Google+

La nobiltà del lavoro all’epoca della Serenissima

maggio 16, 2012 Mariapia Bruno

Un vecchio sarto che cerca di infilare il filo nella cruna dell’ago e non riuscendoci viene preso in giro da due giovani fanciulle (Il Sarto, Fausto Zonaro), un gruppo di tre generazioni di fabbri che apprendono il mestiere tra fatiche e sudori nella bottega di famiglia (I fabbri, Luigi Cima), una bella dama che siede sognante tra quadri, sculture e cimeli dentro quella che oggi sarebbe una galleria d’arte (La bottega dell’antiquario, Oreste da Molin), una scena di piazza di serena e umile semplicità dove delle bambine acquistano castagne da due giovani venditori (Le caldarroste, Antonio Paoletti), un calzolaio che prende le misure delle caviglie di una giovane popolana osservata maliziosamente da un garzone seduto alle loro spalle (Calzolaio, Antonio Rotta). Andrebbero passate in rassegna una per una le opere della mostra Nobiltà del lavoro. Arti e mestieri nella pittura veneta tra 800 e 900 che al Museo Nazionale di Villa Pisani di Stra (Venezia) ci racconta la vita lavorativa tra i secoli XIX e XX, attraverso le opere di una serie di artisti che scelgono come soggetto delle loro creazioni il popolo veneto intento nell’esercizio di attività quotidiane, tra le mura di casa o all’aperto, nel verde dei campi o nel caos cittadino.

«Ogni lavoro, anche filare il cotone, è nobile; il lavoro è l’unica cosa nobile» afferma in Passato e Presente lo scrittore Thomas Carlyle (1795 – 1881), un’espressione che ben sintetizza il messaggio della retrospettiva che, con un flashback di duecento anni, ci trasporta in un passato dove il lavoro, ancora non minato da un’economia quasi irreale e da termini stravaganti quali spread, default, Bund e Btp, era – oltre a una necessità – un valore morale che dava senso, misura e stabilità all’individuo e alla collettività. Attraverso le settanta opere in mostra ecco che prende vita un vero e proprio reportage sulla virtuosa operosità della gente che armata di fatica, solerzia, pazienza e, perché no, anche passione, diventa protagonista di una grande epoca, quella della industriosa nobiltà del “mestiere”. Visitabile dal 2 giugno al 4 novembre 2012.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.
La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La nuova ammiraglia della Stella è lunga 6,5 metri, pesa oltre 5 tonnellate ed è caratterizzata da una blindatura in grado di resistere sia alle armi d’assalto sia agli esplosivi. Adotta da un V12 6.0 biturbo da 530 cv. Il prezzo? 1,4 milioni di euro.

Una sella road da 63 grammi per dimostrare dove la tecnologia può portare ma anche un modello specifico da endurance, che offre comfort e supporto extra, e uno dedicato ai biker più esigenti.

La concept giapponese anticipa il design dei futuri modelli Mitsubishi. È dotata di un powertrain ibrido plug-in con tre motori elettrici. Una soluzione che porta in dote la trazione integrale a gestione elettronica e un’autonomia di 120 km a zero emissioni.

La Casa tedesca dedica un inedito pacchetto high performance alla SUV Q3. A un aspetto decisamente aggressivo si accompagnano cerchi in lega da 19 pollici e sospensioni sportive S Line. Aggiornamenti per le versioni Sport, Design ed S Line Exterior.

La seconda generazione della crossover coreana beneficia di lievi ritocchi estetici e di un moderno sistema d’infotainment. Debutta il 1.6 turbo benzina da 204 cv di derivazione Pro_cee’d 1.6 T-GDi GT.

banner Mailup
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana