Google+

Siccome la mamma è lesbica, il “padre” diventa “partner” (e vai di comunicato stampa!)

gennaio 2, 2013

Nel reparto di clinica ostetrica dell’ospedale di Padova è stata cambiata la dicitura che compare sul braccialetto che consente ai padri di accedere alla visita dei figli neonati: partner invece di padre. La scelta si giustifica con il voler evitare imbarazzi e offese in casi di fecondazione assistita che coinvolgano coppie di fatto composte da due donne.

Lodi da chi sapete, scandalo per chi sapete. In realtà mi scandalizzo anch’io, ma non per la faccenda della scritta, per il fatto che si scelga un criterio ideologico per regolare una questione pratica molto semplice.

Il problema è quello di consentire l’ingresso in reparto ad una sola persona per volta per ogni puerpera. Non ci sono solo padri che vanno a trovare i piccoli, ci sono anche le nonne e i nonni; non ci sono solo coppie lesbiche che partoriscono, ci sono anche madri sole e madri il cui compagno, per qualsiasi ragione è assente. Tutte queste categorie dovrebbero allora sentirsi offese dal portare un braccialetto con scritto padre.

Trovare la soluzione è facile. Al buon senso basterebbe il colore del braccialetto per identificare l’avente diritto. Se proprio non si resiste alla tentazione di scrivere qualcosa si potrebbe utilizzare una parola generica come visitatore, autorizzato, pass.

Questi invece scrivono partner e fanno il comunicato stampa. Dite la verità: a voi non frega niente di risolvere il problema a voi importa solo di dichiarare e propagandare la vostra ideologia.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.

12 Commenti

  1. Hughes scrive:

    E’ con queste piccole cose che poco a poco viene instillata una visione ideologica della realtà.

  2. pato scrive:

    È con notizie insulse come questa che poco a poco CL instilla una visione ideologica (perché bigotta) della realtà ai 4 gatti, sempre meno per forza, che la seguono ancora

    • Antonio scrive:

      Miao, miao.

    • Filippo scrive:

      Non vorrei, ma può segnalarmi per favore la riga dove viene citata la voce ‘CL’?
      Inoltre, tenevo a dirle che nonostante la mia tenera età e la mia appartenenza a Comunione e Liberazione, non ho né una visione bigotta né una visione ideologica della realtà.

      Buonasera e buon anno.

  3. EP scrive:

    Relativismo a ennesimo grado

  4. viccrep scrive:

    sembra vada di moda sostenere l’assurdo cercando come sempre di stravolgere la realtà come chiedono i gay e le lesbiche.
    Non c’è nulla di moderno di progressista nell’offendere il bambino iniziando sin da piccolo a confondergli il reale con il fasullo.
    Certo che è clinicamente importante fare una conferenza stampa per un annuncio così misero .
    Il problema non è CL ma chi non ha più il senso della propria identità, per cui tutto va bene tutto fa brodo sig. Pato

  5. Walter scrive:

    Cosa ci sia poi di ideologico e fasullo nella giusta iniziativa dell’ospedale di Padova poi sarebbe da spiegare.
    Nessuna visione ideologica ma semplicemente la realtà dei fatti, che non confonde o offende nessuno.
    Ciò che confonde sono assurde “verità rivelate” che ancora vogliono imporre una visione distorta credendo, a torto, di poter discriminare o offendere delle persone solo in base del proprio normale e naturale orientamento sessuale (in questo caso omosessuale).
    La cosa più assurda è che si accusi altri di agire per ideologia…..

    • viccrep scrive:

      nessuno discrimina, è la pretesa di definirsi ciò che non si è, o farsi definire dal proprio orientamento sessuale che mistifica la realtà.
      L’ultimo ritrovato ideologico “la teoria del genere” fatta per giustificare qualsiasi atteggiamento, qualsiasi scelta che prevarichi la propria identità reale.
      Come si fa a definirsi papà se sei donna (o viceversa) questo mistifica la realtà.
      Infatti si sono dati nomi diversi per distinguersi gay o lesbiche.
      Essere uomo o essere donna non è una verità rivelata è così da sempre e la società esiste perché l’uomo e la donna si uniscono e procreano da sempre, realtà che le coppie gay o lesbiche non possono fare devono ricorre ad artifici..
      Quindi l’ideologia che mistifica la realtà sta proprio da un’altra parte senza scomodare le verità rivelate

      • Walter scrive:

