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Intervista – In primavera l’Irpinia fiorisce tra tradizioni e contemporaneità

maggio 16, 2014 Mariapia Bruno

La direttrice artistica, Maria SavareseQuesta primavera il territorio irpino è valorizzato grazie ad una serie di eventi artistici e culturali che dialogano con storia e tradizioni. Ciò avviene grazie al progetto di rivalorizzazione dell’area che prende il titolo di Sistema Irpinia per la cultura contemporanea, di cui ce ne parla la direttrice artistica Maria Savarese.

Come è nato il progetto Sistema Irpinia per la Cultura Contemporanea?

Il progetto Sistema Irpinia per la Cultura Contemporanea è nato a seguito di una lunga e attenta progettazione sul campo durata circa un anno e mezzo. A seguito di una serie di sopralluoghi sul territorio, coordinati dall’allora Assessore al Turismo e ai Beni Culturali della Regione Campania on. Giuseppe De Mita, si è strutturato nel dettaglio il progetto, che risponde ad una volontà ben precisa di valorizzazione turistico – culturale delle aree interne della Campania. 

Peppe Perone, Custodi, 2014Quali sono le peculiarità del territorio dell’Irpinia dal punto di vista della tradizione e da quello della contemporaneità?

Direi che i due aspetti sono collegati. L’Irpinia è dotata di uno straordinario patrimonio di beni culturali, materiali e immateriali; vi sono testimonianze che vanno dall’epoca neolitica al periodo sannitico-romano e poi paleocristiano, esiste un itinerario di borghi e castelli medievali che conservano ancora intatto il proprio fascino. Di rilevanza internazionale è poi l’enogastronomia e in particolare la viticoltura, mentre eccezionale è il patrimonio di feste tradizionali, sentitissime dalla popolazione. Attraverso il progetto Sistema Irpinia per la Cultura Contemporanea, si tenta di interpretare e promuovere in chiave contemporanea tale immenso patrimonio, stimolando in particolare le risorse immateriali del territorio verso una visione internazionale e contemporanea, capace di mutare il patrimonio culturale in occasione di sviluppo e crescita.

Lucio Perone, Senza titolo, 2014, vetroresina, vernice industriale, 179x115x90 cm _ph. Fabio DonatoCome sono stati selezionati gli artisti della mostra “Cosa succede a Rotondi”? 

Non è avvenuta alcuna selezione, ma piuttosto un naturale coinvolgimento di tali artisti che lavorano da sempre sul territorio. Parliamo di artisti di fama internazionale che espongono in gallerie e musei in tutto il mondo, i quali hanno deciso di operare nel proprio luogo di origine o in generale sul territorio, sulla scia del primo di loro, Luigi Mainolfi oggi di stanza a Torino ma frequentemente di ritorno a Rotondi. Eugenio Giliberti, Emiliano Perino e Luca Vele, Lucio e Peppe Perone e Umberto Manzo hanno reso via Varco un unicum straordinario, una strada extracittadina in cui si sviluppa una naturale concentrazione di arte contemporanea profondamente legata al territorio.

In che modo gli scatti del fotografo Donato, protagonista della mostra “Fabio Donato. Punti di vista”, raccontano la nascita del progetto e valorizzano il territorio che li ospita?

Fabio Donato ha effettuato un backstage del progetto dalle fasi iniziali fino alla sua conclusione documentando ogni singolo evento e momento. E’ stato quasi scontato affidare a Fabio, il quale dal ’68 lavora come reporter della cultura campana, la creazione di un archivio dell’intero progetto Sistema Irpinia che sarà presentato al pubblico nella mostra finale il 31 maggio presso le splendide Tenute Mastroberardino, vera e propria eccellenza del territorio che è stato partner del progetto a vari livelli.

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