garattini. Come ti dicevo per me una bugia a fin di bene non è sempre giusta, soprattutto se ti possono scoprire subito e se stai occultando degli usi importantissimi per molte persone che soffrono.
                  Per quanto riguarda la canapa che è servita a tessere i tuoi tessuti, nel caso si trattasse di canapa italiana, probabilmente era del tipo Carmagnola, la più diffusa a quanto pare nella nostra penisola prima dell’era proibizionista e, oltre ad avere rese e qualità della fibra eccellenti, spesso raggiungeva discreti livelli di thc (anche, se non ricordo male, sino al 3%). Attualmente l’unica semente ammessa dalla legge (inferiore allo 0,2% di thc) è di un cultivar francese che dicono sia molto lontano per qualità e quantità prodotte dalle varietà italiche dei nostri nonni. Comunque di cannabinoidi ne produce in quantità pure quella solo non di thc.
                  L’esempio di Amsterdam da te visitata prima dei coffeshop conferma quanto accennavo in precedenza. Vista la situazione di abuso di sostanze stupefacenti dilagante a quell’epoca in Olanda, le autorità hanno deciso di tollerare le droghe leggere, ritenendo che non fosse una priorità dal punto di vista della salute pubblica, per potersi concentrare su sostanze che creavano più problemi. Risultato: che il consumo di cannabis tra i minorenni è drasticamente diminuito e ora è tra i più bassi in Europa. Per il Colorado si sta assistendo a risultati analoghi. Poi si, l’Olanda è crocevia di vari traffici, credo più per la vocazione portuale ma potrebbe essere anche per i fattori a cui alludi tu, resta comunque il fatto che gli olandesi quelle droghe le usano meno degli altri europei.
                  Io non ho esperienza di funghi allucinogeni tuttavia credo che anche in questo caso se si dimostrassero sostanze non tossiche (cosa che non sono) tipo la canapa non sarei per nulla contrario a patto di promuoverne una corretta fruizione. Se pensi alle nuove tecnologie di realtà virtuale credo sarà meno difficile capire la mia posizione. Nella realtà virtuale uno fa un vero e proprio trip. Il problema non è il trip in se ma se tale stato si prolunga indefinitamente, se deteriora la sua vita personale e sociale, se produce danni fisici. Dal momento che la canapa solo per certe fasce di età rischia di dare danni fisici non capisco perché cercare di inventarsi una scienza (che ad oggi non c’è) che dice il contrario e invece non concentrarsi sugli altri due aspetti. Altro non sarebbe che il corrispettivo di quella che tu chiami cultura dell’alcool, solo con una sostanza meno pericolosa per la propria integrità psicobiologica. Quello che tu chiami sballo non è sempre un problema, lo sanno i mistici e lo sanno tanti altri che mistici non sono. Il problema è non arrecare danno a se stessi e agli altri e vivere una vita che abbia gli stimoli e valori giusti per scongiurare dipendenze nefaste. Ma nel caso della cannabis conta quindi più l’educazione e l’informazione che se ne ha per non avere danni dato che in se la sostanza è tecnicamente piuttosto sicura. Consideriamo dei dissociati gli studenti che prendono due caffé uno di fila all’altro? Personalmente le rare volte che mi è capitato di farlo sono stato abbastanza sconvolto dalle modificazione indotte al mio stato psichico. Però avevo compagni per cui era normale.
                  Il proibizionismo per quanto mi riguarda è un ostacolo e spinge i consumatori di cannabis verso gli ambienti dell’abuso proprio rifiutando di considerare la differenza tra uso e abuso. Per me a volte bastano le categorie per fare danni.

      • Renato scrive:

        Perché se uno capisce di cosa parla e conosce la storia del proibizionismo, capisce anche che esistono altri reati molto più gravi di questo (impuniti) e capisce che è ingiusto punire i reati meno gravi e lasciare impuniti quelli più gravi. E capisce anche quanto è incivile perseguire penalmente chi vuole esercitare il sacrosanto diritto di coltivare per i fatti suoi una semplice pianta che non ha ammazzato mai nessuno.
        Incivile e BARBARO!

        Lei è libero di ingozzarsi tutte le schifezze che vuole e di respirarsele. Potrà anche ingozzare tutte le medicine che vuole per stare tranquillo e senza ansie e stress. Io dal canto mio, non vieterò mai ad uno che ne ha bisogno, di fumarsi una canna. Si chiama civile e pacifica convivenza senza discriminazioni ingiuste.

