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Come scoprire un mondo affascinante sbirciando dalla finestra di un pittore

settembre 11, 2012 Mariapia Bruno

Ne La finestra sul cortile di Hitchcock il protagonista sfrutta il suo riposo forzato post-incidente osservando i vicini di casa con un binocolo e una macchina fotografica con teleobiettivo, familiarizzando con la loro quotidianità e sospettando di strani movimenti e sparizioni. È un mondo che spesso non conosciamo davvero quello che si apre davanti ai nostri occhi quando osserviamo fuori dalla finestra, un mondo che i pittori da secoli immortalano nelle loro opere, facendone metafore delle proprie emozioni che si schiudono all’interno di questo dispositivo prospettico. Dai romantici Johann Heinrich Füssli e Hans Thoma, dalle cui finestre si affacciano sagome che, scrutando l’orizzonte, ricercano una risposta alle loro domande interiori, agli artisti delle avanguardie che stravolgono il rapporto tra interno ed esterno, alle sperimentazioni contemporanee di Duchamp che tenta di catturare nuove visioni oltre la finestra cieca, sono tanti i protagonisti della mostra Una finestra sul mondo. Da Dürer a Mondrian e oltre che dal prossimo 16 settembre sarà visibile al Museo Cantonale d’Arte e Museo d’Arte di Lugano.

Accanto alle opere di questi straordinari interpreti sarà possibile ammirare, fino al 6 gennaio 2013, anche le composizioni di Claude Monet, Pierre Bonnard, Édouard Vuillard e Henri Matisse, la cui prospettiva cambia nel raccontare affascinanti intérieur, René Magritte con le sue finestre surrealiste, Piet Mondrian e Josef Albers, che studiano la struttura della finestra, e Albrecht Dürer con i suoi trattati che esemplificano le teorie che Leon Battista Alberti ha elaborato sulla “finestra aperta” nel De Pictura (1436), vedendola come processo artistico iscritto in un luogo geometrico.

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