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La crisi si combatte a colpi di rossetto

luglio 25, 2012 Elisabetta Longo

Il “lipstick effect”, quell’onda strana di shopping che porta le donne a comprare più rossetti del normale in tempo di crisi. Un modo per consolarsi quando non è tempo per fare acquisti più costosi come una borsa o un paio di scarpe. Ad aver notato questo binomio è stata una delle più grandi marche di cosmetici, Estee Lauder, negli anni successivi alla tragedia dell’Undici settembre, che aveva notato un incremento esponenziale delle vendite di rossetti. C’era anche una ricerca affiliata a questo fenomeno che valutava le vendite degli ultimi vent’anni di rossetti e cosmetici, mettendoli in relazione con le oscillazioni finanziarie.

Che ci sia una relazione tra la moda e il benessere è fuor di dubbio, e l’aveva già notato nel 1926 un professore americano, che presentò una ricerca chiamata “the hemline index”, ovvero l’indice dell’orlo delle gonne, che secondo il professore quando l’economia migliora e c’è più benessere gli orli si alzano sopra il ginocchio e più su, mentre quando l’economia peggiora c’è bisogno di gonne lunghe e castigate. Dalla gonna al rossetto, al fondotinta, che secondo i giornali inglesi è il nuoto termometro del benessere, il prodotto a cui non si rinuncia, perché apparire con una pelle senza imperfezioni al giorno d’oggi è quanto di più importante, tanto quanto coprire quelle occhiaie da rata del mutuo da pagare.

Dal fondotinta alla biancheria intima. La grande catena americana Victoria’s Secret che rivela quanto sia cresciuto, da parte delle donne, l’interesse per la biancheria intima al tempo della crisi, tanto che una donna nel 2012 detiene nel suo cassetto più di trenta pezzi di biancheria diversi, mentre nel 1999 erano appena 12. Merito di vari fattori. Innanzi tutto delle innumerevoli promozioni che ormai quasi tutte le aziende di lingerie di massa fanno, per invogliare ad acquistare più capi, poi l’influenza esercitata da film e riviste che vogliono far passare il concetto che non è più tempo di mutandoni di cotone bianco. Infine merito è purtroppo anche di Cinquanta sfumature di grigio. Le lettrici, dopo averlo concluso, si recano subito in un negozio per comprare qualche completino. Dobbiamo quindi ringraziare la Mommy porn per il suo contributo a far girare l’economia.

 

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