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Genitori: no ai corsi gender a scuola a settembre

luglio 16, 2014 Redazione

beck-unarTratto da RadioVaticana Preoccupazione e polemiche nella scuola italiana dove le associazioni LGBT (acronimo di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) premono per attivare corsi di affettività e promuovere iniziative contro le discriminazioni di genere, con il sostegno dell’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, che ha già redatto un opuscolo “Educare alla diversità a scuola”, oggetto di aspre critiche. Roberta Gisotti ha intervistato Fabrizio Azzolini, presidente dell’Age, tra le più longeve associazioni dei genitori.

Famiglie in allerta sulla cosiddetta questione gender, che sarà al centro di nuove Linee guida, annunciate entro settembre dal ministro dell’Istruzione Giannini, che venerdì scorso ha incontrato le associazioni Lgbt. Dott. Azzolini, che cosa temere in concreto?
Noi dell’Age temiamo che nella scuola a settembre – dove il dirigente accetti questa forma di collaborazione con le associazioni Lgbt – vengano istituiti dei corsi non improntati ad educare i ragazzi alla vera affettività e all’accoglienza della persona ‘diversa’ ma che venga sfruttato questo canale per fare in realtà dei corsi di ‘becera sessualità’.

Le associazioni dei genitori lamentano di non essere state coinvolte abbastanza, anche in passato…
Oggi, la scuola ha preso una piega discutibile, ovvero, di interessare non le associazioni storiche dei genitori ma di rivolgersi alle associazioni Lgbt, che credo non abbiano nulla a che spartire con la scuola, non essendo riconosciute dal Ministero dell’Istruzione come associazioni di genitori.

Ci si chiede pure perché queste associazioni Lgbt vengano coinvolte in ambito educativo non avendo competenze particolari…
Le competenze particolari sono tutte da discutere e comunque non sono state avvalorate da alcuna istituzione scolastica e tantomeno dal Ministero. Ma in nome dell’autonomia della scuola e degli istituti, alcuni dirigenti si sentono autorizzati a fare queste sperimentazioni, ma noi non vogliamo che i nostri figli siano cavie di sperimentazioni che certi dirigenti intendono fare.

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5 Commenti

  1. fiorenza balbi says:

    i capi LGBTI in Parlamento europeo hanno proposto una educazione sessuale che prevede la masturbazione a scuola a 4 anni , quindi imprintando nelle giovanissime mento il mero piacere sessuale come un diritto e avvicinandoli al mondo dei pedofili che non aspettano altro che trovarsi davanti bambini che conoscono e quindi chiedono piacere sessuale ……, inoltre , dopo aver scoperto a 10 anni l esistenza dei trans , bisessuali etc… , nella scheda dei 13/14 anni si prevede di instillare pesantemente e subdolamente il dubbio sul proprio orientamento sessuale , questo è un colpo basso assestato ai ns giovani , perchè è proprio a quell’età che la maggior parte degli adolescenti ha una infatuazione per l amico/a dello stesso sesso , è una fase normale dello sviluppo sessuale , in realtà si è perfettamente etero ……..peccato che l educazione sessuale OMS , suggerita dai lgbti in Parlamento Europeo tralasci di dirlo !
    NO gli LGBTI non devono entrare nelle ns scuole

    • Orazio Pecci says:

      Sono d’accordo su tutto tranne che sul gerundio nella seconda riga. Quella cosa là non si “IMPRINTA” (voce del verbo itanglese “tu imprintare”) casomai si “IMPRIME” (voce del verbo italiano “imprimere”).

  2. Thiago says:

    Visto che, par di capire, probabilmente inizierà una battaglia sull’educazione dei NOSTRI figli (perchè non si tratta di figli dello stato) e visto che la battaglia potrebbe essere piuttosto lunga, consiglio a tutti di ricorrere massicciamente all’educazione parentale o homeschooling. E’ perfettamente legale e riconosciuta in Italia. Inoltre è molto diffusa in altri paesi. Facendo 2 conti potrebbe pure essere vantaggiosa, in particolare se più famiglie si organizzano per dividere i costi. Una specie di gruppo d’acquisto solidale in cui il prodotto d’acquistare è l’educazione dei propri figli.

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-home-schooling-a-mio-figlio-insegno-i-miei-valori-6387.htm

    Magari alla fine questi programmi (dis)educativi non entreranno definitivamente nelle scuole. Però fintanto che non si è sicuri, io mio figlio e mia figlia non li lascio soli ad assistere passivamente a certe “lezioni”.

  3. D. Antonio says:

    Il Presidente dell’Age Fabrizio Azzolini, quando lamenta il mancato riconoscimento delle Associazioni LGBT, da parte del Ministero dell’Istruzione, come associazioni di genitori, si gingilla su un mero adempimento burocratico che potrà essere soddisfatto in ogni momento, essendo pacifica l’esistenza di associazioni genitori omosessuali, come si legge nel sito http://www.famigliearcobaleno.org/

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