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«Sono molto grato alla Chiesa cattolica»

dicembre 6, 2013 Nelson Mandela

«Sono molto grato alla Chiesa cattolica. Quando i neri non potevano nemmeno salire su un autobus, la Chiesa cattolica li faceva vescovi e cardinali» (Nelson Mandela).

Il Santo Padre ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Presidente della Repubblica del Sud Africa, Jacob Zuma, per la morte, ieri a Johannesburg, all’età di 95 anni, del Premio Nobel per la Pace Nelson Mandela. Il Santo Padre invia le sua condoglianze alla famiglia Mandela, ai membri del Governo e a tutta la popolazione del Sud Africa e ricorda il fermo impegno del Presidente Mandela per la promozione della dignità umana di tutti i cittadini della Nazione e per la creazione di un nuovo Sud Africa eretto sulle solide basi della non violenza, della riconciliazione e della verità.
«Prego – scrive il Pontefice – che l’esempio del defunto Presidente ispiri le generazioni del Sud Africa a porre la giustizia e il bene comune in prima linea nelle loro aspirazioni politiche. Con tali sentimenti invoco su tutto il popolo sudafricano i doni divini della pace e della prosperità».

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6 Commenti

  1. Giulio Dante Guerra scrive:

    La cosa che non mi convince, nella citazione di Mandela preposta all’articolo, è la storia dei neri che “non potevano nemmeno salire su un autobus”. Mio padre, verso il1959, si recò, per affari, nel neo-indipendente Ghana. A parte i “neri che contavano”, vale a dire la classe dirigente del nuovo stato, tutta accuratamente formata in apposite università e istituti superiori dall’ultima amministrazione britannica, la stratificazione in “caste” dell’epoca coloniale sopravviveva intatta nella società; nella quale, sugli autobus i bianchi e gli asiatici semplicemente non salivano, per non mescolarsi ai neri! Viaggiavano solo con l’automobile propria o col taxi. E penso che in Sudafrica e nel Sud degli Stati Uniti le cose non andassero diversamente, così che la storia dei neri che, sugli autobus, “avevano osato sedersi nei posti riservati ai bianchi”, sia una delle tante “leggende metropolitane” ad uso della stampa europea. Verosimilmente, il celeberrimo “prestigio dell’uomo bianco” imponeva un tenore di vita “adeguato”.

    • Luigi Salemi scrive:

      @ Giulio Dante Guerra: sono sudafricano e avevo 15 anni quando e’ stato liberato Mandela. Il sudafrica non e’ il Ghana, qui c’era davvero l’apartheid, e c’erano davvero degli autobus per gli “europei” ed i “non-europei,” – quindi asiatici, mulatti e neri. Sarebbe stato piu’ preciso Mandela se avesse detto, “salire su un’autobus riservato ai bianchi.” Ma si capisce comunque il senso di cio’ che vuole dire, no?

      • Giulio Dante Guerra scrive:

        Scusa, pensavo che l’Africa britannica ed ex-britannica fosse tutta uguale, e che, quindi, anche in Sudafrica gli autobus fossero automezzi “di serie B o C”, riservati ai “negri”, e che i bianchi, e gli asiatici “ricchi”, mostrassero la loro “superiorità” sociale, usando solo il mezzo proprio – e “di un certo livello”, bianchi alla guida di Fiat 600 o di Citroën 2CV non se ne vedevano, in Ghana! – o, in alternativa, il taxi. Come facevano anche, ma chiaramente in Sudafrica non ce n’erano, i neri “importanti”, che, dopo l’indipendenza dell’ex-Gold Coast, si erano messi subito a scimmiottare gli inglesi, comprese le toghe e le parrucche di magistrati e avvocati nei tribunali.

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