        Proprio così: significa che possiamo “fare la cresta sui droghini”. Preferisce forse farla fare alla malavita e a quel manipolo di pusher scoppiati?? Troppo scandaloso? Esca dalla parrocchia ogni tanto…

        Troppo rivoluzionario l’ultimo concetto vero (canapa pianta miracolosa…)? Cozza troppo con le frottole sentite in parrocchia e alla tv, no?

        • Sebastiano scrive:

          “…Proprio così: significa che possiamo “fare la cresta sui droghini”. Preferisce forse farla fare alla malavita e a quel manipolo di pusher scoppiati?…”
          La cosa tragica è che non ti accorgi neppure dell’assurdità. E neppure del fatto che alla malavita non creeresti proprio nessun danno, giacché la tua “legale” verrebbe a costare più di quella “al nero” (lo dicono gli esperti, non io). Ma forse dirai che lo stato deve distribuirla gratis…

          “…Troppo rivoluzionario l’ultimo concetto vero (canapa pianta miracolosa…)? Cozza troppo con le frottole sentite in parrocchia e alla tv, no?…”
          No, troppo spassoso. E supera di gran lunga le barzellette dei comici più rinomati. Sembri uno di quei ciarlatani da filmetto del far west che andavano in giro vendendo un prodotto che a loro dire era contemporaneamente (e miracolosamente) efficace contro il tartaro dei denti, la polmonite, la forfora e le unghie incarnate.
          Fuma di meno, ché ti fa male. Vedi che figure ci fai?

          • Renato scrive:

            Sebastiano,
            veramente non ha idea di quanto sia sbagliato ciò che sostiene a proposito della differenza tra quella legale e quella a nero e quanto siano ignoranti gli esperti a cui attinge. Mi vorrà scusare se evito di spiegare, ma certe informazioni in mano a determinati soggetti, aggraverebbero soltanto la confusione e la disinformazione.

            Riguardo allo stato che secondo me dovrebbe distribuirla gratis, si cerchi la risposta nei miei interventi precedenti (sebbene sia stato molto chiaro…e non è “lo Stato deve distribuirla gratis”, men che meno ai minori e per scopi ludici).

            Anche riguardo alla miracolosità della canapa indiana, rimando alla sterminata pubblicistica facilmente reperibile, sebbene restino ancora segmenti di opinione pubblica all’oscuro. Non a caso, visto che i media raccontano solo ciò che conviene, come ben sanno i lettori di questo blog.
            E, già che mi trovo, approfitterei col puntualizzare che, il dibattito sulle droghe leggere che verrà scatenato in modo martellante nelle prossime settimane, e la successiva legalizzazione che verrà decisa in parlamento, non andranno sicuramente in una sana direzione e saranno una fregatura lo stesso. Su questo mi trovate molto d’accordo…

            P.S.: non mi si venga a dire che sono un troll, che ho un tono che non apre alla discussione e amenità simili, perché le illazioni, le derisioni, le ridicolizzazioni e quant’altro non sono partite da me. Si legga il mio primo commento sopra per averne dimostrazione (solo un pò di critica a Garattini e alle elites, con gli altri, parto sempre col massimo della civiltà…e seguito così finché possibile).
            Inoltre sono un estimatore di questo forum e dello spirito che anima le sue pubblicazioni.
            Intervengo solo in questi post perché,come vedete, non trovano il mio accordo.
            Grazie per l’ospitalità.

    • uber scrive:

      Renato, i cannaioli intaseranno i tribunali non appena si muoveranno per strada, con tutti i reati che commetteranno in preda al fumo, che altera le percezioni. Altro che “alleggerire la giustizia”!

      • serghens scrive:

        Esca dalla parrocchia ogni tanto pure lei. E vada a conoscere qualche consumatore serio di marihuana. Non si limiti ai suoi nipotini….

        • Menelik scrive:

          Di consumatori la gente ne ha conosciuti fin troppi.
          E’ per quello che la gente è prevenuta nei confronti di quelle cose.
          Poi, scusa, detto da un ex, ma cos’è un consumatore “serio”?
          Io quelle robe le ho usate per più di dieci anni, le conosco nei minimi dettagli restando all’epoca, ma francamente mi sfugge la differenza tra consumatore “serio” e “non serio”.
          Gente sballata ne ho conosciuta a centinaia, tra sballoni puri alias freackettoni, ex figli dei fiori, impegnati, fidanzati, morti di sonno, ma non ricordo di aver mai incontrato “un consumatore serio di mariuhana” o di hascish. O di olio.
          Solo consumatori ricordo, tutti uguali ma ognuno diverso, perso in fondo dentro ai ca@@i suoi, per dirla col Blasco.