        L’identità di genere non è un ritrovato ideologico ma un dato di fatto della natura umana. Così come il sesso biologico (maschio e femmina) non è la stessa cosa dell’orientamento sessuale (eterosessuale, omosessuale o bisessuale). E questo è piaccia o meno a quelle che sono veramente ideologie che non accettano di essere sbugiardate dalla realtà dei fatti.
        Allo stesso modo le famiglie omoparentali hanno figli che vengono cresciuti allo stesso modo di quelle eterosessuali.
        L’omosessualità, come l’eterosessualità, fa parte dell’idendità reale dell’individuo che ha questo normale e naturale orientamento sessuale, nè più nè meno.
        Si è semplicemente genitori. Punto.
        Poi, come dicevo, ci sono le ideologie religiose che, arrampicandosi sui muri, cercano di inventarsi argomentazioni pseudo scientifiche perchè ormai con lo spauracchio del “peccato” non convicono più nessono (forse neanche se stesse).
        Allo stesso modo di cerca di porre la riproduzione come giustificazione dell’affettività e della sessualità umana quanto ne è invece solo un aspetto.

        • viccrep scrive:

          come dire che un gatto è un topo se tale si definisce o viceversa,
          l’identità di genere è un ideologia messa in piedi da un filosofo australiano, non è un dato di fatto l’uomo e la donna sono definiti non dall’orientamento sessuale che è solo una parte della personalità umana, infatti dicesi orientamento.
          Ma la donna è proprio diversa dall’uomo oltre che nella sua fisicità (oggi si vuol cambiare anche quella) ma nella psiche nei tratti somatici e in mille altri aspetti:
          L’attrazione sessuale tra uomo e donna è il motore della procreazione da sempre non c’è bisogno di scomodare religioni di ogni sorta, è il fondamento della società.
          Oggi le lesbiche possono avere figli attraverso la manipolazione del seme maschile e dell’embrione.
          mentre i gay li vogliono adottare cioè pretenderli da altri.
          Difendere la coppia uomo e donna è un dovere della società.
          Le società emancipate che dicono tutto è uguale hanno perso la loro identità e per lasocietà questa è una frana

        • Edo da Torino scrive:

          Mi piacerebbe sapere come il sig. Walter faccia a chiamare “genitori” una coppia di lesbiche o gay: al massimo, infatti, solo uno dei due sarà il genitore (padre uno dei due gay, madre una delle due lesbiche), l’altro o l’altra… bella domanda… ah sì, giusto: partner!

  6. Diego Alloni scrive:

    Grazie, Franco Molon, della segnalazione. Per completarla, noto che, tra le pubblicazioni degli operatori sanitari del reparto, non ve n’è alcuna relativa a queste problematiche. E’ pertanto una scelta dettata da opinioni personali e come tale imposta all’utenza. E’ probabile che alle partorienti ed ai papà dei neonati non gli importi niente dei convincimenti privati degli operatori sanitari, perchè sono convinti e fiduciosi che operino secondo linee guida condivise e raccomandazioni sorrette da evidenze di tipo A.
    Va ricordato a tutti i pazienti il diritto di rifiutare qualunque intervento in ambito sanitario, anche di tipo amministrativo, anche senza fornire spiegazioni. Un sorriso ed un cuore pieno di perdono sono più efficaci per i papà (separati da figli già nel nome sul braccialetto) che tanto furore anti-padre pseudo-clinico.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Estrema tanto nell’aspetto quanto nella meccanica, la concept coreana anticipa la prima sportiva affidata al reparto Hyundai N. Adotta un 2.0 turbo benzina da 380 cv abbinato a un cambio a doppia frizione e alla trazione integrale.

La seconda generazione della SUV tedesca cresce nelle dimensioni e adotta soluzioni hi-tech in ambito sia multimediale sia di sicurezza. Mediamente più leggera di 90 kg, può contare su motori turbo benzina e diesel con potenze da 150 a 286 cv.

La seconda generazione della berlina ibrida plug-in nipponica percorre 100 km con un litro di benzina e sino a 50 km in modalità elettrica complice la ricarica solare al tetto. Confermato il powertrain ibrido da 122 cv. La batteria si ricarica in poco più di 3 ore.

Il design richiama elementi cari sia alle sportive BMW sia alle vetture maggiormente votate all’off road. La concept bavarese anticipa una nuova SUV coupé derivata da X1 che entrerà in produzione nel corso del 2017.

Ecco le nostre proposte per un fine settimana a pedali, a motore ma non solo. Se non sapete cosa fare date un'occhiata, se sapete già cosa fare potremmo farvi cambiare idea...

banner Mailup
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana