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La coscienza semplice e maestosa di Luis, dodici anni, «pronto a incontrare Gesù»

maggio 17, 2017 Aldo Trento

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Pubblichiamo la rubrica di padre Aldo Trento contenuta nel numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

Luisito, un bambino di 12 anni, se ne stava andando. I suoi respiri erano ogni volta più profondi e distanziati. Apriva appena gli occhi. Sentiva con fatica. Guardava la Vergine, guardava sua mamma. Alla domanda del sacerdote: «Ami Gesù, sei pronto per incontrarti con Lui?», ha risposto: «Sì, padre». La mamma aveva riunito tutta la sua famiglia per dirgli addio. È stato un momento bello, felice per tutti. Quando se ne sono andati, la mamma ha lasciato le righe pubblicate qui sotto, frutto di notti insonni nelle quali vegliava, come la Vergine Maria, sul figlio inquieto e tormentato dal dolore di una metastasi che lo ha consumato totalmente. Quella che segue è invece la lettera che Luisito, pochi giorni prima di morire, ha scritto a Gesù.
paldo.trento@gmail.com

Lettera della mamma di Luisito
Dio mio, sono di fronte a mio figlio che sta morendo. Sarei una bugiarda se affermassi che sono rassegnata. Sono triste e piena di paura, ma in pace, perché ho fatto tutto ciò che era umanamente possibile per curare Luis. O Dio, mio figlio è nelle tue mani! Tu puoi fare il miracolo di curare mio figlio se vuoi. Signore, non te lo dico come rimprovero, ma te lo chiedo con tutto il cuore. Se mio figlio però è destinato a tornare coi tuoi angeli nel Paradiso, io sono felice. Signore, ti prego una volta in più che Luis non soffra, che non senta dolore… e ti ringrazio per avermelo dato come figlio.

È un bambino speciale: allegro, affettuoso, pensa sempre prima agli altri. Ricordo che quando lo mandavo dal panettiere per comprare il pane, al ritorno lo divideva, lungo il cammino, con i suoi amici e mi diceva: «Mamma, non ti arrabbiare. Togli la parte che mi tocca e dalla ai miei fratelli». Ricordi, Signore, quando chiedeva al suo papà che cantasse suonando la chitarra durante la Messa nella cappella? Questo mio bambino, Signore, lo hai scelto per darci una lezione di vita, per insegnarci come combattere in questa vita conoscendo te, Dio mio, come lui è solito chiamarti.

Ti ringrazio, Signore, perché grazie alla malattia del mio Luis hai aiutato gli altri miei figli a uscire dal pozzo cieco nel quale erano caduti e a intraprendere nuovamente il tuo cammino. Ti ringrazio, Signore, per avermi permesso di tenerlo un anno in più; lui mi ha aiutato ad avvicinarmi a te, o Dio, perché nonostante tutto quello che vedo e soffro, io so che lui va al Cielo, perché in tutto questo lungo tempo di malattia solo due volte ha detto «ahi». Quando si stava rimettendo dalla chirurgia e quando gli hanno punto i polmoni.

Grazie, Signore, perché attraverso la malattia Luis è arrivato in questa clinica Divina Providencia, per stare più vicino a te e conoscerti meglio. Ti chiedo di aiutarmi ad essere ogni giorno più forte nella mia fede, Signore, e di impietosirti di questa povera peccatrice, mandando la tua Misericordia sulla mia famiglia.

Lettera di Luisito a Gesù
O Gesù, prima di avere questa malattia io ti conoscevo poco, ma molto poco. Con la malattia sono giunto a conoscerti di più, poco a poco. Ora so che tu sei il mio Salvatore, perché tutte le cose che ti chiedevo o tutto quello che ti chiedo, me lo hai dato sempre.

Ricordo che una volta ti ho chiesto la salute per la mia mamma e tu mi hai ascoltato, Signore. Hai fatto in modo che mamma si sentisse meglio, e ora non ha più la sua malattia delle vertigini. Anche quando mi è mancata l’aria e mi stavo asfissiando, tu mi hai dato il respiro per dire queste parole. Tu sei venuto in terra per morire per me, e quando decidi che mi vuoi portare vicino a tuo Padre, io andrò.

Grazie Signore per tutto, grazie per i giorni che mi hai dato da vivere, grazie per la luce, perché sto ancora con mia mamma, con i miei fratelli, con tutta la gente che amo di più. Luis

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