          • renato scrive:

            Manelik,
            peccato lei sia rimasto al ’68 e ai ragazzotti che inseguono lo “sballo”. D’altro canto, non nego che la maggioranza dei consumatori ricerchino quella derealizzazione e quella evasione poco consoni a una sana socialità diciamo così (anche se è molto più complesso il discorso). Il problema resta sempre uno però: il pregiudizio nei confronti di “tutti” i consumatori, derivante da scarsa conoscenza di questo fenomeno, da cui derivano anche stereotipi quali lo “sballato” e tutta una serie di stati che sarebbero così diversi dalla normalità. In altre parole: NON SONO TUTTI MINORENNI, NON SONO TUTTI RAGAZZINI, NON SONO TUTTI MORTI DI SONNO, NON SONO TUTTI TRA LE NUVOLE e molte persone che vedete in giro, che frequentate ecc. fumano regolarmente senza che voi ve ne accorgiate minimamente, proprio perché gli effetti non hanno nulla di sconvolgente come crede la gente comune. Si tratta di mera fobìa di qualcosa che non si conosce. E neanche chi ha smesso da tanto tempo può capire, proprio perché quel vizio era legato a un immaginario freackettone che necessita di droghe ben diverse per essere creato, oltre che di ideologìe malate e inculcate dall’alto.
            Non è presente assolutamente nulla di tutta questa pagliacciata (di cui han fatto parte alcuni utenti di questa discussione, a quanto pare) nei consumatori a cui mi riferisco io. E non sono pochi. E non hanno 25 anni. Sono pure vecchi.

            • uber scrive:

              Non esiste una differenza tra i consumatori di droga. Sbagliano tutti allo stesso modo.

              • renato scrive:

                Sbagliano tutti allo stesso modo? Anche quelli che mangiano derivati animali (comunque e quanti ne mangino)? Tutti coloro che sono obesi? Tutti coloro che non prendono sole? Tutti coloro che mangiano fritture? Tutti coloro che vaccinano i propri figli? Tutti coloro che bevono vino e alcol? Tutti coloro che vivono vicino a grandi fonti di inquinamento, pur avendo la possibilità di allontanarsene? Tutti coloro che bevono bevande dolcificate e gassate? Tutti coloro che lavorano 8-10-12-14 ore al giorno col rischio di mettere in pericolo con le loro sbadataggini le altre persone e solo per pagarsi l’auto di lusso? Sbagliano allo stesso modo coloro che consumano eroina? Cocaina? LSD? MDMA?

                Questa si chiama ipocrisìa, superficialità, di discernimento e soprattutto ignoranza di ciò che succede tra i consumatori di marihuana.

                Peccato non ci si possa vedere per parlarne a 4 occhi…Vi farei cambiare idea…E le ramanzine le farei io a voi. Non voi ai fumatori di marihuana.

                • uber scrive:

                  La droga non sta sullo stesso piano della dieta vegana. Se per te le foglie di lattuga e di maria sono sullo stesso piano, capisco da dove arriva il fanatismo irragionevole dei vegani. Ls doga, leggera o pesante, è sbagliata, favorirne il commercio ed il consumo un crimine imperdonabile.

                  • Renato scrive:

                    Intendevo semplicemente dire che non riscontro da parte sua e da parte di tutti gli antiproibizionisti della “dannosissima” cannabis la stessa sensibilità al danno di TUTTI gli altri dannosi vizi suelencati (non solo “carnismo”, tema che eviterei di affrontare in questa sede, per non complicare le cose, come ben sa, sig. Uber) e di tantissimi altri. E questo accorgersi soltanto della “DROGA” (disarmante vedere come viene usata a sproposito questa parola fortemente intrisa di ignoranza) dipende dalla TV e dalla propaganda, vista la vera e propria ECATOMBE che sta sotto gli occhi di tutti ogni giorno (infermieri, chirurghi e oncologhi in primis, ma anche psichiatri, e non solo sui soggetti che usano cannabis), proprio a causa di tutti questi veleni che non hanno nulla a che fare con la natura umana.
                    L’uso di cannabis ha millenni alle spalle. Ingozzarsi di porcherie moderne (perfettamente legali e immuni a ogni critica da parte dell’uomo medio) è un vizio della modernità, quella che in parrocchia tanto denigrano. Con tutto il rispetto per i parrocchiani, che preferisco di gran lunga ai giovincelli sballati, ai nichilisti e agli pseudo-libertari.

