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Il tocco femminile alla Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma

settembre 18, 2012 Mariapia Bruno

Per Vasari era la donnesca mano, l’eccezione del tocco femminile in un mondo artistico declinato al maschile, che ai suoi tempi faceva rima con nomi quali Artemisia Gentileshi, Sofonisba Anguissola, Properzia de’ Rossi (scultrice a cui dedica una delle sue Vite), Maria Luigia Raggi e Virginia da Vezzo. Ma quelle che oggi consideriamo pioniere del genio femminile erano, anche allora, tutt’altro che eccezioni, considerato che l’Accademia di San Luca già nel 1608 ammetteva alla frequenza anche le signore e da li a poco anche le altre accademie di Italia – come la Clementina a Bologna – di Francia e d’Europa avrebbero cominciato a pullulare di artiste valide e competitive, e non necessariamente “naturamortiste”, come venivano definitive dalla critica otto-novecentesca.

Tra pittura di storia, di paesaggio e ritratti, le donne dell’arte hanno da sempre dimostrato una forte personalità compositiva ed estetica che possiamo ammirare all’interno dell’ottava edizione della Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma che, dal 5 al 14 ottobre 2012, al primo piano di Palazzo Venezia, organizza una mostra dossier dal titolo La donnesca mano. Donne artiste tra il XVI e il XVIII secolo: Sofonisba Anguissola, Fede Galizia, Artemisia Gentileschi, Maria Luigia Raggi e Virginia da Vezzo. A scandire la retrospettiva una quindicina di opere tra cui spiccano il graziosissimo Scherzo di Putti di Elisabetta Sirani e il Ritratto di quattro bambini di Sofonisba Anguissola e il Ritratto di Dama di Artemisia Gentileschi.

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