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Basta col telelavoro, ma basta anche con la teledemocrazia di chi sogna un mondo perfetto rimanendo in ciabatte davanti al pc

febbraio 28, 2013

Una delle aziende pioniere del telelavoro, Yahoo!, ha deciso di dire basta. Tutti in ufficio a sgambettare sui pc aziendali; aumenta la creatività e lo spirito di gruppo. Così ha stabilito il Ceo, Marissa Mayer, proprio lei che assunse la carica quando era incinta e il telelavoro le faceva comodo.

Come sempre c’è del buono e del cattivo in ogni cosa e questa notizia la si può prendere da tanti versi. A me piace sottolinearne un aspetto.

Il lavoro, forse più di ogni altra cosa, costringe tutti noi a impattare con la realtà, a fare i conti con le cose concrete che non sempre vanno come ci piacerebbe che andassero. Anche solo uscire di casa, prendere un autobus, cercare un parcheggio, fare colazione al bar, comprare un giornale ci immerge nel reale molto più che starsene chiusi in camera.

Costringere i nerds che vivono in ciabatte sognando un mondo perfetto a mettersi una camicia decente e fare quattro passi non può che essere salutare, per loro e per tutti.

Non si può stare davanti a una webcam a blaterare che gli altri sono tutti morti, che solo noi sappiamo come salvare il mondo e poi non avere il coraggio di uscire di casa e provare a fare i conti con la realtà; sporcarsi le mani con quel fango, che magari non ci piace molto, ma che attende l’urto della nostra responsabilità.

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1 Commenti

  1. Pierpaolo scrive:

    mah, che volete che vi dica.. fino a 2 anni ero un dipendente come tanti poi sono diventato un freelance, e dunque convertito in qualche modo al telelavoro, ma anche sempre in giro a “sporcarsi le mani”, non credo che una cosa escluda l’altra, francamente. Devo dirvi che lavoro meglio, produco di più e ho abbattuto i tempi di lavoro (vuoi mettere? niente più riunioni e telefonate inutili, frustrazioni, perdite di tempo, telefonate eccetera) e risparmio pure un sacco di soldi (niente auto, niente benzina). Vi sembra poco? Più produttività e più tempo da dedicare a se stessi e ai propri cari. Che nel 2013, con tutte le nuove tecnologie a disposizione, si debba ancora uscire di casa e stare due ore nel traffico (1 ora all’andata e 1 al ritorno, fate un po’ il calcolo: 40 ore al mese passate in auto, e questi me li chiamate “4 passi salutari”? ma andiamo..) per stare 8-10 in ore in ufficio mi sembra francamente scandaloso. La domanda che ognuno dovrebbe porsi è: in che percentuale quello che faccio in ufficio lo posso fare anche da casa? Va da sè che se è oltre il 70-80 per cento si può benissimo pensare di fare la rivoluzione. e invece no, perchè c’è il riflesso condizionato del Capo che ci vuole tutti lì, perché “ce deve controllà”. Che tristezza..

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