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Tony Cragg, un artista in bilico tra fenomeni naturali e creazioni terrene

marzo 19, 2012 Mariapia Bruno

«Vedo l’arte come un supplemento e un’espansione delle scienze». Questo è il credo di Tony Cragg, scultore britannico classe 1949, creatore in quest’ultimo mezzo secolo di forme scultoree rivoluzionarie, frutto di una elaborazione totalmente personale che le rende uniche e incredibilmente piacevoli alla vista. Opere, come il Mental Landscape o la Small Church, dove la forma dell’oggetto è una pura evocazione mentale, ma decisamente riuscita nel suo intento esplicativo. Nella loro composizione l’artista parte da quello che l’uomo produce e inserisce nel mondo in cui viviamo e va avanti interpretando quei fenomeni che non conosciamo o non possiamo vedere, come la natura atomica della materia e i principi di crescita organica. Ecco il segreto delle sue sculture che adesso ci vengono presentate a Lugano presso Villa Ciani dal prossimo 31 marzo fino al 12 agosto 2012.

All’interno della mostra ticinese intitolata a suo nome avremo modo di comprendere l’evoluzione coerente del metodo compositivo dell’artista dalle prime opere degli anni 70 alle realizzazioni monumentali esposte nel parco della sede espositiva, oltre a numerosi disegni e incisioni. Ad accoglierci per primi le composizioni di frammenti di plastica raccolti come se fossero reperti naturalistici seguiti da grandi sculture, come Minster, formata dalla sovrapposizione di oggetti metallici circolari di diametro via via minore che sembra sviluppatasi quasi in modo spontaneo come un’essere vegetale. Una passeggiata incantevole tra fenomeni naturali e oggetti terreni.

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