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Basta discutere sul sesso degli angeli, è ora di unirsi per combattere la buona battaglia per la famiglia

marzo 2, 2015 Pippo Corigliano

famigliaIn questo periodo mi vengono continuamente in mente due scene. Una è quella di Gesù che, a detta dell’evangelista Matteo, «colà, non fece molti miracoli, a causa della loro incredulità» (Mt 13,58). L’altra scena è quella di Costantinopoli conquistata dai turchi nel 1453 mentre i teologi discutevano sul sesso degli angeli.

L’Onnipotente viene fermato dalla volontà umana? A quanto pare sì. Per fortuna è vero “il viceversa”: Gesù compie grandi miracoli quando vede una forte fede. È il caso del centurione, della donna cananea, dell’emorroissa e così via. Da quando ho uso di ragione non ricordo un periodo più tormentato di questo. Le lobby finanziarie imperversano provocando una crisi che crea continuamente nuovi poveri e disoccupati nell’Europa meridionale. In più impongono un dibattito pubblico dove sembra che la questione più urgente sia la possibilità di adottare bambini da parte delle coppie omosessuali. Sembriamo impazziti.

In primo luogo dobbiamo smascherare gli speculatori e lottare per consentire a tutti un’esistenza dignitosa. I cattolici devono smettere di essere divisi e puntigliosi davanti a questi disastri. Davvero sembra che si discuta sul sesso degli angeli invece di unirsi (conservando certamente le proprie differenze e carismi) per combattere la buona battaglia per la famiglia, con fede e determinazione. È l’ora che i politici, se non vogliono rispettare i princìpi elementari di umanità, almeno temano di perdere il posto. Fede e preghiera, prima; azione concorde, dopo.

Foto famiglia da Shutterstock

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2 Commenti

  1. paolo scrive:

    Grazie, Pino!

  2. Giacomo Rocchi scrive:

    Leggo in ritardo il suo scritto e me ne scuso.
    Mi permetta di dissentire sulla sua frase: “I cattolici devono smettere di essere divisi e puntigliosi davanti a questi disastri. Davvero sembra che si discuta sul sesso degli angeli invece di unirsi (conservando certamente le proprie differenze e carismi) per combattere la buona battaglia per la famiglia, con fede e determinazione”; quanto meno, vorrei che Lei precisasse quali sono le divisioni che assomigliano alle discussioni sul sesso degli angeli. Mi spiego: il richiamo all’unità “per la buona battaglia per la famiglia” dà per presupposta l’esatta individuazione di quale sia la “buona battaglia per la famiglia”; se non c’è chiarezza sul punto di partenza, il rischio è che l’invito si trasformi in quello di seguire l’ultimo “cattolico” di turno che riesce a trascinare (per quanto tempo?) un po’ di folle …
    E allora: quale è la buona battaglia per la famiglia? Lei sarebbe d’accordo a sostenere l’abrogazione della legge sul divorzio? Io sì: anzi, penso che, se non recuperiamo quella “battaglia originaria” contro la prima legge che ha iniziato a sfasciare le famiglie in Italia, ogni nostra battaglia è parziale e inutile.
    Lei, per esempio, è d’accordo a vietare in ogni caso la fecondazione in vitro, e non solo quella eterologa? Perché vede, non vi è dubbio che solo la prima delle due opzioni è davvero una battaglia per la famiglia e un invito a riscoprire la bellezza della generazione dei figli nell’ambito del matrimonio …
    Non nascondiamocelo: all’interno del mondo cattolico, su tutte le questioni attinenti la difesa della vita e della famiglia si scontrano due posizioni contrapposte, che non hanno affatto a che fare con il “sesso degli angeli”: la posizione che ritiene utile e necessario fare solo le battaglie “possibili”, che hanno
    qualche possibilità di successo, tralasciando quelle già perse; e quella che, al contrario, ritiene necessario affermare sempre e dovunque la verità integrale – sull’uomo, sulla vita, sulla famiglia, sulle tecniche che uccidono gli embrioni, sull’omosessualità, sulle leggi ingiuste … – e combattere a viso aperto e senza compromessi.
    Quali sono le conseguenze? La prima posizione spera di “vincere” qualche battaglia: ma l’esperienza dimostra – è davvero superfluo ricordare la “vittoria” della legge 40 – che quelle battaglie “vinte” si trasformano in guerre perse e, per di più, contribuiscono a far ritenere dagli stessi cristiani lecite certe pratiche che, invece non lo sono (Lei ritiene che i cattolici italiani, dopo che la legge 40 ha legalizzato la fecondazione in vitro, la ritengano illecita moralmente?).
    La seconda posizione conosce bene il sapore delle sconfitte, ma non perde la speranza nel futuro ribaltamento, consapevole che è necessario tenere alti i principi per essere in grado di riaffermarli in ogni momento.
    La ringrazio per l’attenzione,
    Giacomo Rocchi

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