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La gran bontà dei cavalieri antichi nel castello di Trento

luglio 10, 2012 Mariapia Bruno

È un sogno romantico ed epico quello che si avvera varcando la soglia del Castello del Buonconsiglio e del Castel Beseno di Trento: principesse, dame, cavalieri, armature ci portano indietro, tra tornei e giostre cavalleresche, al secolo in bilico tra Medioevo e Rinascimento, il Quattrocento di «gran bontà dei cavalieri antiqui», come diceva Ludovico Ariosto nell’Orlando Furioso. Intitolata I Cavalieri dell’Imperatore la doppia mostra trentina, aperta fino al 18 novembre 2012, è un vero e proprio excursus nel mondo cavalleresco che prende il via con la vivace scena di torneo, di stampo Gotico internazionale, affrescata intorno al 1400 nel Ciclo dei Mesi della suggestiva Torre Aquila. Il racconto del tramonto del Medioevo e del sorgere dell’età moderna prosegue tra le armature della nobile famiglia Herberstein, spade, elmi, scudi, xilografie di battaglie e armaioli, e persino cavalieri giocattoli prodotti nella fonderia dell’artiglieria di Innsbruck.

Presenti anche un superbo dipinto di Peter Paul Rubens (1577-1640), l’Allegoria dell’imperatore Carlo V dominatore del mondo, dove l’ultimo imperatore del Sacro Romano Impero è rappresentato armato pronto per la lotta contro gli eretici protestanti, due ritratti attribuiti a Heinrich de Veerle dei militari Ruprecht e Wolf von  Eggenberg, e il Ritratto di Leopold di Herberstein di Giovanni Pietro de Pomis (1569 ca.-1633) dove il protagonista è ritratto con il cosiddetto “abito di corte spagnolo”, in velluto nero come unico colore per gli abiti di rappresentanza in tempo di pace.

 

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