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Dialoghi d’autore tra composizioni e musica al Museo d’Arte di Lugano

marzo 13, 2013 Mariapia Bruno

Inconfondibili come sempre, le opere pittoriche di Paul Klee (1879–1940) sono governate da ritmi e geometrie che mai si ripetono, da cui nascono soggetti esili e acrobatici che si inseriscono nel complesso divenire della natura. Ma questa volta, all’interno della mostra Klee – Melotti, aperta dal 17 marzo al 30 giugno 2013 presso il Museo d’Arte di Lugano, i soggetti del pittore svizzero dialogano con i fili metallici dello scultore italiano Fausto Melotti (1901–1986), che, intrecciati in strutture aeree, ubbidiscono a cadenze musicali, assecondando e contraddicendo proporzioni matematiche, disegnando quindi essenziali figure d’uomini e di animali che evocano una dimensione mitica.

È una retrospettiva davvero complessa che propone uno sguardo inedito sui due artisti, che nel corso della loro carriera si sono mossi dal simbolismo, allo Jugendstil, alle suggestioni metafisiche italiane, alle astrazioni geometriche. Fondamentale anche il rapporto dei due pittori con la musica: Klee fu, infatti, violinista, mentre Melotti, si diplomò in pianoforte. Entrambi inserirono lettere e simboli musicali nelle loro composizioni che vengono così rafforzate da una sensazione di melodica completezza.

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