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L’illusione è un’arte e la scienza ci spiega perché

giugno 18, 2012 Mariapia Bruno

Film come The Illusionist di Neil Burger e The Prestige di Christopher Nolan hanno acceso la curiosità di non pochi su un’arte dalla lunga storia, spesso etichettata come un fenomeno da circo: l’illusionismo. Una performance dove l’artista, eseguendo vari numeri di “magie”, gioca con i sensi dell’osservatore che è costretto a chiedersi: ma come è possibile? La risposta la svelano due scienziati di fama internazionale, Stephen Macknik e Susan Martinez-Conde, nel loro libro I trucchi della mente (Codice edizioni, euro 25), scritto dopo aver osservato per un intero anno il mondo dei maghi e aver scoperto che il più grande spettacolo di magia esistente al mondo è quello del nostro cervello. «L’inquietante verità – scrivono i due autori –  è che il nostro cervello fabbrica la realtà, visiva e non. Ciò che vediamo, udiamo, sentiamo e pensiamo si basa su ciò che ci aspettiamo di vedere, udire, sentire e pensare (…). Una parte sorprendente delle vostre percezioni è fondamentalmente illusoria. Credete di vedere delle linee curve ma, misurate col righello, le linee si rivelano diritte. Siete persuasi di essere vigili, ma un borseggiatore può sfilarvi l’orologio dal polso senza che ve ne accorgiate. Vi ritenete consapevoli di ciò che vi circonda, ma a ogni istante sbarrate il passo al 95 per cento di quello che succede. I maghi usano tutte queste trappole percettive e questi processi mentali contro di voi. (…) Il principio su cui la loro arte è fondata è di usare contro di voi le proprietà intrinseche della vostra mente».

Per chi vuole imparare quest’arte, ecco le istruzioni che svelano il segreto di un effetto magico e dei suoi meccanismi cerebrali: «Il mago è seduto a un tavolo da pranzo coperto da una tovaglia. Si assicura che voi vi troviate di fronte a lui, impossibilitati a vedere i movimenti che compie dietro e sotto la tovaglia. Pronuncia una frase del tipo: So bene che non è buona educazione giocare con il cibo. Ma chissà se questo panino così soffice può rimbalzare? Prende il panino e lo getta per terra. Lo sentite cadere sul pavimento con un sordo tump!, e poi lo vedete di nuovo in aria, dove il mago lo afferra. Il mago, seduto dall’altra parte del tavolo rispetto a voi, è leggermente girato rispetto alla posizione in cui si mangia. La sua mano compie il gesto di gettare il panino per terra. Non appena mano e avambraccio sono fuori dalla vostra vista, il mago gira il palmo verso l’alto e, usando solo le dita e il polso, lancia il panino in aria assicurandosi che braccio e avambraccio restino immobili. L’azione sta tutta nelle dita e nel polso. E nel piede: prima che il panino riappaia a mezz’aria, infatti, il mago batte un colpo per terra con il piede; voi udite un tump! nel preciso istante in cui il panino dovrebbe colpire il pavimento. Il trucco diventa ancora più interessante applicandovi una piccola variante ideata dal mago Jay Marshall. Questi ha aumentato leggermente l’intervallo di tempo fra il suono del panino che cade per terra e il suo rimbalzo verso l’alto: è come se il panino cadesse più sotto del pavimento prima di rimbalzare. Questo stratagemma rinforza l’illusione, e nessuno si accorge della discrepanza.» Provare per credere.

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