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La Cina torna a crescere a ritmi impressionanti. Sarà merito del solito trucco?

settembre 13, 2013 Leone Grotti

L’economia cinese torna a correre. La produzione industriale ha registrato una crescita del 10,4% ad agosto, il dato più alto da 17 mesi a questa parte. Ma non c’è niente da festeggiare, perché non bisogna mai dimenticare il modo in cui Pechino ottiene questi dati strabilianti.

CRESCE DOMANDA INTERNA. Il motivo dell’incremento di agosto è dovuto all’aumento della produzione delle compagnie di Stato cinesi: in particolare, l’acciaio ha fatto registrare una crescita del 15,6% a causa della crescente domanda interna per progetti infrastrutturali da parte dei governi locali.

MIGLIAIA DI MILIARDI DI DEBITI. La maggior parte di questi investimenti viene realizzata grazie ai prestiti che i governi locali ottengono dalle banche o emettendo bond, incrementando così il già altissimo debito di province e regioni. Secondo Zhao Quanhou, a capo di un centro di ricerche finanziare affiliato al ministero delle Finanze, il debito della Cina dovrebbe ammontare a circa 18 trilioni di yuan, cioè più di 2 mila miliardi di euro. Ma a questo bisogna aggiungere il debito degli enti locali, che secondo una recente stima realizzata per il Financial Times da Zhang Ke, importante personaggio dell’industria finanziaria cinese, ammonta a una cifra compresa tra i 10 e i 20 trilioni di yuan, cioè tra i 1.200 e i 2.400 mila miliardi di euro.

BILANCI TRUCCATI. In totale, la Cina potrebbe avere un debito di 4.400 mila miliardi di euro. Ma il condizionale è d’obbligo perché i governi locali si rifiutano di comunicare a Pechino il reale stato delle loro casse. E questo per due ordini di motivi, entrambi strutturali al sistema cinese: primo, lo Stato stesso non vuole mostrare al mondo l’enorme quantità di debiti da cui è sommerso e spesso rifiuta dagli enti locali bilanci troppo catastrofici, rimandandoli indietro perché siano “ritoccati”. Secondo, perché i funzionari locali vengono promossi nel Partito comunista in base ai loro risultati economici. Sono di conseguenza portati, in mancanza di controlli e verifiche da parte del governo centrale, a truccare i bilanci.

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2 Commenti

  1. fufi scrive:

    non vedo perchè non potrebbe essere vero. dopotutto i cinesi sono piu di 1 milardo e la domanda interna può benissimo aumentare cosi come hanno prodotto esportando. poi essendo un paese in via di sviluppo, al contrario di Usa ed Occidente….
    se è il solito trucco sarà come per i vari prof. ed economisti occidentali vedono la luce nel tunnel ma poi vengono smentiti nel giro di poche ore…

  2. Enrico z scrive:

    L’articolo é assolutamente fondato e questo é dimostrato dal fatto che la comunitá finanziaria aspetti i dati cinesi come rilevati da societá terze come HSBC, non fidandosi mai di quelle ufficiali pechinesi. Non c’entra una mazza chiodata paragonare conti taroccati con “la luce in fondo al tunnel” …sono due cose diverse e per essere uguali bisognerebbe parlare di dati taroccati sulla produzione industriale italiana per esempio, non sulll’interpretazione soggettiva, tra l’altro legittima, dei suoi dati reali(la luce in fondo al tunnel).Idem con le previsioni degli economisti che tra l’altro, non é vero vengano sempre smentiti e anche smentita, una previsione, non é un dato taroccato.. evidentemente si pretende di pronunciarsi su un articolo ben fatto e ben motivato senza conoscere un keiser ne di finanza ne di economia ne della Cina….

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