                    Per il resto, non si tratta di favorire il commercio (quello si sta già facendo, in nero e con adulterazioni nocive – quelle si – per il consumatore) ma di legalizzare questa situazione e di permettere l’autoproduzione e la vendita sul mercato “pulito”, per tantissimi motivi (ad esempio per spezzare la contiguità sul mercato nero tra droghe pesanti e leggere…).

                    La terra è quanto di più prezioso abbiamo ed è un vero crimine privare l’uomo del diritto di coltivarsela come gli pare e piace. Per il resto ci vuole tanta educazione, ma con competenza e con le parole giuste. Non con la superficialità, il giustizialismo, la morale a senso unico, l’ignoranza, il linguaggio improprio ecc. Così vengono fuori solo generazioni di sballati. Ancor più che che con l’antiproibizionismo.

                    • uber scrive:

                      Se paragoni la droga al cibo sei già nel tunnel della dipendenza. Lo si capisce da come non riesci a capire che stai facendo apologia della tossicodipendenza, di qualunque tipo. Io avevo compagni di liceo che fumavano spinelli, jon erano particolarmente lucidi e a scuola di barcamenavano. Tu difendi la morte e stai facendo apologia di reato. Ti dovresti vergognare.

                    • Renato scrive:

                      Rispondo da qui all’ultimo del gentilissimo Uber, visto che sotto di lui mi è impedito farlo.
                      “ti dovresti vergognare”, “difendi la morte”, “apologia di reato”.
                      Non mi sembrano parole molto lucide. Fino a prova contraria qui, chi fa uso di droghe e osanna veleni di ogni tipo pare proprio sia lei. Io non ho mai sostenuto di aver usato droghe né ho mai favorito il loro uso da nessuna parte. Semmai è la sua mentalità che lo favorisce, visto cosa succede sotto i suoi occhi e adottando la sua mentalità e quella di quelli come lei.

                      Oltre all’assurdità che questo minus habens non si rende minimamente conto di essere dipendente da un sacco di schifezze buone solo da buttare nella spazzatura. Quelli che usano la cannabis (non i vostri nipotini però) invece sanno benissimo di esserne dipendenti (almeno coloro che la fumano sistematicamente lo sono, dipendenti). Ma Uber si cura solo della cannabis, che non riesce neanche ad ammazzare un topo. Neanche facendogli assumere thc dalla mattina alla sera e in quantitativi industriali. ANCHE SE FARANNO SENZ’ALTRO MALE, IN QUALCHE MODO, COME MOLTE PORCHERIE CHE COMBINANO TUTTI (DROGATI E NON). PERO’ DI JUNK FOOD SI MUORE E LO SANNO ANCHE I BAMBINI ORMAI. DI CANNABIS NON HO MAI VISTO MORIRE NESSUNO.

                      Per i danni che fanno le tue porcherie, se si ha l’ onestà per cercare ciò che non vi fanno vedere i Garattini, la pubblicistica è molto esaustiva.
                      Ad maiora

  6. Marina scrive:

    Scusate, intendevo dire che sono d’accordo con il Sig. Menelik che mi ha risposto.

    Saluti

  7. uber scrive:

    Renato, di cannabis si muore eccome, non fosse altro perché crea una mentalità favorevole a tutte le droghe. Io non dipendo da nulla, neppure dal junk food. Le tue equiparazioni sono da barzelletta, se non si stesse parlando della vita delle persone. E la tua insistenza ad arrampicarti sugli specchi testimonia quanto la droga alteri le percezioni e vada vietata, sempre e comunque.

    • Renato scrive:

      SEMPRE E COMUNQUE…il potere del doooooooogmaaaaaaaaa…
      Per me basta e avanza così…

      A rileggerla nel prossimo articolo sulla cannabis…

      • uber scrive:

        Hai ragione, con te parlare è inutile. Vale molto di più accompagnarti in un centro di disintossicazione, perché hai seriamente bisogno di un ricovero.

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