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Non chiamateli grillini ma diversamente democratici. Grazie e vaffancuore

ottobre 30, 2012 Redazione

 SFANCULANDO TUTTI. La partita della democrazia è troppo importante per essere liquidata con un rifiuto o un’invettiva. Lo ha dimostrato il Movimento 5 Stelle del tanto vituperato Grillo.
Antonio Padellaro, il Fatto quotidiano

VAFFANCUORE. Il politico che si rivolge alla pancia degli italiani, e non ad altre parti anatomiche, pensa di regolare il metabolismo della nazione o di influenzarne l’emotività? Mi permetto di consigliare un rinnovamento linguistico: basta pance. Proviamo a valorizzare chi riesce a rivolgersi alla testa degli italiani oppure a toccarne il cuore.
Lidia Ravera, il Fatto quotidiano

AH, CHE DURA PROVA. L’antipolitica alla prova del palazzo.
Gian Antonio Stella celebra il “balzo” del partito di Beppe Grillo in Sicilia, titolo del Corriere della Sera

AH, CHE RIVOLUZIONE. Beppe Grillo ha già avvertito: «Chi entrerà in Parlamento si toglierà questo nomignolo ormai deleterio di onorevole: macché onorevole! Niente onorevole!». E se vale per Montecitorio o per Palazzo Madama, figurarsi per l’assemblea palermitana.
Gian Antonio Stella, Corriere della Sera

AH, CHE ABNEGAZIONE. Conosciuti i numeri della vittoria del centrosinistra e avuta conferma della difficoltà da parte del nuovo presidente di avere la maggioranza all’Ars indispensabile per governare, hanno chiesto a Giancarlo Cancelleri, il geometra pizzuto di Caltanissetta che guidava la lista movimentista: «Cosa farete?». E lui: «Noi siamo zitelle acide. Non andiamo con nessuno. Ora dobbiamo cominciare a lavorare».
Gian Antonio Stella, Corriere della Sera

AH, CHE BELLA VITTORIA. Se è vero che il Pdl ha incassato il 13,5% di quel 47% dei votanti, come sottolineavano ieri pomeriggio i sostenitori affranti di Musumeci (…), ciò significa che il partito di Pier Luigi Bersani, al di là dei toni trionfalistici, «ha preso solo il 6% scarso dei voti degli aventi diritto. Bel trionfo!».
Gian Antonio Stella, Corriere della Sera

PROVATECI VOI A VINCERE COL 6%. L’esito del voto siciliano è stato definito da Bersani «un risultato storico».
Maria Antonietta Calabrò, Corriere della Sera

RAPPRESENTATINA. Il successo di Crocetta ci dice che la speranza di cambiamento per la Sicilia e l’Italia è rappresentata dal centrosinistra.
Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, Corriere della Sera

SUPERCALIFRAGRILLINI. C’è già chi ironizza sul seriosissimo comunicato diffuso ieri dalla «Lista civica del Movimento 5 Stelle Milano». La quale (…) intima ai cronisti «alla luce dell’enorme cambiamento proposto» a smetterla di chiamare «grillini» igrillini: la parola «è scorretta e anche un po’ offensiva, in quanto riduttiva e verticistica». Insomma: «è indispensabile che tutti voi giornalisti, redattori, caporedattori e direttori poniate la massima attenzione ad evitare parole che non appartengono alla realtà del movimento». Quindi? Meglio «attivisti del Movimento 5 stelle». Sono 32 caratteri tipografici invece di 8 e sarebbe impossibile far i titoli? Amen.
Gian Antonio Stella, Corriere della Sera

SANDROBONDINI. Il successo siciliano Cancelleri lo attribuisce innanzitutto a Grillo, con un comunicato elegiaco: «Caro Beppe, per due settimane hai dato l’anima per questa terra come se il siciliano fossi tu e non io. Hai attraversato lo Stretto, hai perso la voce e nonostante tutto hai continuato a fare tre o quattro comizi al giorno».
Alessandro Trocino, Corriere della Sera

ESSERE AVANTI (E DIETRO TUTTI QUANTI). Se il nuovo governatore siciliano non ha nascosto la sua omosessualità, è perché, grazie al cielo, la Sicilia non è più quella di Verga, Pirandello e Brancati. Il siciliano Crocetta come il pugliese Vendola, mentre a Nord venivano celebrati squallidissimi riti di maschilismo tribale.
Paolo Di Stefano celebra con la vittoria di Rosario Crocetta la fine del machismo siciliano, Corriere della Sera

PIÙ SEMPRE CHE SPESSO. Eccolo qui il passaggio chiave: il bene di lui. Che spesso (sempre più spesso) assiste senza muovere un dito a un crescendo di astio fra sua moglie e sua madre.
Giusi Fasano sul boom delle denunce per stalking contro le suocere italiane, Corriere della Sera

IL VERO INDIGNATO NON RIDE MAI. Il problema è che, alla fine, la voglia di fustigare i vizi degli italiani si trasforma in una compiaciuta assoluzione generale: una bella confessione e tutti tornano a sorridere, allegri e soddisfatti. Lasciando il dubbio che più che agli «arrabbiati» della politica questo tipo di film si rivolga ai «compiaciuti». Della furbizia e del compromesso nazionale.
Paolo Mereghetti critica Viva l’Italia, il nuovo film antipolitico di Massimiliano Bruno, Corriere della Sera

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