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La cultura underground raccontata alla Galleria civica di Modena

ottobre 23, 2012 Mariapia Bruno

Peter Hujar, Mark Morrisroe e Jack Smith sono i tre artisti scelti da Lorenzo Fusi, curatore della Biennale di Liverpool, per presentare al pubblico italiano gli immaginari prodotti dalla cultura contemporanea attraverso gli occhi di questi tre image-maker e operatori, ognuno a modo proprio, della cultura underground. Protagonisti della mostra Changing Difference. Queer Politics and Shifting identities, aperta fino al 27 gennaio 2013 alla Galleria civica di Modena, gli artisti prescelti raccontano attraverso le loro creazioni il rischio che comporta il fondere arte e vita, ricerca formare e lotta politica. Lo sfondo da cui prendono il volo è quello dell’America del ventennio Sessanta-Ottanta, dove arte aulica e arte popolare, banale ed elegiaco, trash e raffinatezza, vita e morte, si integrano nello stile degli opposti, dominato dalla mescolanza dei generi – maschile e femminile – e da nuove pericolose libertà.

Le opere di Hujar – straordinari scatti in bianco e nero tra cui spiccano la serie dedicata alle catacombe di Palermo e i ritratti del fotografo americano David Wojnarowicz – e lo slide-show di Smith sono distribuite nei due livelli di Palazzo Santa Margherita, mentre i circa 240 lavori del più giovane, Mark Morrisroe, invadono la Palazzina dei Giardini. Ad accomunare soprattutto il punto di vista dei tre interpreti è la capacità di catturare le sfumature più diverse e volatili della personalità propria e altrui attraverso un linguaggio ironico che nasconde sotto una sprezzante velatura la ricerca di un amore incondizionato.

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